giovedì 6 settembre 2012

Sudafrica - Manifestazione a Marikana


Circa 3.000 minatori hanno marciato in appoggio allo sciopero per richiedere aumenti salariali.
E' la prima manifestazione a Marikana da quando la polizia ha ucciso i 34 minatori.
Alcuni manifestanti hanno rotto le barricate davanti alla miniera Lonmin e poi sono tornati in corteo dopo l'intervento di alcuni rappresentanti della chiesa.
Intanto circa 50 minatori sono stati prosciolti dalle accuse per le uccisioni dello scorso mese mentre altri 220 sono ancora sotto custodia e forse dovrebbero essere rilasciati nei prossimi giorni.
Lo scorso 16 agosto la polizia aveva aperto il fuoco uccidendo 34 minatori, durante lo sciopero iniziato il 10 agosto. Alla fine del mese di agosto decine di minatori erano stati accusati di "proposito comune" nelle uccisioni, rispolverando un reato utilizzato durante l'apartheid per incarcerare gli oppositori. Il reato prevede che chi si trova coinvolto in situazioni in cui ci sono morti e feriti possa essere ritenuto comunque responsabile dell'accaduto.
La manifestazione di mercoledì è stata continuamente sorvegliata da elicotteri che hanno volteggiato sui manifestanti che sfilavano armati di bastoni. Il corteo ha sfilatao davanti alla Lonmin, l'impresa che è tra i primi estrattori al mondo di platino. La direzione ha fatto sapere che a suo avviso solo il 5% dei lavoratori ha partecipato allo sciopero.
Tra i manifestanti molti portavano cartelli con scritto  "We want 12,500 rand ($1,480; £935) - nothing else", ribadendo le richieste di aumento salariale alla base delle mobilitazioni.

lunedì 3 settembre 2012

Internet - Arrestato in Cambogia uno dei fondatori del sito Pirate Bay

Gottfrid Svartholm è stato fermato in esecuzione di un mandato internazionale emesso dalla magistratura svedese. Deve scontare un anno di carcere e pagare 4,4 milioni di dollari di risarcimento per violazioni delle leggi sul diritto d'autore
Il co-fondatore del sito torrent Pirate Bay, lo svedese Gottfrid Svartholm Warg, ideatore del software tracker Hypercube, è stato arrestato in Cambogia. 
Warg è stato arrestato nella capitale Phnom Penh, in esecuzione di un mandato internazionale emesso a seguito di una condanna in Svezia a un anno di carcere nel 2009 per violazione delle leggi sul copyright.
In quell'occasione i giudici stabilirono anche che Warg deve pagare l'equivalente in corone svedesi di 4,4 milioni di dollari di risarcimenti. Il suo ex avvocato, Ola Salomonsson, ha riferito al quotidiano Aftonbladet di essere a conoscenza dell'arresto.
Il ministro degli esteri svedese ha invece confermato soltanto che "un uomo sulla trentina" è stato arrestato a Phnom Penh. Pirate Bay è il sito svedese che consente agli utenti di condividere file, inclusi quelli multimediali.
Definito "uno dei grandi mediatori al mondo di download illegali" e un'avanguardia dei movimenti anti-copyright, Pirate Bay è stato fondato nel 2003 e conta oltre 35 milioni di utenti in tutto il mondo ai quali consente di sfruttare la tecnologia "BitTorrent" per scaricare film, musica e giochi.
Nel 2010, gli altri due cofondatori del sito, Fredrik Neij et Peter Sunde, erano stati condannati rispettivamente a dieci e otto mesi di carcere e a un risarcimento di 4,6 milioni di euro.
Neij ha annunciato di recente un ricorso alla Corte europea di giustizia contro la decisione della corte suprema svedese di riesaminare il caso.
Quattro modi per accedere a 'The pirate bay' dall'italia:

Desinformémonos del lunedì


Reportajes México

Sangre, impunidad y un país arrasado, la herencia de Felipe Calderón
Marcela Salas Cassani

A pesar de las recientes agresiones, siete nuevas comunidades se integran a la Policía Comunitaria
Jaime Quintana Guerrero

La trata de personas con fines de explotación sexual expande sus redes en todo México
Jaime Montejo (Agencia de Noticias Independiente Noti-Calle)

Negligencia, corrupción y colusión en las desapariciones forzadas en México
Texto: Juan López Villanueva
Foto: Eunice Carreón

La defensa del territorio, la cultura y la historia, como parte de la lucha contra el despojo y la explotación capitalista.
Rafael Sandoval Álvarez

Reportajes Internacional

La matanza de mineros sudafricanos en Marikana
Hilda Varela

Caza de gitanos en la Francia “socialista” de Hollande
Unión Local Lille de la Confederación Nacional del Trabajo (CNT)
Traducción: Arthur Lorot

Los kurdos después de la Primavera árabe
Alejandro Haddad
Fotografía: Simona Granati

Autonomías

Frente a la crisis, exitoso centro de salud de abajo y a la izquierda en Salónica
Gloria Muñoz Ramírez
Fotos: Gabriela Moncau

Imagina en Resistencia

Dolerse, más que un libro, una necesidad para un país herido
Marcela Salas Cassani

Fotoreportaje

Cuentas pendientes del sexenio de Calderón
Producción: Desinformémonos
Fotos: Archivo Desinformémonos; Clayton Conn; movimiento5dejunio.orgsipaz.orgelzorro.orgsillarota.comyosoy132media.org;cortandorabanos.blogspot.comsindicatomineromexicano.blogspot.comciudadania-express.com3.bp.blogspot.com;  pulsociudadano.com
Texto: Desinformémonos
Música: “Seguimos en la lucha”,  Zero (EL Vuh) y Héctor Guerra (Pachamama Crew)

Audio

Detrás de la lucha: el sentir del Yo Soy 132

Realización: Desinformémonos

Transnistria - Uno Stato fantasma nel cuore dell’Europa


di Riccardo Bottazzo
Inutile cercarla sulla carta geografica. La democratica repubblica comunista della Transnistria non è segnata su nessuna mappa. Ma se viaggiate attraverso la Moldavia, da ovest ad est, come sto facendo io, con l’intenzione di raggiungere il confine ucraino, rischiate di cascarci dentro. E sono cavoli vostri perché da queste parti la legge la detta solo chi ha un Kalashnikov in mano!
Stiamo parlando di una specie di Isola Che Non C’é, dove però Capitan Uncino ha fatto fuori Peter Pan e se la governa da padrone.
Per l’Europa e per la comunità internazionale, la Transnistria semplicemente non esiste. Quella lunga e stretta striscia di terra sulla sponda orientale del fiume Nistro che fa da cuscinetto tra la Moldavia e l’Ucraina, appartiene giuridicamente alla Moldavia. Ma nei fatti, è una repubblica perfettamente indipendente con tanto di polizia, esercito, prigioni, bandiera, moneta propria, presidente (dittatore) e parlamento. Ma è uno Stato che nessun altro Stato sulla faccia della terra si sognerebbe mai di riconoscere, fatto salvo per altri Governi non riconosciuti da nessuno come l’Abcasia e l’Ossezia del Sud.
Le rivendicazione territoriali della Moldavia che continua a ritenere la terra a ridosso del fiume Nistro come un suo territorio, la lasciano perfettamente indifferente. Il governo di Chisinau non ha né la forza politica né quella militare per riprendersi quella regione che nel 2 settembre del 1990 si è dichiarata unilateralmente indipendenti in seguito ad un colpo di mano della 14ª armata dell’esercito sovietico stanziata a Tiraspol, oggi capitale dello Stato fantasma, approfittando della confusione legata alla dissoluzione dell’Unione Sovietica.
Proprio la dissoluzione del gigante sovietico ha decretato la fortuna economica e di conseguenza anche quella politica di questa repubblica della banane. Subito dopo aver dichiarato l’indipendenza, i generali della 14ª armata hanno cominciato a mettere sul mercato l’unico bene a loro disposizione: le armi dell’Armata Rossa. La Transnistria è diventata così un gigantesco bazar dove, pagando sull’unghia, si può comperare di tutto: mitraglie Policeman, pistole Makarov, lanciarazzi anticarro Rpg7, lanciamine Vasiliok, lanciagranate Gnom e Spg9, razzi Bm 21 Grad, missili portatili Duga. Per non parlare di tutte le enormi quantità di materiali nucleari, chimici e radioattivi stoccati nei depositi oggi abbandonati dell’esercito sovietico, come i famigerati missili Alazan dotati di testata agli isotopi radioattivi che fino a qualche anno fa erano piazzati all’aeroporto di Tiraspol e di cui si sono oggi perse le tracce.
A tenere le redini di questa ebay del terrore è la mafia russa che in questo Eden del contrabbando della droga, del petrolio e delle armi non è mai neppure stata dichiarata una organizzazione illegale. Anzi, alle ultime elezioni ha democraticamente fatto eleggere l’attuale “presidentissimo” con la percentuale del 103% degli aventi diritto al voto. Neanche i conti, sanno fare!
Il tutto, sotto le bandiere di un vetero comunismo che farebbe la felicità di certi nostalgici amici miei. La Repubblica della Transnistria infatti è tutt’oggi il solo Stato a dichiararsi ufficialmente leninista con gran sventolio bandiere rosse, falci e martelli, gigantografie di Marx, Lenin, Stalin, orride statue ad eroi operai.
Qualche ingenuo potrebbe domandarsi come possa la comunità internazionale tollerare l’esistenza di un tale “Stato Canaglia” senza che nessun politico si sogni mai di proporre contro la Transnistria anche solo un centesimo di quelle sanzioni che ancora oggi continuano ad impoverire Cuba. La risposta è semplice. La Transnistria è utile quanto, e forse più della Svizzera: in questa sottile striscia di terra vengono a rifornirsi, come ad in un gigantesco “discount”, dittatori, stragisti, servizi segreti più o meno deviati, mafie e gruppi terroristici di tutto il mondo. Non c’è da meravigliarsi se quando si parla di politica internazionale, tutti facciano finta che la Transnistria non esista. Eppure la Transnistria esiste, eccome. E se ci cascate dentro - e non sieste dei mafiosi - vi obbligano pure a pagare tutto due volte. Ogni spesa infatti viene effettuata prima con la moneta della Transnistria (che è come dire i soldi del Monopoli o quelli col muso di Bossi) e poi in rubli (che valgono sul serio). Il cambio, alla frontiera, è ovviamente obbligatorio. E provate voi a dire di no ad uno che vi punta il kalashnikov sulla pancia.
Benvenuti nella libera repubblica della Transnistria. Secondo stella a destra, questo è il cammino.

Messico - Si mobilitano 800 poliziotti comunitari per difendere la giustizia autonoma

In Guerrero, la Polizia Comunitaria è in allerta dopo l'arresto di una autorità autonoma

La Polizia Comunitaria del Guerrero ha dichiarato l'allerta e ha mobilitato 800 dei suoi membri per rispondere agli attacchi contro la loro esperienza di sicurezza e giustizia autonoma che va avanti da più di 15 anni e alla quale partecipano più di 80 comunità.
Lo stato di allerta è stato dichiarato dopo che la polizia governativa ha arrestato un coordinatore della CRAC (Coordinadora Regiona de Autoridades Comunitarias), l'istituzione autonoma che comanda la Polizia Comunitaria e che impartisce la giustizia secondo i cosiddetti “usi e costumi” delle popolazioni indigene della regione. Il pretesto di questo atto repressivo è semplice: la polizia comunitaria ha arrestato una persona accusata di omicidio in una loro comunità, i familiari dell'arrestato hanno sporto denuncia a un tribunale del governo, e un giudice, appellandosi al fatto che la polizia comunitaria è un esperienza autonoma non pienamente riconosciuta dalle leggi dello stato, ha ordinato la cattura di Máximo Tranquilino Santiago e altri 9 dirigenti accusandoli di sequestro di persona.
La CRAC ha mobilitato immediatamente i suoi membri, e nella cittadina di San Luis Acatlan hanno arrestato alcuni tra i funzionari del tribunale e i poliziotti che hanno portato a termine l'arresto del dirigente comunitario. Inoltre hanno indetto una assemblea regionale, alla quale partecipano tutte le comunità che adersicono all'esperienza della giustizia autonoma, le quali decideranno cosa fare dei funzionari del governo arrestati.
Non è la prima volta che questa esperienza di giustizia comunitaria è attaccata dal governo. Però questo episodio si inserisce in un contesto particolare e complesso che si sta vivendo nella regione. Se da una parte la polizia comunitaria sta aumentando la propria legittimità e il consenso nella regione, per cui nuove comunità stanno per aderire al progetto, dall'altra negli ultimi tempi ci sono stati episodi di repressione contro esponenti dell'istituzione comunitaria. L'esclation di repressione e di violenza nella zona è da attribuire alla resistenza che le comunità stanno opponendo da un po di tempo contro alcuni progetti di miniere a cielo aperto, si legge nel comunicato della CRAC.

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!