martedì 5 maggio 2015

Messico - Parole del Subcomandante Insurgente Moisés

2 maggio 2015

Compagne e compagni zapatisti delle comunità basi di appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.

Compagne, compañeroas e compagni della Sexta nazionale e internazionale.

Sorelle e fratelli del Messico e del mondo.

Salutiamo la famiglia del compagno Luis Villoro.

Benvenuti in terra ribelle che lotta e resiste, in terra Zapatista.

È un onore avervi con noi e con le Basi di Appoggio Zapatiste delle 5 zone.

Benvenuta la famiglia del compagno Maestro Zapatista Galeano.

Vi abbracciamo, compagne e compagni della famiglia del compagno Galeano, come abbracciamo la famiglia del compagno Luis Villoro.

Dobbiamo dare e saper dare l’onore che meritano per la missione che i nostri compagni Galeano e Luis Villoro hanno compiuto.

Compagni, compagne e compañeroas, fratelli e sorelle, oggi siamo qui non per ricordare, ma per la mancanza fisica dei compagni Galeano e Luis Villoro.

Siamo qui per ricordare e parlare della lotta che hanno portato avanti nelle loro vite, del loro lavoro, la loro resistenza.

Non siamo qui a ricordare la morte, ma quello che hanno lasciato da vivi, e dobbiamo far sì che continuino ad essere vivi nella lotta e nel lavoro.

Siamo noi che dobbiamo tenere vivi per sempre coloro che hanno dato la vita per un mondo nuovo, hanno costruito per il popolo.

Non siamo qui per erigere una statua.
Una statua non trasmette vita, non dà vita un museo, non parlano.

Siamo noi che parliamo e che dobbiamo far sì che vivano e per generazioni ci saranno statue e musei nei nostri cuori e non semplicemente come un simbolo.

Ci ha fatto molto piacere che ci hanno parlato più della vita di lotta del compagno zapatista Don Luis Villoro, che in altre parti è conosciuto come teorico ma qui lo conosciamo nella pratica, in altre parti lo conoscono come filosofo ma qui lo conosciamo come zapatista.

Ringraziamo chi ha lottato e lavorato al suo fianco perché ci hanno parlato di lui, dei suoi altri pezzi di vita.

Così noi zapatisti vi parliamo di un altro pezzo.
Per esempio, grazie al compagno Luis Villoro, e ad altre persone come lui, ci sono cliniche e scuole per l’educazione Zapatista.

Messico - Luis lo zapatista - Omaggio a Luis Villoro


ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE
MESSICO
2 maggio 2015

Introduzione.

Buona sera, giorno, notte a chi ascolta e chi legge, indipendentemente dai suoi calendari e geografie.

Quelle che ora diventeranno pubbliche, sono le parole che il defunto Subcomandante Insurgente Marcos aveva preparato per l’omaggio a Don Luis Villoro Toranzo, che avrebbe dovuto tenersi a giugno del 2014.

Egli pensava che sarebbero stati presenti i familiari di Don Luis, in particolare suo figlio, Juan Villoro Ruiz, e la sua compagna, Fernanda Sylvia Navarro y Solares.

Giorni prima che si celebrasse l’omaggio, fu assassinato il nostro compagno Galeano, maestro ed autorità autonoma che faceva e fa parte di una generazione di donne e uomini indigeni zapatisti che si è forgiata nella clandestinità della preparazione, nell’insurrezione, nella resistenza e nella ribellione.

Il dolore e la rabbia che provammo allora ed ora si sommarono, in quel maggio di un anno fa, al dolore per la morte di Don Luis.

Seguirono quindi una serie di eventi, uno dei quali fu la decisione di far morire chi fino ad allora era stato il portavoce e capo militare dell’EZLN. La morte del SupMarcos si concretizzò all’alba del 25 maggio 2014.

Tra le cose in sospeso, come diciamo noi zapatisti e zapatiste, lasciate dal defunto supmarcos c’è un libro sulla politica, promesso a Don Pablo González Casanova in cambio di una scatola di biscotti pancrema, una serie di testi e disegni inclassificabili (molti di questi risalgono ai suoi primi giorni come insurgente nell’EZLN), ed il testo dell’omaggio a Don Luis Villoro che leggerò tra poco.
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Quando, con la comandancia generale dell’EZLN, col subcomandante insurgente Moisés abbiamo parlato di come sarebbe stato questo giorno, prima ed oggi, ci siamo resi conto che facendo il bilancio di una vita, mettevamo insieme dei pezzi che non riuscivano mai a completarsi.

Restavamo sempre con un’immagine incompiuta, rotta. Quello che abbiamo ed avevamo, ci sollecitava a cercare e trovare quello che mancava.

“Manca quello che manca”, diciamo ostinatamente noi zapatiste e zapatisti.

Non con rassegnazione, mai con conformismo.

Ma per ricordarci che la storia non è finita, che le mancano pezzi, nomi, date, luoghi, calendari e geografie, vite.

Che abbiamo molte, troppe morti ed assenze.

E che dovevamo allargare la memoria ed il cuore perché non ne mancasse nessuna, ma anche affinché non fossero immobilizzate, affinché fossero completate ancora una volta nel nostro passo collettivo.

Pensiamo dunque che questo giorno, sera, notte, alba potrebbe essere uno scambio di pezzi per continuare a tentare di completare la vita di chi avete conosciuto e conoscete come il dottor Luis Villoro Toranzo, professore della Facoltà di Filosofia e Lettere della UNAM, fondatore del gruppo Hiperion, discepolo di José Gaos, ricercatore dell’Istituto di Ricerche Filosofiche, membro della Scuola Nazionale, presidente dell’Associazione Filosofica del Messico, e membro onorario dell’Accademia Messicana della Lingua. 

“Maestro, padre e compagno”, reciterebbe forse così il suo epitaffio.

Ci sono compas, donne, uomini e otroas che hanno un posto speciale tra noi zapatiste e zapatisti dell’EZLN. Non è per un regalo o una donazione. Questo posto speciale l’hanno guadagnato con l’impegno e la dedizione lontana da riflettori e palcoscenici.

lunedì 4 maggio 2015

Messico - Corrispondenza da Radio Zapatista

Questo annuvolato silenzio che ci tiene insieme, questo campo sportivo dalle molte facce di balli e sport che oggi ci accoglie per forgiarci come “escuchas”. A viso scoperto, un migliaio di simpatizzanti e aderenti della Sexta trovano il loro posto in piedi per le prossime quattro ore di messaggi sinceri. A volto coperto ed anche loro in piedi, tremila basi d’appoggio ci circondano intorno al campo sportivo, incastonato in un fango chiaro. Nel palco, decine di persone sedute e silenziose, con il volto coperto o scoperto ma tutti con lo sguardo fermo, circondati da un orizzonte pieno di alberi. Un’enorme immagine di Galeano che sorride alle loro spalle e ci guarda con la bandiera messicana a lato. 
Sette numeri di una cerimonia tanto tipica dello zapatismo, con inno nazionale al ritmo lento del chun-ta-ta che il comandante Guillermo invita ad intonare con rispetto, con parole per Luis Villoro di Pablo González Casanova lette dal comandante David, di Adolfo Gilly, di Fernanda Navarro, di Juan Villoro.
Come sesto numero, gli interventi zapatisti: il Subcomandante Insurgente Marcos letto dal Subcomandante Insurgente Galeano che, con aspetti di umanità, di omaggio e di “c’era una volta”, ci racconta come è diventato zapatista Luis Villoro nella base “cama de nubes”
Poi gli interventi per il maestro del sup Galeano che ci legge il diario del suo compagno caduto, della compagna “escucha” Selena e del compagno Manolo a nome de La Realidad e del villaggio Nueva Victoria, in cui ha vissuto il maestro Galeano; dei giovani Lizbeth e Mariano, figli di Galeano; del Subcomandante Insurgente Moisés per rivolgersi ai popoli e per annunciare l’ultimo numero: l’inno zapatista, anch’esso al ritmo lento del chun-ta-ta e intonato con rispetto.
Questo anniversario luttuoso che ci indigna e ci ridà dignità. Alla sinistra di San Andrés dei dialoghi e dei poveri, a poca distanza dal cimitero colorato dove giace Ramona. Pochi chilometri più tardi, questa umidità manifesta che ci augura un plenilunio incappucciato. Nella strada centrale del caracol, un viavai di passamontagna e miliziani che ci circonda e spinge verso l'alto, performaces di pirati “insurgentes” che sono nello stesso tempo la barca e l’onda che ci conduce fino alla porta per tornare insieme in mare aperto alla memoria Galeano e Villoro.

venerdì 1 maggio 2015

Messico - Definito il programma del seminario "Il Pensiero Critico di fronte all'Idra Capitalista"

EJÉRCITO ZAPATISTA DE LIBERACIÓN NACIONAL.
MÉXICO.
PROGRAMMA E ALTRE INFORMAZIONI SULL’OMAGGIO E IL SEMINARIO
29 di aprile del 2015.
Compas:
Vi passo le ultime informazioni sulle celebrazioni in omaggio i compagni Luis Villoro Toranzo e al Maestro Zapatista Galeano il 2 di maggio del 2015 e sul seminario che si svolgerà dal 3 al 8 di maggio del 2015.
Primo – Un gruppo di artisti grafici parteciperà anche al Seminario “Il Pensiero critico di fronte all’Idra Capitalista" con una esposizione intitolata “Segni e Segnali”. 
Con opere artistiche proprie e in particolare create per questa esposizione, parteciperanno:

Antonio Gritón
Antonio Ramírez
Beatriz Canfield
Carolina Kerlow
César Martínez
Cisco Jiménez
Demián Flores
Domi
Eduardo Abaroa
Efraín Herrera
Emiliano Ortega Rousset
Felipe Eherenberg
Gabriel Macotela
Gabriela Gutiérrez Ovalle
Gustavo Monroy
Héctor Quiñones
Jacobo Ramírez
Johannes Lara
Joselyn Nieto
Julián Madero
Marisa Cornejo
Mauricio Gómez Morín
Néstor Quiñones
Oscar Ratto
Vicente Rojo
Vicente Rojo Cama

La presentazione della mostra avverrà la mattina di lunedì 4 maggio 2015 al CIDECI
SECONDO – Vi giriamo il programma delle attività e le partecipazioni per il seminario. Può succedere che ci saranno alcuni cambi (occhio: tutti gli orari sono riferiscono all'ora locale)
OMAGGIO:
Sabato 2 di maggio. Caracol di Oventik. 1230 hrs.
Omaggio ai compagni Luis Villoro Toranzo e al Maestro Zapatista Galeano.
Participano:
Pablo González Casanova (contributo scritto).
Adolfo Gilly.
Fernanda Navarro.
Juan Villoro.
Madre, padre, sposa e figli del compagno maestro Galeano.
Compagni e compagne di lotta 
del compagno maestro Galeano.
Comandancia General – Comisión Sexta del EZLN.
Nota: il 2 maggio l’accesso al caracol sarà consentito prima delle 12:30. Quando arriverà l’ora si chiederà a tutti di accomodarsi all’esterno per la cerimonia di ricevimento dei famigliari degli omaggiati e degli invitati, poi tutt@ potranno entrare dopo di loro fino al luogo preciso dell’omaggio. Finita la cerimonia tutt@ dovranno andarsene perché il caracol sarà a disposizione interamente delle compagne e dei compagni basi di appoggio zapatiste. Si calcola che la cerimonia terminerà al più tardi tra le 16 e le 17 per dare modo di ritornare in sicurezza e comodità a San Cristóbal de las Casas.
SEMINARIO “IL PENSIERO CRITICO DI FRONTE ALL'IDRA CAPITALISTA”:
Domenica 3 maggio. Caracol di Oventik. 1000-1400. Si chiede di arrivare un poco prima di quest'ora.
Inaugurazione da parte della Comandancia General del EZLN.
Don Mario González e Doña Hilda Hernández (contributo video).
Doña Bertha Nava e Don Tomás Ramírez.
Partecipazione della Comisión Sexta del EZLN.
Juan Villoro.
Adolfo Gilly.
Partecipazione della Comisión Sexta del EZLN..
Spostamento al CIDECI a San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, a partire dalle  ore 1400.
Domenica 3 maggio. CIDECI. 1800-2100.
Sergio Rodríguez Lazcano.
Luis Lozano Arredondo.
Rosa Albina Garavito.
Partecipazione della Comisión Sexta del EZLN.
Lunedì 4 maggio. CIDECI. 1000 a 1400.
María O’Higgins.
Oscar Chávez (contributo registrato).
Guillermo Velázquez (contributo registrato).
Antonio Gritón. Presentazione della Esposizione Grafica “La Hidra Capitalista”.
Efraín Herrera.
Partecipazione della Comisión Sexta del EZLN.
Lunedì 4 maggio. CIDECI. 1700 a 2100.
Eduardo Almeida.
Vilma Almendra.
María Eugenia Sánchez.
Alicia Castellanos.
Greg Ruggiero (contributo scritto).
Partecipazione della Comisión Sexta del EZLN.
Martedì 5 maggio, CIDECI. 1000 a 1400.
Jerónimo Díaz.
Rubén Trejo.
Cati Marielle.
Álvaro Salgado.
Elena Álvarez-Buylla.
Partecipazione della Comisión Sexta del EZLN.
Martedì 5 maggio. CIDECI. 1700 a 2100.
Pablo Reyna.
Malú Huacuja del Toro (
contributo scritto).
Javier Hernández Alpízar.
Tamerantong (contributo video).
Ana Lidya Flores.
Partecipazione della Comisión Sexta del EZLN.
Mercoledì 6 maggio. CIDECI. 1000 a 1400.
Gilberto López y Rivas.
Immanuel Wallerstein (
contributo scritto).
Michael Lowy (
contributo scritto).
Salvador Castañeda O´Connor.
Pablo González Casanova (
contributo scritto).Partecipazione della Comisión Sexta del EZLN.
Mercoledì 6 maggio. CIDECI. 1700 a 2100.
Karla Quiñonez (
contributo scritto).
Mariana Favela.
Silvia Federici (
contributo scritto).
Márgara Millán.
Sylvia Marcos.
Havin Güneser, del Kurdish Freedom Movement.
Partecipazione della Comisión Sexta del EZLN..
Giovedì 7 maggio, CIDECI. 1000 a 1400.
Juan Wahren.
Arturo Anguiano.
Paulina Fernández.
Marcos Roitman (
contributo scritto).Partecipazione della Comisión Sexta del EZLN.
Giovedì 7 maggio, CIDECI. 1700 a 2100.
Daniel Inclán.
Manuel Rozental.
Abdullah Öcalan, del Kurdish Freedom Movement (contributo scritto).
John Holloway.
Gustavo Esteva.
Sergio Tischler.
Partecipazione della Comisión Sexta del EZLN.
Venerdì 8 maggio. CIDECI. 1000 a 1400.
Philippe Corcuff (contributo video).
Donovan Hernández.
Jorge Alonso.
Raúl Zibechi.
Carlos Aguirre Rojas.
Partecipazione della Comisión Sexta del EZLN.
Venerdì 8 maggio. CIDECI. 1700 a 2100.
Carlos González.
Hugo Blanco (contributo video).
Xuno López.
Juan Carlos Mijangos.
Óscar Olivera (
contributo video).
Partecipazione della Comisión Sexta del EZLN.
Sabato 9 maggio. CIDECI. 1000 a 1400.
Jean Robert.
Jérôme Baschet.
John Berger (
contributo scritto).
Fernanda Navarro.
Partecipazione della Comisión Sexta del EZLN.
Chiusura.
Terzo.- Fino al 29 aprile del 2015, hanno confermato l'iscrizione al registro 1528 persone. Di queste: 764 si dicono aderenti alla Sexta, 639 si dicono non essere aderenti, 117 dicono di essere media liberi, autonomi, alternativi o come si chiamano e 8 di lavorare nei Mezzi di comunicazione prezzolati.
Quarto.- Chi non è riuscito a registrarsi prima del 2 di maggio del 2015 potrà farlo direttamente al CIDECI, a San Cristóbal de Las Casas, Chiapas.
Questo è tutto per ora.
Buon viaggio.
Dalla portineria.

SupGaleano.
Aprile del 2015

mercoledì 29 aprile 2015

Eurocaravana43 - La tappa di Milano - Presidio al Consolato messicano e poi assemblea al Parco Trenno

Milano: prima tappa italiana, la seconda sarà Roma, della #eurocaravana43, che sta attraversando il continente europeo per far incontrare i familiari e gli studenti di Ayotzinapa con le realtà di base.
Una carovana, a sette mesi dalla notte del 26 settembre 2014 a Iguala, non solo per denunciare quel che accade in Messico, di cui la sparizione dei 43 studenti della Normal di Ayotzinapa è il drammatico simbolo, ma per creare ponti, legami, condivisione tra chi lotta in Europa ed in Messico. La delegazione, composta da un padre dei ragazzi scomparsi, uno studente della Normal ed un attivista dei diritti umani impegnato in Guerrero, ha iniziato il suo viaggio dall’Europa del Nord per incontrare realtà di base: "non ci aspetttiamo giustizia dall’alto, sappiamo che solo unendo le lotte potremo sconfiggere il sistema che è alla base di quel che sta succedendo in Messico con il narcostato".

La tappa milanese inizia con il Presidio davanti al Consolato Messicano in pieno centro città.
I primi ad intervenire sono i componenti della delegazione messicana.
Omar Garcia, studente della Normal de Ayotzinapa, sopravvisuto all’attacco ad Iguala.

giovedì 23 aprile 2015

Messico - Rapporto sulle Iscrizioni al Seminario “Il Pensiero Critico di fronte all’Idra Capitalista” SupGaleano

ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE

MESSICO
21 aprile 2015

Ai compagn@ della Sexta:

Ai presunt@ partecipanti al Seminario “Il Pensiero Critico di fronte all’Idra Capitalista”:

Vi informiamo che:

Al 21 aprile 2015 si sono registrati per assistere al seminario “Il Pensiero Critico di fronte all’Idra Capitalista” circa 1.074 uomini, donne, otroas, bambine, bambini, anziani, anziane del Messico e del mondo. Di questi:

558 persone sono aderenti alla Sexta.

430 persone non sono aderenti alla Sexta.

82 persone dicono di essere di media liberi, autonomi, indipendenti, alternativi o come si dica.

4 persone sono di mezzi di comunicazione prezzolati (solo una persona dei media prezzolati, una delle tre patrocinate dal governo statale del Chiapas per infangare il nome del compa maestro zapatista Galeano e presentare i suoi assassini come vittime, è stata respinta).

Orbene, non sappiamo se tra queste 1.074 persone che si sono registrate fino ad ora ci sia qualcuno che si sia confuso e pensi di essersi registrato al matrimonio della señorita Anahí (sembra che sposi qualcuno del Chiapas, non so, da queste parti la politica e la commedia si confondono… Ah!, anche lì? Non mi dite!). Bene, vi dò questo dato perché sono molte più di quelle che avevamo previsto che assistessero al semenzaio. Naturalmente, ora il problema è per la banda del CIDECI, quindi, coraggio!

Cosa? Se potete ancora registrarvi? Credo di sì, non so. Interrogato al riguardo da Los Tercios Compas, il dottor Raymundo ha dichiarato: “non c’è problema, comunque, chi poi sta attento sono molti meno”. Ok, ok, ok, non è quello che ha detto, ma nel contesto avrebbe potuto dirlo. Inoltre, il doc nemmeno sa quante persone arriveranno al CIDECI.

In ogni caso, se siete assort@ dall’elevata qualità campagne elettorali e state riflettendo profondamente sulle evanescenti proposte de@ candidat@, non dovreste perdere il vostro tempo su questa cosa del pensiero critico.

Bene, non dimenticate lo spazzolino da denti, sapone e qualcosa per pettinarvi.

Dalla portineria del semenzaio, alla ricerca del gatto-cane.

SupGaleano

Messico, Aprile 2015

Il Gatto-Cane nella chat di “Assistenza zapatista al cliente antizapatista”:

(Siete in linea, un nostr@ consulente vi assisterà tra un attimo. Se tarda, è perché è l’ora del pozol. Grazie per la pazienza)
huella
– Pronto?
huella
– Senta, voglio registrarmi.

Yemen - Le responsabilità dell’Occidente nella crisi yemenita

Noon Arabia è una cyber-attivista yemenita. È co-fondatrice del blog collettivo Support Yemen e collaboratrice di Global Voices (qui il suo profilo personale). È molto attiva sul suo account di Twitter e cura il blog Notes by Noon. Osservatorio Iraq ci ha parlato per cercare di capire cosa sta accadendo in queste ore in Yemen, scosso ancora una volta da disordini e caos.

Cosa sta accadendo in Yemen?
Lo scorso 26 marzo è iniziato l’intervento di una coalizione militare araba contro gli Houthi (gruppo di ribelli prevalentemente di religione zaydita, il cui nome omaggia il leader dell’insurrezione del 2004 Husayn Badreddin al-Houthi, ndr).
Bersaglio dei bombardamenti della coalizione (formata dai 6 paesi del Golfo, Giordania, Egitto e Marocco e guidata dall’Arabia Saudita, ndr) sono le basi militari e i depositi di armi dei ribelli, nello Yemen del Nord. In meno di dieci giorni, gli attacchi hanno causato centinaia di vittime civili poichè la maggior parte degli obiettivi dei bombardamenti si trova all’interno di aree residenziali.
Al momento, le milizie di Houthi e di Ali Abdallah Saleh (ex presidente yemenita ora alleato dei ribelli, ndr) stanno marciando però verso sud e sono protagoniste di scontri a fuoco con le forze popolari leali ad Hadi (presidente yemenita ufficialmente riconosciuto dalla comunità internazionale ma di fatto non più al potere da gennaio 2012, ndr).

È opinione comune che quella in corso in Yemen sia una “guerra per procura” tra Arabia Saudita e Iran. Sei d’accordo con questa lettura del conflitto?

La guerra è stata voluta dai sauditi per far arrivare all’Iran il messaggio che sono loro i titolari del potere della zona. L’Iran non è direttamente coinvolto, ma molti ritengono che gli Houthi siano supportati economicamente e politicamente da Teheran. Se non è possibile al momento provare una cosa simile, quello che si può affermare senza dubbio è che non sia in atto una guerra civile o settaria, ma uno scontro regionale per il controllo politico dello Yemen.
Obiettivo principale dei nostri vicini sauditi è proteggere lo stretto di Bab el-Mandeb dal controllo degli Houthi e di Saleh. La posizione dello stretto è strategica, poichè ogni giorno circa 4 milioni di barili di petrolio sono traghettati verso l’Occidente ed una sua chiusura provocherebbe la deviazione delle navi da petrolio intorno al Sudafrica, l’allungamento del relativo viaggio a 40 giorni ed un notevole aumento del prezzo dei barili. La posizione dello stretto spiega anche l’interessamento dell’Egitto: la chiusura di Bab el-Mandeb renderebbe di fatto inutilizzabile il Canale di Suez.

Credi che la comunità internazionale abbia delle responsabilità per la (nuova) crisi yemenita?

venerdì 10 aprile 2015

Messico - Perchè così seri? Subcomandante Galeano

datauri-file(01001101 01110101 01100011 01101000 01100001 01110011 00100000 01000111 01110010 01100001 01100011 01101001 01100001 01110011 00100000 01000011 01101111 01101101 01110000 01100001 01110011 (nota: tradurre codice binario)

Aprile 2015

Non sapevamo niente di queste cose. Abbiamo imparato. Più o meno ce l’hanno spiegato. Ma ci abbiamo capito ancora meno. Ma poi, come si suol dire, “abbiamo afferrato il concetto”. Cioè, non abbiamo capito niente di niente. Ma solo che siamo stati vittime di un attacco cibernetico di “alto livello”. Naturalmente abbiamo fatto la faccia di quelli che “nessun problema”, “adotteremo le misure adeguate”, “arriveremo fino in fondo a questa faccenda”. Ma, in verità, ci siamo chiesti se questo non fosse dovuto a tutti i nostri “click” sulla pagina web per far aumentare il numero di visitatori. “Qualche entusiasta del mouse”, abbiamo pensato. Ma questo è confidenziale, quindi vi saremmo grati se non lo rendeste di dominio pubblico.

Ci hanno poi detto che solo negli Stati Uniti si calcola che il costo medio annuale in cyber-attacchi è stato di 12,7 milioni di dollari nel 2014. Non abbiamo capito, mi riferisco alla quantità. Ce l’hanno spiegato. Allora siamo andati nel panico e di corsa siamo andati a controllare se le nostre riserve di pozol fossero diminuite. Niente. “Livello stabile”, ha detto la guardia (vuol dire che ce n’è a sufficienza per gli omaggi ed il seminario). Fino a qui, tutto bene. Il problema è stato che per festeggiare il fatto che il cyber-attacco non era riuscito a penetrare le solide volte dove conserviamo “l’oro del secolo LXIX”, abbiamo fatto festa con balli e musica elettronica dei dj della comunità. Risultato? Le riserve strategiche si sono significativamente abbassate ed ora bisogna rimpinguarle.

Ma, come si dice, ora è ufficiale: il neozapatismo è entrato nel XXI° secolo. Ok, ok, ok, c’abbiamo messo un po’, ma considerate che siamo solo nel 2015.

Pensavate che l’immagine del Messico moderno fosse lo shopping a Beverly Hills, i viaggi in elicottero o uno spot elettorale? Wrong! 404 Error! Erreur! Fehler! O?????!

La pagina dell’ezetaelene ha ricevuto un attacco c-i-b-e-r-n-e-t-i-c-o!

Kurdistan - Il messaggio di Abdulalh Ocalan alla conferenza “Sfidare la Modernità Capitalista II”

Amburgo 3-5 Aprile 2015

Cari partecipanti,
nel porgere i miei saluti a voi, voglio salutare tutti coloro che sono alla ricerca della verità con rispetto. Questa conferenza ha una importanza storica per l’illuminazione e implementazione del paradigma della libertà fondamentale per il nostro presente e futuro. 
In questo senso, credo che questa conferenza contribuirà significativamente alla realizzazione dell’utopia libertaria dell’umanità. Avrei voluto essere con voi oggi. 
Tuttavia, sento di essere lì con tutte le mie emozioni, i miei pensieri e il mio spirito combattente. 
Come combattente per la libertà, che si definisce come oppositore alla modernità capitalista, sono molto emozionato nel condividere le mie idee con voi.

martedì 7 aprile 2015

Messico - La Tormenta, la Sentinella e la Sindrome della Vedetta. SupGaleano

Car@? amic@ e nemic@: ehm… bene… insomma… cioè… ricordate che alla fine del testo del 19 marzo 2015 “Su Omaggio e Seminario”, avevamo scritto che l’organizzazione del seminario era un casino? Bene, abbiamo mantenuto la parola: l’indirizzo di posta elettronica al quale state inviando i vostri dati di iscrizione non è giusto, non è questo, è sbagliato, ecc. 

L’indirizzo corretto è seminario.pensamientocritico15@gmail.com Ok, ok, ok, Colpa mia. Distintamente: io tapino
 
La Tormenta, la Sentinella e la Sindrome della Vedetta.
Aprile 2015
loas compañeroas della Sexta:
A tutt@ gli interessati:
Anche se non sembra, questo è un invito… o una sfida?
Se siete aderenti alla Sexta, se siete di un media libero, autonomo, alternativo, indipendente o come si dica, se siete interessati al pensiero critico, allora fate vostro questo invito al Seminario “Il Pensiero Critico di fronte all’Idra Capitalista”. Se, oltre ad accettare l’invito, volete partecipare, per favore seguite questo link: http://enlacezapatista.ezln.org.mx/registro-al-seminario-de-reflexion-y-analisis-el-pensamiento-critico-frente-a-la-hidra-capitalista/
Se siete stati invitata, invitato, invitadoa come relatore, vi arriverà una missiva simile a questa attraverso lo stesso tramite col quale siete stati contattati. La differenza sta nel fatto che la lettera di invito ai relatori contiene una “clausola segreta”.
Bene, l’invito, come si dice, è l’involucro.
Dentro, più in basso e a sinistra, c’è…
La Sfida.
Oh lo so. Gli inizi classici ad una riflessione zapatista: sconcertante, anacronistica, confusa, assurda. Anche senza volerlo, è così, viene fuori una cosa tipo “vi lasciamo ad essa”, “vedete voi cosa farne”, o qualcosa del genere “è affare vostro”. Come se prendessero un pezzo di un puzzle e si aspettassero che si capisse che non stanno descrivendo una parte della realtà, ma stanno immaginando l’immagine completa. Come se guardassero il puzzle già completato, con le sue figure ed i suoi bei colori, ma con i bordi dei pezzi visibili, come per segnalare che l’insieme è tale grazie alle parti, e, chiaramente, che ogni parte acquisisce il proprio senso nella sua relazione con le altre.
Come se la riflessione zapatista sollecitasse a vedere quello che manca, e non solo quello che c’è, quello che si percepisce nell’immediato.
Qualcosa di simile a quanto fece Walter Benjamin con “Angelus Novus” di Paul Klee. Riflettendo sul dipinto, Benjamin lo “completa”: vede l’angelo, ma vede anche quello che l’angelo vede, vede come è spaventato per ciò che vede, vede la forza che lo aggredisce, vede l’orma brutale. Vede il puzzle completo:
“C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese; l’Angelo della Storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal Paradiso, si è impigliata nelle sue ali ed è così forte che gli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle macerie sale davanti a lui fino al cielo. Questa tempesta è ciò che chiamiamo progresso.” (X, “Tesi su filosofia della storia”)
È come se le nostre riflessioni fossero una sfida, un enigma dell’Arcano, una sfida da Mr. Bane, un jolly nelle mani del Joker mentre chiede “Perché così seri?”.
Come se il gatto-cane, super eroe e super cattivo, Sherlock e Moriarty, irrompesse sulla scena a disturbare con domande quali: che cosa guardiamo? perché? dove? da dove? per quale motivo?
È come se discutessimo del mondo, criticando il suo rozzo girare, dibattendo sulla sua direzione, sfidando la sua storia, disputando la razionalità delle sue prove.
È come se, per un solo momento, fossimo…
La Sentinella.

lunedì 6 aprile 2015

Messico - 35 collettivi di tutta Europa in appoggio a la Giunta di Buon governo de La Realidad

PRONUNCIAMIENTO ANTE EL HOSTIGAMIENTO DEL EJÉRCITO MEXICANO A LA JUNTA DE BUEN GOBIERNO ZAPATISTA DE LA REALIDAD.

Al Ejército Zapatista de Liberación Nacional
A las Juntas de Buen Gobierno
A las Bases de Apoyo del EZLN
A lxs compañerxs de la Sexta del mundo
A la sociedad civil

Europa, 23 de marzo de 2015

Los colectivos y personas abajo firmantes compartimos la preocupación y la rabia ante la situación en La Realidad, Chiapas.

Como informa el Boletín de prensa emitido por el Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de las Casas (en adjunto), el hostigamiento a las bases de apoyo zapatista en el Caracol I, La Realidad “Hacia la Esperanza” ha ido en aumento desde julio de 2014 y consiste en”incursiones en convoy con camiones, humers, jeeps y equipo motorizado; con elementos del Ejército mexicano que van desde cuatro a 30 personas.

Asimismo, sobrevuelos rasantes de avionetas y helicópteros fotografiando y filmando a integrantes de las BriCO, a BAEZLN y a las instalaciones de la JBG.”

Entendemos que no es casual que estos actos (que según denuncian los observadores de derechos humanos, son regulares) se den a casi un año del brutal asesinato del compañero José Luis Solís López “Galeano” en mayo de 2014, en el que resultaron heridas 14 personas y destruyeron clínica y escuela comunitaria.

No es casual que se inicie el hostigamiento ante la decisión de las compañeras zapatistas de reconstruir lo destruido (julio 2014) y se prolongue mientras se desarrollaban los trabajos de reconstrucción de la escuela y la clínica de salud destruidas.

Tampoco nos parece casual que estas incursiones, sobrevuelos e intimidaciones se recrudezcan cuando el Ejercito Zapatista de Liberación Nacional anuncia varias convocatorias políticas a nivel nacional e internacional para este año.

Y mucho menos es casualidad que se estén dando cuando se acaba de entregar a las bases de apoyo zapatistas el edificio acabado que albergará la nueva clínica y escuela comunitaria Maestro Galeano.

Tenemos claro que estos ataques y provocaciones forman parte de la guerra de desgaste integral que aplican los tres niveles de gobierno en Chiapas, así como el Ejército mexicano, buscando frenar la autonomía y el bueno gobierno zapatista. Repudiamos las agresiones continuas y constantes que los pueblos zapatistas tienen que enfrentar y exigimos el cese inmediato de todo tipo de agresiones y hostigamientos.

EXIGIMOS: ¡ALTO A LA GUERRA CONTRA LAS BASES DE APOYO ZAPATISTAS!

Ante ello, nos comprometemos a estar vigilantes a la situación y dar difusión a nivel local e internacional.

¡Lxs zapatistas no están solxs! ¡Si tocan a lxs zapatistas, nos tocan a todxs!

Caracol Zaragoza – Red de personas por la Autonomía Zapatista (Zaragoza- Estado español)
Asociación de Vecinos de La Paz (Zaragoza, Estado español)
Asociación Vecinal de la Madalena “Calle y Libertad” (Zaragoza, Estado español)
Biblioteca Frida Kahlo (Zaragoza, Estado español)
Plataforma Auditoría Ciudadana a la Deuda (Zaragoza, Estado español)
Purna – A chovenalla independentista y revolucionaria (Aragón, Estado español)
Sindicato d’Estudiants Independentistas y Revolucionarias d’Aragón -SEIRA- (Aragón, estado español)
Anticapitalistas Aragón (Aragón, Estado español)
L’adhesiva, espai de trobada i acció (Barcelona, Estado español)
Ass. Solidaria Cafè Rebeldía-Infoespai (Barcelona, Estado español)
Plataforma de Solidaridad con Chiapas y Guatemala (Madrid, España)
Coordinadora de Afectadxs por Grandes Embalses y Trasvases -COAGRET- (Estado español)
CGT (Estado español)
Les trois passants (Paris, Francia)
Espoir Chiapas (Francia)
Caracol Solidario (Besançon, Francia)
Mut Vitz 13 (Marseille, Francia)
Union syndicale Solidaires (Francia)
Fédération SUD éducation (Francia)
Comitato Chiapas “Maribel” (Bergamo, Italia)
20zln (Milano, Italia)
Asociacion Ya Basta (Padova, Italia)
Cooperazione Rebelde (Napoli, Italia)
Associazione Ya Basta! (Milano, Italia)
Casa Nicaragua (Liège, Bélgica)
Grupo CafeZ (Liège, Bélgica)
Colectivo Zapatista (Manchester, Reino Unido)
Colectivo de Enseñanza y Aprendizaje ‘Don Durito’ (Reino Unido
Grupo Solidaridad con Chiapas (Dorset, Reino Unido)
Grupo Solidaridad con Chiapas (Edimburgo, Reino Unido)
Grupo Solidaridad con México (Londres, Reino Unido)
Grupo Solidaridad con los Zapatistas (Essex, Reino Unido)
KIPTIK (Bristol, Reino Unido)
Servicio de Traducción Zapatista (Reino Unido)

Centro de Documentación sobre Zapatismo -CEDOZ-

lunedì 30 marzo 2015

Tunisi - Intervista intorno alla Siria con Maria Al Abdeh e Giuliana Sgrena


Vi proponiamo due interviste dedicata alla Siria.
La prima è con Maria Al Abdeh durante i lavori del Forum e con lei, che oggi vive in Francia dopo essere tornata in Siria nel 2012 ed essere stata costretta a lasciare il paese poco dopo, parliamo di quello che sta succedendo.
La seconda è con Giuliana Sgrena con cui affrontiamo brevemente anche l’acuirsi del conflitto in Yemen da inquadrare nel contesto dello scontro tra Arabia Saudita e Iran.

INTERVISTA A MARIA AL ABDEH

Con te vorremmo ripartire proprio dal 2012, dal periodo nel quale le proteste in Siria contro il regime di Assad sono state ferocemente represse.

Per quaranta anni in Siria non c’è stata società civile, le organizzazioni erano tutte controllate dai servizi del regime. Nel 2012 la rivoluzione era già iniziata, in maniera molto pacifica.
In quel momento molto rapidamente tutti i leader del movimento pacifico sono stati arrestati e tutti gli estremisti sono stati fatti uscire dalle prigioni di Assad .
Vi faccio un esempio che è quello di Ghiath Matar, che era un giovane di 25 anni che partecipava ai movimenti sociali, che offriva dei fiori ai soldati che sparavano. E’ stato arrestato e restituito morto tre giorni dopo ai genitori.
Negli stessi giorni un leader estremista, che oggi governa la regione di Rutah, è stato liberato dalle prigioni di Assad. Tutto quello che si vede oggi Assad l’ha preparato dicendo che combatteva gli estremisti, ancora prima che ce ne fossero, quando invece c’erano richieste sociali di libertà, giustizia, uguaglianza e c’erano slogan come “il popolo siriano è uno”. Con la crescita della violenza, perché all’epoca abbiamo visto come il regime bombardava i civili, è chiaro che i giovani hanno iniziato ad armarsi. Inoltre il regime ha fatto uscire tutti gli estremisti che hanno, come dire, raggiunto la rivoluzione, creando così questa situazione di violenza e di caos che si vede oggi.


Adesso che si è creato uno scenario completamente nuovo con la creazione dello stato islamico proprio a partire dalla Siria, Assad viene presentato come un combattente per la libertà.

Numero uno. Ci sono delle cose molto semplici da sapere sulla Siria. Ho già detto che moltissimi estremisti sono stati fatti uscire da prigione da Assad. Numero due: la violenza di Assad è la fabbrica di tutto quello che vediamo. Molti giovani sono stati arrestati e torturati nelle maniere più orribili nelle prigioni; non ci si deve stupire che siano passati dalla parte dell’estremismo. La produzione dell’estremismo si è costruita nelle prigioni di Assad, questo è molto importante da sapere. Numero tre. Assad gode di un’ impunità internazionale. Può commettere crimini come bombardare la popolazione con prodotti chimici. E’ certo, perciò, che si è prodotto un’escalation di violenza.
Non bisogna inoltre dimenticare che Daesh e Assad continuano ad avere delle relazioni. Il petrolio è comprato e venduto tra i due stati.
L’ultimo esempio che voglio fare è rispetto alla città di Raqqa, che è stata presa da Daesh nel 2013. Daesh ha preso il più grande edifico della città. Assad ha bombardato tutta la città, tranne questo edifico. Quindi Daesh è un prodotto della modernità, di tutti i problemi contemporanei, ma anche e certamente un prodotto di Assad. Lo ha creato per dire che è il solo a poterlo combattere.
C’è una campagna in Siria che si chiama “Same Shit” per dire che Assad e Daesh sono la stessa cosa, questo è il sentimento tra i siriani. Io ho molti amici che sono stati arrestati da Assad e allo stesso tempo arrestati o ricercati da Daesh. Per noi sono la stessa cosa.


Noi dall’Europa stiamo guardando con attenzione e solidarietà la lotta dei curdi nella zona del Rojava, voi come la vedete come siriani?

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!