martedì 5 ottobre 2010

Cile - Un accordo per le istituzioni, fra minacce e pressioni ai prigionieri

Comunicato Pubblico dei Prigionieri Politici Mapuche in sciopero della fame

Siamo stati testimoni in queste ultime ore di un continuo di informazioni che mostravano il governo di Sebastian Piñera bendisposto a mantenere le promesse contenute nei cinque punti dell’accordo con i rappresentanti dei ’comuneros’ in sciopero della fame, con l’intermediazione dell’arcivescovo di Concepción, che ha portato 23 di loro a prendere la decisione di terminare lo sciopero e lasciando i prigionieri del carcere di Angol, insoddisfatti e titubanti, a continuare.
Sommariamente i punti dell’accordo (vedi testo integrale) consistevano:
1.impegno del governo a rivedere la legge antiterrorismo in maniera di rispettare i principi democratici di Carta Costituzionale, norme del diritto internazionale e diritti umani, Accordo 169 della OIL, così come raccomandato dagli organismi internazionali
2.desistere nel procedere a giudicare l’operato dei ’comuneros mapuche’ come atti, definiti dal precedente governo Bachelet, di terrorismo
3.impulso alla modifica del codice di giustizia militare per evitare il doppio processo ed adeguarlo alla Costituzione
4.programmare altri incontri con l’intermediazione dell’autorità ecclesiastica al fine di rimuovere azioni atte alla ricerca di soluzioni per la ’causa mapuche’
5.dare assistenza sanitaria immediata ai comuneros che avessero deciso di desistere nello sciopero.

Con il passare delle ore si è constatata subito l’intenzione da parte di Piñera di non voler rispettare questo accordo, dichiarando che la sospensione delle querele per atti di terrorismo fosse un processo lungo e complesso al quale avrebbero pensato i tribunali risolvere.

lunedì 4 ottobre 2010

Brasile, elezioni: vittoria a metà per Dilma Roussef, erede di Lula: va al ballottaggio con Serra

La vera sorpresa, la Verde Marina Silva, che con il suo 19,4 percento diventa l'ago della bilancia del ballottaggio
Dilma Roussef, la candidata del Partido de los Trabajadores (Pt), non ce l'ha fatta. Nonostante i sondaggi la dessero vincitrice al primo turno, la delfina di Lula ha strappato solo una vittoria a metà nelle presidenziali di ieri, 3 ottobre, ottenendo il 46,7 percento dei voti. Il suo diretto rivale, José Serra, del Partido de la Social Democracia Brasileña (PSDB), si è invece piazzato al 32,6. Vera sorpresa di queste elezioni, la pasionaria del Partido Verde (PV), Marina Silva, con il 19,4 percento dei suffragi.

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!