venerdì 14 gennaio 2011

Italia - Si parte con la campagna referendaria sull'acqua - Intervista a Marco Bersani


Acqua referendum urneCon Marco Bersani Attac - forum Italiano dei Movimenti per l'acqua per un commento sulla decisione della Corte Costituzionale che ha dato il via libera a due referendum sulla gestione del servizio idrico.

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D: Con Marco Bersani a commentare il via libera della Corte Costituzionale del referendum sull'acqua.
Intanto un risultato molto grosso che dimostra anche l'autorevolezza di tutto il discorso che è stato fatto sulla lotta alla privatizzazione dell'acqua.
R: Beh, io credo che abbiano sicuramente pesato il milione e quattrocentomila firme raccolte perché dall'altra parte si sono schierati tutti i poteri forti da “Federutility” ad “Anfila” che è la Confindustria dei gestori privati dei servizi idrici nonché una sorta di lobby parlamentare trasversale che da subito ha chiesto l'incostutizionalità del referendum.
Questo è un primo segnale della mobilitazione sociale che si è costruita intorno alla battaglia dell'acqua ce ha avuto il suo primo importante risultato.
E' un risultato che noi guardiamo con grossa soddisfazione anche per altri motivi.
Il primo è che noi abbiamo sempre detto “si scrive acqua si legge democrazia”.

Su un bene che a tutti appartiene devono essere tutte le donne e gli uomini di questo paese a decidere e questo diventa finalmente possibile.
Un secondo elemento importante sta dentro al percorso che si è costruito.
Dentro la battaglia dell'acqua, in questo paese, si è affacciata una coalizione sociale dal basso amplissima senza padrini politici e senza potentati economici e nel più grande silenzio dei grandi mass-media eppure è riuscita ad imporre all'agenda politica un tema sostanziale che poi è anche un paradigma di molti altri temi e di molti altri elementi come i beni omuni, la sovranità territoriale, un nuovo modello di produzione e di consumi.
Da questo punto di vista io credo anche che il fatto che sia stato cassato il referendum, sempre sull'acqua, dell'Italia dei Valori abbia liberato il campo.
Quello era un referendum confuso e inefficace ed era anche un tentativo di mettere un cappello ad un movimento che cappelli non ne ha mai voluti perché ha costruito, nel mettere insieme le differenze su obbiettivi comuni, il proprio percorso.
D: Una campagna referendaria che, perciò, ci permetterà di contrapporci ad un'idea di mercantilizzazione e finanziarizzazione dei beni comuni e contemporaneamente anche una campagna che permetterà di parlare delle prospettive, delle alternative, di un ragionamento che nel Movimento dell'Acqua è stato portato avanti con forza; che è quello non della difesa del pubblico inteso come pubblico statale ma di una capacità di pensare i beni comuni con una gestione diversa, partecipata e che metta al centro la costruzione di un'alternativa profonda.
Per cui una campagna referendaria che diventerà una vera agorà pubblica di moltissimi temi. Saranno dunque mesi molto impegnativi: raggiungere il quorum e contemporaneamente dare qualità alla discussione ....
R: Sono totalmente d'accordo. Intanto un altro risultato immediatamente raggiunto è che finalmente le politiche liberiste, il pensiero unico del mercato non sono più un tabù e una legge inconfutabile e quasi divina ma sono scelte politiche che possono essere discusse, confutate e battute.
Cioè il fatto che, per la prima volta, si possa votare e conseguire una vittoria popolare contro le politiche liberiste cambia completamente il quadro culturale e politico di questo paese. Naturalmente, dentro questo percorso, andranno inseriti elementi qualitativi di avanzamento importante. Tutto il ragionamento che noi facciamo da sempre collettivamente sulla questione non tanto di battere il privato - perché l'acqua e i beni Comuni non possono essere merce e non possono essere elementi di profitto – ma dall'altra parte un ragionamento forte su cosa significa la democrazia. Parliamo di democrazia partecipativa dal basso perché riteniamo che il vero filo rosso sia una riappropriazione sociale dei diritti, dei beni comuni, della sovranità territoriale e una gestione collettiva di tutti questi beni.
In questo senso il Movimento dell'Acqua ha un'immediata e naturale connessione oltre che con tutti gli altri movimenti per i beni comuni per la giustizia ambientale e sociale anche, per esempio, con tutto il percorso delle mobilitazioni studentesche che proprio sull'Università pubblica e su una gestione critica dei percorsi di formazione e di ricerca ha sviluppato una mobilitazione straordinaria che noi riteniamo sia un altro elemento sostanziale.
Connessione che noi vediamo anche in quel che sta succedendo in questi giorni, in particolare alla FIAT, che lungi dall'essere una vertenza sindacale dentro quello scontro ci stanno due modelli di società.
Da una parte esiste il mercato, esiste il privato, esiste la finanziarizzazione della vita delle persone, dall'altra c'è lo spazio pubblico dei diritti indisponibili.
D: Potremmo dire, perciò, che la campagna referendaria si inserisce proprio in questo momento e diventerà anzi uno dei motori della costruzione di quel comune sociale che va oltre alla semplice solidarietà fra i lavoratori, chi lotta per l'acqua, gli studenti ma è anche la costruzione della resistenza contro le politiche di mercantilizzazione della nostra vita e di sfruttamento e, allo stesso tempo, la capacità di inventare una nuova narrazione collettiva.
Penso che in questo senso questi mesi saranno densi di tutta questa problematicità.
Ci sono gli appuntamenti che anche il Movimento dell'acqua ha già iniziato a mettere in cantiere. Il 19 Marzo sarà di nuovo mobilitazione nazionale a Roma che, per certi versi, molto probabilmente, sarà l'inizio pieno della Campagna Referendaria.
R: Noi abbiamo già lanciato il 19 Marzo una grande manifestazione e vogliamo che sia, sin da subito, un appuntamento costruito esattamente con tutte quelle esperienze che ragionano sui beni Comuni, per la sovranità territoriale e per lo spazio pubblico della democrazia dal basso. Speriamo quindi che diventi da una parte un appuntamento di connessione fra queste esperienze e dall'altra che sia una grande manifestazione che apra a lanci l'ultima parte di questa campagna referendaria.
Prima di questo abbiamo anche altri obiettivi.
Il primo è, ancora una volta, quello della moratoria. Fino adesso abbiamo chiesto la moratoria su tutti gli attuali effetti della normativa Ronchi di accelerazione delle privatizzazioni. Oggi smettiamo di chiederla ma l'esigiamo perché troviamo francamente inaccettabile che su una normativa che potrebbe essere abrogata dal popolo italiano fra qualche mese si proceda come se nulla fosse successo e si perseguono e continuano le speculazioni territorio per territorio.
Dall'altra chiediamo delle garanzie sul voto e diciamo sin da subito che faremo tutti i passi, anche istituzionali, necessari per chiedere l'accorpamento del voto referendario con le già previste elezioni amministrative e che in caso di elezioni anticipate - e quindi con lo spostamento del voto referendario – le forze politiche e istituzionali si impegnino da subito per garantire il diritto di voto nel 2011.
La partita ci sembra troppo importante, i risultati appena conseguiti ci permettono di dire che su questa cosa nessuno può più nascondersi.
Sarà un appuntamento importantissimo per il popolo italiano e non ce lo faremo certo scippare da manovre di palazzo.