lunedì 24 gennaio 2011

La Rivoluzione ancora da fare

di Leonardo Boff

Qualsiasi cambiamento del paradigma civilizzatore é preceduto da una rivoluzione nella cosmologia (visione del mondo e della vita).
Il mondo attuale è nato con la straordinaria rivoluzione di Copernico e Galileo Galilei, quando dimostrarono che la Terra non era un centro stabile, ma che girava intorno al sole. Questo generò una enorme crisi nelle menti e nella Chiesa, dopo di che pareva che tutto avesse perso centralità e valore. Ma lentamente si impose la nuova cosmologia che fondamentalmente dura fino ad oggi nelle scuole, negli affari e nella lettura del corso generale delle cose.
E' rimasto però l'antropocentrismo, l'idea che l'essere umano  continua a essere il centro di tutto e le cose sono destinate al suo bel piacere.
Se la Terra non stabile -si pensava – l'universo  perlomeno é stabile. E' come una incommensurabile bolla dentro la quale si muovono gli astri celesti e tutto il resto.
Questa cosmologia inizia a essere superata nel 1924, quando un astronomo amatoriale Edwin Hubble dimostrò che l'universo non è stabile, constatando che tutte le galassie come anche tutti i corpi celesti si stanno allontanando gli uni dagli altri.
L'universo, pertanto, non è stazionario come ancora credeva Einstein.
Si va espandendo in ogni direzione. Il suo stato naturale é l'evoluzione e non la stabilità.
Questa constatazione suggerisce che tutto è cominciato a partire da  un punto estremamente denso di materia e energia che, improvvisamente, è esploso (big bang) dando origine all'attuale universo in espansione. Questo fu proposto nel 1927 da un padre belga, l'astronomo George Lemaître che fu  considerato chiarificatore da Einstein e assunto come teoria comune. Nel 1965 Arno Penzias e Robert Wilson hanno dimostrato che, in tutte le parti dell'universo, arriva una radiazione mínima, di tre gradi Kelvin, che sarebbe l'ultima eco dell'iniziale esplosione. Analizzando lo spettro della luce delle stelle più distanti, la comunità scientifica ha concluso che questa esplosione sarebbe avvenuta 13,7 miliardi di anni fa. Questa è l'età dell'universo e la nostra stessa, poiché un tempo stavamo, virtualmente, tutti uniti lá in quel piccolissimo punto fiammeggiante.
Espandendosi l'universo si autoorganizza, si autocrea e genera complessità sempre maggiori e ordini sempre più elevati. É convinzione di illustri scienziati che, arrivando a un certo grado di complessità, in qualsiasi parte, la vita emerge come imperativo cosmico. Così come la coscienza e la intelligenza. Tutti noi, la nostra capacità di amare e di inventare, non stiamo fuori dalla dinamica generale dell'universo in cosmogenesi. Siamo parti di questo immenso tutto.
Una energia di fondo insondabile e senza margini – abisso alimentatore di tutto - sostenta e passa vicino a tutte le cose, attivando le energie fondamentali senza le quali non esiste nulla di ciò che esiste.
A partire da questa nuova cosmologia, la nostra vita, la Terra e tutti gli esseri, le nostre istituzioni, la scienza, la tecnica, l'educazione, le arti, le filosofie e le religioni devono essre resignificate.
Tutte queste sono emergenze di questo universo in evoluzione, dipendono dalle sue condizioni iniziali e devono essere comprese all'interno di questo universo vivo, intelligente,
auto-organizzatore e in ascesa verso ordini sempre più elevati.
Questa rivoluzione non ha ancora provocato una crisi analoga a quella del secolo XVI, dato che non è ancora penetrata sufficientemente nelle menti della maggioranza dell'umanità, né degli intellettuali, ancor meno negli uomini d'affari e di governo. Ma è presente nel pensiero ecologico, sistemico, olistico e in molti educatori, fondando il paradigma della nuova era, l'ecozoico.
Perchè è urgente che prenda corpo questa rivoluzione paradigmatica? Perchè ci fornirà la base teorica necessaria per risolvere gli attuali problemi del sistema-Terra nel suo processo accelerato di degradazione. Essa ci permette di vedere la nostra interdipendenza e mutualità con tutti gli esseri. Formiamo insieme alla Terra viva la grande comunità cosmica e vitale. Siamo l'espressione cosciente del processo cosmico e responsabili di questa sua porzione, la Terra, senza la quale tutto quello che stiamo dicendo sarebbe impossibile.  Poichè non ci sentiamo parte della Terra, la stiamo distruggendo. Il futuro del secolo XXI e di tutte le COPs dipenderá dall'assuzione o no di questa nuova cosmologia. In verità solo questa ci può salvare.