venerdì 6 novembre 2009

Argentina - Patagonia Presenz/attiva gennaio 2010

Carovana nell’Argentina dell’epoca dei Kirchner: dai conflitti urbani alla difesa dei beni comuni.


Quest’inverno saremo presenti in Argentina con l’obiettivo di capire cosa sta succedendo in questo paese dell’America Latina: vogliamo attraversare questo immenso territorio per conoscere direttamente le lotte che in questo periodo stanno interessando questa parte del mondo.
Dalle mobilitazioni metropolitane che riguardano la crisi economica e la precarietà urbana raggiungeremo le lotte locali in difesa dei beni comuni contro la devastazione ambientale.
L’Argentina è scenario di numerose mobilitazioni contro lo sviluppo di un modello basato sullo sfruttamento dei beni collettivi e della natura da parte delle transnazionali come ad esempio l’espansione incondizionata delle monocolture oppure la coltivazione della soia transgenica. Così come crescono le mobilitazioni contro le compagnie minerarie e petrolifere nelle Ande. Vorremmo attraversare queste diverse realtà fino a giungere in Patagonia dove il Popolo Mapuche sta continuando ed allargando la pratica del "recupero" dei territori usurpati dalle grandi transazionali.

PERCORSI

* Buenos Aires - Incontri con le realtà metropolitane per conoscere il dibattito politico e la situazione sociale nel pieno di una profonda crisi economica.

* La Famatina - Nord-Ovest argentino - A La Rioja, a 1.800 metri di altitudine, incontreremo il piquete più alto del mondo. Gli abitanti della regione hanno dato vita ad un Coordinamento di assemblee con cui si sono auto-organizzati per resistere e dire no al Progetto (sponsorizzato dal governo) di una miniera a cielo aperto. Dal marzo del 2007 a Peñas Negras, di fronte al Monte della Famatina, nella Cordigliera, i cittadini stanno bloccando la multinazionale Barrick Gold Corporation e il suo progetto estrattivo che porterebbe alla distruzione delle montagne ed all’inquinamento da cianuro delle acque.
“…Noi vogliamo preservare il Famatina con i suoi ghiacciai, con l’acqua e il paesaggio, la nostra aria e la nostra terra agricola. Noi non vogliamo diventare minatori, non accettiamo di essere minatori, e crediamo nel “consenso sociale” e nella autodeterminazione dei popoli, siamo convinti che i governanti devono, anche se a loro non piace, accettare la decisione dei popoli..”

* El Maitén - Chubut (Patagonia) - Per incontrare il Collettivo di comunicazione della Radio Comunitaria Mapuche “Petu Mogeleiñ” e per contribuire attivamente alla costruzione della Casa Comunitaria.
La proposta è quella di creare uno spazio comune che sia riferimento locale per le iniziative del Popolo Mapuche e che possa essere punto di riferimento autogestito per chi vuole viaggiare in Patagonia con occhi diversi. La realizzazione di questo spazio permetterà una maggiore capacità d’azione di Radio Petu Mogeleiñ, la voce libera di un territorio che non solo Benetton ma molti dei moderni invasori vorrebbero sfruttare fino alla devastazione.
Patagonia - Visita ad alcune comunità Mapuche, ai terreni recuperati, per conoscere direttamente la resistenza delle comunità agli attacchi e tentativi di sgombero da parte delle autorità locali e dei nuovi colonizzatori.

Per info treviso@yabasta.it

www.yabasta.it

Full Metal Afghanistan

L'offensiva taliban costringe le UN a spostare i propri dipendenti civili



Le Nazioni Unite comunicano in una nota che sposteranno 600 dei loro dipendenti internazionali attualmente basati in Afghanistan. Il personale ritornerà al lavoro quando i livelli di sicurezza nelle strutture utilizzate al momento saranno innalzati.

Il trasferimento, fanno sapere le agenzie di stampa, non causerà alterazioni nei servizi legati agli aiuti, che venivano svolti da personale afghano. La mossa segue il raid talebano della settimana scorsa al Centro Bekhtar, nella capitale Kabul, in cui sono morti cinque dipendenti delle Nazioni Unite e tre cittadini afghani.

L'attacco alla struttura, nel distretto di Shar-i-Naw, è accaduto mercoledì scorso, ed è il più sanguinoso per i dipendenti civili internazionali delle Nazioni Unite dalla caduta del regime talebano nel 2001.

Questo lunedi inoltre, sempre per motivazioni legate alla sicurezza, è stato interrotto un progetto al confine nord-ovest tra Pakistan e Afganistan. Le Nazioni Unite hanno attualmente uno staff internazionale di 1300 persone impegnate in Afghanistan. Il capo della missione afghana per le UN, ha dichiarato che "è abbastanza chiaro che l'aspetto della sicurezza per il nostro staff è diventato sempre più complesso nel corso dell'ultimo anno".

Sempre i dirigenti delle Nazioni Unite avvertono che la pessima reputazione del governo di Kabul in termini di corruzione, e la recente crisi legata alle frodi elettorali del Presidente Karzai, stanno dando ulteriore forza all'offensiva talebana nel paese. I comandanti dell'esercito americano hanno fatto richiesta al Presidente Obama di altri 40.000 soldati, mentre Gordon Brown ha già annunciato l'invio di ulteriori 500 soldati in Afghanistan.

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!