sabato 5 febbraio 2011

Brasile - L'incubo di Belo Monte diventa realtà


Belo horizonte

Sarà la terza diga più grande al mondo, coinvolgerà un'area di oltre 400Km quadrati di foresta pluviale con conseguenze inimmaginabili sul sistema di flora e fauna della zona, e sulla disponibilità di acqua per oltre 25000 indigeni che vivono lungo lo Xingu River. Si tratta della diga di Belo Monte, e l'Agenzia dell'Ambiente Brasiliana ha detto che "si può fare".

Ne avevamo parlato qualche mese fa quando le campagne di sensibilizzazione contro la diga di Belo Monte avevano coinvolto lo star-system mondiale con personaggi del calibro di James Cameron, Sigourney Weaver e Sting. Allora, forte della copertura mediatica che ne era conseguita, il movimento di protesta aveva creduto di poter continuare a lottare per il proprio terreno e la propria foresta come sta facendo ormai da 30 anni.

Purtroppo non sarà così, o meglio, il movimento non si fermerà di certo ma la decisione sembra ormai presa in maniera irrevocabile. Una settimana fa infatti l'Agenzia dell'Ambiente Brasiliana si è espressa a favore della realizzazione di quella che sarà la terza diga più grande al mondo. Un progetto dal quale secondo le stime si potranno installare 11GW da cui dovrebbero scaturire 4,570 Mw/h di energia idrica e quindi pulita.
Il costo di questa operazione? 16 Miliardi di dollari per la costruzione della diga più 2,5 miliardi di dollari per la costruzione delle linee di trasmissione. Ma non solo. La diga infatti coprirà 400Km quadrati di foresta pluviale con conseguenze inimmaginabili sul sistema di flora e fauna della zona, creando un cambiamento nella qualità e nella disponibilità dell'acqua soprattutto per oltre 25000 indigeni che vivono lungo lo Xingu River e generando una perdità di biodiversità ittica che potremmo definire senza precedenti.
Il gioco vale la candela? Davvero la diga di Belo Monte risolverà i problemi energetici del Brasile per gli anni a venire? No, non è così. Nel 2007 WWF-Brasil ha rilasciato un rapporto in cui dimostrava che il Brasile avrebbe potuto entro il 2020 tagliare del 40% la sua attesa necessità di energia semplicemente investendo in efficienza energetica, una quantità di energia equivalente a ben 14 centrali idroelettriche grosse come Belo Monte. Tutto questo, sempre secondo il WWF si sarebbe inoltre tradotto in risparmi per circa 19 miliardi di dollari.
Ma non è tutto. Prima ancora di essere costruita Belo Monte è, infatti, già oggi considerata la diga più inefficiente della storia del Brasile. Degli 11.233MW dichiarati di capacità installata, il 10% (1.123 MW) verrà prodotto nei mesi da Luglio a Ottobre, il che significa che la produzione della diga arriverà mediamente a 4.419 MW, ovvero solo il 39% della sua capacità nominale. Questo fatto obbligherà il governo brasiliano a costruire altre dighe come riserve per Belo Monte, al fine da garantire un flusso d'acqua costante lungo tutto il corso dell'anno. E questo, come potrete immaginare, avrà ulteriori costi non solo economici ma anche nella vita dei nativi e della biodiversità della zona.
Inoltre la supposta energia pulita di Belo Monte è in realtà una vera e propria leggenda. Il National Amazon Research Institute (INPA) ha calcolato infatti che durante i suoi primi 10 anni di attività la diga di Belo Monte emetterà 112 milioni di metri cubi di CO2 oltre ai 783.000 metri cubi che verrebbero generati durante la costruzione e la connessione alla rete energetica nazionale. Se questo non bastasse, le dighe brasiliane e quindi anche Belo Monte emettono nell'aria grandi quantità di metano generato dalle larghe fasce di foresta pluviale sommersa e in decomposizione. Senza contare che ovviamente l'energia per far funzionare la diga stessa arriverà fonti decisamente non verdi come il legno, il carbone o l'olio, secondo l'INPA.
Nonostante tutto questo la diga di Belo Monte entrerà in funzione nel 2015, e ben poco resterà da fare ai nativi se non andarsene ad allargare qualche favela sui confini delle città brasiliane. Non importa se la costituzione tutela le loro terre, non importa se la vita di queste 20.000 persone verrà stravolta e i loro diritti violati, se un intero ecosistema non esisterà più o verrà seriamente compromesso, il progresso ha le sue necessità credono all'Agenzia Brasiliana per l'Ambiente.