Mordechai Vanunu da ieri è di nuovo in carcere. L’ex tecnico nucleare, che ha già scontato 18 anni di prigione (dei quali 11 in isolamento) per aver rivelato alla stampa internazionale le produzioni di ordigni atomici nella centrale di Dimona (Neghev), è stato condannato l’11 maggio scorso a tre mesi di detenzione per aver «violato» i termini della sua scarcerazione stabiliti nel 2004.
«Vergognati Israele – ha urlato Vanunu ai giudici – le spie del Mossad e dello Shin Bet (i servizi segreti, ndr) mi riportano in carcere dopo 24 anni in cui ho soltanto detto la verità». «Non sono un animale – ha aggiunto – non posso accettare la violazione della mia libertà di espressione». Vanunu, 55 anni, era stato già arrestato lo scorso dicembre mentre parlava ad una cittadina norvegese.