venerdì 30 settembre 2016

Bayer prende Monsanto. Ma cosa c’è dietro l’acquisizione?


Gli scenari globali dopo che ChemChina ha preso Syngenta, Dow Chemical si è fusa con DuPont


Con un’operazione da 66 miliardi di dollari la Bayer ha inglobato Monsanto.
Il gruppo farmaceutico tedesco, colosso indiscusso del settore, ha ufficializzato l’accordo con il leader delle sementi e dei pesticidi, con un’offerta pari a 128 dollari per azione.
Stiamo parlando di quella che viene definita una tra le più grandi operazioni degli ultimi tempi che porterà al controllo del 24 % del mercato dei pesticidi e il 29 % di quello dei semi.
Una fusione che porterà alla già controversa Bayer anche la dote Monsanto: sementi biotech e Roundup, il pesticida a base di glifosato, al centro delle polemiche per gli effetti sulla salute. 
Ma questa mossa non può essere analizzata senza guardare alle altre fusioni che interessano le Sei Grandi Corporation agrochimiche transnazionali che hanno dominato il mercato delle sementi e dei pesticidi e cioè BASF, Bayer, Dow, DuPont, Monsanto e Syngenta a cui vanno aggiunti i nuovi colossi come la ChemChina o la Deere & Company, una delle principali aziende al mondo produttrice di macchine agricole. 
Stiamo parlando di un mercato che vale 65 miliardi di dollari in agrochimici, semi e biotecnologie solo riferendosi alle Sei Grandi Corporations. Ovvero il 75% del mercato mondiale di agrochimici, il 63% del mercato mondiale di semi, il 75% di tutta la ricerca privata nel settore di semi e pesticidi.
Ma perché tutto questo sommovimento?
In gioco c’è il futuro della produzione agricola globale.
Stiamo parlando di sementi, pesticidi e di OGM, ma anche di controllo del software basato su tecnologia e raccolta dei dati, monitoraggio attraverso i satelliti, uso dei droni.
Una nuova fase dell’agrobusiness globale basata sul groviglio letale tra rami industriali delle macchine agricole, sementi, fertilizzanti e agrochimici coadiuvati da una potente iniezione di tecnologia. 
Un mix superattraente per il capitale finanziario.
"In ultima istanza, l’impresa che controllerà l’informazione sulla qualità dei suoli, gli storici standard del clima e i rendimenti delle coltivazioni, così come le tecnologie robotiche per il deposito di semi, pesticidi e fertilizzanti, sarà quella che otterrà più benefici dai contratti di assicurazione dei raccolti che, sempre di più, determinano il costo della produzione per i produttori agricoli.
Nel breve termine, i grandi cambiamenti arriveranno dalle imprese dedicate alla produzione di semi e pesticidi, però nel medio termine bisognerà fare attenzione al comportamento delle imprese di fertilizzanti e macchinari agricoli, perché queste potrebbero determinare in ultima istanza le regole del gioco."
In questo quadro, che con sempre più tracotanza viene definito e magnificato come "agricoltura climaticamente intelligente" le fusioni ed acquisizioni tra colossi trovano la loro spiegazione ed alimentano un vorticoso giro di capitali.
Alcune voce come gli Ogm non sono più i soli cavalli che trainano il carro. 
Per certi versi le controversie legate agli organismi modificati, le polemiche sugli effetti dell’agricoltura sul cambio climatico hanno reso necessario una sorte di maquillage del settore ed una articolazione degli investimenti. Senza contare poi l’imprevedibilità dei disastri naturali creati dai cambiamenti climatici.
E’ solo un mix, presentato come la panacea alle difficoltà del presente, tra invasività biotecnologica, brevetti e controllo delle informazioni quello che fa lievitare le quotazioni in borsa.
"Il settore agricolo sarà sempre più trasformato dai giganti delle informazioni. Lontano dai calcoli convenzionali su guadagni e perdite nei mercati di materie prime, l’uso dei big data applicati alla genomica delle coltivazioni e dell’allevamento, alle condizioni del suolo per prevedere condizioni climatiche e calcolare le assicurazioni sul raccolto, si sono trasformati in un branchia indipendente. Oggi i rendimenti delle coltivazioni possono essere anticipate dalla mappatura satellitare e le varietà vegetali possono essere identificate con i droni. questo cambia tutte le regole del gioco."
(Tratto da ETC Group 31 maggio 2016)
Come per l’estrattivismo la nuova fase dell’agricoltura vive della proiezione speculativa su chi avrà maggior controllo su ogni aspetto della catena industriale alimentare.
Possiamo già vedere cosa tutto questo significa per gli agricoltori, per la sovranità alimentare, la giustizia climatica e per noi tutti che siamo i consumatori finali.
"Chi controlla il cibo, controlla l’umanità".

Ecco perché la lotta all'invasività dell’agrobusiness, agli Ogm, si salda profondamente alla lotta contro i cambiamenti climatici, al saccheggio di territori e vita. 
L’opposizione agli Ogm, la battaglia contro i monopoli dei brevetti, la ricerca di un agricoltura non invasiva non sono aspetti secondari o da "addetti ai lavori" ma temi che ci riguardano tutti.
Per una riflessione più ampia abbiamo voluto proporvi un lavoro curato da ETC Group di alcuni mesi fa ma che ben inquadra lo scenario complessivo.
Potete scaricarlo e diffonderlo.
PDF - 478.6 Kb
Per chiudere facciamo scorrere all'indietro il nostro orologio e vediamo le puntate precedenti all'acquisizione della Monsanto da parte della Bayer e vediamo tutti gli attori coinvolti.
E’ da quasi un anno che un "nuovo" colosso, la cinese ChemChina, la controllante di Pirelli, ha aperto l’opa sulla Syngenta. Siamo ormai al terzo round dell’operazione lanciata a febbraio, che per ora è stata posticipata a novembre.
Si tratta di una maxi operazione da 43 miliardi di dollari (465 dollari per azione) che dovrebbe concludersi appunto entro fine anno visto che è stato superato lo scoglio del via libera dell’autorità Usa che si occupa di investimenti stranieri e sicurezza nazionale, Ma resta ancora da superare il percorso delle autorizzazioni delle autorità di diversi Paesi – come gli antitrust di Usa, Unione Europea, Brasile.
La Cina rappresenta il terzo mercato nazionale più importante per la vendita di agrochimici, dopo il Brasile e gli Stati Uniti. Ci si aspetta che il mercato di pesticidi cinese, con un valore stimato in 4 miliardi e 800 milioni di dollari nel 2013, cresca fino ai 7 miliardi e 900 milioni di dollari nel 2019.

ChemChina è divenuta una delle principali imprese del ramo nel 2011, quando la sua sussidiaria, la Corporazione Agrochimica Nazionale Cinese (CNAC) acquistò l’impresa Makhteshim Agan Industries, israeliana, la settima maggior impresa produttrice di pesticidi del mondo, e prese il nome di ADAMA. Con entrate di tre miliardi di dollari nel 2013, ADAMA vende pesticidi generici in più di 120 paesi. Nonostante il maggior mercato di ADAMA sia quello europeo (37% delle vendite), seguito da quello latinoamericano (25%), l’obbiettivo strategico di questa impresa è la conquista del mercato nazionale di agrochimici cinese, il quale si trova attualmente frammentato e “maturo per il suo consolidamento”.
Nel 2014, ADAMA ha comprato quattro imprese agrochimiche cinesi che congiuntamente arrivavano ad una quota di vendite di 850 milioni di dollari. 
Una fusione con Syngenta conferirebbe a ChemChina una partecipazione del 26% nel mercato mondiale degli agrochimici e farebbe decollare quest’impresa emergente alla prima posizione nel gigantesco mercato agrochimico cinese. Dato che ChemChina vende principalmente pesticidi generici, una fusione con Syngenta le darebbe accesso a formule e prodotti di proprietà intellettuale che non farebbero suonare nessun allarme tra le varie agenzie regolatrici nazionali e globali. 
Nel 2013, l’impresa cinese Shuanghui International (oggi conosciuta come WH Group) acquistò Smithfields Foods, la maggior impresa produttrice di carne di suino al mondo, per circa cinque miliardi di dollari. Negli ultimi 15 anni, le importazioni cinesi di grano sono andate alle stelle, innalzandosi del 550%.
È possibile che, in qualsiasi momento, una gigante impresa agroindustriale cinese si lanci all’inseguimento della Monsanto o di DuPont-Pioneer per garantirsi l’accesso alle tecnologie del mais e delle soia e così rifornire le sue fattorie e allevamenti industriali?Un altro attore cinese di rilevanza è l’impresa parastatale COFCO, dedicata alla commercializzazione di grano, che attualmente “si sta rafforzando per divenire la risposta cinese a Cargill”, secondo il Wall Street Journal.

(tratto da ETC GRoup - Campo Jurassico)
DOW CHEMICAL e DUPONT 
Si tratta di una fusione, annunciata alla fine dello scorso anno, che porta alla nascita di azienda da 130 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato e 90 miliardi di dollari di fatturato annuale.
Un’operazione che porta al controllo del 17% del mercato mondiale dei pesticidi, e a realizzare il terzo fornitore di sostanze chimiche del settore agricolo. Solo negli Stati Uniti si sta parlando di una percentuale del 41% nelle sementi per il mais e il 38% in quelle per la soia.
Anche in questo caso la fusione dovrà passare il vaglio delle autorità antitrust e concludersi entro l’anno. Ma questo pare non preoccupare i vertici della nuova azienda pronta a liberarsi di qualche ramo per oltrepassare i controlli.
Il tutto prenderà il nome di DowDuPont. Uno degli obiettivi, che avverrà tramite scambi alla pari di azioni, sarò riorganizzare il reparto ricerca. I vertici hanno già annunciato lo scorso fine anno che se tutto va bene la DowDuPont agirà per due anni e poi verrà scorporata in tre società per azioni: una per i prodotti agricoli, una per i materiali (come la plastica) e una per prodotti speciali (come quelli usati nei pannelli solari).
ALTRI ATTORI IN GIOCO: Deere & Company 
All’inizio di novembre 2015, la Deere ha acquistato Monosem, un’impresa europea produttrice di macchine piantatrici di alta precisione; il giorno seguente all’acquisizione, Deere ha annunciato l’acquisto dell’impresa statunitense (e proprietà della Monsanto) Precision Planting LLC, così come la firma di un accordo con l’impresa sussidiaria di Monsanto, Climate Corporation, affinché i macchinari e gli equipaggiamenti prodotti dalla Deere si interconnettessero (mediante reti cordless) con la piattaforma denominata Climate FieldView,proprietà di Monsanto, “quasi in tempo reale”. Tre mesi prima, AGCO ha annunciato che si era arrivati ad un accordo con Precision Planting per equipaggiare le macchine piantatrici prodotte da AGCO con le tecnologie di proprietà di Precision Planting.
Allo stesso tempo, AGCO mantiene una collaborazione con Bayer, DuPont e BASF.
L’obiettivo è offrire una piattaforma per la mappatura e il monitoraggio del clima, della presenza di malattie e delle condizioni dei suoli in tutta l’estensione coltivabile di ogni fattoria o unità produttiva. Monsanto chiama questa superficie gli “acri pagati” e spera di arrivare a coprire un’area tra i 300 e i 400 milioni di acri (tra i 120 e i 160 milioni di ettari) negli Stati Uniti, in Canada, Brasile, Argentina ed Europa Occidentale ed Orientale verso il 2025.
Ora con la fusione Bayer Monsanto le sorti della Deere, legate alla Precision Planting non sono ancora chiare. Ma nel gioco delle matrioske tutto s’incastra. Anche perchè stiamo parlando di un patrimonio informativo, quello detenuto dalla Deere di 15 anni con terabytes di dati su clima, produzione e mercati, come dire il controllo dell’informazione agricola.

PROSSIMI SUMMIT IN CUI SI DECIDERA’ 

Il comunicato di ETC Group segnala come momenti in cui sara possibile per la società civile ed i movimenti contadini dare battaglia su questi temi diversi forum internazionali.
Indonesia dal 27 al 30 settembre riunione del Trattato Internazionale delle sementi
Roma dal 17 al 21 ottobre la riunione del Comitato sulla Sicurezza Alimentare dell’Onu
Messico dal 4 al 17 novembre l’accordo sulla Diversità Biologica
(Tratto da ETC Group)