sabato 4 aprile 2009

Nuove manifestazioni anti-Nato a Strasburgo

Due giorni di scontri, cariche, incendi, piogge di lacrimogeni, cannoni ad acqua e tiri armati con ultrasuoni seguiti da rastrellamenti a tappeto in città e nei dintorni del villaggio autogestito per i manifestanti del contro-vertice NATO. Il centro "fortezza" di Strasburgo resta isolato e inaccessibile mentre la zona di Neuhof, nella banlieue, è animata da assalti e incursioni intermittenti, gli abitanti dei quartieri popolari partecipano ai cortei per respingere i contro-attacchi della polizia con il corollario di vetrine esplose, fermate degli autobus date a fuoco, cassonetti incendiati a proteggere le ritirate, lanci di proiettili di ogni genere e chiusura forzata di un commissariato. A Neuhof, le competenze per intercettare blocchi e dispositivi di controllo non fanno difetto e le forze dell’ordine rispondono utilizzando i metodi di guerriglia urbana sperimentati in Francia in questi ultimi anni, ma le modalità di intervento militare generalizzato adottate in città e periferia dalle bande di poliziotti franco-tedesche sono anche una prova per collaudare le esercitazioni e gli addestramenti congiunti. 300 partecipanti a cortei e barricate sono stati arrestati prima ancora dell’inizio del vertice Nato, qualche decina è in attesa di giudizio, il resto delle persone è stato rilasciato con grande disappunto del PM nel sottolineare la tattica organizzata dei manifestanti che "rifiutano di testimoniare e non reagiscono" agli interrogatori in questura. I cortei proseguono a singhiozzo, si disperdono e si riformano snodandosi nel tratto di percorso in direzione del villaggio autogestito che ospita diverse migliaia di attivisti. In città per diverse ore, durante l’incontro pomeridiano tra Sarkozy e Obama, non si poteva circolare con mezzi propri. La prefettura che ha vietato qualsiasi tipo di manifestazione, ordina filtraggi a tempo per far defluire gli abitanti che circolano a piedi con il lascia-passare. Attualmente il ’campo’ che concentra i manifestanto NO-NATO è controllato da centinaia di poliziotti ammassati ai limiti del bosco che circonda lo spazio che è anche nucleo delle attività militanti. I manifestanti tentano di evitare fitti lanci di lacrimogeni e costruiscono barriere in legno lungo la strada che porta al quartier generale del contro-vertice. Intanto, la guerra delle bandiere della pace e "No to Nato" a balconi e finestre è ricominciata.

Marina Nebbiolo
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