lunedì 24 gennaio 2011

Guatemala - Goldcorp: gli abusi di una multinazionale


goldcorpIndios malati e sfrattati dalle loro terre chiedono giustizia

Nel 2005 la multinazionale Canadese Goldcorp inizia la sua attività mineraria in Guatemala aprendo una miniera d’oro, la Marline Mine nel municipio di San Miguel Ixtahuacan, abitato per lo più da popolazione indigena. I loro abusi cominciano però nel 1998 quando, per iniziare la loro attività, si sono accattivati la simpatia degli indigeni con dei pranzi, al termine dei quali veniva chiesto loro di apporre una firma per certificare la loro presenza. Queste firme in realtà sono servite come autorizzazione per l’esproprio dei loro terreni. Altre terre sono state ottenute mediante compravendite con sollecitazioni al limite della legalità.

Il risultato è stato che gli indigeni hanno ottenuto uno sfratto esecutivo dalle terre dei loro avi, senza la necessaria consultazione prevista dalla legislazione internazionale vigente, in particolare la ILO Convention 169 del 1989. Coloro che invece avevano legalmente e consapevolmente venduto le loro terre, a un decimo del loro valore commerciale, si sono accorti di essere stati truffati dall’impresa e hanno iniziato delle manifestazioni contro la Goldcorp, represse violentemente dalla polizia e da altri individui stipendiati dall’azienda stessa.
 Così instauratasi, la Goldcorp ha dato inizio alla sua attività estrattiva, con esplosioni che hanno danneggiato interi villaggi e sversando arsenico nel fiume, arrecando ingenti danni ad ambiente e popolazione, provocando malattie epidermiche come escoriazioni, calvizie ma anche il cancro.
L’ONU e il Parlamento europeo si sono recentemente interessati alla questione – vedi allegati -  ma nonostante ciò, l’impresa continua imperterrita la sua attività estrattiva.
Esiste sul territorio  una ONG molto attiva di nome rigtsaction, chiunque fosse interessato a ottenere maggiori informazioni può usufruire del sito www.rightsaction.org