venerdì 3 febbraio 2017

Stati Uniti - Oleodotto Dakota Access, i protettori dell’acqua chiedono aiuto

Oleodotto Dakota Access, i protettori dell’acqua chiedono aiutoIl Genio Militare sembra pronto a concedere il permesso finale richiesto per la costruzione dell’oleodotto Dakota Access. Martedì il senatore del North Dakota John Hoeven ha detto di aver parlato con il nuovo segretario dell’esercito Robert Speer, che ha ordinato al Genio di consentire alla Energy Transfer Partners, la compagnia che sta dietro all'oleodotto, di trivellare sotto il fiume Missouri.
I protettori dell’acqua hanno dichiarato che se l’autorizzazione verrà concessa, il governo starà aggirando in modo illegale il processo dello studio di impatto ambientale ordinato dall'amministrazione Obama in dicembre. La tribù Sioux Standing Rock ha affermato: “Abbandonare lo studio di impatto ambientale costituirebbe un cambiamento inesplicato e arbitrario, basato sulle idee personali del presidente e potenzialmente sui suoi investimenti personali.”
Membri del campo di resistenza Sacred Stone nella riserva Sioux di Standing Rock hanno lanciato un appello ad appoggiare la resistenza all'oleodotto. Mercoledì 1° febbraio 76 persone sono state arrestate per sconfinamento mentre cercavano di installare un nuovo accampamento storicamente concesso ai Sioux dai trattati, ma ora proprietà della Energy Transfer Partners.
La settimana scorsa, i veterani hanno annunciato un piano per sostenere i manifestanti accampati nel North Dakota. Questo comprende la rapida mobilitazione di migliaia di veterani dell’esercito, che dovrebbero tornare a Standing Rock, dove circa 4.000 di loro erano stati in dicembre. “Abbiamo preso un  impegno con la gente di Standing Rock, abbiamo preso un impegno con la nonviolenza e faremo tutto il possibile per assicurare il rispetto dell’ambiente e della vita umana. Questo oleodotto non verrà completato. Non finché ci saremo noi” ha detto Anthony Diggs, portavoce di Veterans Stand, che la settimana scorsa ha raccolto 37.000 dollari per sostenere la resistenza al Dakota Access.
Una commissione del Consiglio Comunale di Seattle ha votato per disinvestire 3 miliardi di dollari dei fondi cittadini dalla banca Wells Fargo, uno dei finanziatori dell’oleodotto. L’intero Consiglio Comunale si esprimerà su questo provvedimento lunedì.
Il 2 febbraio il gruppo spagnolo Ecologistas en Acción, come parte della campagna internazionale DeFundDAPL, prevede la consegna a una filiale del Banco Bilbao Vizcaya Argentaria nel centro di Madrid di un manifesto con oltre 500.000 firme e la richiesta di ritirarsi dal consorzio bancario che finanzia il progetto dell’oleodotto Dakota Access.
Fonti:
tratto da Pressenza

giovedì 2 febbraio 2017

Stati Uniti - Quello che succede all'inizio dell'epoca Trump

USA  In una telefonata col presidente messicano Pena Nieto, l’omologo statunitense Trump avrebbe minacciato l’invio di truppe Usa al confine se il Messico non fermerà l’arrivo di quelli che chiama ‘bad hombres’, ossia i migranti con precedenti penali, spesso proprio solo per il fatto di non avere i documenti. La chiamata, smentita da Nieto, non è invece stata commentata dalla Casa Bianca, che lascia intendere come in realtà sia davvero avvenuta.

Burrascosa anche la telefonata col premier australiano Turnbull, accusato di “voler esportare negli Stati Uniti terroristi” solo per avere chiesto alla Casa Bianca di rispettare l’accordo secondo cui gli Usa dovrebbero accogliere 1.250 rifugiati al momento nelle carceri australiane.

BERKELEY – Negli Usa intanto partecipatissima resistenza notturna all'Università di Berkeley, California, con proteste radicali, scontri, incendi e blocco dell’ateneo per il previsto arrivo di un oratore di estrema destra, Milo Yiannopoulos, legato al sito breitbart.com. “pensatoio” razzista guidato da Stephen Bannon, “ideologo” di Trump. Alla fine, per l’oratore razzista, niente discorso, viste le proteste di massa e radicali, con migliaia di persone in piazza. Presi di mira dagli spezzoni antifascisti e anticapitalisti banche, filiali di multinazionali e altro ancora, con durissimi scontri con la polizia.

Di seguito, un video della manifestazione:


NO DAPL – I repubblicani hanno approvato intanto in Senato una misura che affossa il regolamento contrario allo sversamento di scorie nei fiumi vicine a industrie attive nel settore dell’estrazione del carbone, con l’obiettivo di proteggere le acque di 10mila chilometri di corsi d’acqua e 210 mila chilometri quadrati di foreste. Nella notte poi decine di uomini della Guardia Nazionale hanno circondato il “Last Child Camp”, uno dei campi di resistenza contro il mega oleodotto Dapl, in North Dakota, dove da mesi resistono solidali e nativi americani Sioux. Effettuati 76 arresti,tra cui alcuni avvocati.

CARCERE – E ancora: rivolta in un carcere di massima sicurezza a Smyrna, in Delaware: alcuni agenti della polizia penitenziaria sono stati presi in ostaggio dai detenuti. La struttura – dalla quale sarebbe stato visto uscire del fumo forse dovuto a delle fiamme – è stata messa in ‘lockdown’, chiusa all'esterno, così come tutte le carceri del Delaware. All'interno del Vaughn Correctional Center ci sono 2.500 detenuti, molti dei quali in regime di massima sicurezza. All'interno della struttura si eseguono anche le condanne a morte. Da tempo i detenuti denunciano condizioni disumane. Dopo ore di trattative, dentro il carcere restano due agenti in ostaggio e 82 prigionieri in rivolta.

Di tutto questo, e più in generale delle prime due settimane di presidenza Trump, ne abbiamo parlato con Fabrizio Tonello, docente di Scienze Politiche a Padova, americanista e collaboratore de “Il Manifesto”.

Ascolta o scarica qui

tratto da Radio Onda d'Urto

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!