mercoledì 27 novembre 2013

Messico - Posti esauriti per il corso di primo livello della Escuelita Zapatista nelle date di Dicembre 2013 e Gennaio 2014


Novembre 2013

Alle compagne e compagni della Sexta:
A chi interessa:

Da: Subcomandante Insurgente Moisés.

Compagni passati, presenti e futuri:
Vi mandiamo i nostri saluti. A buon conto vi diciamo che ci apprestiamo al secondo e terzo turno del corso di primo livello della escuelita zapatista, consci che siamo appena riusciti a coprire le spese del primo turno solo grazie a qualcuno che ha dato di più delle nostre compagne e compagni di dentro e di fuori, e così si è coperto quello che mancava nel contenitore.

Alla luce di ciò, per il secondo e terzo turno del Corso di Primo Livello della escuelita, abbiamo aumentato il numero di compagne e compagni partecipanti alla scuola, ed ora possiamo accogliere fino a 2.250 alunni per ogni turno. Cioè c’era posto per 2.250 nel turno di Dicembre 2013 e per 2.250 nel turno di Gennaio 2014.

C’era, perché i posti sono già esauriti.

Le comunità zapatiste hanno compiuto un ulteriore sforzo per accogliere mille allievi in più del turno dell’agosto scorso.

Indubbiamente il problema è vedere se tornano i conti con i 380 pesos per allievo per coprire le spese, ma i nostri compagni e compagne delle squadre di appoggio della Commissione Sexta mi dicono che molti si stanno organizzando per mettere insieme i soldi e non fare figuracce al momento della registrazione. E, quello che ci sembra molto buono, è che gli allievi che sono già stati qui col primo turno, si stanno organizzando per sostenere altri che vengono ad imparare insieme a noi. Cioè, questi alunni ed alunne hanno sì imparato qualcosa da qua.

Nella nuova rivista che faremo e negli scritti che pubblicheremo nella pagina di Enlace Zapatista vi racconteremo delle valutazioni che abbiamo fatto sulla scuola. In questa rivista potrete leggere la parola dei Votán che vi hanno assistito, dei vostr@ Maestr@ e delle famiglie che vi hanno accolto, la valutazione, cioè la loro parola e pensiero su come hanno visto e sentito questi primi alunni ed alunne.

Ora, come incaricato della escuelita, devo informarvi che i posti per i due turni sono già esauriti. Cioè, a dicembre di questo anno 2013 abbiamo raggiunto la quota di 2.250, e così anche a gennaio 2014. Cioè, siamo già al completo, compagne e compagni.

Speriamo abbiate mandato in tempo la vostra domanda e che sia stata scritta correttamente, senza inganni. Ma se non avete fatto in tempo, non temete. Vedremo di poter fare un quarto turno per aprile o agosto dell’anno che viene.

Vi ricordo che saranno iscritti solo coloro che sono stati invitati. Perché qualcuno sta facendo il furbo e manda il suo questionario senza essere stato invitato. Quindi, non fate i furbi. La procedura è questa: voi mandate una richiesta di invito, noi vi mandiamo l’invito, voi rispondete con il questionario, e vi viene spedita la vostra registrazione.

Una cosa molto importante da sapere è che l’iscrizione alla escuelita è individuale. Cioè non vale scrivere “Vengo io più altri 2“, ma ognuno deve chiedere il proprio invito perché ogni alunno deve avere la sua iscrizione individuale, perché ognuno sarà sistemato in una famiglia zapatista e gli sarà assegnato un Votán, cioè un proprio Guardiano o Guardiana. A tutti, uomo, donna, altr@, bambino, bambina, ragazzo, ragazza, adulto o già in là con gli anni.

Quindi è importante che ognuno mandi la propria domanda di iscrizione, se è stato invitato, perché per chi non ha ricevuto l’invito, per questi due turni non c’è più posto. Siete avvisati. Un’altra cosa importante è indicare in quale delle 2 date potete venire. E ancora meglio se potete in ognuna delle date indifferentemente perché così vi sistemiamo più facilmente.

E per favore non iscrivetevi se non verrete. Vi chiediamo di avvisare se siete stati invitati ma non potete venire, perché altrimenti togliete il posto a qualcuno che vuole venire ma non può perché i posti sono esauriti.
Perché alcune persone hanno fatto così nel turno di agosto, si sono iscritte ma non sono mai arrivate. E neanche hanno avuto l’educazione di avvisare che non venivano. Meglio avvisare e lasciare il posto a qualcuno che può partecipare in queste date e voi aspettate di vedere se potrete venire nelle prossime date che ci saranno.

Alle nostre sorelle e fratelli del Congresso Nazionale Indigeno e dei Popoli Originari di tutto il mondo, ricordiamo che poi organizzeremo incontri speciali con loro. Ci metteremo d’accordo per questo.

Bene compagni della Sexta, ho detto quello che dovevo e chissà che possiate venire e vedere con i vostri occhi ed ascoltare con le vostre orecchie che cos’è la nostra lotta per la libertà.

Più tardi vi scriverà il SupMarcos, perché adesso l’ha morso il gatto-cane e lo sta medicando il personale del servizio insurgente sanitario. Cioè stanno medicando il gatto-cane perché gli ha fatto male mordere il SupMarcos. Comunque gli ho detto di inserire qualche video per pensare o per cantare e ballare o per tutto questo.

Vi aspettiamo.

SubComandante Insurgente Moisés

Rettore della Escuelita Zapatista

Messico, Novembre 2013
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Guarda e ascolta i video che accompagnano questo testo:

Saluto inviato alla Escuelita Zapatista dal nostro compagno Mayor Insurgente Honorario Félix Serdán Nájera, attivista per tutta la vita.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=luPuHfko4wU

Video realizzato dai compas della Coordinadora Valle de Chalco Libre durante il loro corso di primo livello alla Escuelita Zapatista.
http://www.youtube.com/watch?v=pzRjMa4p2lU&feature=player_embedded

Fernando Delgadillo ci avverte della complicità tra l’ignoranza ed il Potere. http://www.youtube.com/watch?v=muF8iVl4lZg&feature=player_embedded

Alejandro Filio e León Gieco, due di quelli che non si vendono, con questo pezzo dal titolo “Un precio”. http://www.youtube.com/watch?v=GOX0xMpdVCo&feature=player_embedded


Comunicato originale

Traduzione  "Maribel" Bergamo

domenica 24 novembre 2013

Colombia - Comandante Téllez: "Oggi conosciamo per nome i nemici della pace"

In un'intervista pubblicata lo scorso 20 novembre il Comandante  Ricardo Téllez, membro del Segretariato dello Stato Maggiore delle FARC, analizza dalla prospettiva dell'insorgenza il reale avanzamento dei Dialoghi. Con misurato ottimismo afferma: “è un avanzamento sostanziale ma manca molto cammino da percorrere”.

In merito allo straordinario sviluppo del movimento popolare colombiano, il Comandante 
ha dichiarato che “le persone intuiscono che è possibile sconfiggere definitivamente il terrorismo di Stato, conquistare la democrazia ed effettuare profondi cambiamenti strutturali per ricostruire il paese”.
Infine, Ricardo Téllez si riferisce senza giri di parole ai nemici della Pace, affermando che l'insorgenza non sottovaluta il potere dell'estrema destra fascista, e segnala che “la differenza con processi precedenti è che oggi si conoscono nomi e cognomi dei nemici della Pace, e quali sono i loro scopi”.
In conclusione, “non escludiamo che in qualunque momento possano realizzare operazioni sotto copertura, in cui sono esperti, per addossarne la responsabilità alla guerriglia e cercare di sabotare le reali possibilità di una soluzione politica del conflitto colombiano”.
Le trappole dell'oligarchia colombiana volte a evitare ad ogni costo di perdere i propri privilegi sono state ampiamente previste da qualunque osservatore del processo di Pace; e solo il massiccio sostegno popolare al tavolo dei Dialoghi e alle prospettive di una pace con giustizia sociale può impedirle e fare realmente la differenza

martedì 19 novembre 2013

Messico - SupComandante Marcos - Rewind 3

REWIND 3.

Che spiega il perché di questo strano titolo e di quelli che seguiranno, che narra dello straordinario incontro tra uno scarabeo ed uno sconcertante essere (voglio dire, più sconcertante dello scarabeo), e delle riflessioni non congiunturali e senza importanza che scaturirono; così come del modo in cui, approfittando di un anniversario, il Sup cerca di spiegare, senza riuscirci, come l@s zapatistas vedono la propria storia.

Novembre 2013

A chi di interesse:

AVVERTENZA.- Come segnalato nel testo autotitolato “Cattive notizie, ma anche no”, non sono stati pubblicati i testi che precedevano il suddetto. Ergo, quello che faremo sarà “riavvolgere” il nastro (o, come si dice, “rewind”) per arrivare a quello che si supponeva sarebbe apparso il giorno dei morti. Dopo di che, potete procedere alla lettura in ordine inverso all’ordine inverso nel quale appariranno e allora dovrete… mmm… lasciate perdere, perfino io mi sono rimbambito. La cosa importante è che si capisca lo spirito, come dire, “la retrospettiva”, cioè che uno va avanti ma poi torna indietro per vedere com’è che qualcuno ha fatto per arrivare là. Chiaro? No?

AVVERTENZA DELL’AVVERTENZA.- I testi che seguono non contengono nessun riferimento alle situazioni attuali, congiunturali, trascendenti, importanti, ecc., né hanno implicazioni o riferimenti politici, niente di tutto questo. Sono testi “innocenti”, come “innocenti” sono tutti gli scritti di chi si autonomina “il supcomandante di acciaio inossidabile” (cioè, io tapino). Ogni riferimento o somiglianza a fatti o persone della vita reale è pura schizofrenia… sì, come alla situazione internazionale e nazionale dove si può vedere che… ok, ok, ok, niente politica.

AVVERTENZA AL CUBO.- Nel caso molto improbabile che vi sentiate coinvolti da ciò che si dice di seguito, vi sbagliate… o siete un vergognoso fan della teoria della cospirazione ad hoc (che si può tradurre in “per ogni errore, esiste una teoria della cospirazione per spiegare tutto e ripetere gli errori”.

Procediamo:
-*-
P.S. Il primo incontro di Durito con il Gatto-Cane.-

lunedì 18 novembre 2013

Buon compleanno EZLN e fanno 30

BUON COMPLEANNO EZLN 100 di questi giorni!

zapatista-women-fighter

Non tutti i libri di storia sono uguali. Non tutti i libri di storia diventano testi ufficiali sui quali si studia. Il libro di storia che tratta di movimenti, lotte, rivolte, rivoluzioni, bandit@, brigant@ e partigian@ non è mai diventato un testo ufficiale, anzi forse questo libro non esiste nemmeno ma se esistesse parlerebbe sicuramente del 17 novembre 1983, data di nascita dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.

All’origine erano sei, tre indigeni e tre meticci, il loro sogno era costruire e costituire la più classica delle guerriglie (di matrice Marxista) andando in continuità con la tradizione Sudamericana dal Fronte Sandinista in poi.
La storia ci dice che quella guerriglia non nascerà mai, ma nascerà qualcosa di diverso, quello che il 1 gennaio del 1994 abbiamo conosciuto come EZLN e come movimento di lotta per la dignità ed il riconoscimento dello status “indigeno” e quindi in netta opposizione alla globalizzazione neoliberista.
Ribaltata la logica principe delle guerriglie ovvero di sollevarsi per prendere il potere.
Il potere “Zapatiniamente parlando” è un nemico da combattere e non da sostituire, così come Emiliano Zapata arrivato a Città Del Messico fece l’atto simbolico di non sedersi sulla poltrona del presidente messicano per non farsi corrompere dal gusto del potere gli Zapatisti iniziano la loro lotto per conquistare i diritti e la possibilità di essere se stessi senza sottostare alle logiche omologanti e schiaccianti sia dal punto di vista culturale che “di vita” del neoliberismo.
L’unico esercito al mondo ad avere il 30% di donne al suo interno.
Un esercito che andrà ad imporre dentro le comunità zapatiste la Legge Rivoluzionaria delle Donne .

mercoledì 13 novembre 2013

Cambogia - Lavoratori si scontrano con la polizia nelle proteste contro lo sfruttamento delle multinazionali

Come in Bangladesh chiedono aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro

Alcuni mesi fa il crollo della fabbrica tessile a Dacca con più di 1000 morti, apriva uno squarcio sulle condizioni di super sfruttamento della filiera delle compagnie multinazionali del settore.
Dopo convegni, carte d'intenti firmate in pompa magna, codici etici per le condizioni di lavoro, le proteste in Bangladesh e Cambogia proprio di questi giorni dimostrano come si cerchi di preservare i profitti garantiti attraverso salari da fame e condizioni inumane. I nomi dei brand, nell'infernale ragnatela di appalti e commesse sono sempre gli stessi. Con una mano si firma il codice etico con l'altra si sfruttano migliaia di uomini e donne.
"People before profits" è stato uno degli slogan che hanno accompagnato le proteste pochi mesi fa davanti a company come la Benetton ed altre, che dietro i marchi luccicanti o addirittura economici come la H&M, sono il volto ipocrita del profitto, come denunciano le donne e gli uomini che hanno manifestato in questi giorni tra il Bangladesh e la Cambogia. 
Video su Phnom Penh
Manifestazioni, scontri a Phnom Penh nella giornata di ieri durante le proteste dei lavoratori della SL Garment Processing Ltd., che fornisce famosi marchi come Gal e H&M. Il corteo che si dirigeva verso la residenza del premier Hun Sen è stato attaccato dalla polizia e negli  attacchi è morta una donna ferita da colpi d'arma da fuoco.
La protesta, che dura da alcuni mesi,  ha al centro le condizioni di lavoro imposte nel paese, come in Bangladesh, delle company del settore tessile. I lavoratori che sono scesi in piazza fanno parte di una rete di oltre 500 fabbriche che esportano negli Usa e in Europa.
Le condizioni di lavoro in cui si trovano migliaia di lavoratrici e lavoratori sono quelle salite alla cronaca con il crollo della fabbrica tessile a Dacca: pochi soldi per un lavoro svolto in condizioni nocive.
Una situazione, che a parte le solite dichiarazioni d'intenti quando lo scandalo si fa troppo evidente, affonda le sue radici nel circuito della produzione globale delle grandi aziende, che non esitano a sfruttare in nome dei profitti.
In Cambogia la protesta nasce dalla richiesta di aumenti salariali (sempre se si può definire salario una quantità di denaro tra i 40 e gli 80 dollari al mese) e di migliori condizioni lavorative.
Le stesse richieste che hanno portato in piazza l'altro ieri altri lavoratori e lavoratrici in Bangladesh in particolare a Savar e Ashulia, vicino alla capitale, chiedendo di avere aumenti per arrivare almeno a 100 dollari al mese. Anche in questo caso le manifestazioni sono state attaccate dalla polizia con un bilancio di decine di feriti.

domenica 10 novembre 2013

Messico - Cattive notizie, ma anche no - SupComandante Marcos

CATTIVE NOTIZIE, MA ANCHE NO
 Novembre 2013

Alle/Agli student@ che hanno frequentato o vogliono frequentare il primo livello della Escuelita Zapatista:

A chi di competenza:

Compagni, compagne e compagnei,

Come al solito, hanno incaricato me di darvi le brutte notizie. Eccole qua.

PRIMO.- I conti (controllate bene le somme, sottrazioni e divisioni perché la matematica non è il mio forte, voglio dire, proprio non lo è):

A).- Spese del primo livello di agosto 2013 per 1281 allievi:
- Materiale scolastico (4 libri di testo e 2 dvd) per 1281 allievi: $100,000.00 (centomila pesos m/n – 5.674,00 euro).

- Spese di trasporto e vitto per 1281 allievi dal CIDECI alle comunità in cui hanno frequentato il corso e ritorno: $339,778.27 (trecentotrentanovemilasettecentosettantotto pesos e ventisette centesimi – 19.278,44 euro) così suddivisi:

Spese di ogni Zona per portare gli allievi dal CIDECI e distribuirli in ogni villaggio in auto e ritorno al CIDECI, oltre al vitto per i bambini portati dagli allievi.
Realidad ————- $ 64,126.00 – 3.638,40 euro
Oventik—————- $ 46,794.00 – 2.655,00 euro
Garrucha————– $ 122,184.77 – 6.932,56 euro
Morelia—————- $ 36,227.50 – 2.055,49 euro 
Roberto Barrios—- $ 70,446.00 – 3.996,99 euro
Totale generale —– $ 339,778.27 – 19.278,44 euro 

Nota: Sì, anche a me sono balzati agli occhi i “77 centesimi”, ma questi sono i conti che mi hanno passato. Ovvero, non siamo per gli arrotondamenti.

- Spese di trasporto per 200 guardiani al CIDECI dove hanno impartito i corsi e ritorno: $40,000.00 (quarantamila pesos – 2.269,53 euro). Il loro vitto è stato offerto dalle/dai compagn@ del CIDECI-Unitierra. Grazie al Doc Raymundo e a tutte/tutti i compas del CIDECI, in particolare alle/agli addette/i alla cucina (occhio: mi dovete i tamales). 

Totale delle spese delle comunità zapatiste per il corso di primo livello di agosto 2013 per 1281 alunni: $479, 778.27 (quattrocentosettantanovemilasettecentosettantotto pesos e ventisette centesimi – 27.221,80 euro).
Spesa media per allievo: $374.53 (trecentosettantaquattro pesos e cinquantatre centesimi m/n – 21,25 euro).

B).- Entrate della Escuelita Zapatista:
Entrate per l’iscrizione (il contenitore installato al CIDECI): $ 409,955.00 (quattrocentonovemilanovecentocinquantacinque pesos m/n – 23.260,2 euro).
Valuta locale: $ 391, 721.00
Dollari: $ 1,160.00
Euro: $ 175,00 

Entrate medie per il pagamento dell’iscrizione di ogni allievo: $320.02 (trecentoventi pesos e due centesimi – 18,16 euro).

SECONDO.- Riassunto e conseguenze:

venerdì 8 novembre 2013

Tunisia - Come aggirare la censura


La storia del collettivo Nawaat.org, principale riferimento dell'informazione indipendente, e la lotta contro la repressione della stampa da parte di Tunisi.

di Beatrice Cati

La libertà di stampa è da sempre una delle realtà più ferite della transizione tunisina. Negata durante il regime di Ben Ali, continua ad essere oggetto di crescenti divieti.

Nulla di più preoccupante, infatti, nel constatare che dopo la caduta del regime dittatoriale, le "luminose" promesse di dialogo, pluralismo e indipendenza dell'informazione non sono state esaudite. Del resto, i dati parlano chiaro. Reporters sans frontières, l'organizzazione non governativa internazionale che agisce da 25 anni in difesa della libertà di stampa in tutto il mondo, ha stilato la consueta classifica annuale, che vede la Tunisia 132esima su un totale di 179 Paesi, scivolando dunque di quattro posti, quando ne aveva guadagnati oltre 30 nel 2011. Perché? Perché c'è stato un aumento nelle aggressioni ai giornalisti nel primo trimestre del 2012 e perché le autorità hanno mantenuto un vuoto legislativo rimandando l'implementazione dei decreti leggi sulla regolamentazione dei mezzi di informazione.

Durante la rivoluzione del 2011, blogger e cyber-dissidenti sono riusciti a mostrare all'opinione pubblica internazionale la verità sui massacri in corso da parte del regime. "Le televisioni e i giornali nazionali, fedeli alle direttive di palazzo, tacevano sulle rivolte in corso. Abbiamo capito che c'era un vuoto tra la documentazione prodotta dai testimoni degli eventi e la fruibilità della stessa da parte dei mezzi di informazione. Il nostro sito era ancora oscurato in Tunisia, ma perfettamente visibile al di fuori dei confini nazionali. Era arrivato il momento di superare il blocco mediatico imposto dal regime", racconta il blogger Houssem Hajlaoui, membro del collettivo Nawaat.org, il maggiore riferimento per l'informazione indipendente in Tunisia.

mercoledì 6 novembre 2013

Russia - Nadia, attivista delle Pussy Riot trasferita in Siberia

Adesso si sa dove è detenuta Nadezhda Tolokonnikova, attivista delle Pussy Riot condannate a due anni di prigione per la performance anti-Putin: in un campo di detenzione in Siberia, nella zona di Krasnoiarsk che si trova a più di 4500 chilometri da Mosca.
A rendere noto il luogo di detenzione è stato il marito, che nei giorni scorsi aveva denunciato che Nadia, trasferita dal campo in cui aveva fatto lo sciopero della fame contro le pesanti condizioni detentive,  era irrintracciabile.
Il trasferimento in Siberia è chiaramente un atto punitivo che non fa che confermare l'accanimento delle autorità del governo russo.
Il marito della giovane donna ha dichiarato che Nadia "è stata trasferita lontano come punizione per l'eco che ha avuto la sua lettera", riferendosi al racconto dei soprusi totali che vengono effettuati sulle detenute nel campo in Mordovia, dove era detenuta. 
Nadia aveva infatti denunciato le pesanti detenzioni, da gulag, per le prigioniere e le violenze dei secondini ed aveva iniziato uno sciopero della fame di protesta.

venerdì 1 novembre 2013

Messico - Aggressioni contro basi zapatiste nel villaggio Che Guevara


di Hermann Bellinghausen
La giunta di buon governo (JBG) Hacia la esperanza, dal caracol zapatista di La Realidad, zona selva di frontiera del Chiapas, denuncia aggressioni e minacce contro le basi di appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) nel villaggio autonomo Che Guevara. La JBG accusa i gruppi filogovernativi di Motozintla, appoggiati da funzionari statali e municipali, e segnala:
“Diciamo chiaramente che difenderemo questo terreno recuperato dall’EZLN costi quel che costi, perché è nostro diritto e nostra ragione, perché difendiamo solo ciò che è nostro e non stiamo fregando nessuno, come invece stanno facendo loro con i nostri compagni.”
Questi “atti di ingiustizia, provocazioni e furti che
nuovamente stanno subendo i nostri compagni e compagne basi di appoggio sul terreno recuperato Che Guevara” stanno accadendo nel municipio autonomo Tierra y Libertad, nella comunità Belisario Domínguez del municipio ufficiale di Motozintla, vicino alla frontiera con il Guatemala.
La JBG riferisce che mesi fa, le famiglie zapatiste erano state minacciate di sgombero “dallo stesso gruppo di persone, manipolate da Guillermo Pompilio Gálvez Pinto, Carmela Oseguera Ramos e Silvano Bartolomé Pérez”, che un anno fa, il 17 ottobre 2012, “aggredirono gravemente con arma da fuoco uno dei nostri compagni.”
Ora, “queste stesse persone ed i loro capi” sono accompagnati nelle aggressioni e tentativi di sgombero “da persone dei malgoverni precisamente un consigliere comunale, un sindaco, cinque poliziotti, due agenti della stradale ed agenti rurali, che rispondono agli ordini del loro padrone, il presidente municipale di Motozintla de Mendoza, Oscar René González Galindo, che a sua volta riceve ordini dal cosiddetto governatore del Chiapas, Manuel Velasco Coello, che a sua volta risponde al latrato del suo padrone più in alto Enrique Peña Nieto, Presidente della Repubblica.”