venerdì 31 maggio 2013

Tunisia - Amina libera! Free Amina! liberez Amina!

Resta in carcere l'attivista tunisina - Comunicato del comitato di sostegno per l'attivista femminista Amina.  

Amina Tyler resta in carcere. La decisione è stata presa dal giudice istruttore del processo contro l'attivista tunisina, che ha avanzato contro laragazza nuove accuse di comportamento immorale e profanazione di un cimitero. Il giudice di Kairouan ha poi dichiarato che la giovane sarà interrogata il 5 giugno. Amina, arrestata a Kairouan, luogo in cui doveva esserci un congresso di salafisti integralisti, dopo aver scitto Femen su un muro era stata accusata di "possesso di una bomboletta di gas".
Oggi si è svolta l'udienza e i commentatori ensavano che il tutto si sarebbe risolto con un'ammenda, invece contro di lei sono state spiccate nuove accuse e resta ancora in carcere.

Di seguito il comunicato del Comitato nato per sostenerla e richiederne la liberta tratto dal blog "A tunisian girl"« La Tunisia è uno stato civile e le donne tunisine sono libere  » (Amina-18 maggio 2013)

Noi annunciamo la creazione del COMITE DE SOUTIEN POUR l’ACTIVISTE FEMINISTE TUNISIENNE - AMINA (Femen).
Amina è stata arrestata il 19 maggio 2013 a Kairouan città dove doveva svolgersi il Congresso d’Ansar Chariaa. Il suo processo sarà giovedì 30 maggio al tribunale di Kairouan. Da domenica 19 Maggio è in prigione.

Amina aveva considerato di essere presente a Kairouan nonostante l'annullamento del congresso non solo in quanto attivista femminista ma in anche in quanto cittadina tunisina prima di tutto, davanti all'integralismo che cresce nel paese.

Amina aveva ottenuto una borsa di studio per proseguire i suoi studi all'estero - cosa difficile per molti giovani proprio per essere attivisti. Non ha esitato a mettere in gioco il suo avvenire ed anche la sua vita decidendo di contrastare i  Salafisti di Ansar Chariaa che portano avanti azioni sempre più violente, in molti casi nell'impunità sfidando lo stato tunisino, che appare piuttosto lassista nei loro riguardi.
Fanno appello all'azione violenta, alla morte, alla lapidazione delle donne, ma ora è Amina che è in prigione.

Dopo aver scritto una tag « Femen » su un muretto, è stata scortata dalla polizia per proteggerla da alcuni uomini che urlavano insulti e minacce e volevano linciarla.
Qualche ora dopo, il governatore di Kairouan, ha spiegato alla stazione radio Shems FM che la collera della popolazione era stata dovuta al fatto che Amina si era spogliata. Una menzogna, una dichiarazione irresponsabile con un solo scopo, politico, infiammare e manipolare l'opinione pubblica contro  Amina.

Amina si è ritrovata fermata, ed ha visto trasformare la protezione che aveva accettato dei poliziotti in arresto e dopo in incarceramento a Kairouan.

Contrariamente a tutto quello dichiarato dal Ministro dell'interno Mohamed Ali Aroui, dal ministro dei "droits de l’Homme" e della giustizia Mr Dilou e dal governatore di Kairouan Abdelmajid Laghouan, Amina è stata accusata immediatamente della detenzione nella sua borsa di uno spray vaporizzatore, di protezione visto che è stata più volte minacciata.
Amina non è cero messa in sicurezza visto che un uomo che si dice religioso Mr Almi Adel ha fatto appello a lapidarla in una dichiarazione pubblica a Assabah News senza essere minimamente colpito dalla giustizia.
L'accusa contro Amina non comporta la detenzione, come ha detto il suo avvocato Mr BAHRI Souheib. Si tratta di una procedura eccezzionale.
Mentre i salafisti arrestati per le violenze commesse nello stesso giorno sono stati rilasciati.
Inoltre, il suo avvocato ha dichiarato che è stato fatto appello al testo di legge del 18 giugno 1894, che parla del divieto di avere "ordigni incendiari" e l'aver usato questo reato dimostra l'accanimento contro Amina, accusandola di aver fatto una "PROVOCAZIONE" !!

Questo comitato fa appello a tutti quelli che credono nella libertà in ogni forma e vogliono ci sia uno stato di diritto in Tunisia, per unirsi di fronte all'ingiustizia che lei subisce e sensibilizzare l'opinione pubblica per chiedere, nella data del processo, la sua liberazione immediata.

Combattiamo l'ingiustizia! Combattiamo l'integralismo!
Aiutiamo AMINA ! Aiutiamo noi stessi!

Per contattarci :
E-mail : comitedefenseamina@yahoo.fr
http://freeamina.blogspot.fr/