venerdì 1 novembre 2013

Messico - Aggressioni contro basi zapatiste nel villaggio Che Guevara


di Hermann Bellinghausen
La giunta di buon governo (JBG) Hacia la esperanza, dal caracol zapatista di La Realidad, zona selva di frontiera del Chiapas, denuncia aggressioni e minacce contro le basi di appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) nel villaggio autonomo Che Guevara. La JBG accusa i gruppi filogovernativi di Motozintla, appoggiati da funzionari statali e municipali, e segnala:
“Diciamo chiaramente che difenderemo questo terreno recuperato dall’EZLN costi quel che costi, perché è nostro diritto e nostra ragione, perché difendiamo solo ciò che è nostro e non stiamo fregando nessuno, come invece stanno facendo loro con i nostri compagni.”
Questi “atti di ingiustizia, provocazioni e furti che
nuovamente stanno subendo i nostri compagni e compagne basi di appoggio sul terreno recuperato Che Guevara” stanno accadendo nel municipio autonomo Tierra y Libertad, nella comunità Belisario Domínguez del municipio ufficiale di Motozintla, vicino alla frontiera con il Guatemala.
La JBG riferisce che mesi fa, le famiglie zapatiste erano state minacciate di sgombero “dallo stesso gruppo di persone, manipolate da Guillermo Pompilio Gálvez Pinto, Carmela Oseguera Ramos e Silvano Bartolomé Pérez”, che un anno fa, il 17 ottobre 2012, “aggredirono gravemente con arma da fuoco uno dei nostri compagni.”
Ora, “queste stesse persone ed i loro capi” sono accompagnati nelle aggressioni e tentativi di sgombero “da persone dei malgoverni precisamente un consigliere comunale, un sindaco, cinque poliziotti, due agenti della stradale ed agenti rurali, che rispondono agli ordini del loro padrone, il presidente municipale di Motozintla de Mendoza, Oscar René González Galindo, che a sua volta riceve ordini dal cosiddetto governatore del Chiapas, Manuel Velasco Coello, che a sua volta risponde al latrato del suo padrone più in alto Enrique Peña Nieto, Presidente della Repubblica.”

Il 6 ottobre scorso, i funzionari e gli agenti “sono venuti qui per riconoscere ufficialmente la località ‘Ranchería 8 de Julio’, che è il nome che hanno dato alla parte di loro competenza”, ma hanno incluso il terreno recuperato del villaggio Che Guevara.
Il giorno 23, questo stesso gruppo “ha mandato un documento ad un nostro compagno per intimargli di rimuovere la conduttura” che gli fornisce l’acqua, sostenendo “che passa sul bordo del terreno di loro proprietà”, e gli davano un termine di cinque giorni.
“Bisogna segnalare che la conduttura che fornisce l’acqua” a Silvano Bartolomé Pérez “attraversa la parte di terreno che appartiene ai nostri compagni”, oltre ad una presa d’acqua “che hanno venduto”. La JBG precisa: “Non gli diciamo che tolgano la loro conduttura, perché non vogliamo provocarli, ma neanche vogliamo che ci provochino.”
Sabato 26, “queste persone hanno dato continuità all’invasione” costruendo un’abitazione nella parte in possesso delle basi zapatiste; ciò, ben sapendo che “quelle terre non gli appartengono e sono abitate dai nostri compagni.”
La JBG denuncia che queste “azioni di invasione e provocazione”, sono organizzate, manipolate e sostenute dai tre livelli dei malgoverni; noi zapatisti sappiamo capire e rispettare, a patto che ci rispettino; di fronte a questi fatti, esigiamo che i tre livelli di malgoverno controllino la propria gente affinché non peggiorino le cose e ci costringano a prendere altri provvedimenti”.
Se i “malgoverni non prenderanno una posizione al riguardo e non controlleranno la loro gente”, saranno loro “i diretti responsabili di quello che potrà accadere”.

Comunicato della JBG