martedì 4 novembre 2014

Messico - Dichiarazione congiunta del Congresso Nazionale Indigeno e dell'EZLN

Sull'intromissione nelle terre comunali della Comunità indigena Ñatho di San Francisco Xochicuautla e l'attentato contro Lauro Baumea della Tribu Yaqui.

Alla Comunità indígena Ñathö di San Francisco Xochicuautla
Alla Tribu Yaqui
Alla Sexta Nacional e Internacional
Ai Popoli del Mondo
Una volta ancora il dolore e l’indignazione dei popoli in ribellione e resistenza, che formiamo il Congresso Nazionale Indigeno fa unire le nostre voci, rabbia e dolore, ora per i nostri specchi della Comunità indigena Ñathö di San Francisco Xochicuautla e per i difensori dell’Acqua della Tribu Yaqui.
I nostri fratelli e sorelle di Xochicuautla hanno difeso i loro boschi, opponendosi alla costruzione dell’autostrada privata Toluca-Naucalpan, perché sanno che dai loro alberi, le loro montagne, le loro vene d’acqua sorge la vita. 
Hanno vinto un processo che proibisce i lavori nelle loro terre comunali e dal 8 ottobre di quest’anno, lavoratori dell’impresa protetti da gruppi tattici della “secretaria de seguridad ciudadana del Estado de México” stanno invadendo queste terre, tagliando centinaia di alberi. Tutto questo perché al malgoverno non interessa se noi che stiamo in basso usiamo le loro leggi per difenderci, rompono le loro stesse leggi per distruggerci, perché per questo le hanno costruite.
Ci sono atti di vera e propria provocazione, persecuzione, ostilità ed ingresso illegale nel territorio comunale: l’impresa di costruzione Autovan, guidata da un tale chiamato Fernando Ambriz, ha fatto irruzione, facendo correre la voce tra la popolazione che chiunque avesse cercato di fermare i lavori sarebbe stato arrestato. 
L’impresa non ha nessun documento che avvalli la sua presenza, dato che c’è una sentenza che definisce nulle le assemblee fatte per “permettere” il passaggio del progetto e invalida il “convenio de ocupación previa” e tutto quello che c’è annesso. Una sentenza che compie quanto stabilito dal magistrato Jorge J. de Silva Cano del tribunale unitario agrario con sede a Toluca.
Nuovamente lo Stato messicano per mezzo del governatore Eruviel Ávila Villegas viola in maniera flagrante i nostri diritti e non obbedisce ai pareri giudiziari emessi dai tribunali, utilizzando ancora una volta in maniera distorta il proprio potere. Agisce così perché è contro di noi, popoli originari.
Ci fa male anche quello che sta succedendo ai nostri fratelli della millenaria ed eroica Tribù Yaqui, che stanno difendendo la vita e l’acqua: l’attentato contro la vita del compagno Lauro Baumea, a cui hanno incendiato due macchine dentro casa e a cui hanno detto che la prossima volta non saranno solo le macchine a bruciare..
Questi attentati contro la vita sono in tutto il paese, perché la mafia pericolosa che è lo stato messicano è contro tutti quelli che difendono, come noi, la terra, le sue risorse; Utilizzano la paura e il terrore perché pensano che così noi che stiamo in basso non ci muoveremo, non ci organizzeremo ma invece questa guerra che sentiamo contro di noi e che ci addolora non ci farà annichilire, perché il dolore e la rabbia che proviamo ci unisce e costruiamo ribellione e resistenza. E’ la dignità che nutre la nostra lotta.
Esigiamo che si rispetti il bosco di Otomí-Mexica e Comunità indígena Ñathö di San Francisco Xochicuautla!
Esigiamo la cancellazione della Autostrada privata Toluca-Naucalpan e che il territorio Ñatho sia protetto completamente!
Esigiamo che non si minacci la vita di Lauro Baumea e il rilascio di Mario Luna e Fernando Jimenez fratelli della tribu Yaqui!

Il loro dolore è il nostro, la sua rabbia è la nostra!

Mai più un Messico senza di noi

28 di Ottobre del 2014
Congresso Nazionale Indígeno

Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno - Comando Generale dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale



venerdì 31 ottobre 2014

Kurdistan - Guardando Kobane

Guardando Kobane….di Silvia Todeschini
C’è sempre qualcuno che guarda verso Kobane, di giorno, di notte. Qui sono tutti specialisti: riconoscono se a sparare è la resistenza delle Ypg e Ypj o i fascisti dell’ISIS dal suono delle armi. Quasi tutti noi che dormiamo nel villaggio di Masl abbiamo qualche conoscente o amica/o dall'altra parte, ci sono molte madri in attesa dei figli e delle figlie.
Ieri sera, vicino al fuoco, una profuga di Kobane, dopo aver scherzato sugli strani giochi della sorte che hanno fatto si che il minareto del suo quartiere crollasse sulla casa dell’unica famiglia cristiana, mi ha detto: “da quando sono uscita, sono stata a Suruc e a Urfa, e poi però sono tornata qui, che sono più vicina a Kobane, mi sembra di respirarne l’aria, qui quasi mi sento a casa. Quando Kobane sarà libera vieni che ci entriamo assieme? Ti ospito a casa mia! Però prima devi imparare il curdo, così quando entri parli con tutti.”
Una volta qui è arrivata una cattiva notizia. Una madre piangeva ed era vicina allo svenimento dal dolore. Una volta sola però: qui, quello che vedo, è una ferma volontà: noi vogliamo vincere. Noi vogliamo liberare Kobane. Per poter liberare Kobane, dobbiamo essere sicuri che ce la faremo. Dobbiamo portare ottimismo. Quindi solo buone notizie, per favore: per le cattive notizie ci sarà sempre tempo. Il morale è alto, il sorriso è sempre pronto. Però gli occhi girano ancora verso la città di Kobane, ad ogni bomba, ad ogni sparo. Ad osservare il fumo che sale, a non sapere chi possa essere rimasto sotto le macerie, a sperare per il ritorno alle proprie case, o a quello che ne rimane.

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!