domenica 25 maggio 2014

Messico - Report da La Realidad

24 de mayo 2014 Caracol I de La Realidad, Chiapas .- 
Una fila di miliziani insurgentes vestiti di verde, con un paliacate rosso al collo e coperti da passamontagna si sono disposti in fila circondando le 2200 basi d'appoggio zapatista (BAZ) che sono arrivate dai cinque caracoles per rendere omaggio al compagno Galeano, brutalmente assassinato lo scorso 2 maggio nello stesso caracol, prima capitale dello zapatismo civile e pacifico.
Tutti in silenzio assoluto di fronte a più di mille persone, aderenti alla Sesta, alunni dell'Escuelita de la Libertad, società civile nazionale e internazionale e media liberi che sono arrivati in carovana giungendo da varie parti del paese.
Da un palco situato a lato del campo da basket del caracol vengono letti sei striscioni con slogan chiedendo giustizia per il compagno assassinato. Tra loro un frammento del comunicato “El dolor y la rabia” nel quale il Subcomandante Insurgente Marcos insiste che sono precisamente il dolore e la rabbia “quello che ora ci fanno calzare di nuovo gli stivali, metterci l'uniforme, infilare la pistola e coprirsi il volto”.
Gli insurgentes portano una fascia nera nell'occhio destro, un nastro rosa a lato del cuore e uno nero, di lutto nella spalla sinistra. Tutti insieme formano un cordone intorno alle basi d'appoggio come forma di protezione insistendo nel fatto che l'Esercito non li lascerà soli. 
Verso mezzogiorno al suono della Cigarra – di María Elena Walsh – appare a cavallo il Subcomandante Insurgente Marcos (SCI) anche lui con una fascia da pirata sull'occhi destro e fumando la sua caratteristica pipa per riunirsi dopo pochi minuti con la Comandancia General del EZLN – Ejercito Zapatista de Liberación Nacional, anche loro a cavallo.
Coordinano un saluto militare alla società civile e alle BAZ per ritirarsi e rompere le fila. Marcos si allontana e saluta con un genuino saluto: alzando il dito medio della mano sinistra.
Dopo la ritirata si ascolta la voce del SCI Marcos dagli autoparlanti situati a lato del palco. Si presenta da Radio Insurgente e manda un saluto speciale ai media liberi “indipendenti, autonomi o come si dice” ai quali si avvisa che “in poco tempo si aprirà il segnale di Internet per cui potranno far uscire i loro materiali”. Poi parla il Subcomandante Insurgente Moisés che informa sull'andamento dell'investigazione. Menziona donne coinvolte nell'assasssinio di Galeano “quella che ha colpito con il machete e quella che ha trascinato il corpo”. Continuando l'atto si è chiesto che “ricordiamo che la nostra lotta è civile e pacifica” e che non si provocherà ne si cadrà in provocazioni “nonostante la rabbia, il dolore e la rabbia” Il SCI Moisés ha insistito nell'usare la rabbia contro il sistema e non “contro questa gente di testa cattiva e che non pensa che vogliono solo compiere l'ordine del mal governo”. Ha insistito che è da tempo che ci sono provocazioni e minacce in questo caracol  “se loro provocano, lo facciano loro, noi no, noi siamo lottatori” ha aggiunto.
Ha concluso il suo intervento a Radio Insurgente avvertendo: “ci stanno ascoltando e noi vogliamo che ci ascoltino perchè prima non hanno voluto dialogare” e si è riferito ai presenti come testimoni di questa situazione di queste provocazioni.
Il SCI Marcos ha ripreso il microfono avvisando che quando cadrà il sole si procederà alla cerimonia di omaggio al compagno Galeano e ricordando ai media indipendenti che approfittino della connessione Internet per far uscire i loro materiali  e “avvisare i famigliari che sono arrivati bene”.
Estamos todos a la espera del comienzo.
Estamos todos escuchando su silencio.
Estamos todos observando lo que observan.
Estamos todos, todos aquí.
Unidos por la rabia y el dolor,
Unidos por las ganas de justicia, el derecho a la paz.
Estamos todos por Galeano.
Aquí estamos, aquí seguimos, esto somos.
Uno solo.
Una mirada.
Un corazón latente de fuerza, amor, dignidad y rabia.
Entran más.
Más.
Cada vez son más.
Cada vez somos más.
Los mismos,
Los nuevos,
Los de antes.
Estamos todxs, con ellxs, con nosotrxs.

tratto da Radio Zapatista