lunedì 24 ottobre 2016

Kurdistan - Le forze politiche curde dichiarano la mobilitazione contro il violento attacco genocida

Le forze politiche curde in Turchia e nel Kurdistan del nord si sono incontrate ieri nella città curda di Amed. Circa mille politici guidati dal Congresso della Società Democratica (DTK), del Congresso delle Donne Libere (KJA), del Partito Democratico delle Regioni (DBP) e del Partito Democratico dei Popoli (HDP) hanno discusso gli sviluppi nel Medio Oriente, in Kurdistan e in Turchia e hanno assunto decisioni significative. Tutti i co-sindaci delle municipalità governate dal DB e i dirigenti delle istituzioni curde hanno partecipato all’incontro.
La risoluzione finale dell’incontro, che si è svolto con lo slogan “Organizziamoci nello spirito della mobilitazione e trionfiamo con la resistenza” è stata rilasciata oggi.

L’incontro è iniziato con le scuse al popolo curdo per il fatto che i politici curdi hanno mancato nell’onorare le responsabilità verso chi ha resistito durante il processo di auto-governo e una promessa di proteggere questa volontà e patrimonio di resistenza senza precedenti.
La risoluzione finale ha richiamato l’attenzione sulla guerra in corso, definita come Terza Guerra Mondiale, e la posizione del Kurdistan nel cuore del Medio Oriente, lo scenario di questa guerra, dicendo: “È più che mai nelle nostre mani eliminare le minacce di massacro causate dalla guerra e determinare la nostra libertà e il nostro status usando le opportunità esistenti.”
LA RESISTENZA ORGANIZZATA E’ L’UNICA VIA VERSO IL TRIONFO
La risoluzione finale delle forze politiche curde ha affermato quanto segue:
“La storia ha provato che la resistenza organizzata con uno spirito di unità è l’unico modo per trionfare. Siamo alla vigilia della distruzione totale o della libertà. Durante questo processo storico, la nostra principale fonte di morale sarà l’impegno, la tenacia, la determinazione e il patrimonio lasciato da coloro i quali si sono votati a resistere fino alla fine.

La nostra lotta che dura da 40 anni ha portato importanti conquiste al costo di pesanti prezzi e distrutto la speranza delle forze di occupazione che oggi ricorrono a preparazioni per un genocidio nella veste di un ‘Piano di Collasso’ dopo essersi confrontati con il nostro popolo e con la nostra lotta organizzati. Il regime dell’AKP di Erdoğan ha iniziato l’attacco più grande della storia contro i curdi dopo la Rivoluzione nel Rojava e la vittoria nelle elezioni in del 7 giugno nel Kurdistan del nord. Noi in quanto volontà organizzata del popolo curdo dichiariamo una mobilitazione di resistenza a tutto campo contro questo recente violento attacco genocida.
Le forze politiche che partecipano a questo incontro hanno preso le seguenti risoluzioni e decisioni a fronte di questa situazione:
Mentre il Medio Oriente viene ridisegnato, ogni parte del Kurdistan sta affrontando un attacco di annientamento totale da parte delle potenze sovrane. Il governo dell’AKP è il leader del genocidio e della negazione imposta al popolo curdo, mentre il piano di attacco violento che viene sviluppato prende di mira sostanzialmente il Kurdistan del nord e il Rojava.
Le nostre montagne e i nostri villaggi vengono bombardati, le nostre città abbattute, le nostre municipalità messe sotto sequestro attraverso la nomina di amministratori fiduciari, la stampa curda e i media di opposizione vengono messi a tacere, coloro i quali abbracciano l’identità curda vengono espulsi dalle istituzioni statali, politici sono presi in ostaggio, una politica di genocidio senza precedenti viene condotta contro le donne curde e le loro conquiste. Sostanzialmente il popolo curdo e le aree democratiche e di opposizione in Turchia sono oggetto di una sorta di terrorismo di stato.

NON FAREMO PASSI INDIETRO
La dimensione di questo esteso violento attacco senza dubbio è collegata al livello oggi raggiungo dalla nostra Lotta di Liberazione. Non indietreggeremo di un passo, né ci piegheremo di fronte a questi attacchi. La società curda sta portando avanti a ogni costo la resistenza che ha iniziata con il Movimento di Liberazione. L’unica via per uscire da questa concezione di guerra a tutto campo è una resistenza a tutto campo con uno spirito di mobilitazione. Quindi avviamo un’iniziativa di organizzazione e azione per una grande resistenza e vittoria.

LA NOSTRA LOTTA SI BASA SULLA LIBERAZIONE DEL NOSTRO POPOLO E DEL NOSTRO LEADER
Contro la politica di negazione genocida per noi è diventato un obbligo aumentare la lotta con un cuore e un ordine del giorno. La storia della nostra lotta ha mostrato che il successo e la liberazione non hanno significato. L’obiettivo di base della nostra lotta è la liberazione del nostro popolo e del leader Apo.

Per questa ragione, come coloro i quali hanno intrapreso la missione di leadership formeranno una linea di resistenza insieme al nostro popolo come dovere di fondo in questo processo che porta importanti conquiste, ma anche gravi pericoli. Non possiamo avere altra missione che quella di sconfiggere la politica di genocidio che ci viene imposta e garantire la liberazione del nostro popolo. Di certo per noi è un onore servire nelle istituzioni del popolo, ma coloro che falliscono nell’adempiere la missione di leadership e insistono su propri fini dovranno risponderne alla storia. La missione dei leader è di essere tenaci e devoti quanto il popolo.
Chiediamo al nostro popolo patriottico, a tutte le forze democratiche, a tutte le aree democratiche e a tutti coloro i quali e tutti coloro che credono in questa resistenza di prendere il loro posto contro quest’onda fascista.
Le potenze genocide e sovrane stanno cercando di far risorgere il tradimento in Kurdistan nello stesso modo in cui lo hanno fatto in passato. Attraverso reti di tradimento vogliono legittimare il genocidio e i massacri imposti al popolo curdo. Chiediamo a tutti coloro i quali sono stati strumento delle politiche genocide dell’AKP, quale che ne sia la ragione, di abbandonare la parte delle atrocità dello Stato e di schierarsi dalla parte della lotta del popolo curdo afflitto.
Oggi è il giorno in cui o vinceremo o alla fine perderemo un altro secolo. Il nostro morale, la nostra responsabilità politica e sociale e la nostra missione storica ci ordina di non piegarci, ma di resistere contro l’aggressione colonialista. Senza far dipendere la nostra speranza di libertà e liberazione da qualsiasi altra forza, noi trionferemo sulla base del nostro potere autonomo.”