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lunedì 26 ottobre 2026

Messico - Voces del Caracol - n. 1

In occasione del prossimo dicembre gli zapatisti hanno deciso di spostarsi con una grande delegazione a Città del Messico per incontrare le famiglie e i parenti degli scomparsi in Messico e in America Latina.

In questo primo numero di Voces del Caracol un riassunto delle motivazioni dell'iniziativa che rientra nel nuovo capitolo del Viaggio per la Vita che si svolgerà in Messico dopo essere stato in Europa qualche anno fa.


Periodico auditivo con el reporte semanal sobre la cobertura de la Gira por la Vida capitulo México.

Locución Canica y Charla.

En este número

-Resumen de enlace zapatista y la iniciativa de la Gira por la Vida -Hasta Econtrarles Espacio para hablar de las colectivas de mujeres y familias buscadoras -Cartelera y anuncios -Música y mucho más.

Voces del Caracol. Programa 01 

mercoledì 21 ottobre 2026

Messico - Assemblea del Congreso Nacional Indígena, a trent’anni dalla sua fondazione


Nei giorni 10, 11 e 12 ottobre 2026 si sono riuniti i rappresentanti di 35 popoli indigeni 
provenienti da diverse regioni del Messico, assieme a un centinaio di persone ed organizzazioni solidali impegnate nella difesa dei diritti umani e dell’ambiente.

La riunione si è svolta a Città del Messico, nella “Casa de los Pueblos Samir Flores Soberanes”. Si tratta di un’edificio pubblico, ex sede dell’Istituto Nazionale dei Popoli Indigeni (l’istituzione statale preposta all’attenzione di questo settore sociale e da sempre carratterizzata da una posizione neocoloniale), che fu occupato sei anni fa dalla comunità di indigeni Otòmi emigrati e residenti a Città del Messico.

Durante le tre giornate di intenso lavoro, i rappresentanti indigeni hanno discusso, in riunioni separate ed a porte chiuse, su come affrontare la diversità di problematiche che minacciano la continuità delle loro culture e la sopravvivenza stessa come popoli originari. Nel comunicato PRONUNCIAMIENTO SOBRE EL INCREMENTO DE LA GUERRA CAPITALISTA EN EL MARCO DE LOS 30 AÑOS DEL CONGRESO NACIONAL INDÍGENA si offre un dettagliato panorama della pressione crescente che soffrono i popoli ed i territori indigeni dal nord al sud del paese. Hanno particolare evidenza due problematiche: in primo luogo, la presenza della delinquenza organizzata in regioni indigene, che frequentemente obbliga le comunità ad abbandonare le proprie case e le proprie terre; la situazione di violenza e minacce mantenuta dai criminali che diventa insostenibile e di fronte alla quale coloro che chiedono sicurezza e giustizia sono presi di mira sia dalle organizzazioni delinquenziali che dalle forze dell’ordine. La violenza criminale ha provocato un’incremento esponenziale di omicidi e sparizioni, e la lotta per ottenere verità e giustizia è molto difficile nelle regioni rurali, dov’è evidente la collusione tra la criminalità organizzata, le forze armate e le autorità.

La seconda problematica che attraversa le diverse geografie indigene è la pressione su territori, terre e risorse naturali da parte di interessi tanto privati quanto statali. I megaprogetti come il “Tren Maya” o il “Corredor Transistmico” si accompagnano a progetti di produzione di energia “verde”, ad un rinnovato impulso al fracking e a poli industriali e petrolchimici, che si stanno costruendo nei territori indigeni senza averli consultati ed averne ottenuuto il consenso.

A questa situazione, caratterizzata come la “guerra capitalista”, i popoli indigni oppongono l’organizzazione comunitaria, l’autonomia e la resistenza.

La responsabilità dell’attuale governo della “Quarta Trasformazione”, che si autodefinisce progressista, è denunciata chiaramente nel PRONUNCIAMIENTO DE LA ASAMBLEA DEL CONGRESO NACIONAL INDÍGENA POR SUS 30 AÑOS.

L’Assemblea ha espresso una forte presa di posizione in difesa del principio con cui si fondò il CNI nel 1996: l’autonomia di popoli e comunità nei confronti dello stato, intesa come un diritto che viene praticato ed esercitato anche quando non è formalmente riconosciuto dallo Stato. Il tema ha una particolare rilevanza nel momento attuale, quando il governo sta cercando di imporre una Legge sui diritti dei popoli indigeni ed afrodiscendenti che, piuttosto che riconoscere tali diritti, li limita e ne burocratizza l’esercizio, lasciando alle istituzioni statali la facoltà di decidere se concedere o meno lo status di autonomia ad un popolo; una legge che mette nelle mani dello Stato la decisione se un progetto estrattivo avrà o meno impatti rilevanti in un territorio indigeno; che apre alla mercificazione del patrimonio culturale indigeno e attribuisce allo Stato la facoltà di raccogliere ed amministrarne i proventi.

L’assemblea ha esposto una posizione di forte e contundente rifiuto alla proposta di legge cosi come ai meccanismi falsamente definiti come “consultivi” con cui è stata presentata a popoli e comunità originarie. Rivendica che i soggetti collettivi indigeni detengono il diritto all’autonomia e ad esercitarla nel modo più adatto od opportuno secondo la gran diversità di contesti, e che lo Stato non può sottomettere nè burocratizzare tale diritto.

Dal canto loro, le organizzazioni e individui solidali, riuniti in gruppi di lavoro durante due giorni all’esterno della Casa de Los Pueblos, hano riflettuto su tre domande che sono state poste dagli organizzatori dell’incontro: come resistete nel vostro territorio; come vedete il CNI; quale forma di articolazione è possibile. La realtà denunciata dalle persone provenienti da diversi stati della repubblica, cosi come da alcuni partecipanti internazionali, ricalca il panorama di violenza contro le organizzazioni, gli attivisti ambientali, l’aumento dei desaparecidos e della violenza criminale tanto nelle città come nelle aree rurali. Come risultato della discussione si è concordata la costituzione della Red por lo Comùn, che dovrebbe articolare le diverse organizzazione ed iniziative solidali con il CNI su un’agenda comune. I temi condivisi sono stati la difesa della vita ed il territorio, in particolare l’acqua, in un’agenda di discussione e mobilitazione che includa in modo importante le comunità urbane. La proposta è contenuta nel Pronunciamiento de organizaciones, colectivas de mujeres, académicos, estudiantes, pueblos originarios, trabajadores, comunicadores y ambientalistas por el 30 aniversario del Congreso Nacional Indígena.

lunedì 13 luglio 2026

Messico - Programma de " Semillero Guerra contra la Humanidad. (Las poblaciones y la naturaleza bajo asedio)

 Programma della settimana di incontri, discussioni e analisi convocata dall'EZLN che si svolgerà a San Cristobal de Las Casas presso il CIDECI-UNITIERRA dal 20 al 25 luglio del 2026

LUNEDI' 20.
13:00 – 15:00 hrs.

Gilberto López y Rivas – “Terrorismo global de Estado, militarización y recolonización de los territorios”.
Alicia Castellanos – “Racismo y violencia contra los pueblos”
Comisión Sexta Zapatista.

18:00 – 20:00 hrs.

Wilfrido A. Gómez-Arias – “Nuestra agua, sus concesiones. La arquitectura legal del despojo y el acaparamiento del agua en México”
Carlos Tornel – “Capitalismo, guerra total y la rebelión de lo vivo”
Comisión Sexta Zapatista.

MARTEDI' 21.
13:00 – 15:00 hrs.

Alejandra Guillén – “Desaparición y leva para la acumulación de capital. Grietas de resistencia ante el nuevo dominio”
Ilán Semo – “La caída del antiguo orden y las nuevas formas de la guerra”
Comisión Sexta Zapatista.

18:00 – 20:00 hrs.

Mauricio González González – “La guerra por otros medios: fracking en territorios insumisos”.
Pablo Montaño – “La palabra esperanza ante la Guerra contra la Naturaleza”
Comisión Sexta Zapatista.

MERCOLEDI' 22.
13:00 – 15:00 hrs.

Carlos Alberto Ríos Gordillo – “Huellear a la hidra cabezona. Pistas para una contrahistoria rebelde”.
Mateo Crossa Niell – “Los nuevos rostros de la explotación en la guerra del capital contra la clase trabajadora”.
Comisión Sexta Zapatista.

18:00 – 20:00. Palestina siempre.

Micaela Gramajo – “Proyecto Olivo”. 
Iván Prado – «Palestina, palabra semilla”
Comisión Sexta Zapatista.

GIOVEDI' 23.
13:00 – 15:00

Bruno Miranda – “Miradas críticas de las migraciones y las fronteras”.
David Barrios – “El fin de las guerras y las luchas por la Vida”
Comisión Sexta Zapatista.

18:00 – 20:00.

Andrea Horcasitas Martínez – “Frente al horror, la búsqueda y la promesa del reencuentro”
Raúl Romero – “Corporaciones criminales y las luchas por la Vida”
Comisión Sexta Zapatista.

VENERDI' 24.
13:00 – 15:00

Vicente Moctezuma Mendoza – “Extracción, despojo, exclusión y resistencias en la Ciudad”.
Iracema Gavilán – “Mandatos de género y extractivismos: acciones desde el ecofeminismo”.
Comisión Sexta Zapatista.


18:00 – 20:00 – Diferencias

Titze Malambé – “Radiografía del cuerpo en resistencia”.
Vica Rule – “Potencia Travesti contra Realismo Capitalista. Propaganda para una militancia a favor de la vida”.
Comisión Sexta Zapatista.

SABATO 25
13:00 – 15:00 – Diferencias

Brenda Nava Galindo – “Habitar la fuga, crear otros mundos: el cimarronaje como memoria, territorio y resistencia antirracista frente al colonialismo”.
Argelia Guerrero – “‘Danza para mujeres’… que luchan”
Comisión Sexta Zapatista.
CLAUSURA.

Desde las Montañas del Sureste Mexicano.

Subcomandante Insurgente Moisés.
México, julio del 2026.

lunedì 5 gennaio 2026

Messico - I cinque giorni del "Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores”

 Giorno 1 – Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores”

Il 26 dicembre 2025 ha avuto inizio il Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores”, il quarto e ultimo di una serie di incontri svoltisi nel corso di un anno. Questi incontri sono stati dedicati alla comprensione della crisi di civiltà che stiamo attraversando e alla riflessione su come costruire realtà alternative che possano servire da semi capaci di sbocciare "il giorno dopo" il crollo del nostro sistema mondiale.

In questi quattro incontri, lo zapatismo ci ha mostrato, attraverso le parole, le opere d'arte e, naturalmente, la pratica, i due pilastri di una profonda trasformazione interiore che si estende anche all'esterno: "el común" e lo smantellamento delle forme di organizzazione piramidali.

Questa serie di incontri è iniziata con la Prima Sessione degli Incontri Internazionali di Resistenza e Ribellione, tenutasi il 28 e 29 dicembre 2024 al Cideci - Università della Tierra Chiapas, seguita da un festival culturale al Caracol di Oventic dal 30 dicembre 2024 al 2 gennaio 2025. In questo incontro, diversi pensatori/rici hanno analizzato "la tempesta" – la crisi di civiltà che stiamo vivendo – sia a livello globale che in Messico. Hanno anche riflettuto sulla realtà delle donne, zapatiste e non zapatiste, e sui primi passi nella costruzione del " común " e nel lavoro politico con donne provenienti da comunità non zapatiste. Allo stesso tempo, le zapatiste hanno raccontato cosa le ha spinte a fare del " común " il fulcro di questa nuova fase dello zapatismo e i primi passi compiuti in questo percorso.

Dal 13 al 19 aprile 2025, si è svolto l’Encuentro (Rebel y Revel) Arte presso il Caracol Jacinto Canek. Questo incontro, utilizzando le arti come cornice, ha proseguito la riflessione sulla tempesta e, soprattutto, ha esplorato come costruire altri mondi possibili di fronte alla crisi globale. L'incontro si è concluso con una discussione il 19 aprile al Cideci – Università della Tierra.

Dal 3 al 16 agosto 2025, si è tenuto Encuentro de Resistencias y Rebeldías “Algunas partes del todo”, presso il Semillero Comandanta Ramona del Caracol di Morelia. Per due settimane, in due sessioni simultanee, i partecipanti hanno condiviso non i problemi della tempesta, ma le soluzioni e le alternative che si stanno costruendo in diverse località del mondo. Un incontro che ha ispirato la certezza che altri mondi, molto diversi dalla devastazione in corso, non solo sono possibili, ma si stanno già costruendo in molti luoghi: mondi dove la vita è sacra, dove rispetto e dignità sono la bussola per navigare nella tempesta. Parte di questa costruzione, evidentemente, riguarda i grandi cambiamenti interni allo zapatismo: la costruzione del “común” e la nuova forma di autogoverno, che gli zapatisti hanno spiegato sia con le parole che attraverso rappresentazioni teatrali e altre presentazioni da parte dei giovani.

Questo quarto e ultimo incontro è iniziato con le parole del Capitano Marcos e del Subcomandante Moisés, che condividiamo qui, insieme al video e alle immagini complete:

https://radiozapatista.org/?p=53192

 Giorno 2 – Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores”  

27 dicembre 2025, San Cristóbal de Las Casas. In questa seconda giornata la discussione si è concentrata sul significato della storia. Raúl Romero e Carlos Aguirre Rojas, da diverse prospettive, hanno discusso della storia come campo di battaglia simbolico in cui gli eventi passati vengono discussi per comprendere il presente e procedere verso il futuro. Come l'uso del discorso storico da parte dello Stato e di chi detiene il potere in generale, come mezzo per mantenere la coesione degli Stati-nazione che non riflettono la loro composizione pluralistica e per mantenere il controllo e il dominio sui loro popoli, così anche di come la sovversione della storia ufficiale e la sua appropriazione dal basso, sono stati esplorati da diverse angolazioni.

Il Capitano Marcos ha letto il racconto "Historia de amores y desamores", con protagonista la piccola Deni e il defunto Subcomandante Galeano. Il Subcomandante Moisés, da parte sua, ha parlato della necessità di costruire alternative e del percorso zapatista nella costruzione del común e dell'autogoverno.

Ascolta l'audio e guarda i video e le immagini qui:

https://radiozapatista.org/?p=53216

Cogliamo l'occasione per condividere un importante libro consigliato dal Capitano Marcos, Sembrando Vida: recuento desde las regiones a seis años (testi di Russel de Jesús Peba Ocampo, Pedro Uc, Carlos Beas e il Coordinatore Ucizoni, Aline Zárate Santiago, Ana Luz Valadez Ortega, Álvaro Salgado, Armando Galeana, Joel Aquino, Alfredo Zepeda e Ana de Ita), che analizza gli effetti di questo progetto di governo sulla base delle testimonianze di coloro che lo hanno vissuto in tutto il Paese.

 Giorno 3 – Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores”  

28 dicembre 2025, San Cristóbal de Las Casas. Il terzo giorno del Semillero è stato dedicato alla riflessione sul ruolo dei diritti umani nelle lotte sociali, nonché sull'apparato legislativo del Messico e degli Stati-nazione in generale.

Come possiamo parlare di diritti umani di fronte allo sterminio del popolo palestinese a Gaza e alla vergognosa complicità della maggior parte degli stati del mondo? Come possiamo parlare di diritti umani in un paese come il Messico, con femminicidi, torture, omicidi, brutalità militare, fosse comuni e l'instancabile e dignitosa disperazione di chi cerca i propri cari scomparsi? Eduardo Almeida e Tamara San Miguel, del Nodo de Derechos Humanos (NODHO), hanno riflettuto su questo con parole potenti che ci invitano a riflettere. Eduardo ha parlato dell'uso del discorso sui diritti umani da parte di chi detiene il potere per giustificare le proprie atrocità. Tamara, tra le altre cose, ha distinto tra quelli che ha definito crimini di potere, commessi da chi detiene il potere per garantire la propria sopravvivenza, e violazioni dei diritti umani. I crimini di potere non sono definiti dalla legge e non sono riconosciuti come tali (ad esempio, crimini di stato, tortura sessuale e reati societari che comportano espropriazione). Alla luce di ciò, è necessario politicizzare la difesa dei diritti umani e dei crimini di potere, cercando meccanismi autonomi paralleli a quelli dello Stato.

Dal canto suo, l'avvocata Bárbara Zamora ha riflettuto sulle leggi che escludono e discriminano. "Tutte le leggi sono intrinsecamente discriminatorie ed escludenti perché sono emanate da chi detiene il potere e utilizzate per esercitare il potere sugli altri", ha esordito Bárbara. Per illustrare questo concetto, ha offerto un'affascinante panoramica delle riforme dell'articolo 27 della Costituzione, che riguardano poi la Legge Agraria, la Legge Mineraria, la Legge sugli Investimenti Esteri, la Legge sugli Idrocarburi, nonché la Legge Amparo e il Codice Civile, tutte misure che interessano le comunità indigene e contadine del Paese.

Il Capitano Marcos ha iniziato chiarendo punti importanti sulla posizione zapatista di rispetto della diversità di visioni e opinioni e sull'importanza dei disaccordi e delle differenze tra compagni. Ha poi riflettuto sui cambiamenti avvenuti all'interno della struttura stessa dell'EZLN, che, in quanto esercito, è intrinsecamente piramidale. Da quando il Subcomandante Moisés ha assunto il comando, ha spiegato, la piramide dell'EZLN si è "appiattita", orientandosi sempre più verso "el común ". Infine, dopo aver spiegato che le storie sono un modo per gli zapatisti di raccontare la realtà, ha letto il racconto " El amor y el desamor según el Chómpiras y la Lucecita ".

Infine, il Subcomandante Moisés ha parlato della costruzione del " común " nel territorio zapatista, fornendo chiari esempi di come funzionano le nuove strutture di governo e l'organizzazione del lavoro comunitario, con fratelli e sorelle non zapatisti, sulle terre recuperate.

Ascolta l'audio e guarda i video e le immagini qui:

https://radiozapatista.org/?p=53254

 Giorno 4 – Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores”  

29 dicembre 2025, San Cristóbal de Las Casas. Il tema di questa quarta giornata del Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores” era, da un lato, il cambiamento climatico e la crisi ecologica globale, e dall'altro, la piramide politica ed economica in Messico.

Il geografo Carlos Tornel ha parlato del cambiamento climatico e della crisi ecologica del pianeta come conseguenza del capitalismo selvaggio in cui viviamo. Con dati e spiegazioni chiare, rivolte principalmente agli oltre 500 zapatisti presenti all'incontro, ha tracciato un quadro desolante della traiettoria della crisi. Nonostante le discussioni internazionali sul cambiamento climatico negli ultimi trent'anni, le emissioni di gas serra sono aumentate del 65%. L'aumento della temperatura del pianeta dall'inizio dell'industrializzazione è ora di 1,5 gradi Celsius, considerato dagli scienziati il ​​limite "sicuro" per il riscaldamento globale. Tuttavia, data la traiettoria attuale, si prevede un aumento compreso tra 2,6 e 3,3 gradi, il che appare catastrofico. Le soluzioni dall'alto verso il basso sono sempre modi per mitigare gli effetti senza modificare le cause, ovvero il sistema capitalista stesso. Ciononostante, ci sono già molti movimenti in tutto il mondo che comprendono il problema di fondo e stanno apportando profondi cambiamenti nelle relazioni sociali e con la natura, come dimostrato dal movimento zapatista.

Il sociologo Arturo Anguiano, da parte sua, ha parlato della sinistra istituzionale in Messico, in particolare del governo di Andrés Manuel López Obrador (e ora di Claudia Sheinbaum) e del partito Morena, che ha definito "l'altra destra", con un progetto di sviluppo neoliberista mascherato da un discorso populista di sinistra.

Il Capitano Marcos ha usato l'analogia di un tavolo con quattro gambe per rappresentare le fondamenta dello zapatismo: la chiesa progressista e/o la teologia della liberazione; l'avanguardia rivoluzionaria o il proletariato; la società civile nazionale e il sostegno internazionale. Anche se mancano una, due, tre o tutte e quattro le gambe, il tavolo rimane solido perché al centro c'è una quinta gamba che sostiene veramente lo zapatismo: la nostra storia come popoli indigeni. È questa storia che sta alla base dei grandi cambiamenti in corso e della costruzione del "común".

Il Subcomandante Moisés ha parlato della necessità di organizzarsi in tutte le parti del mondo per affrontare la crisi globale, la violenza, l'espropriazione e la distruzione sistematica perpetrata dal capitalismo.

Infine, condividiamo qui il libro Golpes y contragolpes: La acción subversiva en la más hostil de las conidicones, de Miguel Amorós, consigliato dal Capitano Marcos.

Ascolta l'audio e guarda i video e le immagini qui:

https://radiozapatista.org/?p=53275

 Giorno 5 – Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores” 

30 dicembre 2025, San Cristóbal de Las Casas. Questa quinta e ultima giornata del Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores” è stata dedicata, da un lato, all'esame del ruolo delle arti nella costruzione di altri mondi e, dall'altro, alle piramidi che si producono in basso.

Il drammaturgo Luis de Tavira, in un testo letto dal Capitano Marcos, intitolato "L'arte è una dichiarazione d'amore per l'umanità", ha anche affermato che "le arti sono una denuncia e una maledizione contro la mancanza d'amore e la crudeltà con cui le persone e le società vengono disumanizzate". Capire, ha affermato, significa capire che non comprendiamo, e l'arte è in grado di mostrarci ciò che non possiamo intravedere, mostrandoci che altri mondi esistono. "L'arte è un atto di bontà e il mondo è un miracolo". Eppure, la logica del capitale distrugge tutto, accecando le società. "Il mondo è distratto", ha detto, "ed è incapace di percepire gli eventi violenti che si svolgono davanti ai suoi occhi". "La sfida per l'arte amorevole della vita sarà reagire con ribellione alla normalizzazione della violenza sociale".

Raúl Zibecchi, da parte sua, ha offerto un'affascinante panoramica di quelle che ha definito "le piramidi inferiori", ovvero quelle che si riproducono all'interno dei movimenti sociali. "Le rivoluzioni che hanno trionfato", ha detto, intendendo quelle che hanno preso il potere, "sono sempre state incapaci di trasformare il mondo". Questo perché, una volta prese il potere, riproducono la piramide e diventano nuove classi dirigenti. Esempi di ciò sono, naturalmente, il PRI in Messico, lo stato sovietico e il Nicaragua. Ma le piramidi si riproducono anche all'interno dei movimenti sociali. Zibecchi ha citato gli esempi della CONAIE in Ecuador e del MST in Brasile, che, nonostante i loro grandi successi, riproducono strutture piramidali di comando, con alcune al di sopra delle altre. Ha citato cinque esempi di movimenti in Perù, Honduras e Brasile che tentano di rompere con la struttura piramidale, sebbene questa finisca inevitabilmente per riprodursi in una forma o nell'altra. Pertanto, il grande cambiamento interno allo zapatismo – lo smantellamento delle proprie piramidi e la costruzione del común – rappresenta un passo rivoluzionario.

Il Subcomandante Moisés ha continuato a descrivere nel dettaglio, con esempi pratici, come il común si sta costruendo in territorio zapatista. In particolare, ha raccontato, attraverso vari casi specifici, l'intenso lavoro politico svolto con le comunità "sorelle" non zapatiste, sensibilizzandole e invitandole a partecipare alla costruzione del común attraverso l'esempio e la messa in pratica di relazioni alternative.

L’intervento del Subcomandante Moisés si è concluso con la lettura di un testo sui 43 studenti scomparsi da Ayotzinapa.

Il Capitano Marcos ha parlato dell'infanzia come mezzo per comprendere veramente lo zapatismo, iniziando con il racconto della storia di Paticha, la bambina di cinque anni morta di febbre tra le sue braccia. Oggi, quella realtà è cambiata radicalmente. Allo stesso modo, la realtà delle donne è stata profondamente trasformata: oggi le donne zapatiste, un tempo destinate solo a procreare e a prendersi cura della casa, sono promotrici della salute, educatrici, artiste e molto altro. In seguito, ha letto il racconto "El amor y el desamor según el Sup Marcos".

Così si conclude, alla vigilia del 32° anniversario della rivolta zapatista, questa serie di incontri che, dal dicembre 2024, ci ha spinto a riflettere sul nostro presente e a costruire un futuro diverso, più umano, più dignitoso, più giusto.

Ascolta l'audio, guarda il video e guarda le immagini qui:

https://radiozapatista.org/?p=53303

 

 

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!