mercoledì 15 settembre 2010

Messico - Un Bicentenario carico di tensioni


Stanno iniziando in Messico i festeggiamenti intorno al Bicentenario e alla data del 15 ottobre anniversario dell'indipendenza. Il governo messicano sta facendo di tutto per utilizzare i festeggiamenti nel ricercare una legittimità che ora non possiede.

di Vilma Mazza Associazione Ya Basta Italia 


Mexico querido
Per comprendere la realtà messicana bisogna guardala con gli occhi della complessità di questa nostra epoca, nella determinazione della ricerca di forme di “governabilità”.
Il dato più evidente è che il Messico è oggi attraversato pesantemente dalla dimensione di quella che in molti definiscono una sorte di “guerra civile di tutti contro tutti” all'interno della questione del narcotraffico.
Una affermazione che parte dal pesante condizionamento che la vicenda del narcotraffico impone alla vita di milioni di messicani nelle città e anche negli angoli più remoti di questo immenso paese.
A partire dal 2006 con la dichiarazione di “guerra al narcos” fatta dall’attuale presidente Filipe Calderon la vita civile e politica ha subito le conseguenze di una costante militarizzazione e paramilitarizzazione. E' uno scontro violento e trasversale che dà anche la misura di quanto la natura del potere in Messico, come dappertutto, diventi sempre più selvaggia nell'incapacità di dare una risposta reale di uscita dalla crisi.
Il narcos muove fondi economici fondamentali nell'economia messicana, intrecciandosi con una corruzione da cui nessun apparato è escluso (partiti, istituzioni, corpi dell'ordine pubblico, militari, chiesa). 

Messico - Un bicentenario dove in molti non hanno niente da festeggiare

2010 in Messico: due anniversari che si incrociano.
 200 anni dall'indipendenza, 100 anni dalla rivoluzione messicana.

Una occasione che il Presidente Calderon ha preso direttamente nelle sue mani, diventando il referente dei "festeggiamenti". Dal settembre scorso un orologio digitale scandisce il tempo nello Zocalo della capitale. Il 16 ottobre le celebrazioni raggiungeranno il clou, proprio nel giorno in cui Miguel Hidalgo con il "grito" fece appello ai messicani per ribellarsi alla dominazione spagnola, per arrivare al 20 novembre data d'inizio della ribellione contro il dittatore Porfirio Diaz.
Il Presidente Calderon ha iniziato le celebrazioni dicendo che tutti i messicani hanno l’obbligo di lavorare intensamente per continuare a scrivere la storia del Messico, perchè la storia ha potuto cambiare e trasformare il paese.
"La fiamma del Bicentenario deve infondere in tutti noi il desiderio di lavorare insieme, che quel fuoco ci illumini e ci inorgoglisca ", ha sottolineato.
Se per il Governo il Bicentenario rappresenta una occasione per cercare di legittimarsi, sono in molti ad affermare che non c'è niente da festeggiare in un paese immiserito dalla crisi, militarizzato dalla "guerra ai narcos", devastato dallo sfruttamento ambientale.

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!