giovedì 7 aprile 2011

La Carovana nel deserto

Sidi Bou ZidProfughi: dalle Marche al confine libico

Dire, gridare, manifestare contro i bombardamenti in Libia e schierarsi idealmente con i rivoltosi in Maghreb e Mashreq è importante, cosi come difendere i diritti dei migranti. Ma non è sufficiente: bisogna costruire relazioni tra persone, movimenti e associazioni in tutta l'area mediterranea per sostenere concretamente le spinte democratiche che hanno mosso i paesi della sponda sud del mare nostrum. È quel che pensano i promotori della Carovana internazionale che partirà venerdì da Tunisi diretta al campo profughi di Ras Jadir al confine con la Libia, per portare aiuti, medicinali, latte per i bambini. L'iniziativa è nata nell'ambito di “uniti contro la crisi” su spinta di un gruppo di compagni marchigiani che da tempo hanno stretto legami e costruito iniziative con un gruppo di giovani tunisini presenti nel territorio. Rete dei centri sociali autogestiti, Ya Basta! e Ambasciata dei diritti in testa, a cui si sono aggiunte molte realtà, dal Nordest ai romani di Action capitanati dal consigliere Andrea Alzetta, agli studenti e alle esperienze legate a “uniti contro la crisi” (come Esc,UniCommons) che per l'occasione prende il nome di “uniti per la libertà”.

“I nostri amici tunisini - spiega Paolo Cognini, jesino di Ya Basta! - sono tornati a casa e quando sono iniziati i bombardamenti in Libia e la conseguente fuga di massa verso la Tunisia ci hanno cercato per denunciare le condizioni disumane i cui sopravvivono i profughi nel campo di Ras Jadir. Si tratta di una realtà non semplice dove sono stipate 9 milioni di persone di 32 nazionalità differenti. Del resto, in Libia sono presenti lavoratori immigrati da 62 paesi. Cosi è nata l'idea della carovana, abbiamo lanciato un appello per raccogliere fondi e medicinali per i profughi e hanno risposto in tanti, singoli, amministratori, associazioni, medici, avvocati e venerdì saremo a Tunisi in una sessantina. Sabato partiremo con una prima carovana per Ras Jadir, a km da Tunisi, per consegnare aiuti”.
La Carovana sarà accompagnata da attivisti di associazioni nate spontaneamente dopo la rivolta popolare, “una spinta democratica che ha stracciato il divieto di costituire associazioni”, e da membri della Luna Rossa che già operano con i profughi”.
I volontari della Carovana non hanno modelli di società e democrazia da esportare, precisa Paolo, vogliono piuttosto costruire percorsi comuni. Sono mossi certo da una spinta umanitaria, ma al tempo stesso sono convinti che i nodi siano politici: “le rivolte arabe si snodano in una crisi globale, devono incidere dentro la crisi stessa ed è compito di tutti noi evitare che alle spinte democratiche politica e stati rispondano alzando confini e recinti. Siamo convinti che un rapporto diretto con le persone che tentano di fuggire da guerra e miseria, o che aiutano profughi e migranti sia il modo migliore per costruire percorsi, obbiettivi e pratiche comuni”.
Per sostenere la Carovana: Associazione Ya Basta!, Marche, Banca Etica, Carovana Tunisia, IBAN IT41R0501802800000000112064. Per informazioni e raccolta materiale: tel.347 4701996 e-mail uniperlalibertà@gmail.com