giovedì 7 gennaio 2010

Gaza - Entra da Rafah il Convoglio Viva Palestina

Dopo gli scontri di ieri nel Porto di Al Arish, oggi a Rafah incidenti tra palestinesi e soldati egiziani con il bilancio di un soldato egiziano ucciso e numerosi palestinesi feriti.


E' entrato a Gaza questa notte il Convoglio Viva Palestina.
200 veicoli con gli aiuti sono passati dal Valico di Rafah e 59 veicoli non sono stati fatti entrare.
Il convoglio era aperto dalla delegazione turca.
Ieri sera al Porto di Al Arish c'erano stati scontri con la polizia egiziana.
Oggi al Valico di Rafah dentro la striscia c'erano stati scontri tra palestinesi e i militari egiziani. Il bilancio è stato di un militare egiziano morto e numerosi feriti.
Vedi l'articolo sull'arrivo del Convoglio in

mercoledì 6 gennaio 2010

Egitto - La polizia attacca il Convoglio Viva Palestina nel Porto di Al Arish



Nella notte tra il 5 e 6 gennaio la polizia egiziana, giunta in forze, ha attaccato il Convoglio Viva Palestina.
Il Convoglio era arrivato a Al Arish per raggiungere il valico di Rafah.
Partito dall'Inghilterra era passato dalla Turchia, dalla Siria e dalla Giordania. Il governo egiziano aveva negato il transito dal porto del sud del paese e il convoglio aveva dovuto ritornare al Porto di Al Arish nel nord dell'Egitto.
Arrivato ad Al Arish, da quello che si capisce le autorità egiziane non volevano far passare tutti i veicoli e tutti i partecipanti, affermando che una parte avrebbero dovuto passare dal valico di Isreale.
I partecipanti protestavano nel Porto e a questo punto sono intervenuti i reparti antisommossa.
Il bilancio degli scontri pare sia una quarantina di partecipanti feriti e sei fermi.  Le agenzie parlano anche di una quindicina di poliziotti feriti.
La situazione ora dai messaggi in Twitter pare sia più calma ed è in corso una trattativa per fare entrare tutto il Convoglio.
Articolo Al Jazeera
Sito Convoglio Viva Palestina

martedì 5 gennaio 2010

Qui, Zapatero, ha un altro volto!

Attualmente sono 750 i detenuti politici baschi nelle carceri speciali di Spagna e Francia.

44.000 persone manifestano per i diritti umani insieme ai familiari e amici dell'associazione "Etxera"

Il 2 gennaio più di quarantamila persone sono scese per le strade di Bilbao assieme all'associazione dei familiari e degli amici dei detenuti politici “Extera” per denunciare la politica carceraria e liberticida dello stato spagnolo. Una manifestazione che ha visto la partecipazione di una parte significativa e trasversale della società basca.
Negli ultimi anni nei Paesi Baschi i movimenti politici e sociali hanno visto restringersi ulteriormente gli spazi dell'agibilità politica e democratica grazie allo spauracchio del terrorismo. L'illegalizzazione del partito della sinistra indipendentista Batasuna e di quotidiani e periodici, con il conseguente arresto di decine di militanti che svolgono la loro attività politica alla luce del sole, ultimi dei quali 34 giovanissimi militanti del movimento giovanile Segi, con l'obiettivo di delegittimare gli interlocutori politici e pubblici per uccidere  qualsiasi processo di pacificazione e indipendenza.
Questo clima ha investito anche la manifestazione annuale dei familiari con la proibizione di portare le foto dei detenuti e il divieto di manifestare da parte dell'Audiencia Nacional, aggirato grazie alla richiesta del percorso da parte dei sindacati e dei partiti indipendentisti ancora legali.

lunedì 4 gennaio 2010

Di ritorno dalla Gaza Freedom March




Diario di viaggio


Come molti altri abbiamo deciso di partecipare alla Gaza Freedom March perché la Striscia resta la più grande e inaccettabile prigione a cielo aperto del mondo e perché è tanta la complessità di questo pezzo di mondo, così come almeno noi l’abbiamo sempre percepito, che cercare di vedere, conoscere è necessario e la proposta della Marcia poteva, in parte, aiutarci a capire oltre ad essere dalla parte della popolazione civile palestinese.

Arrivo a Il Cairo
Quando arrivi con il volo sopra la capitale dell'Egitto ti rendi conto della smisurata ampiezza di questa megalopoli che si dice essere moderna e che ti accoglie, dall’alto, sorvolando le piramidi di 3000 anni fa.
I dati ufficiali parlano di 8 milioni di abitanti che diventano 15 nell'area urbana e che diventano più di 20 milioni se domandi in giro. E' la tredicesima metropoli del mondo.
Già arrivando in città dall'aeroporto ti rendi conto dell'inesauribile continuum rappresentato dal traffico ininterrotto, rumoroso: migliaia di auto, non certo nuove, si muovono incessantemente lungo le lunghe arterie, molte sopraelevate, che attraversano la città coperta di smog.
Si sa già che il Governo egiziano ha notificato agli organizzatori il divieto, per “motivi di sicurezza”, di raggiungere il valico di Rafah per entrare a Gaza.
Siamo partiti consapevoli del divieto ma aspettiamo di incontrare tutti i partecipanti per tentare di partire insieme, magari arrivare nelle vicinanze di Rafah e lì venire fermati. In realtà il divieto delle autorità egiziane è ben più pesante: non sono ammesse partenze collettive verso Rafah e non è ammesso nessun “assembramento” in città.

Marocco - Arresti domiciliari per la Gandhi Sahrawi

Le autorità marocchine hanno circondato la sua abitazione, rifiutandosi di dare spiegazioni 

 

Da quando ha fatto rientro nel suo paese, dopo 32 giorni di sciopero della fame, Aminatou Haidar si trova agli arresti domiciliari.


Non è finita. L'attivista sahrawi Aminatou Haidar, si trova agli arresti domiciliari dal 18 dicembre scorso, data del suo rientro nel Sahara Occidentale, dopo 32 giorni di sciopero della fame. La polizia marocchina avrebbe circondato la sua casa, tenendola agli arresti.
Nessun commento giunge per il momento da Rabat.
La "Gandhi Sahrawi" era rientrata a El Aiun ormai in fin di vita dopo più di un mese di sciopero della fame. La donna era stata espulsa dalle autorità marocchine il 14 novembre scorso, a Lanzarote, nelle isole Canarie.

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!