lunedì 16 gennaio 2012

Cina - Arriva l'iPhone a Pechino: ressa e rissa per comprarne uno

Cina iphone

L'oggetto di culto costa fra i 6000 e gli 8000 yuan.

di Michelangelo Cocco

Quando alle 7 di ieri mattina, contrariamente a quanto annunciato, le saracinesche non si sono alzate, dalle centinaia di persone accalcate fuori a quello che a Pechino tutti chiamano familiarmente pingguo (mela), è partito un lancio di uova che ha impiastricciato le vetrine. «Aprite le porte!», «Bugiardi!», urlava all'esterno del negozio della Apple la massa di giovani che aveva passato la notte all'addiaccio (-9 la temperatura minima) pur di portarsi a casa l'iPhone 4S, il giocattolino elettronico che sarà anche il simbolo dello sfruttamento degli operai della Foxconn - che lo produce in Cina per l'azienda di Cupertino - ma che nelle metropoli della Repubblica popolare è soprattutto uno degli status symbol più bramati da una classe media in crescita e a caccia di tutto ciò che è «Occidente», dalle biografie dei vip (quella di Steve Jobs va a ruba), ai talk show che il Partito comunista (Pcc) ha rimosso dalle tv satellitari ma che milioni di utenti seguono sul web. 
«L'iPhone 4S è la cosa migliore che Steve Jobs abbia creato, per questo ne voglio uno. Rimarrei estremamente deluso se non aprissero le porte», ha raccontato al South China morning post poco prima che scoppiassero gli scontri Li Tianye, un ventinovenne che s'era fatto due giorni di viaggio in autobus pur di non mancare allo storico, fallimentare lancio. I disordini sono iniziati all'alba, tra le persone in fila in mezzo alle quali c'erano tanti bagarini che speravano di acquistare due telefoni (il massimo consentito) per poi rivenderli a prezzo maggiorato. Botte con le guardie private e con la polizia, che è riuscita a contenere a stento la rabbia degli imbroglioni e dei fanatici del cellulare fac-totum ultima generazione (prezzi dai 6000 agli 8000 yuan, ben oltre lo stipendio medio). Sono accorsi centinaia di agenti e perfino una pattuglia degli SWAT, le forze speciali. Soltanto intorno alle 10, la folla si è dispersa.
Con un comunicato la Apple ha fatto sapere di non aver aperto il negozio nel quartiere di Sanlitun «per salvaguardare la sicurezza dei clienti e degli impiegati» e di aver sospeso «per il momento» la vendita in tutti i negozi a nella capitale e a Shanghai. I maniaci dell'iPhone potranno continuare comunque ad acquistarlo on line. In tutti gli altri punti vendita non si sono verificati incidenti e il telefono è andato esaurito in un'ora.
Se è vero che il giorno del lancio ufficiale era ieri, è anche vero che da mesi il telefono era in vendita al mercato nero, importato illegalmente da Hong Kong o da altri paesi. La mega rissa certificherebbe insomma il flop di Apple nell'organizzare in Cina una distribuzione/vendita ordinata, oltre che la follia dei fanatici della mela.
Pazzia che sembrava aver raggiunto il punto più alto nel giugno scorso, quando Xiao Zheng, una diciassettenne matricola universitaria di Huaishan, nella provincia dell'Anhui, era andato fino a Chenzhou, nello Hunan, per farsi espiantare il rene destro ricevendone in cambio 22.000 yuan (circa 2.700 euro) con i quali aveva comprato un iPad 2 e un iPhone.
Secondo i dati pubblicati dal Financial Times, nei primi nove mesi del 2011sono stati venduti in Cina 5,6 milioni di iPhone. La classe media urbana spende e il Pcc vuole che spenda sempre più, in modo da favorire la domanda interna e riequilibrare un'economia che negli ultimi decenni si è retta sulle esportazioni. Secondo i calcoli dell'Accademia cinese di scienze sociali (Cass), dal 2010 al 2025 la classe media (che nel 2009 era stata censita in 230 milioni di persone, il 37% degli abitanti in città) crescerà del 2,3% all'anno e tra 15 anni costituirà la metà della popolazione urbana.

Tratto da Il Manifesto 14 gennaio 2012