martedì 8 maggio 2012

Europa - Trans Europa Express

di Luca Casarini

Le elezioni francesi e greche mandano un messaggio chiaro: sta crescendo l’opposizione alle politiche di austerity e del massacro sociale sperimentate in questi mesi dai tecnocrati della governance amministrativa autoritaria che domina lo spazio europeo. 

Si è rotto quindi, quel limbo nel quale erano precipitate, immobili ed inerti, le soggettività politiche intese come variabile e alternativa allo stato di cose presenti. Chiunque, dalla Francia alla Grecia, ha raccolto consensi, da destra a sinistra, lo ha fatto a partire da un no, da un rifiuto dell’idea che esista una unica strada possibile per affrontare la crisi, ed essendo essa una ed oggettiva, è neutra ed appartiene alla tecnica e non alla politica.
La Grecia è stata il laboratorio materiale, dove sono state utilizzate cavie umane, più avanzato delle tecniche di governance incentrate sull’austyerity e sulla distruzione del welfare. La risposta in queste elezioni, oltre che dalle piazze, l’hanno data quel 70% di cittadini che in ogni caso non hanno mai creduto che l’uscita dall’europa fosse un’opzione centrale nel tornare a riconquistare un minimo di serenità.
Hanno quasi demolito, con il voto, quel macigno granitico rappresentato dai due partiti maggiori, il Pasok e Nova Demokratia, che hanno invece centrato tutta la loro azione politica sul rispetto delle imposizioni che giungevano dalla troika e in particolare dalla Bce. Che significa questo dunque? Che nella società greca, ma anche in quella francese se è vero che la guida dell’eliseo è stata decisa più da un referendum sulle politiche europee che da una scelta tutta interna, si fa strada l’idea che bisogna opporsi, resistere e contrastare la tecnocrazia, ma che l’unico spazio possibile per riuscire a vincere contro di essa e contro la crisi, è lo spazio europeo.

Europa - La Francia incorona Hollande mentre in Grecia è terremoto

di Roberto Musacchio

Mentre a Piazza della Bastiglia si festeggiava la liberazione da Sarkozy, e l’ascesa di Hollande, lo spoglio dei voti  in Grecia continuava rendendo sempre più incerta l’esistenza di una maggioranza, anche minima, a favore delle misure draconiane imposte ad un popolo stremato dalla troika.
Ora che il Merkozy non c’è più, sarà bene che tutti, a partire da Hollande, guardino bene al voto ellenico. Dalle urne di Atene esce un vero e proprio terremoto. I due partiti dell’attuale “ grande coalizione “ a sostegno del governo tecnico crollano dal 78% a meno del 33%! In particolare il conservatore Nuova Democrazia arriva sì primo ma con il 19,04%, perdendo oltre 15 punti, mentre i socialisti del Pasok fanno anche peggio precipitando al 13,3% con meno 30 e arrivando terzi. La sorpresa più grande è Syriza, la coalizione di sinistra intorno al Synapsismos, aderente al Partito della sinistra europea, lo stesso del  Prc italiano, che arriva al secondo posto con il 16,67% e un incremento di quasi 10 punti. Bene anche le altre forze di sinistra, con il Partito comunista che arriva all’8,44%, guadagnando un punto, e la Sinistra Democratica, una sorta di SEL italiana, che esordisce con il 6,09%. Il che dà un voto di sinistra contrario ai diktat che supera il 30%. Questo a bilanciare l’affermazione di forze di estrema destra, una delle quali, Alba Dorata, entra in Parlamento con l’8,45%. Se poi si guarda al voto sul territorio, ad Atene Syriza è il primo partito arrivando intorno al 20%, mentre il Pasok non raggiunge il 10%. Ed anche in uno dei due collegi di Salonicco Syriza ottiene la leadership, così come anche al Pireo e in Attica.

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!