venerdì 28 novembre 2008

Benetton non può sgomberare la comunità mapuche Santa Rosa


di Edgardo Manosalva / Puerta E


La corte d’appello di Esquel ha respinto l’istanza di sgombero della Comunità Santa Rosa.

La Cámara de Apelaciones del Nord-ovest del Chubut, con sede nella città di Esquel, lo scorso 2 ottobre ha rigettato l’istanza di sgombero della Comunità Mapuche, ribadendo la sentenza di primo grado da parte del giudice Dr. Omar MAGALLANES, istanza inoltrata dalla Compañía de Tierras del Sud Argentino S.A., controllata dall’Impero BENETTON.
All’interno della richiesta di sgombero cautelare inoltrata da BENETTON il 22 marzo 2007, si chiedeva che a fine febbraio 2008 la Comunità fosse sgomberata dal suo territorio tradizionalmente occupato, in considerazione del fatto che essa aveva procurato "danni irreversibili" all’integrità del podere conteso.
La Comunità ha presentato un ricorso il 10 marzo, allegando la sua iscrizione nel Registro Provincial de Comunidades Indígenas della provincia del Chubut, chiedendo pertanto il ritiro dell’istanza di sgombero cautelare. Inoltre ha sottolineato che tutte le opere materiali realizzate per il momento non costituiscono "danneggiamenti materiali irreversibili", ma sono giustificate dalle strette necessità di base per la sopravvivenza e lo sviluppo di una cultura ancestrale.
Tale circostanza è stata constatata in situ dalla perizia giudiziaria effettuata il 9 maggio 2008 dal giudice di primo grado, che il 30 dello stesso mese ha sentenziato per il rigetto dell’istanza di sgombero, come richiesto da BENETTON.
Questa sentenza è stata impugnata dalla multinazionale italiana e così si è giunti alla recente sentenza della Cámara de Apelaciones del 2 ottobre. Nei considerando della sentenza, la Corte ha specificato: "non avvertiamo che i fatti denunciati dal querelante (BENETTON) costituiscano un grave pericolo... trattandosi di cambiamenti insufficientemente significativi... non sono stati arrecati danni materiali... e sono stati effettuati con il fine esclusivo di coprire le necessità di base indispensabili per la vita quotidiana".
Questa nuova sentenza ridimensiona le pretese della latifondista Compañía de Tierras del Sud Argentino S.A. e rafforza la posizione della Comunità Mapuche “Santa Rosa-Leleque” all’interno del percorso per il definitivo e incondizionato riconoscimento sul suo Territorio Ancestralmente occupato.
* G. A. J. A. T.Asociación MAPU

Wallmapu -“Salvaguardia del territorio per il diritto alla vita"


PATRICIO CAYUN
Lonko Lof Cayun
FIDEL COLIPAN
Werken Confederación Mapuche Neuquina
vedi il video: el lof cayun en resguardo del territorio
(13 minuti di esercizio del diritto della Comunità mapuche Cayun, il giorno 11 novembre)
COMUNICATO MAPUCHE
129 anni fa il popolo mapuche ha cominciato a difendere la vita prima dal tentativo di sterminio messo in atto dall’esercito argentino, attraverso la figura del generale Giulio Argentino Roca. Oggi, in piena epoca di modernità e di "civilizzazione" ancora una volta si solleva per difendere la vita del territorio, minacciato ferocemente dalla stessa istituzione Esercito Argentino, che usando l’autoritarismo che lo ha caratterizzato, ha ignorato per tanti anni le richieste della Comunità Cayun di cessare dell’esercizio delle manovre militari nella Paraje Trompul.
In piena democrazia, facendo uso di vecchi metodi che hanno lasciato ferite profonde in Argentina, il IV reggimento della cavalleria San Martin de los Andes del tenente colonnello Pablo Ruiz ha minacciato la Comunità Cayun, ... esercitando intimidazioni e denunciando penalmente le loro autorità, che dal 7 novembre passato si sono installate nella località chiamata Pampa de Trompul per salvaguardare la ‘ixofilmogen’ – biodiversità del territorio - messa in pericolo costantemente a causa delle esercitazioni militari che vi si svolgono.
Siamo nel posto in difesa e salvaguardia di:
La vita delle montagne – pu newen de la mawiza - che hanno iniziato a precipitare usate come bersagli delle armi di guerra. La vita degli animali, pu kujin, costretti a fuggire dallo spaventoso rumore e dalla paura della morte. La vita delle nostre piante medicinali – lawen – che stanno distruggendo. La vita dei laghi, fiumi e torrenti che hanno avuto un impatto frenetico producendo uno squilibrio nella natura che mette a repentaglio la vita umana. Per questi motivi facciamo appello a tutta la società neuquina e argentina a salvaguardare, accanto a noi, la vita di questi territori, unici in biodiversità. Perché è un dovere di tutti lasciare alle generazioni future vita e non morte. Alla società di San Martin de los Andes vogliamo dire ancora una volta che siamo a favore della vita, dei diritti e della riproduzione di una società diversa. Nella quale tutti possano vivere e crescere degnamente. Dove la diversità di cosmovisione ci consenta di creare nuove forme di utilizzo degli elementi naturali e non lo sfruttamento di queste forze che hanno vita. Esortiamo tutti a non essere semplici spettatori di questa situazione, ma a farsi parte attiva. Perché la riproduzione della nostra vita e del nostro territorio non la possiamo delegare, difenderemo la vita di wajmapu - territorio, alla partecipazione e al consenso, affermato costituzionalmente. Per la difesa del territorio, giustizia e libertà.

Wallmapu. La compagnia mineraria di Benetton alla ricerca dell’oro a San Juan.

Articolo di Viviano Pastor - Fuente: Diario de Cuyo

La compagnia mineraria Minera Sud Argentina, con il pacchetto di maggioranza delle azioni posseduto da Luciano Benetton, il magnate italiano fabbricante di vestiti ed uno dei più grandi latifondisti dell’Argentina, è sbarcata per la prima volta nella provincia di San Juan per esplorare l’oro nella Cordigliera di Igliesias.
Il segretario delle attività minerarie della provincia, Felipe Saavedra, ha informato che questa settimana si è riunito con Carlos Massa, gestore generale della compagnia, il quale gli ha comunicato che l’impresa ha iniziato ad esplorare il progetto Brechas Vaca, sito nel dipartimento di Iglesia. La zona è stata catalogata come luogo ad "alto potenziale minerario" da parte della compagnia.
In questa prima tappa l’impresa investirà 500.000 dollari; si realizzeranno le prime perforazioni.
Saavedra ha confermato che i tecnici e gli assistenti si erano già recati nella zona in questione, assieme al principale equipaggiamento per la perforazione, compito che sarà a carico della ditta locale Eco Minera.
I mezzi d’informazione nazionale segnalavano già da 4 anni sulla costituzione di una nuova compagnia mineraria, Minera Sud Argentina S.A., della quale Compañías de Tierras del Sud Argentino (di proprietà Benetton) è titolare del 60% del capitale. Infobae sosteneva che la compagnia puntava alle regioni del nord e del centro dell’Argentina, rispettivamente le province di Jujuy e San Juan, "dove le miniere stanno acquisendo una grande attrazione".
L’imprenditore italiano è considerato uno dei più grandi latifondisti del paese, padrone di 900.000 ettari nel sud del paese e nella provincia di Buenos Aires. Inoltre, possiede più di 280.000 ovini, con interessi nell’industria della lana, della riforestazione e dell’allevamento.
Nel 2002 Benetton è stato denunciato da organizzazioni mapuche per usurpazione di terreni ancestrali nella Patagonia argentina. In quello stesso anno la famiglia aborigena Curiñanco Nahuelquir si scontrò con il gruppo Benetton con un processo per sgombero. L’avvocato dei mapuche, Gustavo Macayo, sostenne che dietro lo sgombero della famiglia mapuche "potrebbe esserci anche un interesse a estrarre l’oro che potrebbe essere presente in quel luogo."

Plan Mexico: attrezzature militari per 90 milioni di dollari dagli Stati Uniti

di Kristin Bricker - Narco News

Fonti del Congresso degli Stati Uniti hanno confermato a Narco News che il governo degli Stati Uniti ha stanziato circa 90 milioni di dollari dei 116,5 milioni del finanziamento militare dell’estero (FMF) nell’ambito del Plan Mexico, conosciuto anche come iniziativa Merida o Plan Merida. I 90 milioni comprendono circa 77 per cento della dotazione totale per il Messico nel bilancio del Plan Mexico per il 2008.
Il Congresso degli U.S.A. ha autorizzato la consegna fino all’ 85% cioè 99 milioni di dollari, dei fondi del FMF finché non vi è una relazione del Segretario di Stato riguardo il rispetto in Messico delle condizioni sui diritti umani stabiliti nel Plan Mexico. Tuttavia, fonti del Congresso indicano che il Messico non ha ancora soddisfatto le condizioni per i diritti umani, pertanto il Dipartimento di Stato non ha presentato la relazione.

La situazione dei diritti umani sono minime – richiedono l’istituzione di una Commissione per ricevere le denunce circa il comportamento della polizia, che il governo messicano si riunisca regolarmente con le organizzazioni messicane dei diritti umani per consentire loro di "fare raccomandazioni sull’attivazione del Plan Mexico (escludendo con questo le consultazioni con qualsiasi ONG che si opponga al pacchetto di aiuti militari), che procuratori e forze militari indaghino e processino poliziotti federali e militari che sono accusati di aver commesso violazioni dei diritti umani, e che non siano utilizzate nei tribunali prove ottenute attraverso la tortura.

Quest’ultimo punto è particolarmente difficile da certificare per la Segreteria di Stato, in quanto il settimanale messicano Processo ha evidenziato questo mese, che tre sospetti arrestati dall’Ufficio del Procuratore Generale (PGR) con il caso di attacco "narcoterrorista" con le granate di Morelia, Michoacán, sono stati torturati da un cartello della droga o dalle forze di sicurezza messicane perché dicessero che erano membri della organizzazione criminale Los Zetas e che hanno gettato le bombe che hanno ucciso otto persone, il giorno dell’Indipendenza del Messico. Appunti ufficiali trasmessi a Processo da un’agenzia investigativa non identificata hanno confermato che autorità di sicurezza di Michoacan hanno incontrato i rappresentanti del cartello narco La Familia prima degli arresti "e che si sono messi d’accordo per arrestare più persone" e accusate di aver effettuato l’attacco di Morelia. Una teoria che mette in dubbio l’ipotesi ufficiale che Los Zetas abbiano effettuato l’attacco di Morelia è che La Familia abbia effettuato l’attacco al fine di sollecitare le misure della forza militare contro Los Zetas, che esercitavano contrabbando dentro il territorio de La Familia.

Attrezzatura militare
L’Agenzia per la Cooperazione nella Sicurezza del Dipartimento della Difesa, che gestisce il programma FMF, definisce il Finanziamento Militare dall’Estero come "il programma del governo degli U.S.A. per finanziare, attraverso sovvenzioni o prestiti, l’acquisto di beni, servizi e addestramento militare dagli Stati Uniti."
Al momento non è noto quale materiale militare sia stato acquistato con i 90 milioni di dollari o che sarà acquistato in attesa della pubblicazione della relazione sui diritti umani. Tuttavia, il piano di spesa del Plan Mexico, pubblicato da Narco News in settembre, delinea come sarà destinato il FMF per il 2008.
Secondo il programma, il finanziamento del FMF fornirà anche due aerei CASA 235. Il piano di spesa indica: "Oltre ai due aerei, con il pacchetto fornito sarà compresa assistenza logistica (soprattutto ricambi assistenza tecnica Limited) per tre anni. Il finanziamento sosterrà anche la formazione di transizione (formazione di piloti esperti a volare in un nuovo tipo di aereo) per piloti messicani. " Gli aerei CASA 235 hanno la capacità di usare attrezzature per il volo notturno, due computer per trasmettere e ricevere informazioni da una base militare o un centro di controllo, e lo spazio per 57 soldati con tutta la loro attrezzatura o per 48 paracadutisti. Il CASA 235 anche può trasportare sei razzi anti navi e due siluri MK47 o razzi anti navi Exocet M-39.
Lo stato del Messico riceverà fino a cinque elicotteri utility di portata media BH-412 PE (elicottero Bell) assieme a un pacchetto di supporto logistico per due anni per gli aeromobili nuovi e possibilmente quattro elicotteri di proprietà messicana che sono già in servizio. Questo include la formazione dei piloti. I BH-412 sono stati progettati per disporre rapidamente di forze militari, che, secondo il programma, "stabiliranno la sicurezza necessaria per interdizione rapida di armi, droga e persone." Il BH-41 porta tra uno e due membri dell’equipaggio e 13-14 soldati ed è dotato per voli di giorno e di notte.
Il finanziamento del FMF restaurerà e equipaggerà completamente due aerei da sorveglianza Cessna Citation II C-550 dell’Ufficio del Procuratore Generale messicano (PRG). I Cessna Citation hanno radar e telecamere. Possono essere dotati di armi e spesso lo sono quando servono in operazioni antidroga. Nel 2001, i Cessna Citation forniti dal governo degli Stati Uniti e condotti da piloti peruviani sotto la direzione di agenti della CIA hanno ucciso in Perù una missionaria statunitense con il suo bambino, scambiati per narcotrafficanti.
Il Plan Mexico disporrà un numero imprecisato di rilevamenti a scansione ionica "per sostenere gli sforzi della marina messicana (SEMAR), dell’esercito e della Forza Aerea del Messico (SEDENA) per controllare il territorio nazionale e la via di entrata al sud degli Stati Uniti". Gli scanner ionici arriveranno con il pacchetto standard di manutenzione. Il programma di spesa rivela che "sono capaci di individuare esplosivi e sostanze stupefacenti" e che saranno "utilizzati dal Sedena per riuscire ad intercettare traffico illecito di stupefacenti e armi attraverso zone remote del Messico e sostenere gli sforzi del Governo del Mexico per costituire un solido sistema di blocco attraverso le vie di comunicazione terrestri." E’ risaputo che questi scanner hanno prodotto più materiale falso che materiale reale e che sono ampiamente usati dalle autorità carcerarie per dare la caccia ai visitatori delle carceri, vietando loro l’accesso.
E’ il primo anno che si ricordi in cui il Messico riceverà fondi da dagli U.S.A.. Fino ad ora, il Messico era stato escluso dagli aiuti militari dagli Stati Uniti perché aderisce alla Convenzione di Roma che ha stabilito la Corte Penale Internazionale (CPI). Secondo la legge americana, solo i paesi che fanno parte della Convenzione di Roma possono ricevere assistenza militare dagli Stati Uniti, se arrivano ad un accordo ai sensi dell’articolo 98, secondo il quale promettono di non giudicare cittadini americani alla CPI. Il Messico non ha raggiunto un accordo ai sensi dell’articolo 98, ma la legge che esclude le parti della Convenzione di Roma contiene una scappatoia: il presidente può non applicare la legge, consentendo al paese di beneficiare dei fondi FMF, quando venga riconosciuta una funzione di ‘interesse nazionale’ degli Stati Uniti.

Altre armi
Secondo il programma di spesa, il Messico riceverà inoltre veicoli blindati, giubbotti antiproiettile e "assistenza tecnica" connessa alla sezione antinarcotici del Plan Mexico. Questi fondi, tuttavia, aspettano la sottoscrizione di un accordo tra i governi degli Stati Uniti e Messico. La lettera dell’accordo prevedrà come verrà trasferita la formazione e le attrezzature del Plan Mexico. El Financiero rende noto che la controparte messicana di Condoleezza Rice, la Segretaria delle Relazioni Esterne Patricia Espinosa Cantellano, pensa che la lettera di accordo sarà firmata questa settimana.

Il Paraguay, tra Lula e la soia

di Raúl Zibechi

Articolo pubblicato sul giornale messicano La Jornada

Non sono solo recenti le azioni di Lula che mostrano le scelte fatte contro la sua classe di origine.

Imita gli Stati Uniti pubblicando Decreti-Legge extraterritoriali
La potente mobilitazione dei contadini paraguaiani ha messo a nudo le contraddizioni della regione e ha spinto il governo di Fernando Lugo a definirsi rispetto alla riforma Agraria da lui promessa. Con l'arrivo di Lugo alla presidenza, quelli " dal basso" hanno sentito che era arrivata l'ora di risolvere le storiche ingiustizie e hanno presentatoil conto. Fino al 7 Novembre la repressione ha già provocato un morto e decine di feriti e imprigionati. I contadini stanno occupando le terre dei grandi proprietari della produzione di soia, in gran parte brasiliani, che vengono chiamati brasiguai. In Paraguay la soia è cresciuta in forma esponenziale, avvicinandosi ai 3 milioni di ettari nel raccolto 2007/2008, divenendo il quarto esportatore mondiale. L'altra faccia dell'espansione della soia è la massiva emigrazione contadina. Nel 1989, quando cadde il dittatore Alfredo Strossner, il 60% della popolazione viveva nei campi, oggi non si arriva al 40%. I brasiliani grandi produttori di soia arrivarono in Paraguay negli anni 60, attratti dal basso prezzo della terra e dagli incentivi della dittaturara, ma condussero i "loro" peones dal vicino Brasile. Si calcola che ci siano circa mezzo milione di brasiguai, il 10% della popolazione del paese. In alcune zone di frontiera, S. Pedro, Itapúa, Alto Paraná, Concepción, Amabay e Canindeyú, si parla portoghese e si commercia in reais. Pur in assenza di dati ufficiali, si stima che l'80% della produzione della soia è in mano ai brasiguai.

Le Fazende dei brasiguai
Le occupazioni di terre da parte dei contadini, in particolare quelle fatte dall'Organizzazione Lotta per la terra(OLT), a cui hanno partecipato militanti di altri movimenti, si sono catalizzate sulle fazende del brasiguaio Tranquilo Favero, proprietario di 55 mila ettari e 30 depositi nei dipartimenti di Alto Paraná e Amabay. Alla fine di ottobre 4 mila contadini hanno rotto i recinti di rame e minacciato di bruciare i depositi. Il re della soia e i suoi colleghi hanno protestato con l'Associazione Rurale e il governo di Lugo, e hanno potuto contare su un potente alleato. All'inizio di ottobre, il governo Lula ha pubblicato il decreto-legge n. 6952, che regolamentava il Sistema Nazionale di mobilizzazione, con cui il governo del PT pretendeva di affrontare una eventuale "aggressione straniera". Il decreto definisce come "minacce o atti lesivi all'integrità e sovranità nazionale " anche quelli che non comportano invasione del territorio nazionale.

Messaggio del Brasile
Il 17 ottobre , 10 mila soldati brasiliani hanno iniziato un'esercitazione militare alla frontiera del Paraguay, una parte dell'Operazione Frontiera Sud II, durata una settimana con l'utilizzo di aerei, carri armati, navi, con l'uso di munizioni vere. La stampa di Assunção ha informato che l'operazione contemplava esercitazioni come l'occupazione della diga di Itaipu e la liberazione di ostaggi brasiliani. Il governo Lugo ha portato la questione all' Assemblea Permanente dell' OEA, prospettando che l'operazione militare era stata un "messaggio per Itaipú" e che il Brasile voleva negoziare la pace per i fazendeiros di soia in cambio di un piccolo aumento del prezzo dell'energia che compra dal Paraguay. I governi di Lugo e Lula hanno cominciato una serie di negoziati sui due punti chiave: il Paraguay vuole poter vendere la sua eccedenza di energia a qualsiasi paese e vuole ricevere più di quello stabilito dal Trattato di Itaipú, che stabilisce 5 volte meno che il prezzo di mercato. Il generale José Carvalho Sequeira, Capo del Comando Militare del Sud ha spiegato alla stampa le ragioni delle manovre militari: "E' passato il tempo in cui dovevamo nascondere le cose. Oggi dobbiamo dimostrare che siamo una potenza, ed é importante che i nostri vicini lo sappiano. Non possiamo evitare di esercitarci e far vedere che siamo forti, che siamo presenti e capaci di affrontare qualsiasi minaccia". Una delle minacce a cui ha fatto allusione era la possibile occupazione di Itaipú da parte dei movimenti sociali, dato che la diga fornisce alBrasile del 20% dell'energia che consuma. Ma è stato il direttore della rivista militare DefesaNet, che ha dato la spiegazione più chiara delle esercitazioni militari: "L'Operazione Frontiera Sud II è un messaggio al governo Lugo che i militari brasiliani stanno attenti alla situazione che stanno affrontando i brasiguai, sopportando invasioni delle terre e minacce di perdere le terre acquistate legalmente "

Interferenza brasiliana
Per eliminare ogni dubbio sulla posizione del governo Lula, il cancelliere Celso Amorim ha chiesto al governo paraguaiano di controllare gli "eccessi" contro i brasiguai. In agosto un movimento contadino ha bruciato una bandiera brasiliana in un assentamento dei sem terra, riflettendo un sentimento molto diffuso in Paraguay. Nel paese guarani molti avvertono che la potenza regionale si comporta come se i piccoli paesi vicini fossero il suo cortile. Simultaneamente, il governo di Rafael Correa ha espulso dall'Ecuador la transnazionale brasiliana Odebrecht per violazione del contratto, la qual cosa ha fatto intervenire Lula in difesa dell'impresa, fondata dall'amico Norberto Oderbrecht, tra i maggiori finanziatori delle campagne elettorali del PT.

Il Paraguay si trova a un bivio
Per la prima volta dopo 60 anni di governi colorados, può sottrarsi alla tutela di Washington, realizzare qualche riforma che limiti la corruzione e migliori le condizioni di vita della popolazione. Ma non vuole cadere in una nuova dipendenza da un potente vicino (Brasile) che è la potenza emergente della regione. Anche i movimenti sociali sono a un bivio. Hanno appoggiato Lugo, che quando era vescovo li ha difesi e ha promesso la riforma Agraria. Ma non sono disposti a continuare ad aspettare. Né vogliono tollerare repressioni, come quelle avvenute nelle occupazioni di questi ultimi mesi.

(trad. Antonio Lupo)

martedì 18 novembre 2008

Parliamo di Palestina



VITA, TERRA E LIBERTA’ PER IL POPOLO PALESTINESE

Nel più assoluto silenzio e con la complicità di tutta la comunità internazionale continua l'oppressione del popolo palestinese. Continua infatti l'esproprio di terre palestinesi, l'ampliamento delle colonie e la costruzione del Muro dell'apartheid, nonché la sistematica uccisione di civili. Ogni tentativo negoziale, dagli accordi di Oslo in poi, è miseramente fallito perché si è scontrato con la ferrea volontà dei vari governi israeliani di avere uno stato ebraico puro, una terra dove il numero degli arabi fosse ridotto al minimo. Ma se Israele può consentirsi una tale politica è perché gode del sostegno incondizionato degli Usa e delle altre potenze occidentali che lo usano da sempre come avamposto dei propri interessi nell'area mediorientale contro le insorgenze dei popoli arabi. La resistenza è un diritto inalienabile di tutti i popoli oppressi. Quella dei palestinesi in particolare rappresenta una spina nel fianco di tutti i tentativi di dominare e normalizzare il medio oriente ed è per tale motivo che va sostenuta in tutti i modi. La solidarietà possibile è quella di iniziative di sostegno concreto, della presenza in Palestina alle iniziative contro la costruzione del Muro, dell'interposizione e di iniziative che tentano di rompere l'embargo come è successo recentemente a Gaza. Ma soprattutto è necessario esprimerla qua in occidente per denunciare il ruolo di copertura e di mandanti svolto dai vari governi, a partire da quello italiano. A 60 anni dall'inizio della Nakba (Catastrofe), ancora oggi perseguita brutalmente da Israele, dopo la manifestazione che ha promosso il boicottaggio della fiera del libro di Torino il 10 Maggio scorso, la giornata del 29 Novembre viene dedicata in tutto il mondo alla solidarietà con il popolo palestinese. Le realtà politiche, le associazioni e tutte quelle forze che sono a fianco della causa palestinese e che hanno dato vita alla campagna "2008 anno della Palestina" in Italia, indicono lo stesso giorno una manifestazione nazionale a Roma.

Mercoledì 19 Nov. 08 - Ore 17.00 Università Orientale Palazzo Giusso
Parliamone con:

Baha Hussein -Unione Giovani Progressisti Palestinesi proveniente da Gaza

Antonello Petrillo - docente di sociologia alla Università S. Orsola Benincasa
Shokri Hroub - Unione Democratica Arabo Palestinese

Giovedì 20 nov. ore 20.30Officina 99-Via Gianturco 101

cena sociale


COMITATO DI SOLIDARIETA' CON IL POPOLO PALESTINESE - NAPOLI

I proventi andranno a finanziare la partenza per la manifestaziona naz. a Roma sabato 29 Novembre