martedì 10 maggio 2011

Osama - E' stata una vendetta, non si è fatta giustizia


di Leonardo  Boff [*] ,  
trad. di Antonio Lupo

Chiunque abbia approvato il nefasto crimine terrorista, compiuto da Al Qaeda l'11 settembre 2001 a New York è nemico di se stesso ed è  contro i minimi valori umanitari.
Ma é inaccettabile che uno Stato, il più forte del mondo militarmente, per rispondere al terrorismo si sia trasformato anch'esso in uno Stato terrorista. E' quello che ha fatto Bush, limitando la democrazia e  sospendendo a tempo illimitato alcuni diritti del paese. E ha fatto di più, iniziando due guerre, contro Afganistan e Irak, dove ha devastato una delle culture più antiche dell'umanità e in cui sono state ammazzate più di 100 mila persone, con oltre un milione di rifugiati.

Bisogna ripetere la domanda che  quasi a nessuno  interessa fare: perchè si sono compiuti questi atti di terrorismo?
Il vescovo Robert Bowman, di Melbourne Beach in Florida, che era stato precedentemente pilota di caccia militari durante la guerra in Vietnam, ha risposto con chiarezza, sul National Catholic Reporter, con una lettera aperta al Presidente: ”Siamo bersagli dei terroristi, perchè, in buona  parte del mondo, il nostro Governo difende la dittatura, la schiavitù e lo sfruttamento dell'uomo. Siamo bersaglio dei terroristi perchè ci odiano. E ci odiano perchè il nostro  Governo fa cose odiose”.

Non ha detto cose diverse Richard Clarke, responsabile del contro-terrorismo della Casa Bianca, in una intervista a Jorge Pontual per Globonews del 28/02/2010 e ritrasmessa il 03/05/2011.
Aveva avvertito la CIA e il Presidente Bush che un attacco di Al Qaeda a New York era imminente. Non lo avevano ascoltato. Quello che successe in seguito lo riempì di rabbia, una rabbia contro il Governo che era aumentata quando aveva ascoltato le menzogne e falsità di Bush, dettate dalla pura volontà imperialista di mantenere l' egemonia mondiale, che  decretò una guerra contro l'Irak, che non aveva nessuna connessione con l'11 settembre.
La rabbia arrivò al punto che per salute e decenza si dimise dalla carica.

Ancora più graffiante è stato Chalmers Johnson, uno dei principali analisti della CIA, in una intervista del 2 maggio a Globonews. Ha conosciuto dall'interno i malefíci che le oltre 800 basi militari USA, sparse in tutto il mondo, compiono, provocando rabbia e rivolta nelle popolazioni, brodo di cultura del terrorismo. Cita il libro di Eduardo Galeano “Le vene aperte dell'America Latina” per illustrare le barbarie che la CIA ha compiuto. Denuncia il carattere imperialista dei  Governi, fondato sull'uso della CIA per fomentare colpi di Stato, organizzare assassini di leader e insegnare i metodi di tortura. Per protesta si dimise e diventò professore di storia all'Università della Califórnia. Ha scritto tre volumi “Blowback” (rappresaglia) dove prevedeva, in anticipo di qualche mese, le rappresaglie contro la prepotenza USA nel mondo.
E' stato come un profeta del 11  settembre. Questo è lo sfondo per capire la situazione attuale, culminata nell'esecuzione criminale di  Osama Bin Laden. 

Gli organi della CIA si sono distrutti. Per 10 anni hanno rovistato il mondo per dar la caccia a  Bin Laden. Non ci sono riusciti. Solo usando um metodo immorale, la tortura din un messaggero di Bin Laden, sono riusciti ad arrivare al suo nascondiglio, non per merito proprio. 
Tutta questa caccia è sotto il segno del'immoralità, della vergogna e del crimine.
Per prima cosa il Presidente Barak Obama, come se fosse un “dio” ha decretato  l'esecuzione/assassinio di Bin Laden.
Questo è contro il principio etico universale di “non ammazzare” e degli accordi internazionali che prescrivono la prigione, il giudizio e la punizione dell'accusato.
Così si è fatto con Hussein in Irak, con i criminali nazisti a Norimberga, con Eichmann in Israele e con altri accusati. Con Bin Laden si è scelta la esecuzione sommaria  intenzionale, crimine per cui Barak Obama dovrà un giorno rispondere.
Inoltre è stato invaso il territorio del Pakistan, senza nessun preavviso dell'operazione.
In seguito si è sequestrato il cadavere e buttato in mare, crimine contro la pietà familiare, diritto che ogni famiglia ha di seppellire i suoi morti, criminali o no, che per peggiori che siano, restano sempre esseri umani.

Non è stata fatta giustizia. Si è praticata la vendetta, sempre condannabile.
”Mia é la vendetta” dice il Dio delle scritture delle tre religioni abramiche.
Ora resteremo sotto il potere di un Imperatore su cui pesa l'accusa di assassinio.
E la necrofilia delle folle ci diminuisce e fa vergognare  tutti noi.


[*]              Teólogo, filósofo autore di Fundamentalismo,terrorismo , religião e paz, Vozes 2009.