sabato 19 novembre 2016

Messico - Una storia per cercare di capire. comunicato EZLN

UNA STORIA PER CERCARE DI CAPIRE

17 novembre 2016

Alla Sexta nazionale e internazionale:

A chi simpatizza e sostiene la lotta dei popoli originari:

A chi è anticapitalista:

Compagne, compagni, compagnei:

Sorelle e fratelli:

Questo esteso testo lo abbiamo fatto insieme io e il Subcomandante Insurgente Moisés, portavoce e attuale capo dell’EZLN, consultandoci su alcuni dettagli con alcune delle e dei Comandanti della delegazione zapatista che ha assistito alla prima tappa del V Congresso Nazionale Indigeno.
Sebbene in questa, come in altre occasioni, spetta a me la redazione, è il Subcomandante Insurgente Moisés a leggere, aggiungere o togliere, approvare o rifiutare non solo questo testo, ma tutti quelli che compaiono alla luce pubblica come autentici dell’EZLN. Non poche volte, lungo questi scritti, userò il primo pronome singolare. La ragione di ciò si capirà più avanti. Sebbene la destinataria principale di queste linee sia la Sexta, abbiamo deciso di ampliare i suoi destinatari a chi, senza essere né stare con noi, ha le stesse inquietudini e un analogo impegno. Ecco:

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NEMMENO I NOSTRI INCUBI

Alcuni anni fa, la creatività e l’ingegno di qualche collettivo della Sexta produsse una frase che, con il passare del tempo, venne attribuita allo zapatismo. Sapete bene che siamo contro al copyright, ma non siamo soliti attribuirci né parole né azioni che non siano nostre. Senza dubbio, sebbene non ne siamo gli autori, la sentenza riflette in parte il nostro sentire come zapatisti che siamo.

Inalberata dalla Sexta contro chi, con grossolani ricatti e minacce, attaccava (come ora) lo scetticismo dinanzi al “potere” delle urne elettorali istituzionali, la frase va più in là e definisce i limiti e le carenze di una forma di lotta, quella elettorale:
“I nostri sogni non entrano nelle vostre urne”, si diceva e si dice.

Noi come zapatiste e zapatisti che siamo la sottoscrivemmo allora… e la sottoscriviamo ora. 

Ha la virtù di dire molto con poche parole (un’arte oramai dimenticata). Ma, da questo lato del passamontagna, dal nostro essere ciò che siamo, aggiungiamo: “nemmeno i nostri incubi”. STAMPA IL COMUNICATO

venerdì 18 novembre 2016

Stati Uniti - Sospesi i lavori del gasdotto in territorio Sioux

Il governo degli Stati Uniti ha ordinato la sospensione della costruzione del gasdotto sul territorio della comunità Sioux di Standing Rock nel Dakota decidendo che sono necessarie ulteriori analisi e discussioni sul progetto, in accordo con il Corpo degli Ingegneri dell'Esercito degli Stati Uniti, responsabile di dare  l’autorizzazione ad iniziare i lavori alla società Dakota Access Pipeline.

"Mentre queste discussioni stanno accadendo, la costruzione non può essere fatta né sopra né sotto il terreno che costeggia il Lago Oahe che appartenente al Corpo", è scritto in un comunicato del Corpo degli Ingeneri.

La società Dakota Access Pipeline intende costruire un oleodotto sotto il fiume Missouri e il lago artificiale Oahe, che sono fonti di acqua potabile per la tribù, che si è opposta alla costruzione dei 1866 km di oleodotto per la minaccia di perdite e contaminazione dei suoli.

I Sioux chiedono che il gasdotto passi lontano dalle terre che considerano sacre e che circondano i loro insediamenti.

"Milioni di persone rimangono letteralmente e spiritualmente con noi a Standing Rock, e quindi hanno la nostra più profonda gratitudine", ha detto il capo della tribù, Dave Archambault, in un comunicato.

Detto questo, i dirigenti aziendali hanno denunciato la decisione del Corpo degli Ingegneri che non ha alcuna "giustificazione legale o di fatto."

"Questa azione è politicamente motivata a scapito di una società che ha fatto molto di più per rispettare le regole imposte", ha detto il presidente di Energy Transfer Partners, Kelcy Warren, in una dichiarazione assicurando che il processo è stato una "farsa" che "invia un messaggio terribile dello stato di diritto".

Altri gruppi indigeni nel nord degli Stati Uniti insieme agli attivisti si sono uniti nella difesa del territorio Sioux, rifiutando la costruzione del gasdotto e accompagnando la tribù nelle loro azioni e proteste fin dall'inizio del conflitto con l’impresa.

Le proteste, fino a poco tempo pacifiche, si sono trasformate nelle ultime settimane in scontri con la polizia, le autorità e i lavoratori del gasdotto, che hanno portato a centinaia di arresti.

Lunedì scorso le proteste si sono diffuse nella capitale del North Dakota, Bismarck, dove circa 500 manifestanti si sono riuniti all'esterno dell'edificio sede della capitale dello stato.

Celebrità, politici e ambientalisti si sono uniti alla causa e hanno partecipato alle manifestazioni che hanno avuto luogo in tutto il paese.

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!