giovedì 7 maggio 2009

Afghanistan - Strage di civili confermata dalla Croce Rossa

I raid degli ultimi giorni nella zona di Farah facevano parte dell’attacco ai talebani
I civili della provincia di Farah parlano di almeno 30 vittime, in gran parte donne e bambini
La Croce Rossa Internazionale conferma le accuse dei talebani, secondo cui i raid aerei statunitensi degli ultimi due giorni avrebbero causato decine di vittime civili, in maggioranza donne e bambini.
C’è chi parla di cento morti. La conferma giunge dopo che una squadra della Croce Rossa Internazionale è riuscita a raggiungere la zona di Bala Baluk, nella provincia occidentale di Farah, teatro nei giorni scorsi di combattimenti tra forze afghane e Usa contro gruppi di talebani. Secondo i primi rapporti, il bilancio della battaglia era stato di 25 talebani e tre agenti uccisi. Secondo fonti locali, al termine dell’offensiva una folla di civili del villaggio di Gerani ha raggiunto la capitale provinciale con un convoglio di mezzi, per mostrare alle autorità i corpi delle vittime dei bombardamenti Usa. A quanto pare, gli abitanti del villaggio avevano invitato donne e bambini a rifugiarsi per sicurezza in alcuni edifici, al di fuori della zona coinvolta dalla battaglia, che poco dopo erano stati bombardati. Fonti del consiglio provinciale di Farah riferiscono di avere visto almeno 30 corpi, pesantemente mutilati, tra cui anche quelli di donne e bambini.Altre fonti civili hanno riferito invece che i cadaveri sarebbero tra 70 e 100. Oggi un portavoce della Croce Rossa Internazionale, Jessica Barry, ha dichiarato che il team di osservatori ha documentato la distruzione dei rifugi in questione, e ha potuto vedere "dozzine di cadaveri, tra cui donne e bambini".
Nella zona c’è la base italiana ‘Tobruk’. “Una squadra di investigatori americani e afgani si sta recando a Farah, sul luogo del bombardamento aereo statunitense, per verificare la notizia di decine di vittime civili”, spiega a PeaceReporter da Kabul il capitano Elisabeth Mathias, portavoce delle forze Usa in Afghanistan. “Il fatto che questa denuncia sia stata confermata dalla Croce Rossa Internazionale è rilevante, perché di solito le cifre fornite dalla popolazione locale o dagli stessi talebani non sono attendibili. Nella zona di Bala Buluk, dove è avvenuto il raid aereo, sono attive le forze armate italiane – dice il capitano Mathias – ma non sappiamo se sono state coinvolte in questa operazione. L’unica cosa certa è che le forze di sicurezza afgane che hanno chiesto supporto aereo dopo essere state imboscate dai talebani erano accompagnate da militari della Coalizione”. A Bala Bukuk le truppe italiane hanno inaugurato tre mesi fa un avamposto, la base operativa avanzata ‘Tobruk’ che ospita gli alpini del secondo reggimento genio guastatori di Trento, appartenenti alla Brigata ‘Julia’, e i bersaglieri del Battle Group comandato dal Tenente Colonnello Salvatore Paolo Radezza, che opereranno localmente a supporto delle forze di sicurezza nazionali afgane.
Articolo pubblicato sul sito di PeaceReporter

mercoledì 6 maggio 2009

Progetto Pascua Lama: un enorme bottino a danno dell’umanità


Dopo lo stop determinato dalle lotte del 2006, si rianima il progetto minerario dell’impresa canadese Barrick Gold.
Firmato l’accordo fiscale fra l’impresa Barrick Gold e i governi di Argentina e Cile per uno dei più grandi progetti di estrazione d’oro del mondo che potrebbe iniziare con la costruzione della miniera già dal mese di settembre.
Se il metallo verrà estratto attraverso l’Argentina, l’impresa non avrà l’obbligo di versare tributi al paese e inoltre usufruirà di tutta una serie di scandalose esenzioni con ribassi d’imposta e facilitazioni doganali.
I vertici della Barrick si sono affrettati a darne comunicazione e la presidente argentina ha lodato il progetto Pascua-Lama, esempio nel mondo sia per il suo carattere bi-nazionale che per le nuove tecniche che verranno utilizzate, nonchè per l’apporto di nuova occupazione e ricchezza al paese.


Il progetto Pascua Lama
Pascua Lama è un progetto minerario trasnazionale tra Cile e Argentina, situato nella Cordigliera andina della regione di Atacama, all’interno della Valle del Huasco a più di 5.000 metri di altitudine. Il progetto dell’impresa leader nella produzione aurifera BARRICK GOLD, approvato in Cile nel febbraio 2006 e nel dicembre dello stesso anno in Argentina, intende installare una miniera a cielo aperto per l’estrazione di circa 500 tonnellate di oro e una delle più grandi riserve di argento, nonchè rame e altri minerali che si trovano in parte sotto i ghiacciai millenari Toro I, Toro II e Esperanza.
Il progetto, che prevede lo “spostamento” dei tre ghiacciai, rischia di mettere in pericolo l’ecosistema dell’intera valle del Huasco, andando a toccare le fonti d’acqua primarie di una regione semidesertica. Lo spostamento dei ghiacciai, che più correttamente dovrebbe essere chiamato distruzione degli stessi, andrebbe a stravolgere le falde acquifere e il corso dei fiumi che dai ghiacciai nascono, mentre l’attività mineraria, che fa uso di cianuro e di metalli pesanti, rischia di contaminare ciò che resterebbe delle risorse idriche. A ciò si aggiunge poi l’enorme consumo di acqua da parte della futura miniera (360 lt/s), in una regione per l’appunto già caratterizzata dalla scarsità d’acqua.
Il progetto è pensato in una zona che corrisponde al territorio ancestrale delle comunità indigene Diaguita, che, come la maggior parte dei 70.000 abitanti della regione, vivono per lo più di agricoltura. Derubati della loro terra e con le falde acquifere contaminate, la cultura diaguita è condannata a scomparire insieme al luogo che ospita una ricchezza storica e archeologica unica.

I movimenti di protesta
Le comunità, organizzazioni e le ’asambleas de vecinos’ rifiutano il progetto.Le varie organizzazioni ambientaliste sono state molto dure nell’incontro organizzato la settimana scorsa a San Juan dalla ’Unión de Asambleas Ciudadanas’, durante la quale hanno confermato la necessità di proteggere i ghiacciai proibendo qualsiasi tipo di attività mineraria a cielo aperto in questa zona che peraltro è sismica.
All’incontro hanno partecipato, fra gli altri, Al encuentro asistieron Adolfo Pérez Esquivel, Marta Maffei, Fernando "Pino" Solanas e l’ambientalista Javier Rodríguez Pardo.
Secondo la rappresentante del Movimento Cittadino anti Pascua Lama, Carolina Sandoval, il progetto ha finora già danneggiato i ghiacciai Toro I, Toro II e Esperanza per un 50-70% . “Stiamo parlando di ghiacciai che forniscono acqua a una zona in cui piove una volta ogni dieci anni”, ha precisato Sandoval, “e questo progetto metterà a secco l’intera vallata del Huasco, che vive fondamentalmente di agricoltura, com’è già successo a Copiapò”.
Infine, il Tribunale del Popolo istituto nel 2006 al II Foro Sociale cileno a Santiago del Cile riconosce la multinazionale Barrick Gold Corporation responsabile di gravi attentati ambientali, sociali, culturali e economici, causati dalla sua politica, programmi e azioni nei territori e contro i popoli di Argentina, Cile e Perù.
Le accuse contro la Barrick Gold si ripetono però in diverse parti del mondo: secondo l’articolo “Behind the Numbers” dei giornalisti Keith Harmon Snow e David Barouski, la Barrick Gold è implicata nel conflitto in corso in Congo e l’associazione canadese Mining Watch riferisce nel suo sito web di gravi accuse contro la Barrick Gold in Papua Nuova Guinea e, più recentemente, della lotta degli aborigeni australiani Wiradjuri, minacciati anch’essi dall’attività mineraria della Barrick Gold.
Video:
L’acqua di Pascua Lama

Documentario con Intervista agli abitanti indigeni sull’importanza dell’acqua.

No a Pascua Lama parte 1
No a Pascua Lama parte 2
Relazione sul notiziario di Teletrece sui danni provocati dallo studio di fattibilità del progetto Pascua Lama fatto dall'impresa Barrick Gold

Colores de Pascua Lama
Visita ai siti del progetto.

Marcha Carnaval No a Pascua Lama
Atto di protesta in Cile durante il carnevale.


Documenti:
Studio di impatto ambientale
Relazione sull’impatto ambientale eseguito su richiesta delle Associazioni ambientaliste.

Link di riferimento:
Asamblea de vicinos autoconvocada por el NO A LA MINA (Argentina)
No a Pascua Lama
Barrick Gold Corporation - Projecto Pascua-Lama

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!