lunedì 23 luglio 2012

Desinformémonos del lunedì


Especial: En el camino
Migrantes a la intemperie
Arthur Lorot
Fotos: Encarni Pintado
Fotoreportaje
Encarni Pintado

Video
Realización: Prometeo Lucero

Audio
Realización: Desinformémonos

Alejandro González Ledesma y Gloria Muñoz R.
Foto: Simona Granati

Arthur Lorot

Los Nuestros
Jaime Quintana Guerrero

Reportajes México
Sofía Sánchez Morales

Adazahira Chávez
Texto:Jaime Quintana Guerrero
Foto: Juan Carlos Flores

Ricardo Flores Magón

Reportajes Internacional
Héctor Henao Galeano y Desinformémonos

Secretariado Permanente del Comite Confederal de la Confederación General del Trabajo

Secretariado Permanente del Comite Confederal de la Confederación General del Trabajo

Desinformémonos, con información de la Confederación General del Trabajo (CGT)

Eva Fjellheim
Imagina en Resistencia
Eduardo Muriel/ Kaosenlared

domenica 22 luglio 2012

Spagna - I disoccupati scendono in piazza


Dopo i minatori e la marcia dei sindacati tocca ai disoccupati protestare contro la manovra economica del governo.
Arrivati da diverse città del paese, centinaia di disoccupati hanno raggiunto la capitale, dopo aver marciato per più di un mese.
In serata l'appuntamento per tutti è stato a Puerta del Sol, il chilometro zero della Spagna. Accolti dagli indignados e da chi si sta mobilitando contro le misure del governo, le delegazioni giunte a Madrid rappresentano il volto della Spagna "disoccupata". Un giovane su due è senza lavoro, i dati ufficiali parlano di 5 milioni di disoccupati.
Fin dalla mattinata le marce erano entrate da diversi punti in città, accolte dalle assemblee di quartiere della capitale e dai sindacati.
I marciatori hanno poi raggiunto il Paseo del Prado, passando davanti al Ministero del Lavoro, bloccando il traffico. Alle 3 del pomeriggio l'orchestra sinfonica del M15 ha dato il benvenuto ufficiale alle marce.
In serata il concentramento si è spostato a Puerta del Sol. "Dovevamo venire a Madrid per chiedere le dimissioni di Rajoy e per far vedere la nostra situazione a tutto il paese", dicono i manifestanti.
Cresce la protesta nella Spagna delle misure di austerità proposte dal governo all'indomani del via libera dell'eurogruppo ai 100 miliardi di aiuti alle banche di Madrid. Che la situazione del paese sia difficile lo confermano anche le dichiarazioni delle regioni autonome. Anche la Comunità Valenciana, insieme ad altre sei regioni sono sul punto di chiedere aiuto allo stato, tra queste anche la Catalogna. 

sabato 21 luglio 2012

Messico - Tra "lavado de dinero" e "Monexgate"


Mentre aumentano le prove di irregolarità elettorali, il movimento #YoSoy132 lancia una nuova megamarcia contro l'imposizione di Peña Nieto.

I dirigenti nazionali dei partiti di Acción Nacional (PAN), Gustavo Madero, e della Revolución Democrática (PRD), Jesús Zambrano, hanno unito le forze per cercare di chiarire e far sanzionare le pratiche illegali avvenute durante le elezioni presidenziali dello scorso primo luglio: per questo hanno annunciato che presenteranno una denuncia alla Procura Generale della Repubblica (PGR), in modo che si indaghi sul presunto “lavado de dinero” nella campagna elettorale di Enrique Peña Nieto, ovvero la pratica per cui il denaro ottenuto attraverso azioni illecite (come ad esempio il traffico di droga, ma non necessariamente proveniente dal crimine organizzato, bensì anche da furti o evasione fiscale) “si trasforma” in denaro legale ed investibile in pratiche lecite.
Bisogna chiarire da dove vengono le risorse investite”, “abbiamo presentato molte prove riguardo a finanziamenti illegali durante la campagna elettorale a favore di Peña Nieto”, hanno dichiarato i due dirigenti.
Anche il candidato del PRD Andrés Manuel López Obrador ha ripetuto la sua accusa contro Peña Nieto, che in campagna elettorale avrebbe tratto benefici da denaro di provenienza illecita: AMLO quindi continua a presentare un numero sempre maggiore di prove al Tribunale Elettorale del Potere Giuridico della Federazione (TEPJF) per sollecitare l’annullamento delle elezioni presidenziali.
Ho elementi per dire che nella campagna elettorale di Peña Nieto è stato utilizzato denaro di provenienza illecita. Sarebbe molto grave se non si prendessero provvedimenti. Noi continueremo a procedere per via legale, cioè useremo tutti i modi stabiliti dalla Costituzione e dalle leggi.  Se non verranno fatte delle indagini, se i fatti rimarranno impuniti, procederemo contro le autorità responsabili", ha spiegato AMLO, che continuerà con la raccolta di prove di irregolarità e che ha lanciato per il 29 luglio ben 142 assemblee informative in tutto il paese.
Oltre a questo ha raccontato di come durante un suo recente viaggio in Tabasco, molti dei suoi sostenitori gli abbiano consegnato decine di tessere usate dal PRI per comprare voti in campagna elettorale: si tratta di carte di credito della banca Monex dai nomi accattivanti come "Monex Lealtad" o "Monex Recompensa", elargite ai cittadini in cambio di voti e che saranno consegnate in Tribunale quali prove regine. Proprio per questo motivo negli ultimi giorni è stato coniato il neologismo "Monexgate", che indica lo scandalo delle carte di credito della Monex.

venerdì 20 luglio 2012

Spagna - Sulle mobilitazione di questi giorni

di Andres Merino
Le manifestazioni convocate ieri da un ampio numero di sindacati in tutto lo Stato spagnolo hanno fatto sentire in più di 80 città le proteste dei dipendenti pubblici contro i tagli subiti questa settimana. Ma a manifestare non c’erano soltanto i dipendenti pubblici e i suoi sindacati. L’eterogenea composizione delle mobilitazioni ha evidenziato ancora una volta le potenzialità dell’alleanza tra lavoratori, pensionati, cassintegrati, studenti, dissoccupati, precari. Tra movimenti sociali, comitati di quartiere, associazioni di diffesa dei servizi pubblici, partiti extraparlamentari. Dietro lo striscione di apertura del corteo, fra i cartelli degli indignados, le bandiere republicane e quelle dei sindacati, c’è quel soggetto diffuso che nei cori chiama sé stesso pueblo e che in questi giorni esprime una forza destituente inusuale.
800 mila in piazza secondo i sindacati, 40 mila secondo la Questura. Questa “guerra di numeri” –presente anche nella notizia del sabotaggio di furgoni di reparto celere ieri mattina: 97 secondo il Sindacato Unificato di Polizia, 30 secondo il Ministero– e la partecipazione di tanti poliziotti municipali nelle proteste del pueblo madrileño, sono le piccole fessure che provano che qualcosa si sta muovendo all’interno delle forze dell’ordine.
Allo stesso tempo, nell’incrocio delle (tante) contraddizioni che attraversano questo pueblo di Madrid si trova una prima linea di vigili del fuoco che ha retto agli spintoni della celere nelle proteste delle settimane scorse. Ieri, passata la mezzanotte, erano loro che cercavano di convincere gli altri dipendenti pubblici, quelli con casco e manganello, di non caricare la folla nei dintorni del Congreso de los Diputados.

giovedì 19 luglio 2012

Spagna - Unitá sindacale e sociale senza precendenti contro i tagli di Rajoy


Più di venti organizzazioni e gruppi che sostengono le manifestazioni di questo pomeriggio.L'indignazione contro le dure misure del governo per le strade di più di ottanta città in tutto il Paese.


Uno dei piú grandi tagli per il welfare-state é stato annunciato oggi dopo otto giorni di discussione dal Primo Ministro spagnolo.
Più di venti organizzazioni sociali e dei sindacati, tra cui il Movimento 15-M, hanno lanciato un invito a manifestare, nelle stesse ore in cui Mariano Rajoy presenterá al Congresso il nuovo pacchetto di tagli.
Le manifestazioni si svolgeranno in più di ottanta paesi e città in tutta  la Spagna. In un modo senza precedenti, dicono fonti sindacali, saranno presenti i loghi dei principali sindacati, con le organizzazioni di settore come il Sindacato unificato di polizia (SUP), l'Ufficio federale di polizia dell'Unione europea (PFU), l'Associazione Unified Guardia Civil (AUGC) Actors Union o anarco-sindacalista Confederazione Generale del Lavoro (CGT). Sará rappresentato anche l'European Trade Union Confederation (ETUC) e il CSI-F, un'organizzazione che ha alti livelli di adesione nel settore pubblico, uno dei gruppi più colpiti dalle misure del governo.
In testa al corteo ci sará anche la piattaforma sociale in difesa dello Stato sociale e servizio pubblico. Questo gruppo, che comprende oltre 55 sindacati e associazioni , sono spinti a manifestare in strada contro queste misure, poiché secondo i suoi membri, il governo ha preso degli impegni per il settore finanziario e commerciale che non sta rispettando. Le proteste continuano, cosí come continuano le pressioni contro i disoccupati, pensionati, i malati, i dipendenti pubblici e il settore pubblico in generale.

Siria - Ucciso il Ministro della difesa in un attentato


In un attentato kamikaze contro il palazzo di sicurezza è stato ucciso, ieri mattina, il Ministro siriano della Difesa, Dawoud Rajiha. La notizia è stata data dalla tv di stato siriana, che ha affermato che "Una bomba messa dai terroristi è esplosa all'interno di un edificio di sicurezza a Damasco dov'era in corso una riunione tra alcuni ministri e responsabili della sicurezza, uccidendo il ministro della Difesa e ferendo diverse persone, alcune delle quali sono in condizioni critiche".
Intanto continuano per il quarto giorno consecutivo i combattimenti nel cuore della capitale siriana, all'interno della guerra civile nel paese.
Le agenzie riportano le dichiarazioni dei membri della missione Onu a Damasco: "da ieri udiamo esplosioni, continue sparatorie, anche se non si tratta di una vera e propria battaglia", precisano le fonti. Gli osservatori dell'Onu dicono anche "di non essere stati finora coinvolti anche se a Damasco tutti sono in pericolo, è ovvio".
Sono diventati intanto 20 gli ufficiali che hanno abbandonato l'esercito ufficiale siriano, secondo quanto dichiarato da un funzionario del ministero degli esteri della Turchia, dove i militari si sono rifugiati insieme ad altri siriani in fuga.
Proprio oggi il premier turco Erdogan arriverà a Mosca per incontrare  Putin, mentre si attende il dibattito sulla risoluzione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Spagna - Continua la protesta dei lavoratori televisivi


proteste spagna
Il Consiglio di Amministrazione di Radio Televisión Valenciana (RTVV) ha approvato ieri, mercoledì,  con sette voti a favore e cinque contrari, la proposta di regolamento sull'occupazione (ERE), che andrebbe a licenziare 1295 lavoratori, riducendo l'azienda a 400 dipendenti.
Circa 300 persone si sono concentrate presso la sede del Consiglio di Radio Television Valenciana (RTVV), mentre a partire da 17,30 ERE discuteva la proposta del Consiglio di Amministrazione.
I manifestanti, portando un grande striscione che diceva "Els treballadors no som els culpables" (I lavoratori non sono i colpevoli), hanno improvvisato un corteo nelle vie piú centrali della cittá sempre in presenza della polizia. I partecipanti alla protesta hanno fischiato e lanciato slogan, tra i piú gettonati "Lladres" (ladri).  All'atto di protesta si sono uniti i rappresentanti dell'opposizione politica di Valencia e i sindacati.
Prima della manifestazione nata spontaneamente ieri alle  16.00 circa, due rappresentanti del comitato dei lavoratori , Vincent Mifsud, presidente dell'organo di rappresentanza dei lavoratori, e Jaime Muñoz si sono  incontrati con i membri del Consiglio di amministrazione per  discutere le ragioni per il modello contro i licenziamenti previsti."É impossibile che in due giorni siano stati in grado di studiare tutta la documentazione," si lamenta Vincent Mifsud, al termine della riunione con il Consiglio, "abbiamo chiesto loro di riflettere." Muñoz ha detto che il presidente di tale organo, Miguel Dominguez, non ha prestato attenzione e ha trascorso il tempo di "giocare con il telefono." E ha anche riferito che il CEO di RTVV, Jose Lopez Jaraba, non ha partecipato alla riunione: "Si era nascosto nel suo ufficio come un topo", ha gridato attraverso il megafono.
"I lavoratori stanno dimostrando una dignità che nessun manager di RTVV  possiede", dice  il portavoce, che ha sottolineato che continueranno la lotta "in difesa della radiodiffusione pubblica e per tutti". In questa linea, ha chiesto che la società " non aggravi i lavoratori di un peso che è solo una conseguenza della cattiva gestione dei dirigenti che ci sono stati negli ultimi anni." Il personale, ha aggiunto, "vuole solo far funzionare la trasmissione necessaria per Valencia e questo può essere fatto bene e con poca spesa."

Giappone - Non si crede alla grande menzogna


nonuke
Centinaia di migliaia in piazza contro le centrali. Non succedeva dagli anni '70. E venerdì si replica: girotondo attorno al Parlamento.
Centomila? Duecentomila? Poco importa. Una cosa è certa. Erano tanti, tantissimi al Parco Yoyogi, lunedì scorso. Talmente tanti che i giovani, numerosissimi, sembravano un po' spaesati e forse intimoriti, mentre i "vecchietti", anch'essi numerosi, non hanno potuto evitare, non senza nostalgia e un po' d'orgoglio, di ricordare i loro "anni formidabili", quelli del "movimento" nipponico, protagonista di tante battaglie e di tante, tragiche sconfitte.
Talmente tanti che stavolta se n'è accorta anche la NHK, la radiotelevisione di stato che ha sin qui ignorato la protesta antinucleare e che da decenni, assieme agli altri grandi network commerciali, primo tra tutti il gruppo Yomiuri-NTV, ha appoggiato, diffuso e amplificato la "grande menzogna", come oramai molti giapponesi la chiamano, nucleare. Per carità, mica una diretta, come l'evento forse meritava e come ha invece meritevolmente assicurato (e anche questa è una novità assoluta) un consorzio di web-tv indipendenti (tre milioni di accessi, in tre ore di trasmissione).La Nhk - e immaginiamo dopo quante ore di riunioni e... interferenze - si è limitata a tre minuti nel Tg della sera, senza riprese dall'alto (nonostante il suo elicottero abbia continuato a volare a bassa quota, disturbando la manifestazione) e senza citare il nutrito, inedito parterre. Il Nobel Kenzaburo Oe, il musicista Ryuchi Sakamoto, il giornalista e scrittore Satoshi Kamata e tanti politici. Ma quest'ultimi non sul palco.
Il movimento, che così a fatica (e con tensioni interne tutt'ora molto forti) è riuscito a darsi una sorta di coordinamento nazionale, non vuole essere dirottato né strumentalizzato da vecchi e nuovi voltagabbana. Chi, tra i politici (soprattutto giovani e rigorosamente bipartisan) vuole partecipare è benvenuto. Ma niente pubblicità personale, sul palco non si sale.Sul palco, perfettamente a suo agio nonostante l'età e gli acciacchi, c'è Kenzaburo Oe, una delle "anomalie" del Giappone, vecchia spina nel fianco dell'establishment.

mercoledì 18 luglio 2012

Siria - La battaglia di Damasco


Continuano gli scontri nella capitale siriana.
Da più di tre giorni i portavoce dell'Esercito libero siriano (Esl) hanno dichiarato di aver iniziato "la battaglia per la liberazione" di Damasco. In particolare  Kassem Saadeddine, come esponente del Esl, ha dichiarato: "andremo avanti fino alla vittoria. Gli scontri a Damasco riguardano diverse zone e i carramati si muovono nelle vie del centro.
Fonti giornalistiche riportano la morte del vice capo della polizia di Damasco durante gli scontri della giornata di ieri e la notizia data dall?Esl dell'abbattimento di un elicottero dell'esercito di Assad.le dichirazioni volte a mettere in guardia il presidente siriano dall'utilizzare armi chimiche. Mentre ancora non ci sono dichiarazioni ufficiali sull'incontro avvenuto tra Kofi Annan e Vladimir Putin a Mosca. L'inviato dell'Onu e della Lega araba Kofi Annan ha solo laconicamente dichiarato che la situazione è a un bivio. Si aspetta mercoledì la riunione del  Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che dovrà discutere e votare la risoluzione sulla Siria.

Spagna - Quinto giorno di proteste


Quinta giornata di mobilitazione dei lavoratori pubblici in Spagna contro le misure di austerity del governo. A scendere in piazza con blocchi stradali e sit-in sono stati i lavoratori del pubblico impiego che protestano contro i tagli delle tredicesime, dei permessi sindacali e dei giorni di ferie.
Nelle manifestazioni di protesta molti slogans sono contro l’innalzamento della percentuale dell’Iva (dal 18% al 21%) e a favore della reintroduzione dei sussidi tolti a sostegno dei disoccupati.
Non sono servite a placare le proteste le dichiarazioni del governo sul fatto che chi ha uno stipendio minore di 962 euro avrà ancora la tredicesima.
Uno dei blocchi stradali più partecipato nella giornata di ieri è stato in serata davanti al Ministero delle Finanze. " Mani in alto questa è una rapina" uno degli slogans più gridati dalle centinaia di "funcionarios" che per più di un'ora hanno bloccato l'intera strada davanti al Ministero.
Molto seguita dagli organi di stampa anche la manifestazione fatta da alcuni membri dei sindacati di polizia, che si sono dati appuntamento davanti alla porta del complesso di polizia di Carillas in cui si celebrava l'atto di presentazione dei nuovi agenti. L'avanzata dei poliziotti che protestavano è stata fermata da altri agenti in servizio della polizia e del municipi. Il che non ha impedito che al soppargiungere delle autorità siano iniziati gli slogans di protesta.
In mattinata un'altra manifestazione aveva bloccato Paseo de la Castellana. I lavoratori di vari Ministeri, durante la pausa sono scesi in strada con cartelli che attaccavano il governo che "difende le banche ed attacca i diritti".

martedì 17 luglio 2012

Palestina - L'apartheid dell'acqua


di Gideon Levy (*)

Avi fa il coordinatore delle ispezioni per conto dell'amministrazione civile, cioè - parlando senza eufemismi -dell'organizzazione che gestisce l'occupazione israeliana dei Territori palestinesi. Presumibilmente ama il suo lavoro. Forse ne va perfino fiero. Non si disturba a precisare il suo cognome sul modulo che firma. E perché mai dovrebbe? La sua firma - "Avi", con uno svolazzo - è sufficiente a rendere operativi i suoi ordini. E quelli di Avi sono tra i più brutali e disumani mai imposti da queste parti. Avi confisca i serbatoi d'acqua che servono a centinaia di famiglie palestinesi e beduine che abitano nella valle del Giordano.
Per queste persone, i serbatoi sono l'unica fonte d'acqua. Nelle ultime settimane Avi ne ha confiscati una quindicina, lasciando decine di famiglie con bambini soffrire la sete nella calura spaventosa della valle del Giordano. I moduli che si preoccupa tanto di compilare in stile fiorito dicono: "Vi è motivo di sospettare che costoro si siano serviti degli articoli citati per commettere un reato". A quanto sostengono i capi di Avi, il "reato" è il furto d'acqua da una conduttura. Ecco perché i serbatoi vengono confiscati: senza indagini, senza processo. Benvenuti nel paese dell'illegalità e della malvagità. Benvenuti nel paese dell'apartheid. Israele non permette a migliaia di sventurati di allacciarsi alle condutture idriche. Quest'acqua è solo per gli ebrei. Neanche i più abili propagandisti israeliani potrebbero negare la separazione nazionalista e diabolica che viene realizzata qui.
L'asse del male si trova a circa un'ora di auto dalla casa di molti israeliani, ma essendo emotivamente distante e lontano dal cuore, non suscita nessuna "protesta sociale". Ed è quanto di peggio vi sia sulla scala della malvagità israeliana. Puntellato da formulari e burocrazia, applicato da ispettori apparentemente non violenti, non comporta una goccia di sangue, ma non lascia neanche una goccia d'acqua.

Spagna - Cresce la protesta contro le misure del governo


L'annuncio dellle nuove misure di austerity, come l'aumento dell'Iva e il  piano di tagli proposto per il pubblico impiego, fatte dal governo spagnolo ha suscitato una ondata di proteste. Blocchi stradali, presidi, iniziative sotto il Parlamento e sotto le sedi dei partiti hanno caraterizzato il fine settimana, anche con scontri con gli agenti antisommossa. Protagonisti della protesta, che segue l'ampio appoggio dato alla Marcia Negra dei minatori, sono i lavoratori pubblici. Impiegati nei servizi, nelle amministrazioni, negli ospedali a cui si sono aggiunti pompieri ed anche poliziotti. Anche le associazioni di categoria di militari hanno emesso una nota  in cui denunciano "lo smantellamento dei diritti che non avremmo mai dovuto perdere". I tagli agli stipendi dei lavoratori pubblici, che colpiscono tutti gli statali con l'eliminazione della tredicesima e la riduzione delle ferie colpiscono infatti anche loro. La nota continua criticando il governo e sottolineando come "la nostra capacità di sopportazione ha un limite"
Nella giornata di ieri numerose sono state le proteste.
I lavoratori del comune di Madrid si sono dati appuntamento a Piazza Nettuno e hanno dato vita ad una "marcia funebre" bloccando le vie del centro.Il corteo era aperto da un bara con la scritta "RIP derechos laborales y RIP servicios públicos".La manifestazione degli impiegati pubblici del Comune, che ha visto anche la partecipazione dei pompieri, fa parte della cosidetta "marea negra municipal  " che si oppone da un mese e mezzo ai tagli previsti dall'Amministrazione Comunale.Ogni venerdì infatti i lavoratori comunali vanno sul posto di lavoro vestiti di nero per protestare contro gli inutili tagli e in difesa dei servizi pubblici".Il piano di tagli è stato confermato due giorni fa dall'attuale sindaco di Madrid  Botella a cui sono dedicati non pochi slogan come "Tapa la BotellaTapa los recortes y el despilfarro".

lunedì 16 luglio 2012

Desinformémonos del lunedì

Cobertura desde Cherán

Texto: Gloria Muñoz Ramírez
Fotos: Ignacio Juárez e Iván Sánchez

-Relato de la desaparición y asesinato de los dos comuneros de Cherán y el camino de las siguientes movilizaciones exigiendo justicia
Audio entrevista con integrantes del Concejo Mayor
Realización: Ana Garduño

-“Cómo le explico a mi hijo la manera tan cobarde en que asesinaron a su padre. Justicia es lo que exigimos”
Audio entrevista con la viuda de Guadalupe Gerónimo uno de los dos comuneros asesinados en Cherán
Realización: Ana Garduño

-Video
Realización: Geovanni Ocampo

Sección Especial "Desde este lado"

Desde este lado, en Desinformémonos pensamos que la lucha por la libertad, la justicia y la democracia en México no se enmarca sólo en la coyuntura postelectoral, y que la verdadera transformación del país está en la organización de la gente de abajo, en los barrios, en el campo, en las fábricas, en los pueblos indios, en las escuelas autónomas y en cada rincón donde haya gente dispuesta a rebelarse contra el poder y el salvaje capitalismo que pretende transformarlo todo en mercancía.

En ese sentido, presentamos una serie de artículos y entrevistas en las que pensadores y actores de diversos movimientos sociales reflexionan sobre la importancia de la lucha y organización de abajo, sin desvalorizar la lucha legítima contra la imposición.

Gilberto López y Rivas

Entrevista de Adazahira Chávez

Jaime Quintana Guerrero

Rafael Sandoval Álvarez

Jaime Montejo de Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer “Elisa Martínez”, A.C.
Fotografía: Ricardo Trabulsi

Sergio Adrián Castro Bibriesca
Fotos: Melchor López


Y más sobre México:

Arthur Lorot

Marcela Salas Cassani

Reportajes Internacionales

Lola Sepúlveda
Foto: Javier Bauluz (Periodismo Humano)y Álvaro Minguito

Pura María García

Giovanna Gasparello

Marcela Salas Cassani

Imagina en Resistencia

Heliades Granados

Fotoreportaje

Foto y texto: Heriberto Paredes Coronel / Agencia Autónoma de Comunicación SubVersiones
Música: "El corrido de Pancho Villa", Amparo Ochoa
Producción: Desinformémonos

Video

Realización: Zaván
Música: Oriol Catalá

Audio

Entrevistas: Arthur Lorot
Realización: Adrián Bibriesca

venerdì 13 luglio 2012

Spagna - Le proteste contro la manovra "lacrime e sangue"


Dopo la riunione deliberante con il Re, il Consiglio dei Ministri ha approvato il pacchetto di misure che costituisce la manovra più ampia da quando c'è la democrazia in Spagna. Le misure presentate dal presidente, Mariano Rajoy, valgono circa 65.000 e ovviamente vengono presentate come "necesarie per ridurre il deficit pubblico. Tra le varie misure spicca l'aumento dell'Iva dal primo settembre.
Il vice presidente spagnolo ha dichiarato che "la Spagna vive uno dei momenti più drammatici della sua storia e che il governo intende attuare con rigore e realismo". Parole che fanno pensare anche alle dichiarazioni del "nostro" governo tecnico presieduto da Monti.
Ed intanto continuano le proteste, partite già nei giorni scorsi in maniera spontanea dei lavoratori del settore pubblico che denunciano la devastazione dell'intero sistema sociale racchiuso nelle misure governative.
Sull'onda delle proteste i sindacati ufficiali hanno promosso iniziative per tutta la giornnata di ieri ed oggi contro la manovra, che peraltro prevede il taglio della tredicesima e altre riduzioni di diritti.
Ci sono stati blocchi stradali, anche nelle arterie della capitale e sit-in in varie città. Alle manifestazione hanno partecipato lavoratori della sanità, dell'istruzione e di vari settori dl pubblico impiego.
Per questa sera a Madrid sono previste iniziative di contestazione davanti alle sedi dei partiti (PP e Psoe) oltre ad un appuntamento a Puerta del Sol, sede ormai più che simbolica dei movimenti sociali del paese. Iniziative serali che si svolgeranno anche in altre città del paese.
Anche i minatori, al centro delle proteste di questi giornio, fanno sapere di non avere nessuna intenzione di fermarsi, nonostante le aggressioni subite dalle forze dell'ordine l'altro giorno nella capitale.

Perù - Oggi governa l’esercito

di Hugo Blanco Galdós*
Il 3 luglio sono state assassinate tre persone nella provincia di Celendín, Cajamarca.
Non si è trattato di una manifestazione contro il progetto minerario Conga, ma di una dimostrazione dei lavoratori edili che non erano stati pagati dal municipio.
In un’occasione precedente, quando c’era stata una marcia anti-miniera, un gruppo di provocatori al servizio del sindaco, fervido sostenitore della miniera, aveva cercato di spingere la marcia della gente indignata di fronte al comune. L’intenzione dei provocatori era quella di scagliare delle pietre contro la facciata, cosa che sarebbe stata poi imitata dai manifestanti, e in questo modo la repressione sarebbe stata più semplice.
Ma il portavoce della marcia, resosi conto della manovra provocatoria, aveva deciso di non guidare la manifestazione nella via del municipio e i provocatori, irritati, si erano ritirati.
Purtroppo il 3 luglio i provocatori hanno ottenuto ciò che volevano, a causa dell’inesperienza dei lavoratori. Hanno cominciato l’attacco ai locali municipali e la polizia ne ha approfittato per assassinare tre persone e ferirne altre venti. Sono stati feriti anche 3 poliziotti, con ferite da arma da fuoco secondo il premier Valdés, ma causate da pietre secondo i medici che hanno prestato soccorso.
Alcuni giorni prima, un ministro aveva convocato i sindaci di Cajamarca per una riunione dove si sarebbe trattato il tema delle opere di sviluppo. Dopo la riunione, alla quale si era presentato anche Humala, il governo aveva informato che i sindaci si erano riuniti per manifestare il loro appoggio al progetto Conga: questo è stato poi smentito con indignazione dal sindaco di Cortegana (un distretto di Celendín) Marino Vásquez, che ha spiegato di essere stato scelto dagli abitanti del suo paese per difendere l’acqua e la vita e di voler rispettare questo incarico.

BOICOTTA TURCHIA

Viva EZLN

Questo video è una libera interpretazione che vuole mettere in risalto l'importanza del Caffè Rebelde Zapatista, come principale fonte di sostentamento delle comunità indigene zapatiste e come bevanda prelibata, degustata da secoli in tutto il mondo. I suoni e i rumori che accompagnano l'osservatore in questa proiezione, sono stati scelti con l'intenzione di coinvolgervi completamente nell'esperienza visiva e trasportarvi direttamente all'interno della folta vegetazione che contraddistingue tutto il territorio del Chiapas, dove viene coltivato questo caffè.

La lucha sigue!