martedì 28 febbraio 2012

Francia - Il vangelo secondo Areva

areva

Per sedurre i giovani la lobby nucleare entra in famiglia e a scuola

 
A Marcoile, uno dei siti nucleari dove si fabbrica il combustibile MOX ma anche alcuni componenti delle bombe atomiche, Areva offre, con una semplice telefonata, di organizzare feste di copleanno, merende nei parchi con atelier pedagogici. Nel 2005, l'industria nucleare nazionale, ha aperto Visiatome, parco educativo diventato visita guidata quasi obbligatoria per gli allievi delle scuole e dei licei regionali. Un'istruzione sancita nel 2004 con un accordo tra il provveditorato agli studi di Montpellier, il CEA, commissione nazionale  per l'energia atomica e l'Onisep, agenzia d'informazione sui mestieri e la formazione.
Areva finanzia scuole materne e nidi comunali e fornisce informazioni utili in associazione con il Centro nazionale di documentazione pedagogica che pubblica opuscoli e manuali destinati ad insegnanti e allievi. Stesso percorso inaugurato con l'Academie de Paris che dall'inizio dell'anno scolastico manda emissari CEA nelle scuole medie per promuovere la questione nucleare.

E' lecito dubitare della loro imparzialità: se andiamo sul sito "CEA Jeunes"  possiamo leggere che "è falso dire che non sappiamo gestire le scorie radioattive". Un vantaggio del nucleare viene presentato così:  l'uso "dell'uranio che alimenta le centrali nucleari (...) proviene principalmente da paesi politicamente stabili", il che "evita le tensioni che si possono verificare per il petrolio, il gas". Agli allievi si racconta che il Niger, dove Areva estrae il 40% dell'uranio da quarant'anni, sarebbe un paese tranquillo, senza rivolte, senza Tuareg, senza rapimenti e ostaggi contro gli enormi interessi dei cartelli occidentali.  E poi, i nostri studenti non hanno motivo di preoccuparsi dei costi energetici siccome la filiera nucleare presenta una gestione oculata da buon 'padre' di famiglia: il costo di produzione dell'elettricità francese integra "il totale dei costi presenti e futuri, cioé la ricerca e lo sviluppo, il trattamento dei combustibili usati, lo s mantellamento delle installazioni e la gestione delle scorie". promesso: inquinamento, incidenti, tutto è compreso e previsto nella contabilità  presente e per i secoli futuri!
Sorprendenti lezioni di ottimismo che possiamo ritrovare negli spazi informativi situati nei dintorni delle centrali, sempre "ludici e interattivi" concepiti per un pubblico infantile. Non a caso, oltre la metà dei visitatori delle centrali nucleari di Nogent-sur-Seine nella regione di Parigi, sono studenti. Le occasioni di visita si moltiplicano con le innumerevoli proposte come la Festa della Scienza, la Settimana dell'Industria, la Giornata dell'Elettricità e persino la Settimana dello sviluppo sostenibile e quella della Natura... Si, il nucleare è ufficialmente abilitato a dare lezioni di ecologia!
Da quando la materia è obbligatoria non c'è da stupirsi che gli addetti alla comunicazione e al marketing di Areva siano invitati ai colloqui dove si decidono i programmi educativi.
Queste connivenze non sono solo mirate a formare l'opinione dei cittadini e in particolare quella dei residenti vicino alle centrali nucleari, intendono anche reclutare. Il nucleare è presentato da EDF, impresa che fornisce l'elettricità in Francia, come un "mestiere del futuro" ed il messaggio è indirizzato alla mano d'opera "diversa"... previdente EDF....mossa da "una volontà di apertura verso la "differenza"  e dalla "solidarietà" conclude un patto con un liceo professionale della zona educativa definita "prioritaria", quartieri popolari abitati da francesi e immigrati senza reddito o con redditi familiari bassi, oggi molto bassi. Grazie a EDF... il liceo in questione che si trova a Montreuil, in Seine-Saint-Denis, si è associato alla centrale nucleare di Dampierre, naturalmente sotto la tutela dell'Academie de Creteil, il provveditorato agli studi regionale... dove la mano d'opera "diversa" non manca... il futuro per i figli delle cités, un lavoro nelle centrali nucleari? I più fortunati forse.