venerdì 22 febbraio 2019

Messico - Le scelte del Governo di AMLO uccidono



E’ stato ucciso davanti alla sua casa Samir Flores Soberanes, attivista impegnato nella lotta contro il "Proyecto Integral Morelos", dirigente della comunità di Amilcingo in Morelos e delegato da molti anni del Congresso Nazionale Indigeno.

Samir insieme alle popolazioni indigene e alle comunità locali si opponeva al
Progetto Integrale Morelos PIM che prevede:
-  due centrali termoelettriche nella comunità di Huexca, Morelos, che saranno gestite dall’impresa spagnola ABENGOA
- un gasdotto di 160 km per trasportare circa 9 mila milioni di litri di gas naturale per alimentare le due centrali passando attraverso le falde del vulcano Popocatépetl e attraverso le terre di più di 60 comunità degli stati di Tlaxcala, Puebla e Morelos. Il gasdotto sarà gestito dalle imprese spagnole ELECNOR e ANAGAS e l’impresa italiana BONATTI
- una linea elettrica di 20 km
- un acquedotto che dovrebbe trasportare 50 milioni di litri d’acqua al giorno per le centrali e che passerebbe tra Ayala e Huexca
- l’ampliamento e costruzione di diverse autostrade e la riattivazione della ferrovia che connette Morelos con in passaggio interoceanico verso il Golfo pacifico.

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PROYECTO INTEGRAL MORELOS (PIM)
Da anni è in corso un’opposizione fatta di mobilitazioni e azioni giuridiche.
"Le popolazioni locali si oppongono al PIM perché comporta la devastazione di tutto il territorio e il saccheggio delle risorse in particolare idriche. In poche parole l’impossibilità per le comunità di vivere."
Una posizione chiara che le popolazioni locali hanno subito esplicitato anche al nuovo presidente Andres Manuel Lopez Obrador, il cui governo, alla faccia delle promesse elettorali, ha deciso di riattivare il progetto, in particolare la costruzione della centrale termoelettrica di Huexca.

Il 10 febbraio 2019 AMLO si è recato a Cuautla dove in un comizio pubblico, contestato dalle organizzazioni locali, ha sostenuto il "progresso" rappresentato dal PIM e l’importanza della consulta che si realizzerà sul progetto il prossimo 23 e 24 febbraio nella zona. 

giovedì 21 febbraio 2019

Messico - Un nuovo assassinio di un attivista sociale, fondatore della radio comunitaria Amilzinko e oppositore della centrale termoelettrica di Huexca

Comunicato del CNI-CIG-EZLN sull’omicidio del compagno Samir Flores Soberanes

20 febbraio 2019

Al popolo del Messico ed ai popoli del mondo

Alle reti di appoggio al CIG

Alle reti di resistenza e ribellione

Alla Sexta Nazionale ed Internazionale

Ai mezzi di comunicazione

Denunciamo con dolore e rabbia il vile assassinio del nostro compagno Samir Flores Soberanes, dirigente nella comunità di Amilcingo, Morelos; uno dei principali oppositori al Proyecto Integral Morelos e da molti anni delegato del Congresso Nazionale Indigeno.

Alle 5:40 circa del mattino di oggi 20 febbraio, delle persone armate arrivate a bordo di due veicoli hanno bussato alla sua porta e quando Samir è uscito gli hanno sparato quattro colpi, due dei quali in testa che dopo pochi minuti gli hanno tolto la vita.

Ieri, Samir aveva esposto i motivi dei popoli di Morelos per opporsi al Plan Integral Morelos, in un evento organizzato dal delegato del malgoverno federale Hugo Erick Flores, che si era presentato nel municipio di Jonacatepec per organizzare il forum relativo alla presunta “consultazione” con la quale vogliono imporre la centrale termoelettrica di Huexca, Morelos, e le opere complementari che distruggono il territorio e minacciano la vita di tutta la regione.

Di questo crimine riteniamo responsabile il malgoverno ed i suoi padroni che sono le imprese ed i loro gruppi armati legali ed illegali, che vogliono così derubarci, portarci alla morte e spegnere le luci di speranza, come quella del compagno Samir.

Distintamente

Febbraio 2019

Per la Ricostruzione Integrale dei Nostri Popoli

Mai Più Un Messico Senza Di Noi

Congresso Nazionale Indigeno

Consiglio Indigeno di Governo

Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale

Traduzione “Maribel” – Bergamo

Testo originale: http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2019/02/20/pronunciamiento-del-cni-cig-ezln-ante-el-asesinato-del-companero-samir-flores-soberanes/

martedì 19 febbraio 2019

Messico - Le donne del mondo rispondo alle donne zapatiste

Alle nostre compagne zapatiste
Alle donne del mondo che combattono
Alle nonne, madri, sorelle, ragazze e bambine
A quelli che credono di avere il cuore di una donna

Quelle di noi che sottoscrivono queste parole sono donne provenienti dal Messico e dal mondo, convocate dalle zapatiste l’8 marzo 2018, al “Primo Incontro Internazionale, Politico, Artistico, Sportivo e Culturale delle Donne che Lottano”.

Teniamo presente che ognuna di noi è impegnata a combattere, ciascuna dai propri luoghi di origine o dai luoghi che ci abbracciano, dalle nostre diverse culture e occupazioni “in modo tale che mai più una donna nel mondo, a prescindere dal colore, qualunque esso sia, qualunque sia la sua origine, si senta sola o abbia paura”.

Siamo coinvolte nella luce che avete condiviso con noi nel nostro incontro, con la luce che voi siete per noi. Continuiamo a prenderci cura di quella piccola luce per essere, camminare e combattere insieme.

Questo è il motivo per cui oggi ci mostriamo per dirvi che non permetteremo ai malgoverni di spogliarvi dei vostri territori che danno radici, battiti e trasformazioni a ciò che sono e sognano. E denunceremo in modi diversi, in modo che le pratiche di resistenza dei popoli non siano usate per folklorizzare le culture ancestrali, per giustificare le iniziative di morte e malattia che sono il sistema capitalista patriarcale.

Vi diciamo che nella situazione di guerra che continuiamo a vivere come donne “abbiamo accettato di vivere, e per noi vivere è combattere, perché abbiamo accettato di combattere ciascuna secondo il suo modo, il suo luogo e il suo tempo”.

Ora è il momento di dire ai malgoverni, di ieri e di oggi e delle diverse parti del mondo, che: ripudiamo, dalle molteplici geografie a cui apparteniamo, le pratiche di concessione, estrazione e sfruttamento della nostra Madre Terra. Fracking, gasdotti, oleodotti, impianti idroelettrici, monocolture agroindustriali e le infrastrutture che servono per lo sviluppo turistico avvantaggiano i grandi progetti imprenditoriali al costo della distruzione delle popolazioni indigene e non indigene. 

Di fronte agli interessi di guadagnare sempre più denaro, lotteremo per la Vita delle persone e degli esseri viventi che abitano i territori.


Noi donne conosciamo il valore della vita ed è per questo che costruiamo per la vita. Vi diciamo che, sì, le donne possono, con il nostro cuore collettivo e che non sono sole le nostre compagne, amiche e sorelle zapatiste, proprio come non lo sono i loro figli, figlie, famiglie e popoli!

Tratto da Comune-info
Traduzione: Rebecca Rovoletto 

venerdì 15 febbraio 2019

Messico - Comunicato del Congresso Nazionale Indigeno – Consiglio Indigeno di Governo contro il Progetto Integrale Morelos e la falsa consultazione annunciata dal Presidente della Repubblica

Instalación del gasoducto Morelos, como parte del Proyecto Integral Morelos, en 2014. Foto: Cuartoscuro
Congresso Nazionale Indigeno-Consiglio Indigeno di Governo chiediamo la cancellazione del Progetto Integrale Morelos che distrugge e deruba i popoli originari, ejidos e comunità negli stati di Morelos, Puebla e Tlaxcala; e configura il territorio per scopi del grande capitale che ha già provocato e continua a provocare danni alla madre terra.

Respingiamo decisamente la consultazione che il malgoverno federale ha annunciato nei giorni 23 e 24 febbraio, con la quale dicono che chiederanno a 24 municipi di Tlaxcala e Puebla, e 33 municipi di Morelos, se sono d’accordo o no sulla realizzazione della centrale termoelettrica di Huexca, municipio di Yecapixtla, nello stato di Morelos; mentre già il Presidente della Repubblica, avvantaggiandosi di avere i media e molti cittadini disinformati a suo favore, ha reso pubblica la sua posizione a favore del progetto di esproprio, facendo sì che, ancora una volta, come accaduto con la consultazione per spostare l’Aeroporto di Texcoco a Santa Lucía, o con quella per il Treno Maya, la decisione già presa da lui riceva “l’approvazione del popolo”.

In gioco c’è il territorio degli ejidos e delle comunità coinvolte non solo dalla centrale termoelettrica già attiva e da un’altra progettata, ma anche dall’acquedotto, la deviazione del fiume Cuautla, dal gasdotto e da altre opere complementari per la realizzazione di questo megaprogetto che il malgoverno vuole legittimare, senza almeno informare della distruzione, del rischio e degli espropri che implicherà. Così per cancellare anni di lotta delle comunità e popoli originari di Puebla, Morelos e Tlaxcala per fermare la distruzione a seguito del Progetto Integrale Morelos.

Diciamo con forza che queste consultazioni sono studiate a modo per concretizzare la spoliazione e portare la morte nei nostri territori, perché:

Soppiantano la volontà dei popoli, diluendola in una presunta consultazione ampia e civica, come se la volontà dei padroni, proprietari e guardiani del territorio non valessero. Come se il malgoverno potesse attribuirsi il diritto di chiedere se si è d’accordo oppure no di avviare un progetto in casa nostra.

martedì 12 febbraio 2019

Messico - Messaggio delle zapatiste alle donne che lottano nel mondo

ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE. MESSICO.

Febbraio 2019.

Sorella, compagna:
Ti mandiamo un saluto come le donne in lotta che siamo, a nome delle donne zapatiste.

Quello che vogliamo dire o informare è un po' triste perché ti diciamo che non saremo in grado di fare il II° Incontro Internazionale delle Donne che Lottano, qui nelle nostre terre zapatiste, questo marzo 2019.

Le ragioni per cui non possiamo, può essere che forse le conosci già, e se no allora ti raccontiamo un po'.

Bene, si scopre che i nuovi cattivi governi hanno già detto chiaramente che stanno per fare i megaprogetti dei grandi capitalisti. Dal loro Treno Maya, al loro piano per l'Istmo di Tehuantepec, al loro piantare alberi per i mercati di legname e frutta. Hanno anche detto che entreranno le compagnie minerarie e le grandi aziende alimentari. E hanno anche un piano agrario che porta a compimento l'idea di distruggerci come popoli originari, in modo da convertire le nostre terre in merci, che quindi vogliono completare ciò che Carlos Salinas de Gortari ha lasciato in sospeso perché non poteva, perché lo fermammo con la nostra rivolta.

Questi progetti sono di distruzione. Non importa quanto vogliono coprirli con le loro bugie. 

Non importa quante volte moltiplichi i tuoi 30 milioni di appoggi. La verità è che vanno del tutto contro i popoli originari, le loro comunità, le loro terre, le loro montagne, i loro fiumi, i loro animali, le loro piante e persino le loro pietre.

Quindi non vanno solo contro di noi, le zapatiste, ma contro tutte le donne che dicono di essere indigene. E poi anche contro gli uomini, ma in questo momento stiamo parlando come le donne siamo.

Vogliono che le nostre terre non siano più per noi, ma affinché i turisti vengano a fare una passeggiata e abbiano i loro grandi hotel e i loro ottimi ristoranti, e le attività che sono necessarie ai turisti per avere quei lussi.

Vogliono che le nostre terre diventino fattorie che producono legni pregiati, frutta e acqua; diventino miniere per estrarre l'oro, l'argento, l'uranio e tutti i minerali che ci sono e che i capitalisti vogliono.

Vogliono che diventiamo le loro operaie, le loro serve, che vendiamo la nostra dignità per poche monete al mese.

Perché quei capitalisti, e coloro che li obbediscono nei nuovi cattivi governi, pensano che ciò che vogliamo sia il salario.

Non possono capire che vogliamo la libertà, non capiscono che il poco che abbiamo raggiunto è stato combattendo senza che nessuno ci chieda il conto, senza foto, senza interviste, senza libri, senza consultazioni, senza sondaggi, senza votazioni, senza musei e senza bugie.

Non capiscono che ciò che chiamano "progresso" è una menzogna, che non possono nemmeno prendersi cura della sicurezza delle donne che continuano a essere picchiate, violentate e assassinate nel loro mondo progressista o reazionario.

Quante donne sono state uccise in questi mondi progressisti o reazionari mentre leggi queste parole, compagna, sorella?

Forse lo sai, ma naturalmente ti diciamo che qui, nel territorio zapatista, non una sola donna è stata uccisa in molti anni. Ma sì, dicono che siamo quelle arretrate, quelle ignoranti, la pochezza.

Forse non sappiamo qual è il miglior femminismo, forse non sappiamo dire "corpa" oppure, a seconda, come cambiare le parole, o ciò che è l'equità di genere o di quelle cose che hanno così tante lettere che non si riescono a pronunciare. E non è neppure giusto quella che chiamano "parità di genere", perché parla solo di parità tra donne e uomini, e invece noi, che ci dicono ignoranti e arretrate, sappiamo bene che ci sono coloro che non sono né uomini né le donne e che noi chiamiamo "otroas", ma queste persone si chiamano a loro piacimento, e non è stato loro facile conquistare il diritto di essere ciò che sono senza nascondersi, perché le deridono, le perseguitano, le violano, le uccidono. E le stiamo ancora costringendo a essere o uomini o donne e che devono stare da una parte o dall'altra? Se quelle persone non vogliono farlo, allora è male che non vengano rispettate. 
Perché allora, come possiamo lamentarci che non ci rispettano come le donne che siamo, se non rispettiamo queste persone? 
Ma vabbè, forse è perché parliamo di ciò che abbiamo guardato da altri mondi e non abbiamo molta conoscenza di queste cose.

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!