martedì 1 ottobre 2013

Kurdistan - Il PKK ha tenuto l’11° congresso

Il PKK ha tenuto l’11° congresso
Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) ha tenuto il suo 11° congresso nell’area di difesa di Medya controllata dalla guerriglia dal 5 al 13 settembre.
Al “Congresso finale e della vittoria” per la liberazione del leader curdo Abdullah Öcalan e del popolo curdo hanno partecipato 125 delegati dall’estero e dalle quattro parti del Kurdistan.
Il Comitato Centrale del PKK ha rilasciato una dichiarazione sui risultati degli otto giorni di congresso che si è svolto con un anno di ritardo a causa del contesto dei pesanti scontri nel 2012.
Il Comitato del PKK ha detto che il congresso si è occupato della recente situazione politica, ideologica e organizzativa nel mondo, nel Medio Oriente, in Turchia e nel Kurdistan e ha prodotto approfonditi dibattiti e decisioni significative, così come modifiche legislative e programmatiche.
Secondo il PKK la modernità capitalista dominante ha causato gravi problemi sociali a livello mondiale nel primo quarto del 21° secolo perché ha fallito nel proporre soluzioni a questi problemi sulla base della democrazia, della libertà e dell’uguaglianza.

Il PKK ha detto che il sistema statuale vecchio di cinquemila anni oggi sta collassando sotto forma di modernità capitalista e ha aggiunto “La sostituzione delle vecchie politiche e pratiche statuali con nuove non offrirà comunque una soluzione ad alcun problema. Il confederalismo democratico che dipende dalla società democratica reclamerà ancora una volta il suo posto nella storia come unica soluzione alternativa e così spianare la strada per il socialismo democratico contro la repressione e lo sfruttamento “.
Evidenziando che sono le forze capitaliste, moderniste e imperialiste, nonché i centri di potere favorevoli al mantenimento dello status quo ciò contro cui si stanno sollevando oggi i popoli del Medio Oriente, il PKK ha detto che questi poteri illegittimi non hanno offerto alcuna soluzione nel sostenere nuovi governi di stati costruiti su settarismo e nazionalismo. Il PKK ha sottolineato che “L’attuale situazione politica e lo stato delle cose nel Medio Oriente rendono la linea del leader Apo (Öcalan) l’unica alternativa per la formazione di una società democratica sulla base di una struttura anti-capitalista confederale che raccolga tutte le realtà etniche, religiose e sociali. Come si è visto in Siria e in Rojava, questa terza via si propone come l’unica alternativa che conduca ad una soluzione”.
Il PKK ha evidenziato che è la lotta del movimento di liberazione curdo che dura da 40 anni ad aver messo i curdi in condizione di guadagnare così tanta forza e di diventare determinanti nel corso degli sviluppi politici nel Medio Oriente, e che li ha condotti attualmente più vicino alla costruzione di una vita libera e democratica in tutte le quattro parti del Kurdistan.
Il PKK ha sottolineato che non forze esterne, bensì la forza dei curdi stessi e di tutti gli altri popoli del Medio Oriente li condurrà a una vita libera e democratica.
Il PKK ha valutato la rivoluzione in Rojava iniziata nel luglio 2012 come la pratica dell’alternativa indicata dal leader Apo, osservando che la rivoluzione nel Kurdistan occidentale aprirà la strada alla democratizzazione in Siria e nel Medio Oriente.
“Il movimento curdo ha fatto quanto era necessario, in linea con il processo di soluzione democratica guidato dal leader curdo Öcalan, e ha costruito un contesto che mette il governo turco in condizione di muovere passi per il raggiungimento della democrazia in Turchia e una soluzione della questione curda”, ha detto il PKK, facendo notare che l’atteggiamento irresponsabile del governo dell’AKP verso il processo, l’ostilità verso la rivoluzione in Rojava e l’aver vanificato i passaggi della parte curda, hanno costretto il movimento curdo a interrompere il ritiro dei guerriglieri curdi dalla Turchia verso il Kurdistan meridionale.
Il PKK ha detto che l’obiettivo primario del movimento di liberazione curdo per il prossimo periodo sarà quello di costruire una lotta e un’organizzazione comune tra i popoli nelle quattro parti del Kurdistan allo scopo di potenziare la lotta per la democrazia e la libertà.
Il Comitato del PKK ha anche richiamato l’attenzione sull’importanza di garantire l’unità tra i curdi e la realizzazione della Conferenza Nazionale Curda come manifestazione concreta di questa unità.
Il partito ha sottolineato che le donne e i giovani, così come le realtà oppresse, saranno gli attori principali nella costruzione del socialismo democratico basato sul confederalismo democratico.
Il PKK ha fatto appello al popolo curdo perché si riunisca sotto la guida del partito per rafforzare la lotta per la vittoria in tutti i campi in cui si dà battaglia.
Il PKK ha anche chiesto la solidarietà di tutti i popoli del Medio Oriente nella sua lotta per la democrazia, la libertà e il socialismo contro tutte le forze egemoniche sfruttatrici, capitaliste e moderniste.