martedì 7 settembre 2010

Cile - I mapuche in sciopero della fame vengono torturati come a Guantanamo

Familiari e rappresentanti dei 32 mapuche che sono già arrivati a 54 giorni di sciopero di fame fanno una grave denuncia: “vengono sottoposti a torture". Queste pratiche sarebbero applicate dalla Gendarmeria in tutte le prigioni dove si trovano i carcerati mapuches in sciopero di fame - Concepción, Lebu, Angol, Valdivia e Temuco - come forma di pressione affinché desistano dalla loro protesta.
Il medico responsabile della salute degli scioperanti, dottoressa Berna Castro, ha confermato che i detenuti vengono lasciati all’oscurità ed accusa che si stanno usando pratiche come nella prigione di Guantánamo per disgregare i prigionieri, è una forma di tortura, rappresenta un delitto di tortura da parte dello Stato cileno, messo in atto da agenti dello Stato cileno, in questa caso Gendarmeria. E con il consenso dei governanti."
La professionista informa che il fatto di non avere luce di giorno fa si che una persona perda la nozione del tempo, alterando il suo cervello e provocando una serie di cambiamenti ormonali che fanno funzionare male il resto dell’organismo. Da parte sua, la pubblico ministero della Corte Suprema, Mónica Maldonado, che in varie occasioni ha denunciato le cattive condizioni delle carceri nel paese, in un’intervista con Radio Università del Cile ha riconosciuto che ai mapuche sono applicate punizioni che trasgrediscono i trattati internazionali e le leggi, dicendo che dieci giorni fa ha inviato un magistrato a rivedere la situazione a Temuco.

lunedì 6 settembre 2010

Cile - Quei mapuche così poco attuali


di Luis Sepulveda

I meriti letterari di Isabel Allende sono fuori discussione, ma è necessario fare alcune considerazioni riguardo al premio nazionale di letteratura. In tutti i paesi che lo contemplano, questo genere di premio è conferito come riconoscimento di tutta una vita dedicata alla scrittura e in nessun caso l'eventuale successo di vendite di una scrittrice o di uno scrittore viene confuso con il suo potenziale mercato internazionale - sia esso d'oro o da due soldi, perché questo vuol dire confondere capre e cavoli.
Il premio poi non diventa l'argomento polemica dell'anno; in Cile invece, poiché il presente è - terremoto incluso - piuttosto sporco, viene allora rimpiazzato da un'attualità rozza e banale che riempie le televisioni e quasi tutti gli spazi consentiti. Agli occhi del mondo intero bisogna nascondere un fatto, occultarlo, negare la sua esistenza perché i 32 mapuche che stanno affrontando un lungo sciopero della fame, mettendo in pericolo le loro vite, è cosa che inquina l'attualità, in cui campeggia una sorta di dibattito intellettuale rozzo e banale.
Per la maggior parte dei cileni, siano essi scrittori, scrittrici o gente che si dedica allo sport della «cilenitudine», i mapuche non esistono, e se per caso qualcuno accetta il fatto che i mapuche esistono da prima dell'arrivo degli europei, li considera fastidiosi perché non accettano il loro ruolo di «suppellettili etniche» o perché sono contadini il cui unico destino non è altro che quello di fornire manodopera a basso prezzo.

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!