venerdì 8 maggio 2009

Pkk: “Non vogliamo uno Stato indipendente, ma uguali diritti per il popolo kurdo”

di Hasan Cemal Milliyet
Il Partito [fuorilegge] dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) non è più alla ricerca di uno Stato indipendente, ma vuole uguali diritti per i kurdi all’interno di una Turchia unita. Lo ha dichiarato il suo leader in carica. "Adesso il Pkk è in una posizione migliore. In passato, voleva uno Stato kurdo indipendente, ma non è più questo il caso", ha dichiarato il leader in carica del Pkk Murat Karayilan dalla base dell’organizzazione nella catena di montagne Qandil, nel nord dell’Iraq. "Vogliamo vivere all’interno della Repubblica di Turchia come cittadini uguali e liberi"."Adesso parliamo di ‘Kurdistan autonomo e democratico’ – ha aggiunto Karaylan – Per autonomo, non intendiamo una federazione. Ciò non comporta alcuna necessità di ridisegnare i confini e preserva la natura unitaria dello Stato. Il diritto amministrativo locale dovrebbe essere cambiato e le amministrazioni locali rafforzate". Karayilan ha affermato che sono state commesse circa 17mila esecuzioni sommarie contro i kurdi e che al momento vige una politica negazionista. Il Pkk – ha detto - ha compiuto anche qualche atto sbagliato ed è questa la ragione per cui è necessario un progetto condiviso dalla comunità, nel quale entrambe le parti devono perdonare l’altra. Karayilan ha chiesto anche una nuova Costituzione. "La nostra aspirazione è che i kurdi possano vivere la propria cultura liberamente", ha dichiarato Karayilan, che ha aggiunto che una conferenza kurda come quella tenuta di recente nel nord dell’Iraq potrebbe servire a preparare il terreno per una futura soluzione. La mancanza di volontà politica ha lasciato poche similitudini tra il primo ministro Recep Tayyip Erdogan di oggi e l’Erdogan del 2005, ha detto Karayilan, riferendosi alle dichiarazioni che fece il primo ministro durante un discorso di quell’anno nella città di Diyarbakir, nel sudest. "Il problema kurdo è anche il nostro problema – disse Erdogan – Anche lo Stato ha commesso degli errori su questo punto e saranno corretti". Karayilan ha detto che oggi non è rimasta nessuna traccia di quello spirito. "Non posso essere ottimista – ha dichiarato Karayilan – Non c’è alcuna volontà politica di riguardo al problema kurdo. Questo è un problema serio. Oggi anche i generali parlano in maniera differente, ma esiste la volontà politica? Dov’è il primo ministro che disse quelle parole nel 2005? Dov’è l’Erdogan che, quando era sindaco di Istanbul nel 1994, preparò un report kurdo e lo presento al leader del suo partito?" Secondo Karayilan, il Pkk è cambiato e oggi utilizza il conflitto armato solo per legittimi scopi difensivi. "Non siamo il Pkk di dieci anni fa – ha detto – Non conduciamo il conflitto armato usando i metodi classici. Usiamo il conflitto armato nell’ambito dei limiti della legittima difesa. Negli ultimi quattro anni abbiamo condotto una guerra limitata". Il Pkk ha preso le armi nel 1984 in un conflitto che ha causato migliaia di vittime. La Turchia, gli Stati Uniti e l’Unione europea hanno incluso il Pkk nella lista delle organizzazioni terroristiche.
(Traduzione di Carlo M. Miele per Osservatorio Iraq)