domenica 20 dicembre 2009

Nice work if you can get it


Il diario di bordo di Paolo Do - Shanghai (Cina)

Gli organizzatori dell’ottava fiera Asiatica dei giochi on line che si dovrebbe aprire entro poco in Cina hanno avuto una idea brillante per incrementare le presenze di visitatori. Includere, tra joystick e giochi di ruolo, la possibilità per i visitatori di cercarsi un lavoro. La novità della ottava fiera espositrice infatti è che essa ospiterà anche gli stand delle stesse case produttrici che cercano nuovi dipendenti come grafici o game designer. Con questo escamotage gli organizzatori prevedono una presenza di 450,000 visitatori (paganti) contro i 100,000 dello scorso anno.


Ma non sono solo loro che stanno approfittando di migliaia di giovani laureati in disperata ricerca di lavoro. L`esercito Cinese è riuscito quest`anno ad incrementare notevolmente i laureati che hanno optato per il colletto verde (della divisa militare) anziché bianco. Secondo una nota ufficiale del People Liberation Army 130,000 laureati sono entrati nella fila dell`esercito. Un numero consistente se comparato con i soli 39,000 dello scorso anno. Attraverso una alleanza con il ministero della istruzione per offrire incentivi fiscali ai laureandi che decidono di intraprendere la carriera militare, il PLA ha fatto il pieno di operatori radar, medici, esperti di logistica e comunicazione tra gli altri. Un ottimo successo per un esercito che vuole essere sempre più hi tech e meno contadino.


Nel frattempo la Cina ha iniziato una campagna per incentivare imprenditori e lavoratori nel campo tecnologico e della finanza a ritornare nella Grande Cina a lavorare. Il governo di Shanghai, per esempio, ha intrapreso da poco un ‘tour promozionale’ tra New York, Chicago e Londra per far incetta dei cinesi espatriati che stanno lavorando nel settore finanziario. Questo proprio nel mentre paesi come gli Usa scoraggiano l`ingresso di migranti ad alto skill, seppure con conseguenze pesanti per una economia come quella americana. Basti pensare che un quarto di coloro che hanno depositato brevetti e copyright in Usa non sono americani e tra loro il 16.8% sono Cinesi che lavorano negli States e il 13.7% sono Indiani.


Eppure per le Sea Turtle, come vengono chiamati gli studenti che decidono di tornare in Cina dopo aver compiuto gli studi all`estero (Haigui), tale ritorno non è cosa affatto facile (questo appellativo è comune in Cina perché Haigui ha la stessa pronuncia di tartaruga marina; da qua il riferimento a questo gruppo di persone). Magari figli di migranti che hanno speso tutti i loro risparmi, per questi neo-laureati non trovare un adeguato stipendio si trasforma in una pressione insopportabile. E nel paese del socialismo senza protezione sociale alcuna sono sempre più i casi di suicidio tra le “tartarughe marine”, laddove una laurea all`estero può non fare più la differenza in un mercato del lavoro bloccato. L`ultimo caso è Tu Xuxin, tornato con un master e dottorato in ingegneria dall’università di Chicago. Ma questa volta, morire non è per gioco.

venerdì 18 dicembre 2009

Copenhagen - Continuano le proteste


A Copenhagen continuano le proteste che denunciano come gli arresti, i fermi, il tentativo di far tacere gli attivisti siano lo specchio del fallimento della Conferenza e della necessità che si allarghi un protagonismo diretto dal basso sui temi della giustizia climatica contro le false soluzioni del Vertice ufficiale.

Ieri, 17 dicembre si sono svolte azioni di protesta contro gli arresti effettuati durante le proteste dei giorni scorsi.

In particolare in Radhuspladsen, dove sorge il Hopenhagen globe. (video)

Mentre questa mattina, 18 dicembre, davanti al Bella Center la 'People's Platform" ha fatto un sit-in per denunciare il tentativo di far tacere la società civile dentro e fuori il Summit. (comunicato)

Per il pomeriggio alle 15.00 è convocata dal CJA una manifestazione con lo slogan "Free for the climate prisoners". (convocazione)

mercoledì 16 dicembre 2009

Freedom for Luca! Freedom for all the activists!



In tarda serata si è svolto l'equivalente italiano della conferma dell'arresto di Luca presso la magistratura danese.

Il suo processo è stato fissato per il 12 gennaio 2010!

Luca è perciò ancora detenuto.

L'accusa nei suoi confronti su cui si è basata la convalida dell'arresto è quella di "aver aggredito con lanci e bottiglie" la polizia danese nelle vicinanze di Christiania. Il tutto sulla base del solo verbale redatto dai poliziotti che affermano di essere certi del riconoscimento.

Il giudice ha confermato l'arresto basandosi sui verbali e precisando che c'è il pericolo che Luca possa "partecipare ad altre manifestazioni".

Nell'udienza di convalida in cui si è seguiti da un avvocato d'Ufficio non è possibile avvalersi di nessuna testimonianza.

La decisione di confermare l'arresto di Luca è gravissima e conferma la volontà di accanirsi su di lui per la sua aperta e conosciuta partecipazione alla costruzione della presenza a Copenhagen della delegazione italiana, alla sua partecipazione attiva ai momenti di preparazione delle giornate danesi.

Sarà fatto immediato ricorso contro la conferma della carcerazione preventiva ed è stato immediatamente attivato un lavoro di denuncia a tutti i livelli della gravissima provocazione contro Luca.

Mobilitiamoci tutti per la libertà di Luca!

Freedom for Luca!

Freedom for all the activists!

Copenhagen: Naomi Klein annuncia l’arresto di Tadzio Muller



“Sono molti irritata, perche’ l’organizzatore principale della marcia prevista per domani (oggi 16 dic.), Tadzio Muller, e’ stato arrestato dalla polizia” con queste parole Naomi Klein ha esordito dal palco dell’aula magna del Klima Forum. Muller è stato rilasciato dopo poco.

La scrittrice é intervenuta al vertice alternativo per consegnare il premio Angry Mermaid Award, ma prima di nominare il vincitore ha annunciato l’arresto di Muller e invitato tutti a partecipare al corteo di domani. Durante l’intervento della Klein, 32 attivisti francesi sono stati arrestati a poca distanza dal palazzo dove si sta svolgendo il Klima Forum. Tadzio Muller, attivista tedesco, é il portavoce del Climate Justice Action, la piattaforma di organizzazioni che si sta occupando della gran parte delle azioni di piazza a Copenhagen.

La premiazione si é comunque svolta regolarmente. Il primo premio dell’Angry Mermaid Award é stato assegnato alla multinazionale Monsanto. Naomi Klein, dal palco dell’aula magna del Klima Forum, ha annunciato il vincitore e consegnato uno statuina rappresentante una sirenetta.
La Monsanto é stata votata da 37% dei partecipanti al sondaggio. Al secondo posto la Royal Dutch Shell e al terzo l’American Petroleum Institute.

Il premio, promosso da diverse associazioni e ong, intendeva premiare le compagnie che hanno realizzato i maggiori sforzi per sabotare i discorsi ambientali e le misure di mitigazione.

di Marzia Coronati

Tratto da:

"CHE TEMPO CHE FARA’…”

COP15:multinazionali vs umani per il futuro del pianeta

Al di là delle posizioni di facciata il vertice di Copenaghen si attesta su scelte ancora più arretrate del protocollo di Kyoto, tra le ipocrisie del “capitalismo verde” e la repressione che non tollera alcuna forma di protesta: mille arresti “preventivi” nei primi giorni del vertice…!!


MERCOLEDI 16 DICEMBRE – ore 16.30 – Aula Matteo Ripa

Palazzo Giusso - Università Orientale


  • Collegamenti in diretta con le decine di attivisti napoletani presenti a Copenaghen nel giorno di uno dei cortei più importanti

  • Prof. Adriano Mazzarella (Responsabile osservatorio Meteorologico Università Federico II): i dati della ricerca sui cambiamenti climatici presso l’Università Federico II di Napoli

  • Carmine Villani: Comitato contro le emissioni del Porto di Napoli

  • Vittorio Forte (Ya Basta) di ritorno da Copenaghen

  • Interventi di Orientale 2.0, Radioazioni, Attac-Napoli, Comitato Chiaiano, Rete salute e ambiente

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!