domenica 22 gennaio 2017

Arabia Saudita - Raif Badawi compie 33 anni nelle carceri del nostro alleato a cui vendiamo armi.



Il 13 gennaio Raif Badawi, blogger saudita incarcerato e condannato a 1000 frustate nel 2014, ha compiuto 33 anni.
Il compleanno lo ha passato nelle carceri in cui continua ad essere rinchiuso, nonostante il suo caso sia ormai evidentemente una pura rappresaglia da parte del governo dell’Arabia Saudita nei confronti di chi ha una sola colpa: aver provato a dire o meglio scrivere delle parole libere.
Il compleanno di Raif è stata l’occasione in diverse città nel mondo per protestare sotto le ambasciate dell’Arabia Saudita. 
Dal Canada la moglie ha rilanciato la campagna per la libertà di Raif e del suo avvocato, anche lui finito nelle carceri saudite per aver semplicemente fatto il suo lavoro, cioè tentare di difendere legalmente il giovane blogger.
La libertà e i diritti umani non sono rispettati nell’Arabia Saudita, il paese che, paradossalmente, presiede il comitato consultivo del Consiglio Onu dei diritti umani che ha il compito di indicare gli esperti sui diritti umani.
Un bell’esempio di coerenza della comunità internazionale!
"Loro ci vendono il petrolio, noi gli vendiamo le armi", sintezza così un manifestante a Londra davanti all’Ambasciata dell’Arabia Saudita il legame vero che c’è tra occidentali e la monarchia saudita.
Armi che arrivano anche dalle imprese italiane come denunciato dalla Rete Disarmo.

RAIF BADAWI’S ORDEAL
Raif Badawi resta in carcere. Raif Badawi attende ancora 950 colpi di frusta. Raif Badawi rimane in pericolo…
Raif Badawi compie oggi 33 anni. Fuori dalle ambasciate dell’Arabia Saudita oggi si sono svolte in suo nome molte manifestazioni per segnalare questa data.
Non ci sono novità riguardo le condizioni del giovane scrittore. L’assenza di novità è un peso sempre presente. che ricorda che Raif Badawi è sempre in pericolo imminente poiché l’esecuzione della sua pena potrebbe riprendere. L’Arabia Saudita non ha mai dichiarato pubblicaente l’intenzione di liberarlo, ridurre la sua condanna a 10 anni o mostrare alcuna clemenza.
Per Raif - e per il suo avvocato, nonché suo cognato Waleed Abulkhair, il quale si trova anche lui in prigione in Arabia Saudita in una grave violazione dei suoi diritti umani e per le loro due mogli brillanti e coraggiose, Ensaf Haidar e Samar Badawi, oggi è solo un altro 13 Gennaio, un altro venerdì.
Solo un altro venerdì speso a soppesare la scelta tra il rischiare di sognare la libertà e lo spendere energie nel rischioso impegno del sognare.
Tutti i giorni, Ensaf e Samar, e se possibile anche Raif e Waleed, trovano l’energia per sognare la libertà.
Si tratta di un calvario per tutti gli interessati. La moglie di Badawi, Ensaf, deve sentirsi scoraggiata ogni secondo che passa sveglia e in molti momenti di sonno nei quali l’amore della sua vita rimane in grave pericolo e distante da lei, in carcere.
L’ultima volta che Raif Badawi è stato visto in pubblico è stato 2 anni fa, quando venne frustato pubblicamente per quello che aveva scritto.
Ensaf descrive nel suo libro,“Raif Badawi, The voice of freedom”, la terribile esperienza di guardare il video di suo marito che viene frustato.

“È indescrivibile, vedere che una cosa del genere venga fatta ad una persona che ami. Sentivo il dolore che veniva inflitto a Raif come se fosse stato mio. Gli uomini che ho visto nel video avrebbero potuto mettere me in una piazza e frustarmi. Ma la cosa peggiore era la sensazione di impotenza. Mi sono seduta sul mio divano, ho stretto le mie braccia intorno alle gambe, ed ho pianto.
Non so per quanto tempo sono rimasta seduta lì. Il telefono ha squllato varie volte ma non ho risposto. Come sta Raif ora?- mi sono chiesta. Quanto gravi erano le ferite che aveva riportato per questo grave abuso? Gli avevno rotto delle ossa? La violenza dei colpi mi ha quasi fatto pensare questo. Ha ricevuto cure mediche per le sue ferite? Se solo avessi potuto fare quacosa per lui! “
Questo è ciò con cui Ensaf convive ogni secondo. Ogni persona che ama un prigioniero nel mondo prova qualcosa di simile, soprattutto quelli con una sentenza che include pene fisiche e quando queste pene fisiche sono per… aver scritto.
Nel corso degli ultimi 24 mesi ho pubblicato qualche decina di articoli sullo scrittore e pensatore saudita incarcerato Raif Badawi, che è stato frustato per i suoi saggi, sua moglie Ensaf Haidar, e l’Arabia Saudita.
È stato arrestato il 17 giugno 2012, 1671 giorni fa. 
Raif Badawi è un simbolo, per gran parte del mondo, il suo è il volto della Primavera Araba. Nei suoi saggi, lui compara la Primavera Araba con la Rivoluzione francese, e il suo paragone non è così eccessivo.
La sua attuale prigionia - e la vista di lui che viene frustato il 9 Gennaio 2015 - è l’immagine di ciò che alcuni governi vogliono fare alla primavera araba ....

Raif ha scritto nell'introduzione del suo libro, “1000 Lashes Because I Say What I Think", "1000 frustate per aver detto quello che penso", di aver visto un graffito nello sporco del bagno della sua cella, che lo ha attratto e che diceva: “La laicità è la soluzione!” .
Raif ha scritto: “la frase stava da sola in mezzo a decine di oscenità che erano scritte in diversi dialetti arabi. Questa scoperta può significare solo una cosa. C’era almeno un’altra persona qui che mi capiva e capiva la ragione per cui ero in prigione”. 
“La laicità è la soluzione”. Questo scarabocchio scritto a mano trovato nel bagno della prigione, è la tesi che guida ciascuno dei miei articoli. La laicità è la soluzione. 
Il silenzio diplomatico in corso per quanto riguarda Raif Badawi lascia perlessi di fronte al grido globale per la sua libertà.
Ora che l’esecuzione della pena alle frustate è stata sospesa, quello che si sa è che Raif Badawi rimane prigoniero così come rimane la minaccia che le frustate continuino.
La futura libertà di Raif Badawi è parte della competizione tra l’Arabia Saudita e la sua reputazione a livello globale?
Ci sarà un momento perfetto per rilasciarlo e nel quale sarò così sordo come gli altri da dimenticare la storia di Raif?
Ci sono diverse questioni che potrebbero essere considerate più importanti dei diritti umani nella lista delle cose che complicano il rapporto tra l’Arabia Saudita e le altre nazioni. 
La guerra in corso nello Yemen, nella quale l’Arabia Saudita sta sostenendo una lotta contro i ribelli, portando ad atrocità, e che rischia di diventare la versione saudita del coinvolgimento americano in Vietnam. Questo è una delle vicende.
L’uso da parte dell’Arabia Saudita della “lotta contro il terrorismo e l’Isis” come scusa per circondare quelli che dichiara dissidenti, questa è un altra vicenda.

Quanto vale la libertà di un uomo, dopo tutto?