mercoledì 31 agosto 2016

Kurdistan - Nessuna notizia su Ocalan

Nessuna notizia sul Leader di un popolo Ocalan
Non ci sono notizie sul prigioniero politico e leader del popolo curdo Abdullah Ocalan. Lo Stato Turco ha proibito tutti i contatti con Ocalan. 
Il popolo curdo e gli amici del popolo curdo sono seriamente preoccupati per le sue condizioni di vita e di salute.
Ocalan è in detenzione in una cella singola nella prigione dell’Isola di Imrali e dal 5 Aprile 2015 è stato tenuto in isolamento intensivo. Lo stato turco ha rinnovato i suoi sforzi bellici contro i curdi quando ha imprigionato Ocalan tenendolo in isolamento totale. Da 17 mesi a Ocalan non è stato permesso di ricevere né cure né visite dagli avvocati, dalla famiglia o da chiunque altro. Il Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura (CPT) che non ha necessità del permesso per incontrare Ocalan non ha adempito alla sua responsabilità di controllo sull'isolamento totale a tempo indeterminato di Ocalan e non ha garantito l’accesso alle visite dei suoi avvocati e familiari.
Per anni i curdi hanno organizzato veglie fuori dal CPT e nei passati quattro anni è stata condotta una veglia permanente. Centinaia di migliaia di persone si sono unite nella mobilitazione e dieci milioni di persone hanno firmato una petizione presentata alle istituzioni internazionali. Nonostante tutti questi sforzi non è stata mostrata la sensibilità richiesta e le politiche dello stato turco nei confronti di Ocalan sono rimaste invariate. Per via della gravità della situazione, curdi ezidi stanno attualmente portando avanti uno sciopero della fame a tempo indeterminato per richiamere il CPT ad una risposta urgente. Invitiamo tutte le organizzazioni internazionali e il CPT a comprendere la preoccupazione del popolo curdo e degli amici del popolo curdo perchè al più presto siano permesse visite a Ocalan sull’Isola di Imrali.
Il popolo curdo e il suo movimento di liberazione è sempre stato seriamente impegnato nella condanna dell’isolamento aggravato di Ocalan. Ma con il tentativo di colpo di stato del 15 Luglio 2016 le preoccupazioni per la vita di Ocalan e le sue condizioni di salute sono nettamente e gravemente aumentate.
Chi può dire se i golpisti che hanno ucciso centinaia di persone con elicotteri e carri armati non possano prendere o non abbiano già preso di mira l’Isola di Imrali? Tutti sanno che i golpisti hanno da lungo tempo mostrato ostilità verso Ocalan e il PKK in Turchia.
Dopo il fallimento del golpe, la famiglia e gli avvocati hanno richiesto di visitarlo per stemperare le loro preoccupazioni per la sua vita e le sue condizioni di salute, ma è stato loro negato il permesso.
La vita di Ocalan e la sua sicurezza è prima di tutto una questione politica. Se la questione più importante della Turchia è la questione curda, allora la situazione di Ocalan è una seria questione politica.
L’Unione Europea e il fallimento del CPT nel mostrare un interesse attivo  relativo agli incontri con Ocalan mina le basi delle idee di libertà civile, il ruolo della legge, i diritti umani e le libertà politiche che gli europei stimano come i valori fondanti della loro società.

*Le condizioni di Ocalan sono vitali per il popolo curdo
*I curdi e i loro amici richiedono un urgente incontro con Ocalan e richiedono la sua liberazione
*Le condizioni di Ocalan sono vitali per la credibilità dei valori europei dei diritti umani
*L’Unione Europea, La Commissione Europea e il Comitato di Prevenzione per la Tortura sono responsabili delle condizioni di salute di Ocalan
Comitato per la liberazione di Ocalan e dei prigioneri politici

lunedì 29 agosto 2016

Kurdistan - Comunicato Stampa Rete Kurdistan Italia

Denunciamo l'aggressione della Turchia contro la rivoluzione democratica del Rojava e delle Forze Democratiche Siriane

Comunicato Stampa

Dopo l'invasione in territorio siriano e l'occupazione della città di Jarablus - avvenuta peraltro senza alcun combattimento, evidentemente concordata con le bande di ISIS - lo Stato turco e i suoi complici hanno avviato un'intensa aggressione contro le Forze Democratiche della Siria, contro il Consiglio Militare di Manbij, contro i curdi e gli altri popoli che vivono nella regione.

Tale aggressione giunge dopo i successi militari delle forze democratiche della Siria nella lotta a Daesh, in particolare la liberazione della città di Manbij, salutata solo pochi giorni fa con entusiasmo sui media internazionali.

L'esercito turco oltre ad essere penetrato all'interno del cantone di Kobanê scavando trincee, ha preso di mira con bombardamenti dell'esercito e dell'aviazione i quartieri residenziali a nord del fiume Savur a Manbij, e ha commesso una strage nel villaggio di Ba‘er Kosa a Jarablus per mezzo di bombardamenti che hanno provocato la morte di decine di civili. Medici locali affermano che sarebbero state usate perfino armi chimiche. Ad Afrin sono state prese di mira alcune postazioni delle YPG/YPJ.

Con il pretesto della lotta al terrorismo la Turchia – accecata dalla possibilità che la rivoluzione democratica del Rojava possa fungere da volano per le richieste di autonomia dei curdi nel proprio territorio e da modello di convivenza fra popoli per la Siria - continua inoltre ad ammassare rinforzi militari lungo il confine con Jarablus, per poi andare a sostenere i mercenari lì presenti. Tutto questo avviene con l'avvallo delle potenze internazionali: gli Stati Uniti, che hanno intimato alle Forze Democratiche della Siria di ritirarsi al di là dell'Eufrate, la Russia, tatticamente riavvicinatasi alla Turchia, l'Iran che ha intensificato la sua guerra contro i curdi, e con il silenzio complice delle istituzioni internazionali e dell'Europa. Perfino la presa di posizione del regime siriano sembra un atto dovuto non preso troppo sul serio nemmeno da Assad, che spera nei nuovi equilibri fra le potenze per ridimensionare l'autonomia dei curdi e rimanere ancora al potere.

Con questa invasione, che interrompe la disfatta di Daesh e ne favorisce la circolazione lungo i confini, anche l'Europa, il mondo intero e tutta l'umanità sono sottoposti a una nuova minaccia. La presenza turca in territorio siriano e questa nuova aggressione militare non porteranno altro che caos e un aggravamento del conflitto in Siria.

Come ai tempi della battaglia per liberare Kobane, il momento è molto grave per il popolo curdo: è oggi che bisogna mettere in campo tutta la solidarietà e il sostegno di cui siamo capaci, prima che sia troppo tardi.

Chiediamo a tutta l’opinione pubblica e alle forze democratiche e della società civile, nonché ai Comuni che hanno sperimentato iniziative di gemellaggio con i cantoni del Rojava di assumere una posizione di condanna e di mobilitarsi contro l'invasione dello Stato turco in Siria.

Chiediamo al Parlamento, al Governo italiano e alle istituzioni europee di prendere finalmente una dura posizione contro la Turchia condannando l'invasione in territorio siriano, che rappresenta una minaccia per tutto il Medio Oriente.

Chiediamo inoltre ai giornalisti di informare correttamente su quanto di così grave sta accadendo e di avere notizie di Abdullah Öcalan, leader del popolo curdo, ancora detenuto in un inaccettabile isolamento sull’isola di Imrali, da cui ripartire per elaborare una soluzione alla questione curda.


La rivoluzione del Rojava non si occupa! Via l’esercito turco dalla Siria!

Rete Kurdistan Italia

domenica 28 agosto 2016

Messico - "Lo stato messicano prepara le condizioni per reprimere il movimento magistrale"

"Lo stato messicano prepara le condizioni per reprimere apertamente il movimento magistrale, il governo sta creando un clima di linciaggio per generare nell'opinione pubblica un'appoggio alla brutalità della polizia", ​​hanno avvertito in un comunicato i maestr@s aderenti alla Coordinadora Nacional de Trabajadores de la Educación (CNTE) in sciopero per l'abrogazione della sedicente "riforma dell'istruzione" dallo scorso 15 maggio.

"La spiegazione di questo nuovo linciaggio mediatico che ogni giorno leggiamo e sentiamo è che il regime di Peña Nieto conosce il malcontento della popolazione a causa della sua politica e sa che un'organizzazione delle dimensioni del CNTE lottando può contribuire al risveglio politico della classe operaia per respingere le riforme strutturali di tipo privatistico" dichiarano le/gli insegnanti, in seguito agli attacchi mediatici ricevuti da quando hanno deciso di continuare lo sciopero e di bloccare l'inizio dell'anno scolastico il 22 di agosto.

"Il linciaggio contro i lavoratori dell'educazione viene effettuato quotidianamente per conto del governo peñista o grazie all'azione servile dei governi statali" viene evidenziato dagli educatori in lotta. 

"Lo Stato messicano ha scatenato un linciaggio mediatico contro la CNTE, facendo uso di tutta la corporazione dei mezzi di comunicazione, allineati agli interessi della oligarchia nazionale e internazionale".

"Al popolo del Chiapas e del Paese diciamo che non cederemo nella nostra difesa dell'istruzione pubblica", dicono gli educatori appartenenti alle sezioni sindacali 7 e 40 e richiedono al governo federale di ripristinare immediatamente il tavolo delle trattative con la CNTE perché "è il dialogo lo spazio per raggiungere accordi, e non la risposta violenta che Peña Nieto vuole dare a coloro che dimostrano pacificamente".

"Ci dichiariamo in allerta permanente e in lotta contro la cosiddetta "riforma dell'istruzione" e contro questo regime autoritario, manifestiamo per la costruzione di una vera riforma educativa insieme con la società" informano i membri della CNTE.

Tuttavia, nonostante la campagna mediatica contro gli insegnanti, il numero delle madri e dei genitori che sono contro lo sciopero è minimo, come si è visto nelle assemblee tenute in tutto lo stato ed in cui si continua a fornire sostegno sociale al movimento degli insegnanti.

Inoltre è diventato evidente nelle reti sociali che coloro che sono contro la chiusura delle scuole sono vicini al governo, come è accaduto, nel caso altamente pubblicizzato, della Scuola Secondaria di Stato che si trova nella capitale del Chiapas. 

tratto da Collettivo Pozol

sabato 27 agosto 2016

Messico - “Le scuole Normali Rurali, scomode per il potere perché formano menti critiche”

A 23 mesi dalla sparizione forzata dei 43 studenti di Ayotzinapa, nello stato di Guerrero, gli studenti delle diverse scuole normali dello stato, maestr@s, organizzazioni sociali hanno marciato nella capitale del Chiapas chiedendo la riapparizione in vita dei normalistas mancanti e affermando la mancanza di serietà nelle risposte date dallo stato.

"Riaffermiamo il nostro impegno nella lotta per l'apparizione in vita dei nostri 43 compagni. 43 famiglie ancora non trovano pace e conforto per il modo di agire vergognoso di questo governo corrotto e oppressivo" hanno dichiarato gli studenti della scuola rurale normale di Mactumactzá durante la manifestazione svoltasi nella piazza centrale della città. 


"Non ci fermeremo fino a quando non trovano i nostri 43 compagni", hanno sottolineato.

Durante la manifestazione i portavoce del movimento degli insegnanti hanno spiegato il ruolo delle scuole normali rurali in Messico. "Le scuole rurali normale esistono per dare la possibilità di studiare ai più poveri tra i poveri, ci studiano figli di contadini poveri e bambini indigeni. Le rurali sono scomode per il potere perché lì si formano studenti con menti critiche, pensiero analitico e riflessivo".

"La formazione prevista nelle normali rurali, come la Raúl Isidro Burgos di Ayotzinapa, è fatta nelle aule e con attività produttive. "Il lavoro manuale e il lavoro intellettuale si combinano. I Normalisti rurali vanno nei posti più inospitali di questo paese. Ecco perché ci odiano, ci questo ci perseguono e per questo dobbiamo sparire".
Questo hanno sottolineato gli insegnanti in sciopero, molti dei quali formatisi nelle scuole normali rurali.

"E' del tutto evidente che la scomparsa dei nostri 43 fratelli normalistas è un colpo insidioso per l'istruzione pubblica, con la scomparsa e la morte di alcuni compagni hanno voluto inviare il messaggio che gli affaristi sono determinati a privatizzare l'educazione", ha detto il portavoce chiapaneco del movimento magistrale che ha accompagnato la marcia che è partita dalla Scuola rurale normale di Mactumactzá, a ovest della capitale del Chiapas.

D'altra parte, il movimento degli insegnanti ha denunciato la forte campagna mediatica dello Stato in quest'inizio dell'anno scolastico, dicendo che il governo "minaccia i genitori di sospendere il supporto sociale offerto loro se non si danno da fare per far riaprire le scuole. Tuttavia, è minimo il numero di genitori che, manipolati, hanno tenuto conto strategia del governo".

A questo proposito hanno ribadito che hanno il sostegno delle madri e dei genitori, così come delle organizzazioni sociali "perché hanno capito chiaramente che oggi più importante di iniziare l'anno scolastico è difendere il diritto all'istruzione minacciato dalla riforma dell'istruzione".

Infine, il movimento degli insegnanti ha mandato un messaggio al governo per la chiusura e la mancanza di serietà nelle risposte alle esigenze rappresentate dal movimento degli insegnanti, e cioè l'abrogazione della "riforma scolastica". "[ Il governo ] ha già provato con le aggressioni, con il carcere, la repressione e la morte e non ha indebolito nemmeno di una virgola di questo vasto movimento dove camminano insieme insegnanti, studenti, genitori e organizzazioni sociali. Oggi noi siamo convinti e abbiamo dimostrato più volte che non cesseremo in questa nobile lotta, nonostante la scelta violenta che potrebbe fare lo Stato", hanno concluso i manifestanti.

tratto da INSURGENCIA MAGISTERIAL CHIAPAS

venerdì 26 agosto 2016

Honduras - Convocata una Giornata per chiedere giustizia per Berta Cáceres

Il Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell'Honduras (COPINH) ha annunciato la Giornata di Mobilitazione artistico, culturale e spirituale "Giustizia per Berta Ora!", con la quale riunirà le comunità, organizzazioni, movimenti sociali e la società civile per chiedere risposte relative all'omicidio della leader indigena Berta Cáceres.


Durante gli eventi verrà richiesta l'immediata cancellazione del progetto relativo alla centrale idroelettrica Agua Zarca alla società DESA, responsabile della morte di Cáceres il 3 marzo. La Giornata si terrà nei giorni 1, 2 e 3 settembre, nella città di La Esperanza, Intibucá, dove viveva la leader ambientalista e avrà lo scopo di denunciare la partecipazione delle istituzioni dell'Honduras, società private e banche internazionali nel crimine. Il 3 settembre saranno 6 mesi da quando la società DESA, in complicità con il governo honduregno, ha assassinato la coordinatrice del COPINH Berta Cáceres, a causa della sua lotta contro il progetto idroelettrico che minaccia i popoli indigeni e la natura.

mercoledì 24 agosto 2016

Messico - Tre anni di lotta per la terra: il Poblado Primero de Agosto

Indigeni tojolabales sottoposti allo sgombero hanno celebrato la fondazione della loro comunità. 

Le famiglie che compongono la comunità Primero de Agosto hanno compiuto tre anni da quando hanno recuperato le terre di El Roble, nel comune di Las Margaritas, nella zona della selva del Chiapas. 

Una cerimonia di ringraziamento alla terra si è svolta nell'accampamento che costeggia la strada che va dall'incrocio di Nuevo Momon fino a Monte Cristo; sotto uno spazio di incontro costruito con legno e lamiera, circondato da case fatte di teli di plastica, donne e uomini, ragazze e ragazzi hanno ricordato la loro lotta per la terra a partire dalla scelta di organizzarsi in maniera autonoma fino ai difficili giorni dello sgombero.

In terre che non venivano lavorate, figlie e figli di ejidatarios di Miguel Hidalgo decisero di coltivare e vivere, per sostenere le loro famiglie, in 73 ettari dopo che per quasi due anni di negoziati con le autorità agrarie non ricevettero risposte. 

Il Primo Agosto del 2013 cominciarono a costruire le loro case, ad allevare animali da cortile e ha coltivare alimenti per il loro fabbisogno. 

Da allora sono cominciati gli attacchi, le provocazioni e le minacce da parte delle autorità dell'ejido e dei membri della Central Independiente de Obreros Agrícolas y Campesinos Histórica (CIOAC - Historica) guidati da Luis Hernandez Cruz e José Antonio Vazquez Hernandez.
Il 9 maggio 2014, Arturo Pérez López di 26 anni è stato ferito con un machete da Aureliano Jimenez Mendez ejidatario di Miguel Hidalgo, che nonostante le denunce fatte resta ancora impunito.

Il 17 dicembre 2014 membri del CIOAC sono entrati nel villaggio Primero de Agosto, hanno distrutto due case e tre essicatoi danneggiando il raccolto. 

Il 23 febbraio, 2015, individui armati con armi di grosso calibro sono entrati nel villaggio e hanno sgombrato violentemente 57 persone, in maggioranza donne e bambini, che da quel momento sopravvivono in violazione dei loro diritti umani e con gravi rischi per la loro     integrità fisica.

Gli autori di questo attacco sono membri della CIOAC-Historica che non hanno mai smesso di attaccare la popolazione continuando a saccheggiare la comunità per impedirne il ritorno, tutto questo con l'omissione e la complicità delle autorità statali e locali del Chiapas. 

Diverse organizzazioni nazionali ed internazionali hanno chiesto alle autorità statali e federali di far fronte efficacemente alle esigenze del Primero de Agosto: cessazione delle minacce e degli attacchi, la stipula di un accordo che ripartisca equamente le terre, il rientro degli sfollati nelle loro case, l'applicazione della giustizia per i mandanti e gli esecutori delle aggressioni e della morte della piccola Fernanda Mendez Perez, il risarcimento integrale dei danni e l'abbandono delle autorità di Miguel Hidalgo del villaggio Primero de Agosto.

martedì 23 agosto 2016

Honduras - Richiesta di castigo per i funzionari responsabili dell'omicidio di Berta Cáceres

Aderenti al Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell'Honduras (COPINH) si sono mobilitati di fronte al Tribunale Civile di Tegucigalpa per chiedere la punizione dei funzionari corresponsabili dell'omicidio del leader ambientalista Berta Caceres, mentre si stava svolgendo l'udienza preliminare  a carico di Jonathan Laínez, ex vice ministro del Ministero delle risorse naturali e dell'ambiente (SERNA), con l'accusa di abuso di autorità per essere collegato al permesso ambientale concesso alla DESA-Agua Zarca, la società responsabile per l'omicidio di progetto di Cáceres. 

Inoltre, hanno chiesto la cancellazione del progetto, che fu approvato illegalmente ed illegittimamente dalle "istituzioni corrotte" e da funzionari di governo e che è una minaccia per le persone e la natura. 

"Il COPINH chiede che si applichi la legge a tutti questi avvoltoi che consegnano i nostri territori al prezzo di un gallo morto", è scritto in un comunicato. 

Il 3 marzo, Berta Caceres, leader indigeno Lenca che aveva lottato per la sospensione della costruzione della centrale idroelettrica Agua Zarca, è stata uccisa su ordine della società DESA, responsabile del progetto, ed i cui responsabili sono ancora in libertà a causa della imperante impunità che vige in Honduras.

sabato 13 agosto 2016

Messico - Caracol di Roberto Barrios

Palenque Chiapas. 12 di agosto. Caracol di Roberto Barrios.


Artisti Basi di Appoggio Zapatiste del Festival CompArte e artisti della Sexta nazionale e internazionale, al ritmo delle parole, del tamor, della jarana e delle chitarre e battendo le mani iniziano ad esprimere l'Arte, la loro storia, l'autonomia a partire dalla sera di giovedì.


La serata è stata allietata dal gruppo musicale Los Originales de San Andrés, nella sua prima apparizione al Caracol di Roberto Barrios. Le cicale e i grilli hanno accompagnato i partecipanti durante il resto della mattinata.





Alle 10 in punto (ora del sud-est) del venerdì, con un saluto alla delegazione zapatista dei cinque Caracoles, la Giunta di Buon Governo di Roberto Barrios ha iniziato la presentazione del compArte.


“El arte de cómo resistimos” ("L'arte di come resistere") è stato rappresentato in quattro blocchi per far conoscere la storia della lotta, che ha contemplato anche la formazione dell'EZLN, la repressione perpetrata fino ad oggi dal malgoverno e l'Idra capitalista.


Le opere hanno fatto conoscere il lavoro collettivo, le danze, il teatro, la poesia e la storia dei popoli tsotsil, chol, tzeltal della zona nord del Chiapas.


Questa lezione di autonomia fatta conoscere dagli artisti zapatisti nel CompArte, ha aperto le menti ed i cuori di coloro che lottano ogni giorno per un altro mondo possibile.


giovedì 11 agosto 2016

Messico - A 13 anni dalla costituzione delle Giunte di Buon Governo gli zapatisti condividono le loro arti nel Caracol di Morelia

Martedì 9 agosto, i Caracol hanno compiuto tredici anni dalla loro nascita.

Il Caracol di Morelia, insieme a diverse Basi di Appoggio, ha festeggiato il degno compleanno di costruzione dell’Autonomia, ma anche per presentare e condividere le loro arti in quella zona, sotto il segno del festival CompArte
La Comandancia ha aperto l’evento alle 9,30 del mattino di fronte a varie decine di Basi di Appoggio, ospiti nazionali ed internazionali, media liberi e la stessa Comandancia.

“Non permetteremo che il mal governo capitalista neoliberale ci tolga quello che abbiamo 
costruito in questi 13 anni di cammino dell'autonomia ", ha avvertito.

"Non siamo disposti a tornare in ginocchio come molti hanno fatto".
"Stiamo scoprendo che per conquistare i nostri diritti non serve uccidere e morire.
Con i nostri progressi si cammina lentamente. Abbiamo già i nostri strumenti"


Alla fine tutte le basi e i membri della Sexta, hanno gridato: " Viva i nostri Compagni Basi di Appoggio, Viva i Municipi Autonomi, Viva le Giunte di Buon Governo, Viva i / le compagn@ insurgentas, Viva il Sci Mosè, viva il Sci Galeano!"
Con queste parole è iniziato il festival CompArte nel Caracol di Morelia


Rapidamente i primi partecipanti erano pronti a presentarsi. Così iniziarono i compagni della regione Indipendencia del Municipio 17 novembre, con la canzone "La vita schiavizzata".


Un compagno della regione Tierra del Municipio 17 novembre recitò una poesia dal titolo 
"La sofferenza dei nostri nonni"




Diverse Basi di Appoggio della regione si sono mobilitati per imparare, scoprire e condividere 
le arti dei loro fratelli e sorelle


I compagni e le compagne della regione Ernesto Che Guevara del Municipio Lucio Cabañas presentarono una danza tradizionale Tzeltal.


Uomini e donne hanno ballato al ritmo della musica tradizionale dei loro antenati tzeltal



Poi sono intervenuti i comp@s della regione Indipendencia del Municipio Autonoma 17 novembre per dare "la gioia nei cuori", con la loro canzone dal titolo "Primo Gennaio".



I compagni  della regione Fuente del Municipio Autonomo Lucio Cabañas hanno recitato una poesia dal titolo "la lotta di resistenza".
"Siamo della resistenza, noi non pagheremo


Un gruppo di compagni e compagne provenienti dalla regione montaña del Municipio Comandante Ramona, ha presentato la canzone: "L'arrivo della Selva Lacandona "



Dopo queste canzoni e poesie, è stato presentata un opera teatrale titolata  "La resistenza dei Maya ". La prima scena ha mostrato quello che era il lavoro collettivo dei Maya, di come si procuravano il cibo ...


e vivevano assieme: "si alimentavano del frutto di tutta l'umanità ".

La voce narrante ha detto: "Però a volte si ammalavano e chiedevano al sole e alla luna di essere guariti"


"Ma arrivò un'altra tragedia. Succede che il re spagnolo inviò Cristobal Colon che cercava solo la ricchezza e ingannò il popolo indigeno". Così i compas svelano come gli spagnoli diedero alcuni regali ai Maya “rappresentato qui da uno specchio” per dividere i popoli che resistevano.


Per anni sono stati sfruttati, ridotti in schiavitù a lavorare la terra,



ma dopo anni di sfruttamento venne la speranza: Emiliano Zapata, che è venuto a organizzare e sensibilizzare i popoli originari!


Emiliano Zapata ottenne diverse vittorie grazie al popolo


L’opera è terminata mostrando la morte di Emiliano Zapata per causa del tradimento subito


Nell’attesa che gli attori si cambiassero e per non far spazientire il pubblico i compagni  della regione Puente del Municipio Autonomo Lucio Cabañas recitarono una poesia "Il cammino dei 13 punti” in riferimento alle 13 richieste dell'EZLN .



Così si è dato modo ai comp@s di poter svolgere la loro rappresentazione teatrale. Hanno 
rappresentato la nascita dell’EZLN e la sua organizzazione contro i programmi 
governativi che tendono ancora di dividere i popoli maya.


Ma l'organizzazione e l'autonomia degli zapatisti  permette di salvare la loro dignità e forza


Tutto si è svolto sotto lo sguardo della Comandancia.


Il disegno "Le nostre radici" è stato presentato dalle artiste e dagli artisti della regione 
Indepencia  del Municipio Autonomo 17 novembre.
Un bel lavoro con la presentazione di 3 parti. Il primo rappresenta il centro cerimoniale nella 
rappresentazione che ne davano i  loro nonni. La strada rappresenta gli anni di lotta e 
resistenza passati nello sfruttamento fino alle luci e fiaccole che guidano la lotta zapatista. 
La luna rappresenta la luce della resistenza al buio.


La seconda parte mostra gli indigeni che non saranno sconfitti, la parola è l'autonomia, e presenta la semina collettiva. L'ultimo è un albero che rappresenta l'autonomia, i rami sono le richieste del popolo, le radici la resistenza e la ribellione e i mondo i popoli, uomini e donne, bambini, anziani e anziane, tutti consapevoli nel cercare  di costruire un mondo che contenga molti mondi per lavorare e vivere insieme .

I comp@s della regione Ernesto Che Guevara, del Municipio Autonomo Lucio Cabañas cantarono la canzone "luchadores del pueblo"