lunedì 14 maggio 2012

Russia - La marcia degli scrittori e #OccupyAbai


In diecimila hanno partecipato alla “passeggiata degli scrittori”, iniziativa promossa da un gruppo di scrittori ed artisti russi. I manifestanti hanno sfilato senza bandere nè slogannè simboli politici a parte i nastri bianchi, emblema della protesta anti-Putin.
Il ritrovo è stato al monumento ad Aleksander Pushkin, considerato in Russia come Dante Alighieri da noi, e la camminata è arrivata fino a Chistye Prudy, giardino al centro di Mosca presidiato da giorni da centinaia di giovani attivisti.
I promotori dell’iniziativa, tra i quali il poeta Dmitry Bykov, la romanziera Lyudmila Ulitskaya e gli scrittori Boris Akunin e Victor Shenderovich, arrivati ai giardini sono stati appluaditi.
Alcuni tra i promotori della marcia hanno avuto un ruolo già nelle proteste degli scorsi mesi come Bykov, autore di una video-poesie noto come Grazhdanin-Poet (“il cittadino-poeta”) e Akunin che ha partecipato alle proteste contro i  brogli elettorali.
Dopo una apparente calma la scorsa settimana si era tenuta una manifestazione conclusasi con numerosi arresti tra cui Sergei Udalzove del Fronte di sinistra e il blogger Aleksei Navalny, condannati a 15 giorni di fermo per resistenza a pubblico ufficiale.

Una settimana fa circa in risposta ai fermi alcune centinaia di persone, soprattutto giovani, hanno iniziato ad occupare i giardini di Chistye Prudy per richiedere il rilascio dei leader del movimento. Con la denominazione di #OccupyAbai, in onore di Kunanbaev Abai, poeta e filosofo kazako intorno alla cui statua è nato l'accampamento, intellettuali, studenti, famiglie chiedono pacificamente il "rispetto dei loro diritti di base", ovvero elezioni oneste, stampa libera e la liberazione dei leader politici.
Tra i commentatori vengono individuati come leader della protesta l'attivista Ilya Yashin, di Solidarnost, e Ksenia Sobchak, figlia dell'ex sindaco di San Pietroburgo, giornalista ed ex attrice televisiva.
La "camminata" di domenica convocata dagli scrittori per «verificare se i moscoviti possono ancora passeggiare liberamente lungo i viali della loro città o se invece hanno bisogno di uno speciale permesso per farlo» concludendosi a #OccupyAbai ha rilanciato il tema della libertà di espressione nella Russia di Putin.
Per ora la polizia non è intervenuta contro gli occupanti del parco, nonostante i propositi dichiarati dal portavoce di Putin Dmitry Peskov, che nei giorni  aveva detto che la polizia si è comportata in modo fin troppo gentile e ha promesso che il parco verrà sgomberato.
I manifestanti intanto dichiarano: “L’autorganizzazione di OccupyAbai sta mostrando a tutti che la società russa è in grado di funzionare civilmente”.