venerdì 26 luglio 2013

COLOMBIA - Parla il guerrigliero Ivan Marquez "La fine del conflitto è vicina"

Il capo negoziatore delle FARC, Luciano Martin Arango, alias “Ivan Marquez” ha assicurato che la Colombia è vicina alla fine del conflitto e che, pertanto, se si raggiungerà un accordo di pace non sarà più necessario il ricorso alle armi.
L'insorgenza rivoluzionaria delle FARC-EP, nell'ambito del nuovo ciclo di conversazioni all'Avana incentrato sulla “Partecipazione politica”, secondo punto dell'Agenda Comune, ha presentato le ultime quattro delle dieci proposte minime per la democratizzazione reale, la pace con giustizia sociale e la riconciliazione nazionale, enunciate “con il proposito di avanzare verso il necessario ed imprescindibile processo di democratizzazione reale dello Stato e del regime politico colombiano, di contribuire al superamento delle sua strutture autoritarie, paramilitari, criminali, mafiose, clientelari e corrotte, di depurare e migliorare le condizioni della partecipazione politica, così come di propiziare la più ampia partecipazione sociale e popolare, dei territori e delle regioni, fino ad ora esclusi”.
Le proposte fariane mettono all'ordine del giorno la ristrutturazione democratica dello stato e la riforma politica, piene garanzie per l'opposizione nonché la possibilità di partecipazione politica delle organizzazioni guerrigliere, la democratizzazione dell'informazione e dei media; e poi ancora lo stimolo alla partecipazione a livello territoriale, la partecipazione sociale e popolare alla pianificazione, in particolare della politica economica del paese, le garanzie per la partecipazione politica e sociale delle comunità contadine, indigene e afrodiscendenti, e in generale dei settori sociali esclusi, lo stimolo alla partecipazione popolare e sociale ai processi di integrazione in America Latina, e alla diffusione della cultura politica della partecipazione, la pace e la riconciliazione nazionale, e diritto alla protesta e alla mobilitazione. Infine, la convocazione di una Assemblea Nazionale Costituente.

Il regime colombiano ed i suoi corifei continuano a fare orecchie da mercante rispetto alle articolate proposte della guerriglia, e fingono che il raggiungimento della pace possa essere ottenuto garantendo la semplice partecipazione elettoralistica dell'insorgenza stessa, che in un sistema corrotto e mafioso come quello attuale altro non sarebbe che un'ingannevole camicia di forza.
Il popolo colombiano chiede garanzie per la propria partecipazione integrale ai processi oilitici e di carattere decisionale; e per ottenere questo risultato è indispensabile disarticolare completamente gli apparati fascisti dello Stato, strumento attraverso il quale la più sanguinaria delle oligarchie del continente ha da sempre impedito l'effettiva partecipazione politica di chi, come le masse popolari, rivendica una nuova Colombia.
Il capo negoziatore delle FARC, Luciano Martin Arango, alias “Ivan Marquez” ha assicurato che la Colombia è vicina alla fine del conflitto e che, pertanto, se si raggiungerà un accordo di pace non sarà più necessario il ricorso alle armi.
“Non posso anticipare argomenti di una discussione non prevista al tavolo delle trattative. Per ora, stiamo esaminando alcune esperienze. Ad esempio, quello che è successo in Irlanda; abbiamo incontrato gli irlandesi e l'Ira, che hanno trovato una formula che occorre analizzare molto bene. Che cosa è successo in Sudafrica? Abbiamo l'esempio di Nelson Mandela.”, ha detti Ivan Marquez, dall'Avana, a RCN Radio.
 Il leader guerrigliero sostiene che “alla pace bisogna dare il proprio tempo (…) una pace mal fatta è peggiore di una guerra”. Riguardo alle vittime del cinquantennale conflitto colombiano, Ivan Marquez ha detto che solo quando si toccherà il tema saranno annunciati i relativi risultati, sicuramente “soddisfacenti” e ha proposto di istituire una commissione sulla “responsabilità storica” alla quale potranno prendere parte i parenti delle vittime. Infine ha accolto con favore la decisione del Consiglio di Stato di ristabilire la personalità giuridica dell'Unione Patriottica (Up), dal 2002 illegale per i suoi legami con la guerriglia. Il provvedimento era una delle richieste avanzate dalle FARC nel corso dei negoziati che si stanno tenendo all'Avana.  

scritto da Garabombo
Fonti: Atlas Web e Nuova Colombia