lunedì 18 marzo 2019

Messico - A 100 anni dall'assassinio di Emiliano Zapata

CONVOCAZIONE

ALLE GIORNATE DI LOTTA

“ZAPATA VIVE, SAMIR VIVE, LA LOTTA CONTINUA”

A 100 ANNI DALL'ASSASSINIO DEL GENERALE EMILIANO ZAPATA SALAZAR

Considerato che nostro fratello Samir Flores Soberanes è stato ucciso dal regime neoliberale; non sappiamo se il governo, gli imprenditori, i loro cartelli criminali o se i tre insieme;

Visto che la cosiddetta “Quarta Trasformazione” iniziata con Miguel de la Madrid Hurtado, approfonditasi con Carlos Salinas de Gortari, proseguita nella sua guerra di conquista con Ernesto Zedillo Ponce de León, Vicente Fox Quezada, Felipe Calderón Hinojosa ed Enrique Peña Nieto, ed ora continua con il progetto trans-sessennale di Andrés Manuel López Obrador e il Partido Movimiento de Regeneración Nacional, e che per i popoli originari l’unico “vero cambiamento” è l’aumento delle menzogne, degli inganni, delle persecuzioni, delle minacce, degli arresti, della sopraffazione, degli omicidi, delle umiliazioni e del disprezzo, dello sfruttamento umano e della distruzione della natura; insomma: l’annichilimento della nostra vita collettiva;

Accertato che il governo neoliberale guidato da Andrés Manuel López Obrador ha gli occhi puntati sui nostri villaggi e territori dove, con l’Istituto Nazionale dei Popoli Indigeni, si estende una rete di cooptazione e disgregazione che apre la strada alla guerra industriale, fatta di progetti e violenze che, poggiata sulle corporazioni militari e sulla prossima Guardia Nazionale tesse un’oscura ragnatela di morte e distruzione tra i popoli originari del paese;

Ribadendo la nostra decisa opposizione alle politiche neoliberali di vecchi e nuovi governi, la nostra opposizione alle consultazioni, o come si vogliano chiamare, che non hanno altro fine che la sottrazione dei nostri territori; la nostra opposizione al settore minerario, al contenimento dei nostri fiumi, alla costruzione di autostrade, all’accelerata speculazione immobiliare sulle nostre terre, ai megaprogetti neoliberali di morte come il Proyecto Integral Morelos, il Corridoio Transistmico o il Treno Maya;

Ricordando che la lotta guidata dal Generale EMILIANO ZAPATA SALAZAR e dall’Esercito Libertador del Sur y Centro hanno rappresentato e continuano a rappresentare gli interessi e le aspirazioni dei nostri popoli e di milioni di sfruttati e sfruttate in Messico e nel mondo; e che il prossimo 10 aprile saranno 100 ANNI DAL VILE ASSASSINIO DEL GENERALE EMILIANO ZAPATA SALAZAR per mano del regime politico che, nonostante le sue “trasformazioni”, ci governa tuttora:

CONVOCHIAMO

L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEI POPOLI INDIGENI DEL CONGRESSO NAZIONALE INDIGENO/CONSIGLIO INDIGENO DI GOVERNO E ADERENTI ALLA SEXTA, RETI DI APPOGGIO AL CONSIGLIO INDIGENO DI GOVERNO E COLLETTIVI ED ORGANIZZAZIONI CHE LOTTANO E SI ORGANIZZANO CONTRO IL CAPITALISMO

Da tenersi il 9 aprile del corrente anno nella comunità indigena di Amilcingo, municipio di Temoac, Morelos, dalle 10:00 del mattino alle 18:00.

Così come alla:

MOBILITAZIONE NAZIONALE E INTERNAZIONALE A 100 ANNI DALL'ASSASSINIO DEL GENERALE EMILIANO ZAPATA SALAZAR IL CUI EPICENTRO SARA' IN CHINAMECA, MORELOS, IL 10 APRILE 2019, A PARTIRE DALLE ORE 9:00 DEL MATTINO.

Il programma sarà reso noto prossimamente.

DISTINTAMENTE
marzo 2019

Per la Ricostituzione Integrale dei Nostri Popoli
Mai Più Un Messico Senza Di Noi

ASAMBLEA DE LA RESISTENCIA DE AMILCINGO

FRENTE DE PUEBLOS EN DEFENSA DE LA TIERRA Y EL AGUA MORELOS-PUEBLA-TLAXCALA

CONGRESSO NAZIONALE INDIGENO/CONSIGLIO INDIGENO DI GOVERNO

ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE


Per accordo dell’Assemblea Emergente Nazionale di fronte alla Violenza dello Stato e l’Autodeterminazione dei Popoli, realizzata nella comunità di Amilcingo, Morelos in data 9 marzo del corrente anno, si lancia la presente convocazione insieme alle seguenti organizzazioni:

Huexca en Resistencia, Asamblea Permanente de los Pueblos de Morelos, Red de apoyo al CIG-Morelos, Organización Popular Francisco Villa de Izquierda Independiente, Trabajadores de Morelos, UPCI, Cholultecas Unidos en Resistencia-CHUR, Nodorolidente, MOPIM-CNPA-MN, Instituto Cultural Autónomo Rubén Jaramillo, UPVA 28 de octubre, Red contra la Represión, Red Coyoacan, Praxis en América Latina, CNI Tepoztlan, CNI Puebla, Colectivo Resistrenzas, Red de Resistencia y Rebeldía Cineteca, Red de Rebeldías y Resistencias, UPCD, EPM, Colectivo Obrero, JEN, Comunidad de Huazulco, Zapatistas del sur de Morelos, UCIZONI, MAIZ, Integrantes UAM-Azcapozalco, Solidaka, Unión por la Soberanía Popular, Escuela Normal Rural Popular Mactumactzá, Ejido Tenextepango, Ruacig, Rebelión, Hecho en Tlalpan, Colectivo El Zurdo, Mov. por la libertad de los defensores del agua Tlanixco Edo. Mex., San Miguel Cajono Oaxaca, Universidad de Chapingo, Libertad bajo Palabra, Flor de la Palabra, Organización Nacional del Poder Popular.

Traduzione “Maribel” – Bergamo

Testo originale: http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2019/03/16/convocatoria-a-las-jornadas-de-lucha-zapata-vive-samir-vive-la-lucha-sigue-a-100-anos-del-asesinato-del-general-emiliano-zapata-salazar/

sabato 9 marzo 2019

Messico - Samir vive, la lotta continua!

SAMIR VIVE, LA LOTTA CONTINUA!
PRONUNCIAMENTO DELLA TERZA ASSEMBLEA NAZIONALE DEL CONGRESSO NAZIONALE INDIGENO, CONSIGLIO INDIGENO DI GOVERNO ED EZLN.

Ai popoli del mondo
Alle organizzazioni e collettivi in resistenza e ribelli
Alle reti di resistenza e ribellione
Alla sexta nazionale e internazionale
Ai mezzi di comunicazione

A quasi 100 anni dall'assassinio del generale Emiliano Zapata, i popoli ayuuk, binizza, chinanteco, chol, chontal, guarijío, maya, mayo, mazahua, mazateco, mixteco, nahua, nayeri, otomí, popoluca, purépecha, raramuri, tepehuano, tlapaneco, tojolabal, totonaco, tzeltal, tsotsil, wixárika, yaqui, zoque e quichua (Ecuador) siamo qui riuniti per celebrare la Terza Assemblea Nazionale del Congresso Nazionale Indigeno e Consiglio Indigeno di Governo, nel dolore e nella rabbia per la guerra contro i nostri popoli e per l’assassinio del compagno Samir morto per difendere la terra ed il suo popolo. 

Dalla nostra assemblea nazionale mandiamo un abbraccio solidale e di lotta alla sua famiglia ed alla comunità di Amilcingo, Morelos. Il CNI-CIG e l’EZLN mandano un abbraccio solidale, e per noi il compagno sarà sempre una candela accesa.

Samir è stato ucciso dal regime neoliberale; non sappiamo se è stato il governo, gli impresari, se i loro cartelli criminali o se i tre insieme. Le offerte fatte da AMLO non a chi sta sotto, ma ai padroni del denaro e del potere e le velate minacce contro chi difende la vita, hanno gettato le basi per il vile omicidio. Questo, nel caso del nuovo titolare dell’Esecutivo federale, è la promessa di consegnare alle grandi imprese ed alle cupole militari quello che non sono riusciti a sottrarci il capitalismo neoliberale ed i suoi malgoverni che vanno e vengono. Agli impresari offre di mettere a loro disposizione la terra con la presunta nuova Legge di Sviluppo Agrario, per smantellare definitivamente la proprietà e l’organizzazione collettiva, chiamando “sviluppo” il furto sfacciato e la distruzione, minacciando militarmente le nostre comunità con la sua Guardia Nazionale e riconfigurando il nostro paese.

Quello che sopra chiamano “trasformazione” per la nostra gente ha sempre significato che noi ci mettiamo i morti in funzione degli interessi delle oligarchie e di chi detiene il potere, che sono sempre più pochi ma grandi, e che non smettono di vivere dell’oppressione, dello sfruttamento e della distruzione degli stessi di sempre.

La cosiddetta “Quarta Trasformazione” segue lo stesso percorso delle 3 precedenti, e se possibile anche con più brutalità e cinismo.

Nella guerra di Indipendenza furono gli sfruttatori locali, figli degli invasori europei coloro i quali presero il potere e si spartirono le nostre terre, cercando di rendere invisibile l’esistenza dei nostri popoli sulla base del discorso liberale che è il discorso del Potere proseguito fino ad oggi.

Con la Riforma le nostre terre comunali, per noi sacre, furono proscritte per consegnarle agli stessi saccheggiatori, le leggi di Riforma e le successive leggi sui terreni incolti e di colonizzazione favorirono la crescita delle grandi tenute sotto il regime di Porfirio Díaz.

Durante la Rivoluzione Messicana, mentre sopra si spartivano il potere politico, sotto, col nostro sangue, difendevamo ed irrigavamo la terra. Mentre Madero e Carranza tradivano ed assassinavano Zapata, i nostri popoli chiedevano un radicale e profonda trasformazione sociale ed agraria che non è mai arrivata.

Così, in ogni “trasformazione” sono cresciuti ed acuiti lo sfruttamento, la sottrazione, la discriminazione ed il disprezzo contro i nostri popoli.

Non abbiamo dubbi che questa nuova tappa di governo approfondisca il neoliberismo e l’integrazione forzata del nostro paese nell'orbita imperiale degli Stati Uniti, perché si è impegnato fedelmente a dare continuità alle politiche macroeconomiche dei governi precedenti, stabilendo un’austerità e restrizioni fiscali che non si vedevano dal governo di Miguel de la Madrid; garantendo l’autonomia della Banca del Messico, il rispetto degli investimenti stranieri e l’impulso del libero commercio. Va contro noi ed i nostri territori, è per lo sterminio dai nostri popoli ovunque ed a questo scopo lancia una guerra che oggi subiamo con lutto e rabbia. Da questa assemblea generale e nell'insieme dalle nostre sofferenze vediamo che è una guerra fatta di molte guerre che operano in maniera integrale, come se fosse una sola.

Francisco I. Madero, colui che tradì Zapata, oggi è il principale ispiratore del discorso del nuovo Esecutivo federale, ammiratore delle politiche di sviluppo liberiste che stanno sterminando i nostri popoli.

In realtà, la cosiddetta “Quarta Trasformazione” è iniziata con Miguel de la Madrid Hurtado, si è approfondita con Carlos Salinas de Gortari, ha proseguito la sua guerra di conquista con Ernesto Zedillo Ponce de León, Vicente Fox Quezada, Felipe Calderón Hinojosa ed Enrique Peña Nieto; ed ora continua col progetto ultra-sessennale di Andrés Manuel López Obrador e del Partido Movimiento de Regeneración Nacional. Per i popoli originari l’unico “vero cambiamento” è l’aumento delle menzogne, degli inganni, delle persecuzioni, delle minacce, degli arresti, dei soprusi, degli omicidi, del disprezzo, dello sfruttamento umano e della distruzione dell’ambiente; insomma: l’annichilimento della vita collettiva quale siamo.

Quello di cui hanno bisogno quelli che orchestrano la distruzione del mondo ce l’abbiamo noi, e lo difenderemo dalla sua trasformazione capitalista con la nostra resistenza e disobbedienza, benché, come vediamo, dobbiamo affrontare la trama militare di dominazione e repressione che sono lo stendardo del capitale che ricorre a corpi di polizia, militari, gruppi di scontro, cartelli della droga e paramilitari.

Il malgoverno federale poggia sulle stragi provocate da decenni di neoliberismo, approfondendo il disprezzo ed il razzismo per poter spogliare i popoli originari. Cerca l’indifferenza e ad essa si rivolge per domandargli se è d’accordo o no sulla distruzione che riveste di “progresso”. Ovvero, le sue presunte consultazioni non sono altro che il raccolto dell’odio e della paura lasciati dal capitalismo neoliberale. Questo raccolto viene chiamato “democracia”.

Di fronte a tutti i progetti preposti alla sottrazione ed alla distruzione dei nostri territori e culture, dichiariamo che le consultazioni popolari, e quelle organizzate anche in base al Trattato 169 dell’OIL, hanno lo scopo di convalidare i megaprogetti e rivestirli di una falsa legittimità. Denunciamo che le consultazioni che l’Istituto Nazionale dei Popoli Indigeni organizza attualmente intorno al Plan Nacional de Desarrollo 2018-2024, al Treno Maya o al Corridoio Transismico sono una simulazione per la loro convalida. I nostri popoli, nell’esercizio dei loro diritti fondamentali all’autonomia e territoriali dicono NO alle politiche ed ai megaprogetti di sottrazione, morte e distruzione, così come alle consultazioni organizzate dai malgoverni per ottenere il consenso dei nostri popoli a queste politiche e megaprogetti.

Il governo neoliberale guidato da Andrés Manuel López Obrador ha gli occhi puntati sulle nostre comunità e territori, dove, con l’Istituto Nazionale dei Popoli Indigeni, si tende una rete di cooptazione e disgregazione che apre la strada ad una guerra industriale, fatta di progetti e violenze che, insieme alle altre guerre e reti di guerra, stende un’oscura ragnatela di morte sui popoli originari del paese.

Il Proyecto Integral Morelos, per esempio, consta di 2 centrali termoelettriche, gasdotti ed acquedotti che vogliono spogliare della terra, acqua, sicurezza, salute, identità e vita rurale i popoli indigeni nahua del vulcano Popocatépetl degli stati di Morelos, Puebla e Tlaxcala. La forza dello Stato e delle imprese Elecnor, Enagas, Abengoa, Bonatti, CFE, Nissan, Burlington, Saint Gobain, Continental, Bridgestone e molte altre, ha imposto questo progetto attraverso la violenza pubblica statale, federale e l’esercito, seminando terrore tra le comunità con la tortura, le minacce, l’arresto, la persecuzione giudiziaria, la chiusura di radio comunitarie ed ora con l’assassinio del nostro fratello Samir Flores Soberanes.

I neoliberisti, prima con i criminali Felipe Calderón ed Enrique Peña Nieto ed ora con Andrés Manuel López Obrador, vogliono distruggere la resistenza dei popoli che dicono NO al Proyecto Integral Morelos. Tuttavia, il razzismo seminato dal disprezzo capitalista, dalla disinformazione e dalla smemoratezza, tornano a criminalizzarci. Nel 2014 e nel 2018 AMLO disse che sarebbe stato dalla parte dei popoli indigeni contro la centrale termoelettrica a Huexca. Oggi ci chiama radicali di sinistra e conservatori, dicendo che è il denaro investito nel progetto la ragione principale per non fermare la morte che esso annuncia, senza che importino le sofferenze e la rabbia dei nostri popoli.

Oggi, ingannevolmente è definita “democrazia” la menzogna che chiamano “consultazione”, realizzata nel clima di violenza, disinformazione e diffamazione, senza nemmeno considerare i rischi che il Gasdotto Morelos comporta in una zona pericolosa come quella del vulcano sacro Popocatépetl, senza che si curino che si esaurisca l’acqua per l’irrigazione degli ejidos di Ayala e si inquini il Fiume Cuautla. Cioè, la vita non vale quando si parla del grande capitale.

Nei villaggi maya degli stati di Chiapas, Tabasco, Campeche, Yucatan e Quintana Roo, i luoghi sacri vengono strappati violentemente alle comunità per accrescere i guadagni di imprese turistiche transnazionali; si scatena una guerra in cui lo stesso treno che trasporterà i frutti dell’industria alimentare transgenica, trasporterà la carne dei mega allevamenti suini che distruggono le acque sacre dei cenote; lo stesso che servirà per collegare le zone economiche speciali di Puerto Progreso e Campeche nella penisola, dove inoltre impongono parchi eolici. Ugualmente, nei territori indigeni di Tabasco e Chiapas, dove, inoltre, questa guerra si mette in rete con i gruppi repressivi militari e paramilitari. Poi, diventa una sola guerra dei megaprogetti dispiegati sul territorio dei popoli originari dell’Istmo di Tehuantepec.

Mentre orchestrano la trasformazione capitalista contro i popoli maya, la terra viene rubata alle comunità, comprata per pochi pesos e distrutta dallo sfruttamento e dalla contaminazione transgenica in tutta la regione, fortemente colpita dalle sostanze chimiche usate in agricoltura.

Nei villaggi dei popoli originari che vivono nell’Istmo di Tehuantepec, il malgoverno capitalista annuncia l’imposizione del progetto voluto dai grandi capitali internazionali per il transito delle loro merci ed il saccheggio dei beni naturali e culturali del sud-sudest dove vivono un gran numero di popoli originari e dove si trovano le principali selve, boschi, fiumi e la zona a maggiore biodiversità del paese.

Il malgoverno capitalista usa le forme di imposizione dei governi precedenti per imporre questo megaprogetto di morte con cui si vogliono riattivare i porti di Salina Cruz e Coatzacoalcos collegandoli tra loro con un treno ad alta velocità per il trasporto di merci dei grandi capitali che controllano il mondo. È il neo porfirismo “trasformato” nei panni di “progressista”.

Vuole trasformare l’Istmo in un muro di contenimento della migrazione centroamericana e nazionale verso gli Stati Uniti, utilizzando i migranti in lavori precari e mal pagati nelle industrie maquiladoras, nelle fabbriche di automazione, nello sfruttamento forestale, i megaprogetti energetici, come i corridoi eolici, idroelettrici, così come nello sfruttamento di idrocarburi con metodi convenzionali e fracking, lo sfruttamento minerario e il trasporto di merci in tutta la frangia transistmica.

Questo progetto non è a beneficio delle comunità, né del paese, né trasporterà i nostri prodotti locali, ma è la consegna dei nostri territori e della nostra vita al capitalismo internazionale guidato dagli Stati Uniti, da dove partono reti di guerre per le quali non ci sono muri né contenimento.

La versione “Quarta Trasformazione” del muro di Trump, non è altro che la moltiplicazione di muri costruiti dalla frontiera con Guatemala e Belize fino all’Istmo messicano. Queste muraglie si costruiscono con i materiali prodotti della distruzione della natura e dei popoli originari, ed il loro “collante” è il saccheggio, lo sfruttamento, il disprezzo e la repressione.

Nel centro del paese, l’espansione selvaggia di Città del Messico è accompagnata da sviluppo industriale e speculazione agraria ed immobiliare che sta portando alla distruzione di un’ampia zona. Con i lavori a Texcoco per il NAICM sono stati distrutte più di 100 colline per estrarre materiali con cui uccidere il lago, provocando la contaminazione delle fonti di acqua di tutta la regione. 

L’alternativa del nuovo governo, l’aeroporto nella base militare di Santa Lucia, è accompagnata dallo stesso saccheggio dei villaggi della zona che si vogliono gettare nella disgrazia che il capitale getta su tutti noi.

Con preoccupazione osserviamo, da una parte, che l’impresa PINFRA continua le opere dell’autostrada México Tuxpan-Peñón Texcoco, sui terreni dell’ejido di Nexquipayac, mentre diverse imprese vogliono continuare diverse opere del NAICM a Texcoco ed attualmente realizzano lavori che non sono debitamente giustificati; d’altra parte, il governo federale promette ai militari la gestione ed i profitti del nuovo aeroporto a Santa Lucia. È la tariffa in cambio della protezione del potere contro noi popoli che ci organizziamo per fermare la guerra in ogni angolo del paese, mettendoci sempre la vita. È per questo che il CNI-CIG continuerà a lottare per la cancellazione del progetto del NAICM sia che vogliano continuarlo a Texcoco o a Santa Lucia, come è la decisione dell’Esecutivo federale.

In questo senso e nell'esercizio dei nostri diritti territoriali ed all'autonomia, diciamo che questi megaprogetti cozzeranno contro la volontà dei nostri popoli.

Il malgoverno capitalista di López Obrador acuisce la guerra contro le donne del nostro paese, dunque, con il suo doppio appoggio ai potenti, porta all'aumento di femminicidi, tratta delle donne, tortura e sfruttamento. Per questo noi del Congresso Nazionale Indigeno e Consiglio Indigeno di Governo ed EZLN, pensiamo che se noi donne che lottiamo nei nostri villaggi in campagna ed in città ci organizziamo, riusciremo a minare, fino a farla cadere, questa guerra del capitale.

In basso, in tutte le geografie dei popoli originari, continuiamo a seminare l’autonomia, costruiamo ed esercitiamo il potere del basso in quello che sono anche reti di reti, ma di resistenza e disobbedienza, che sono anche lo specchio non solo di noi popoli del CNI – CIG ed EZLN, ma di molti altri ed altre che seminano la speranza e delle quali è specchio questa nostra terza assemblea nazionale.

Di conseguenza, da qui, denunciamo la guerra aperta contro la degna lotta della comunità indigeno nahua di Santa María Ostula, Michoacán, che utilizza la forza repressiva del malgoverno ai suoi tre livelli, così come i gruppi della criminalità organizzata, la stessa che viene dispiegata anche in tutto il territorio del paese come strumento di morte contro i nostri popoli e come giustificazione per la militarizzazione e la creazione della Guardia Nazionale.

Ci dichiariamo per il rispetto pieno all'autonomia dell’ejido Tila, nello stato del Chiapas e condanniamo le minacce di esproprio e repressione fatte dall'illegittimo commissario ejidale con l’appoggio dei malgoverni per la formazione di gruppi di scontro contro i nostri compagni che hanno dato esempio di dignità ed organizzazione.

Ugualmente, su accordo della nostra assemblea nazionale, continuiamo ad esigere la presentazione in vita del nostro compagno Sergio Rivera Hernández che è stato desaparecido dal 23 agosto 2018 per la sua lotta contro la miniera Autlán nella Sierra Negra di Puebla. Esigiamo la cancellazione del progetto idroelettrico Coyolapa-Atzala e dello sfruttamento minerario nella Sierra Negra.

Esigiamo la presentazione in vita dei 43 studenti di Ayotzinapa e giustizia per i compagni assassinati.

Esigiamo la cancellazione delle concessioni minerarie su tutto il territorio nazionale, che implicano la distruzione nello stato di Oaxaca, Sierra Sur, nel territorio chontal da parte dell’impresa Salamera, nella regione dei Chimalapas, dove la stessa impresa canadese attualmente vuole ampliare le sue concessioni, nel deserto di Wirikuta, San Luis Potosí ed in tutto il paese.

Rivolgiamo un appello per raddoppiare gli sforzi per la libertà del nostro compagno Fidencio Aldama Pérez, del popolo yaqui di Loma de Bácum, Sonora; e dei nostri compagni Pedro Sánchez Berriozábal, Rómulo Arias Mireles e Teófilo Pérez González della comunità nahua di San Pedro Tlanixco, nello Stato del Messico, e di tutti i prigionieri politici del Messico.

Vogliamo che cessino la persecuzione e le minacce contro i nostri fratelli e sorelle della comunità di Amilcingo, Morelos, da dove brilla la luce del nostro fratello Samir, da parte dei tre livelli del malgoverno che vogliono imporre ad ogni costo il Proyecto Integral Morelos.

Vogliamo la cancellazione del parco eolico conosciuto come Gunaa Sicarú, dell’impresa francese EDF, progettato su più di 4mila ettari appartenenti ai terreni comunali della comunità binnizá di Unión Hidalgo e respingiamo la consultazione che il governo vuole realizzare per ottenere il “consenso” allo stesso. Ugualmente vogliamo la cancellazione immediata degli studi di prospezione che stanno svolgendo gli speleologi appartenenti al PESH (Espeleológico Sistema Huautla) nelle grotte e nelle caverne della comunità mazateca di Huautla senza l’autorizzazione della stessa.

Invitiamo i popoli originari, le reti e le organizzazioni che hanno appoggiato il CIG-CNI, così come i collettivi e le organizzazioni di lavoratori, di studenti, di donne, di contadini e di giovani che lottano contro il capitalismo neoliberale, a far crescere le nostre resistenze e ribellioni e a partecipare all’Assemblea Nazionale dei popoli del Congresso Nazionale Indigeno e le organizzazioni, reti e collettivi che in Messico e nel mondo lottano e si organizzano, all’evento a motivo del centenario dell’assassinio del Generale Emiliano Zapata Salazar, i giorni 9 e 10 aprile del presente anno nello stato di Morelos, dove ancora una volta diremo con chiarezza:

SAMIR VIVE, VIVE, LA LOTTA CONTINUA, CONTINUA!

Distintamente

Dalla Terza Assemblea Nazionale del Congresso Nazionale Indigeno e Consiglio Indigeno di Governo.

Marzo 2019
Per la Ricostituzione Integrale dei Nostri Popoli

Mai Più Un Messico Senza Di Noi

Congresso Nazionale Indigeno

Consiglio Indigeno di Governo

Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale

Traduzione “Maribel” – Bergamo


Testo originale: http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2019/03/06/samir-vive-la-lucha-sigue-pronunciamiento-de-la-tercera-asamblea-nacional-del-congreso-nacional-indigena-el-concejo-indigena-de-gobierno-y-el-ezln/

sabato 23 febbraio 2019

Messico - La vita non si negozia, la morte non si consulta



di Gilberto López y Rivas

Un fantasma percorre lo stato di Morelos ad un secolo dell’assassinio del generale Emiliano Zapata a Chinameca. 

Le comunità indigene-campesine morelensi che continuano a resistere per terra, acqua e vita, si sentono tradite da Andrés Manuel López Obrador (AMLO) che con il governo della Quarta Trasformazione, come i governi neoliberali precedenti, vuole imporre il Proyecto Integral Morelos (PIM), e mettere in funzione la centrale termoelettrica di Huexca.

A viva voce e attraverso La Voz de Huexca en Resistencia, un modesto giornale di coloro che in questo villaggio lottano contro la centrale termoelettrica costruita sul loro territorio senza consultazione né autorizzazione dei suoi abitanti, esprimono con tristezza e rabbia le contraddizioni programmatiche tra l’allora candidato e ora Presidente, mostrando un video del 2014 in cui AMLO enunciava: "Qui vi voglio dire che noi difenderemo con tutto quanto  in nostro potere le comunità che non vogliamo questa centrale, e non vogliamo neanche le miniere che inquinano le acque. Immaginate cosa significa questo, in questa terra dove, ad Anenecuilco, è nato Emiliano Zapata, il miglior dirigente nella storia del Messico, proprio qui vogliono realizzare una centrale termoelettrica."

Da quando è stato presentato il PIM e l’avvio dei lavori, il movimento di opposizione nei tre stati non si è mai fermato, e così la repressione. 
La lotta è organizzata fondamentalmente nel Frente de Pueblos en Defensa de la Tierra y Agua, Morelos, Puebla e Tlaxcala e nella Asamblea Permanente de los Pueblos de Morelos, attivi contro i progetti di sviluppo che per le comunità significano morte, sottrazione di terre e devastazione dell’ambiente. 

In Morelos la lotta contro il PIM è iniziata nel 2013. Huexca, Amilcingo, Jantetelco ed Ayala sono centri distaccati di opposizione al progetto.

Queste organizzazioni dimostrano che gli abitanti dei tre stati, 24 città e centinaia di comunità si vedranno colpiti in diverse maniere. Il gasdotto di 76 centimetri di diametro percorrerà 170 chilometri trasportando ogni giorno 9 mila metri cubi di gas naturale, con tutti i pericoli che questo implica, e considerando che il percorso è zona sismica di rischio mezzo alto per la vicinanza del vulcano Popocatépetl. 

Ugualmente per la condotta d’acqua, lunga 12 chilometri e quasi un metro di diametro con cui si saccheggerà l’acqua che alimenta la vita agricola della regione indigena-campesina di Morelos.

Il 9 febbraio di questo anno, i membri dell’Accampamento Zapatista in Difesa dell’Acqua del Fiume Cuautla, a San Pedro Apatlaco, municipio di Ayala, Morelos, hanno diffuso una lettera aperta al Presidente Andrés Manuel López Obrador, nella quale si oppongono alla controversa consultazione di questo fine settimana, informano sui loro due anni e mezzo di presidio per impedire il saccheggio dell’acqua del fiume Cuautla per la centrale termoelettrica di Huexca da parte della Commissione Federale di Elettricità, e sottolineano i ricorsi vinti per la sospensione definitiva del progetto.

venerdì 22 febbraio 2019

Messico - Le scelte del Governo di AMLO uccidono



E’ stato ucciso davanti alla sua casa Samir Flores Soberanes, attivista impegnato nella lotta contro il "Proyecto Integral Morelos", dirigente della comunità di Amilcingo in Morelos e delegato da molti anni del Congresso Nazionale Indigeno.

Samir insieme alle popolazioni indigene e alle comunità locali si opponeva al
Progetto Integrale Morelos PIM che prevede:
-  due centrali termoelettriche nella comunità di Huexca, Morelos, che saranno gestite dall’impresa spagnola ABENGOA
- un gasdotto di 160 km per trasportare circa 9 mila milioni di litri di gas naturale per alimentare le due centrali passando attraverso le falde del vulcano Popocatépetl e attraverso le terre di più di 60 comunità degli stati di Tlaxcala, Puebla e Morelos. Il gasdotto sarà gestito dalle imprese spagnole ELECNOR e ANAGAS e l’impresa italiana BONATTI
- una linea elettrica di 20 km
- un acquedotto che dovrebbe trasportare 50 milioni di litri d’acqua al giorno per le centrali e che passerebbe tra Ayala e Huexca
- l’ampliamento e costruzione di diverse autostrade e la riattivazione della ferrovia che connette Morelos con in passaggio interoceanico verso il Golfo pacifico.

JPEG - 714.9 Kb
PROYECTO INTEGRAL MORELOS (PIM)
Da anni è in corso un’opposizione fatta di mobilitazioni e azioni giuridiche.
"Le popolazioni locali si oppongono al PIM perché comporta la devastazione di tutto il territorio e il saccheggio delle risorse in particolare idriche. In poche parole l’impossibilità per le comunità di vivere."
Una posizione chiara che le popolazioni locali hanno subito esplicitato anche al nuovo presidente Andres Manuel Lopez Obrador, il cui governo, alla faccia delle promesse elettorali, ha deciso di riattivare il progetto, in particolare la costruzione della centrale termoelettrica di Huexca.

Il 10 febbraio 2019 AMLO si è recato a Cuautla dove in un comizio pubblico, contestato dalle organizzazioni locali, ha sostenuto il "progresso" rappresentato dal PIM e l’importanza della consulta che si realizzerà sul progetto il prossimo 23 e 24 febbraio nella zona. 

giovedì 21 febbraio 2019

Messico - Un nuovo assassinio di un attivista sociale, fondatore della radio comunitaria Amilzinko e oppositore della centrale termoelettrica di Huexca

Comunicato del CNI-CIG-EZLN sull’omicidio del compagno Samir Flores Soberanes

20 febbraio 2019

Al popolo del Messico ed ai popoli del mondo

Alle reti di appoggio al CIG

Alle reti di resistenza e ribellione

Alla Sexta Nazionale ed Internazionale

Ai mezzi di comunicazione

Denunciamo con dolore e rabbia il vile assassinio del nostro compagno Samir Flores Soberanes, dirigente nella comunità di Amilcingo, Morelos; uno dei principali oppositori al Proyecto Integral Morelos e da molti anni delegato del Congresso Nazionale Indigeno.

Alle 5:40 circa del mattino di oggi 20 febbraio, delle persone armate arrivate a bordo di due veicoli hanno bussato alla sua porta e quando Samir è uscito gli hanno sparato quattro colpi, due dei quali in testa che dopo pochi minuti gli hanno tolto la vita.

Ieri, Samir aveva esposto i motivi dei popoli di Morelos per opporsi al Plan Integral Morelos, in un evento organizzato dal delegato del malgoverno federale Hugo Erick Flores, che si era presentato nel municipio di Jonacatepec per organizzare il forum relativo alla presunta “consultazione” con la quale vogliono imporre la centrale termoelettrica di Huexca, Morelos, e le opere complementari che distruggono il territorio e minacciano la vita di tutta la regione.

Di questo crimine riteniamo responsabile il malgoverno ed i suoi padroni che sono le imprese ed i loro gruppi armati legali ed illegali, che vogliono così derubarci, portarci alla morte e spegnere le luci di speranza, come quella del compagno Samir.

Distintamente

Febbraio 2019

Per la Ricostruzione Integrale dei Nostri Popoli

Mai Più Un Messico Senza Di Noi

Congresso Nazionale Indigeno

Consiglio Indigeno di Governo

Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale

Traduzione “Maribel” – Bergamo

Testo originale: http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2019/02/20/pronunciamiento-del-cni-cig-ezln-ante-el-asesinato-del-companero-samir-flores-soberanes/