lunedì 15 novembre 2010

Kurdistan - Il processo di Diyarbakir rinviato al 13 gennaio

La delegazione italiana raccontata dalla voce di Antonio Olivieri e nel resoconto curato dai partecipanti

In una recente intervista a Radio Radicale, che potete ascoltare on-line, Antonio Olivieri racconta lo svolgimento della delegazione italiana al “Processo” di Diyarbakir.

E’ stata curata da Roberto Spagnoli ed è andata in onda il 6 novembre; si intitola: “La Turchia e la questione kurda: il maxi-processo di Diyarbakir”.
Un quadro più complessivo della solidarietà che si era manifestata attorno al processo è su: "Processo KCK" a Diyarbakir: Solidarietà internazionale e nazionale http://www.facebook.com/notes/1998-2010-ancora-piazza-kurdistan/processo-kck-a-diyarbakir-solidarieta-internazionale-e-nazionale/163921370302627

La questione più dibattuta durante il processo, sinora, è stata quella del diritto degli imputati a difendersi in lingua kurda, questione sulla quale la contrapposizione tra la richiesta kurda e l’autorità giudiziaria è stata nettissima e, sino ad ora, irrimediabile. Su http://en.firatnews.nu/index.php?rupel=article&nuceID=1382

sabato 13 novembre 2010

Corea - G20, accordi senza vincitori. Braccio di ferro Usa-Cina

di Federico Rampini

SEUL  - E' un giornalista americano a interpellare Barack Obama con la domanda più scomoda, e rivelatrice: "Gli altri leader l'hanno trattata come un presidente dimezzato in questo vertice, sapendo della sua disfatta elettorale? La sua capacità negoziale si è ridotta?". Obama ha ribattuto: "Negoziare con Hu Jintao sulla rivalutazione del renminbi non era più facile quando la mia popolarità era del 69%. E non dovete aspettarvi una rivoluzione da un vertice a venti". E' l'ammissione che l'America - anche a prescindere dalla sua divisione politica interna - non può più dettare le regole, neppure fare da regista della governance globale. Da questo punto di vista il G20 si è chiuso con un onorevole pareggio Usa-Cina. Un pareggio in cui ognuno può vedere una mezza vittoria, ma che lascia intatti i problemi dell'economia mondiale. Restano le divergenze tra paesi a vecchia industrializzazione che non riescono più a crescere, e paesi emergenti che crescono fin troppo al punto da temere l'inflazione e ventilare restrizioni sui movimenti dei capitali. Restano le divaricazioni tra paesi con forti avanzi commerciali (Cina e Germania) e paesi afflitti da strutturali deficit nei conti con l'estero (America).

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!