"Il sisma di martedì notte tocca uno dei paesi più poveri del mondo, già messo alla prova dai cicloni del 2008. Allora la distruzione di strade, infrastrutture e abitazioni era stata del 15% della ricchezza nazionale.
Nel 2008 l'isola è stata scossa da violente proteste per l'estrema miseria.
A questa situazione di povertà si è aggiunta la crisi globale che ha portato al fatto che molti emigrati dal paese hanno smesso di mandare le rimesse dall'estero.
12000 haitiani lasciano ogni anno il loro paese garantendo fino all'ultimo anno all'economia dell'isola due volte di più degli aiuti internazionali.
Nel 2009 c'era stato un leggero ritorno alla normalità, sempre con parametri che lasciano l'isola tra i paesi più poveri del mondo.
Il drammatico terremoto è arrivato in un momento tra l'altro di instabilità politica non certo nuova nel paese."
Questi alcuni dei punti segnalati nell'articolo di Le Monde di Jean-Michel Caroit che vi segnaliamo al link:
Le Monde
mercoledì 13 gennaio 2010
Lo stato blindato
Il premier Netanyahu annuncia la creazione d'una nuova barriera, tra Israele e l'Egitto: per garantire il carattere ebraico della nazione e bloccare terroristi e lavoratori irregolari
di Michele Giorgio
Israele sarà come Sparta non come Atene, spiegava ieri il politologo Eitan Haber sulle pagine di Yediot Ahronot commentando la mossa del primo ministro Benyamin Netanyahu che ha annunciato la costruzione di una barriera lungo il confine con l'Egitto, per impedire l'ingresso ai migranti provenienti dall'Africa.
«Ho preso la decisione di chiudere la frontiera meridionale agli infiltrati e ai terroristi. Si tratta di una scelta strategica, per garantire il carattere democratico ed ebraico di Israele» ha proclamato Netanyahu con tono solenne. «Non possiamo lasciare che decine di migliaia di lavoratori irregolari s'infiltrino in Israele attraverso il confine meridionale e che il nostro paese sia inondato da stranieri illegali», ha aggiunto il premier. Dopo il muro israeliano in Cisgiordania per ingabbiare i palestinesi, nei prossimi anni ne sorgerà un altro lungo molti dei 266 km della frontiera con l'Egitto, «paese fratello» nella lotta ai palestinesi, agli attivisti politici e ai migranti.
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ALLERTA ROSSA E CHIUSURA CARACOLES
BOICOTTA TURCHIA
Viva EZLN
Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.
La lucha sigue!


