mercoledì 6 novembre 2013

Russia - Nadia, attivista delle Pussy Riot trasferita in Siberia

Adesso si sa dove è detenuta Nadezhda Tolokonnikova, attivista delle Pussy Riot condannate a due anni di prigione per la performance anti-Putin: in un campo di detenzione in Siberia, nella zona di Krasnoiarsk che si trova a più di 4500 chilometri da Mosca.
A rendere noto il luogo di detenzione è stato il marito, che nei giorni scorsi aveva denunciato che Nadia, trasferita dal campo in cui aveva fatto lo sciopero della fame contro le pesanti condizioni detentive,  era irrintracciabile.
Il trasferimento in Siberia è chiaramente un atto punitivo che non fa che confermare l'accanimento delle autorità del governo russo.
Il marito della giovane donna ha dichiarato che Nadia "è stata trasferita lontano come punizione per l'eco che ha avuto la sua lettera", riferendosi al racconto dei soprusi totali che vengono effettuati sulle detenute nel campo in Mordovia, dove era detenuta. 
Nadia aveva infatti denunciato le pesanti detenzioni, da gulag, per le prigioniere e le violenze dei secondini ed aveva iniziato uno sciopero della fame di protesta.

Il trasferimento in Siberia è una vera e propria ritorsione e sono paradossali le dichiarazioni del rappresentante russo per i diritti umani, Vladimir Lukin, riportate sui giornali, in cui rassicura sulle condizioni di salute di Nadia dicendo che "sta mangiando e dicono che la sua salute sia accettabile".
Ed in più aggiunge che Nadia "è in isolamento per ragioni legate alla sua sicurezza"
Nadia è in Siberia e in isolamento.
Una vicenda che, se ce n'è fosse ancora bisogno, dimostra il volto repressivo ed autoritario del regime di Putin.