venerdì 27 marzo 2020

Alle porte di un nuovo ordine mondiale - Raúl Zibechi



foto twitter.com
La pandemia comporta l’approfondirsi della decadenza e della crisi del sistema che, nel breve termine, era cominciata nel 2008, e che invece, nel lungo periodo, si estende a partire dalla 
rivoluzione mondiale del 1968. Siamo entrati in un periodo di caos del sistema-mondo, la condizione preliminare per la formazione di un nuovo ordine mondiale. In effetti, le principali tendenze in corso (militarizzazione, declino dell’egemonia degli Stati Uniti e ascesa dell’Asia e Pacifico, fine della globalizzazione neoliberista, rafforzamento degli Stati e avanzamento delle ultra destre) sono processi di lungo respiro, che si accelerano in questa congiuntura.
Da una prospettiva geopolitica, la Cina ha mostrato la capacità per andare avanti, superare le difficoltà e continuare la sua ascesa come potenza globale che in pochi decenni potrà essere egemone. La coesione della popolazione e un governo efficiente sono due degli aspetti centrali che spiegano in larga parte la resilienza e la resistenza cinese.

La dura esperienza vissuta dal suo popolo negli ultimi due secoli (dalle guerre dell’oppio fino  all'invasione giapponese) aiutano a spiegare la sua capacità di far fronte alle tragedie. La rivoluzione socialista del 1949, oltre a quella nazionalista del 1911, e il notevole miglioramento nella qualità della vita dell’insieme della popolazione, spiegano la coesione intorno al Partito Comunista e allo Stato, al di là delle opinioni che si possano avere su quelle istituzioni.

Al contrario, la divisione interna che vive la popolazione degli Stati Uniti (evidenziata nelle ultime elezioni e nell’epidemia dei farmaci oppioidi che ha diminuito la speranza di vita), si coniuga con un governo erratico, imperiale e machista, di cui diffidano perfino i suoi più vicini alleati.

L’Unione Europea sta ancora peggio degli Usa. Dalla crisi del 2008 ha perso la sua bussola strategica, non ha saputo distaccarsi dalla politica di Washington e del Pentagono e ha evitato di prendere decisioni che l’avrebbero perfino favorita, come la conclusione del gasdotto Nord Stream 2, paralizzato per le pressioni di Trump. L’euro non è una moneta affidabile e la mai concretizzata uscita del Regno Unito dal’Unione Europea indica la debolezza delle istituzioni comuni.
foto pixabay



La finanziarizzazione dell’economia, dipendente dalle grandi banche corrotte e inefficienti ha trasformato l’eurozona in una “economia a rischio”, priva di una rotta e di un orizzonte di lunga durata. L’impressione è che L’Europa è destinata ad accompagnare il declino degli Stati Uniti, giacché è stata incapace di rompere il cordone ombelicale allacciato dai tempi del Piano Marshall.

Tanto gli Stati Uniti quanto l’Unione Europea, come – nemmeno a dirlo – i paesi latinoamericani, soffriranno gli effetti economici della pandemia con molta più intensità di quelli asiatici, i quali hanno mostrato, dal Giappone alla Cina, fino a Singapore e la Corea del Sud, una notevole capacità di superare le avversità.

Una recente inchiesta di Foreign Policy tra dodici illustri intellettuali si conclude sostenendo che gli Usa hanno perso la loro capacità di leadership globale e che l’asse del potere mondiale si trasferisce in Asia. La pandemia è la tomba della globalizzazione neoliberista, quella del futuro sarà una globalizzazione più “amichevole”, centrata sulla Cina e i paesi dell’Asia e Pacifico.

Nelle principali e decisive tecnologie, la Cina è già in testa. Guida la classifica nella costruzioni di reti 5G, nell’intelligenza artificiale, nel computing quantistico e nei supercomputer. L’economista Oscar Ugarteche, dell’Observatorio Económico de América Latina (Obela), sostiene che “la Cina è la fonte dei cinque rami dell’economia mondiale: la chimica farmaceutica, le automobili, l’aeronautica, l’elettronica e le telecomunicazioni”.

Così la chiusura delle fabbriche cinesi può frenare la produzione di questi cinque rami dell’economia nel mondo. La Cina produceva già nel 2017 il 30% dell’energia solare mondiale, più dell’Unione Europea e il doppio degli Stati Uniti. La classifica Top500 dei maggiori supercomputer del mondo rivela che la Cina ne possiede 227 su 500 (il 45%), contro i 118 degli Usa, al minimo storico. Dieci anni fa, nel 2009, la Cina ne aveva 21 contro i 277 dell’allora superpotenza.

martedì 17 marzo 2020

Messico - L'EZLN chiude i caracoles a causa del coronavirus e invita a non abbandonare le lotte

COMUNICATO DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-COMANDANCIA GENERALE DELL’ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE
MESSICO
16 MARZO 2020
AL POPOLO DEL MESSICO:
AI POPOLI DEL MONDO:
AL CONGRESSO NAZIONALE INDIGENO – CONSIGLIO INDIGENO DI GOVERNO:
ALLA SEXTA NAZIONALE E INTERNAZIONALE:
ALLE RETI DI RESISTENZA E RIBELLIONE:
SORELLE, FRATELLI, HERMANOAS:
COMPAGNI, COMPAGNE, COMPAÑEROAS:
VI COMUNICHIAMO CHE:
CONSIDERANDO LA MINACCIA REALE, SCIENTIFICAMENTE COMPROVATA, PER LA VITA UMANA CHE RAPPRESENTA IL CONTAGIO DEL COVID-19, ANCHE NOTO COME “CORONAVIRUS”.
CONSIDERANDO LA FRIVOLA IRRESPONSABILITÀ E LA MANCANZA DI SERIETÀ DEI MALGOVERNI E DELLA CLASSE POLITICA NELLA SUA TOTALITÀ, CHE FANNO USO DI UN PROBLEMA UMANITARIO PER ATTACCARSI RECIPROCAMENTE INVECE DI ADOTTARE LE MISURE NECESSARIE PER AFFRONTARE QUESTO PERICOLO CHE MINACCIA LA VITA SENZA DISTINZIONE DI NAZIONALITÀ, SESSO, RAZZA, LINGUA, CREDO RELIGIOSO, MILITANZA POLITICA, CONDIZIONE SOCIALE E STORIA.
CONSIDERANDO LA MANCANZA DI INFORMAZIONE VERITIERA ED OPPORTUNA SULLA PORTATA E GRAVITÀ DEL CONTAGIO, COSÌ COME L’ASSENZA DI UN PIANO REALE PER AFFRONTARE LA MINACCIA.
CONSIDERATO L'IMPEGNO ZAPATISTA NELLA NOSTRA LOTTA PER LA VITA.
ABBIAMO DECISO DI:
PRIMO - DECRETARE L’ALLERTA ROSSA NEI NOSTRI VILLAGGI, COMUNITÀ E ZONE ED IN TUTTE LE ISTANZE ORGANIZZATIVE ZAPATISTE.
SECONDO - RACCOMANDARE ALLE GIUNTE DI BUON GOVERNO E MUNICIPI AUTONOMI RIBELLI ZAPATISTI, LA CHIUSURA TOTALE E IMMEDIATA DEI CARACOLES E DEI CENTRI DI RESISTENZA E RIBELLIONE.
TERZO - RACCOMANDARE ALLE BASI DI APPOGGIO E A TUTTA LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DI SEGUIRE UNA SERIE DI RACCOMANDAZIONI E MISURE DI IGIENE STRAORDINARIE CHE SARANNO TRASMESSE NELLE COMUNITÀ, VILLAGGI E ZONE ZAPATISTE.
QUARTO - DI FRONTE ALL’ASSENZA DEI MALGOVERNI, ESORTARE TUTTE, TUTTI E TODOAS, IN MESSICO E NEL MONDO, AD ADOTTARE TUTTE LE MISURE SANITARIE NECESSARIE CHE, SU BASI SCIENTIFICHE, PERMETTERANNO DI USCIRE IN VITA DA QUESTA PANDEMIA.
QUINTO - INVITIAMO A NON ABBANDONARE LA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA FEMMINICIDA, A CONTINUARE LA LOTTA IN DIFESA DEL TERRITORIO E DELLA MADRE TERRA, A MANTENERE LA LOTTA PER LE/I DESAPARECID@S, ASSASSINAT@ E CARCERAT@, E AD INNALZARE BEN ALTA LA BANDIERA DELLA LOTTA PER L’UMANITÀ.
SESTO - INVITIAMO A NON PERDERE IL CONTATTO UMANO, BENSÌ A CAMBIARE TEMPORANEAMENTE I MODI DI SAPERCI COMPAGNE, COMPAGNI, COMPAÑEROAS, SORELLE, FRATELLI, HERMANOAS.
LA PAROLA E L’ASCOLTO, CON IL CUORE, HANNO MOLTE STRADE, MOLTI MODI, MOLTI CALENDARI E MOLTE GEOGRAFIE PER INCONTRARSI. E QUESTA LOTTA PER LA VITA PUÒ ESSERE UNA DI QUESTE.
È TUTTO.
DALLE MONTAGNE DEL SUDEST MESSICANO.
Per il Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno-Comando Generale dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale
Subcomandante Insurgente Moisés
Messico, marzo 2020

Mondo - L'epidemia del neoliberismo


di Raúl Zibechi

Sono trascorsi secoli da quando abbiamo imparato a conoscere l’importanza dei contesti sociali e naturali in cui si radicano e moltiplicano i virus, anche perché conviviamo con essi e non sempre ci minacciano
La peste nera ci ha insegnato che virus preesistenti si moltiplicano e diffondono quando si creano le condizioni appropriate perché ciò avvenga. Nel nostro caso, quelle condizioni sono state create dal neoliberismo.


In “La peste nella storia” (Einaudi, 2012), William McNeill rileva alcune questioni, ancora di grande attualità, quando analizza la peste nera che infuriò in Europa dal 1347. I cristiani, a differenza dei pagani, si prendevano cura degli infermi, “si aiutavano tra loro in epoche di pestilenza” e in quel modo contenevano gli effetti della peste. La “saturazione di esseri umani”, la sovrappopolazione, è stata invece un fattore chiave nell'espansione della peste.


La povertà, una dieta poco variata e la non osservanza delle “superstizioni”, cioè dei costumi locali delle popolazioni, a causa dell’arrivo di nuovi abitanti, trasformarono le pestilenze in disastri. Fernand Braudel aggiunge che la peste, l”idra dalle mille teste”, costituisce una costante, un elemento strutturale della vita degli uomini (“La struttura del quotidiano”).
Quanto poco abbiamo imparato!

La peste nera ha distrutto la società feudale a causa dell’acuta scarsità di mano d’opera in seguito alla morte, avvenuta in pochi anni, della metà della popolazione europea, ma anche a causa della perdita di credibilità delle istituzioni. È soprattutto il timore di quella stessa perdita di credibilità che oggi spinge gli Stati a rinchiudere milioni di persone.

L’epidemia di coronavirus (ora dichiarata ufficialmente pandemia dalla OMS, ndr) in corso ha alcune particolarità. Provo a focalizzare lo sguardo su quelle sociali, anche perché non ho competenze su questioni scientifiche elementari.

L’epidemia attuale non avrebbe l’impatto che ha se non fosse per i tre lunghi decenni di neoliberismo che abbiamo alle spalle. Essi hanno causato danni ambientali, sanitari e sociali probabilmente irreparabili.

Le Nazioni Unite, attraverso l’Unep, riconoscono che l’epidemiaè riflesso della degradazione ambientale“. Il rapporto segnala che “le malattie trasmesse da animali a esseri umani stanno crescendo e peggiorano man mano che gli habitat selvaggi vengono distrutti dall'attività umana”, perché “gli agenti patogeni si diffondono più rapidamente verso le mandrie o le greggi e gli esseri umani“.

Per prevenire e limitare le zoonosi (le malattie infettive degli animali, ndt), bisogna fermare “le molteplici minacce agli ecosistemi e alla vita selvaggia, tra le quali (spiccano, ndt) la riduzione e la frammentazione di habitat, il commercio illegale, la contaminazione e la proliferazione di specie invasive e, in misura sempre maggiore, il cambiamento climatico“.
il mondo delle grandi imprese

All’inizio di marzo, le temperature in alcune regioni della Spagna hanno superato di 10 gradi i valori normali. L’evidenza scientifica mostra inoltre un vincolo tra “l’esplosione delle infermità virali e la deforestazione“.


La seconda questione che moltiplica le epidemie sono i forti tagli al sistema sanitario. In Italia, negli ultimi 10 anni, si sono persi 70 mila posti letto ospedalieri con 359 reparti chiusi, oltre ai numerosi piccoli ospedali che sono stati abbandonati. Tra il 2009 e il 2018 la spesa sanitaria è cresciuta del 10 per cento, contro il 37 della media dei paesi dell’Ocse. Oggi in Italia ci sono 3,2 letti per ogni mille abitanti mentre in Francia 6 e in Germania 8.

Tra gennaio e febbraio, già durante la piena espansione del coronavirus, il settore sanitario spagnolo ha perso 18.320 lavoratori. I sindacati delle categorie denunciano: “l’abuso della contrattazione temporanea (interinale, ndr) e della precarietà nell'occupazione”, mentre le condizioni di lavoro si fanno ogni giorno più dure.

Questa politica neoliberista è una delle cause per le quali l’Italia è stata costretta a mettere in quarantena tutto il paese e la Spagna potrebbe seguire lo stesso cammino.

La terza questione è l’epidemia di individualismo e disuguaglianza, coltivata dai grandi media che si dedicano a diffondere la paura, informando in maniera distorta. Per oltre un secolo abbiamo subito una potente offensiva del capitale e degli Stati contro gli spazi popolari di socializzazione, mentre vengono invece benedette le cattedrali del consumo, come quelle dello shopping.

martedì 3 marzo 2020

Messico - L'otto marzo delle donne zapatiste

NON ABBIAMO BISOGNO DI ALCUN PERMESSO PER LOTTARE PER LA VITA. LE DONNE ZAPATISTE SI UNISCONO ALLO SCIOPERO NAZIONALE DEL 9 MARZO
ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE
MESSICO
1 marzo 2020
Alle Donne che lottano in Messico e nel Mondo.
Da: Le Donne indigene zapatiste dell’EZLN.
Compagna e sorella:
Ti salutiamo a nome delle donne indigene zapatiste di tutte le età, dalle più piccine a quelle più mature d’età. Speriamo che u stia bene e in lotta in compagnia delle tue famiglie, sorelle e compagne.
Qua abbiamo molti problemi a causa dei paramilitari che ora sono del partito Morena, e prima erano del PRI, del PAN e del Verde Ecologista.
Ma non è di questo che ti vogliamo parlare, bensì di qualcosa di più urgente e più importante. Della enorme violenza contro le donne che non cessa ma aumenta in quantità e crudeltà. Degli omicidi e sparizioni di donne; una follia che sembrava inimmaginabile. Nessuna donna, di qualunque età, classe sociale, militanza politica, colore, razza o credo religioso è in salvo. Si potrebbe pensare che le donne ricche, quelle che stanno al governo e quelle che hanno a loro protezione guardie e poliziotti siano al sicuro, ma nemmeno loro, perché molto spesso la violenza che ci fa sparire, ci sequestra e i uccide arriva da parenti, amicizie e conoscenti.
Bisogna farla finita con queste violenze, da dovunque vengano. Per questo avevamo invitato a manifestare, in quanto donne, il giorno 8 marzo 2020. Ognuno a modo suo, nel suo luogo e tempo. E invitiamo a far sì che la parola d’ordine di queste manifestazioni sia fermare la violenza contro le donne. E dire chiaro che non dimentichiamo le desaparecidas e assassinate in tutti i governi, che siano tricolori, azzurri, verdi, gialli, rossi, arancio, caffè o di qualsiasi colore, perché sono uguali. E per ricordare ai malgoverni le donne che ci mancano, proponiamo di indossare un segno di colore nero sui nostri abiti. Perché siamo in lutto per tante uccisioni di donne in tutto il mondo. E peggio ancora nemmeno le più piccine sono al sicuro.
Sorella e compagna:
Alcuni giorni fa abbiamo saputo che un gruppo di sorelle femministe di Veracruz, del collettivo “Brujas del Mar”, ha avuto una buona idea invitando ad una mobilitazione di protesta contro la violenza. La sua idea è di proclamare un giorno di assenza il 9 marzo, cioè che si veda e si senta che cosa succede senza le donne, che sia uno Sciopero delle Donne.
Che sia non andare a lavorare, non fare acquisti, non muoverci, che non ci vedano. Perché, dicono chiaro, sembra che le donne siano il nemico principale ed il sistema ci vuole liquidare, cioè annichilire.
Poi vediamo cosa succede con i maschietti e le maschiette patriarcali che ci sono nel malgoverno, nei partiti politici e nelle grandi imprese. A loro non importa la disgrazia maledetta che vivono e che muoiono le donne in Messico. Quello che interessa loro è cavalcare questo dolore e, cancellandolo, litigare su chi è più fico.
I potenti ed i loro capoccia politici da una parte fanno i sensibili ma non riescono a scrollarsi di dosso il loro modo patriarcale perché dicono che danno “permesso” alle donne di protestare perché le ammazzano. Adesso ci danno il permesso di lottare per vivere. Sono senza vergogna loro e le donne che hanno lo stesso pensiero dei maschi, anche se sono donne.
D’altro canto, c’è il governo supremo che si arrabbia perché ormai la gente non ascolta più quello che dice o vomita dalla bocca. Perché alcune donne, ancor peggio jóvenas, gli hanno tolto il microfono e gridano ciò che il malgoverno tace. È ridicolo che i cosiddetti oppositori ed oppositrici politici si comportino da persone perbene che danno il “permesso” di vivere, è più ridicolo ancora che il malgoverno ed i suoi fanatici e fanatiche accusino di essere “golpista” la lotta per la vita delle donne. Ora sì che è anche peggio, perché così comandano che nessuno può vivere o sopravvivere senza il loro permesso, e nessuno può lottare se non lo dice il malgoverno con qualche sua trovata. I maschilisti patriarcali sono così, credono che tutto il mondo giri attorno a loro. Se qualcuno lotta senza permesso, allora è contro il malgoverno. Se assassinano le donne, se le fanno sparire, se le sequestrano, se le torturano, se le sfigurano, è perché quelle donne vittime sono parte di un piano che vuole far cadere un governo. Non hanno vergogna.