martedì 28 settembre 2010

Brasile - La dichiarazione di voto di Frei Betto

Voto...."ma manca il candidato"
di Frei Betto

Voto, quest'anno, per il presidente della Repubblica, per il candidato deciso a fare le riforme strutturali tanto promesse e mai effettuate: la riforma agraria, tributaria, politica e della giustizia. E che le riforme previdenziali e del lavoro non siano una truffa per penalizzare ancora di più i lavoratori e i pensionati e un beneficio per le grandi imprese.

Voto per chi è pronto a rivoluzionare la salute e l'educazione. È una vergogna il deterioramento del SUS [Sistem a Unico di Salute, il sistema sanitario brasiliano]e della scuola pubblica. Dei 190 milioni di brasiliani, appena 30 milioni riescono ad afferrare il salvagente dei piani privati di assistenza sanitaria. I più sono trattati come cittadini di serie b, senza speranza in fila per gli ospedali, obbligati a comprare medicine gravate da tasse in media del 39%.


Secondo il MEC [Ministero dell'Educazione], ci sono 4,1 milioni di brasiliani tra i 4 e i 17 anni di età fuori dalla scuola. Pertanto, virtualmente dentro il crimine. I nostri professori sono mal pagati, l'inclusione digitale degli alunni è una via crucis, il turno curriculare di 4 ore al giorno è la vernice che ricopre una nazione di semianalfabeta [il sistema scolastico brasiliano prevede 3 turni: mattino, pomeriggio, sera].

Voto per il candidato disposto al controllo rigoroso delle emissioni di anidride carbonica dell'industria, alla difesa dei pascoli e delle aree di preservazione ambientale, come, ad esempio, l'Amazzonia. Non si può permettere che le attività agricolo-industriali distruggano la foresta, contaminino i fiumi e utilizzino manodopera senza protezione legale e in regime di schiavitù.

Voto per chi si impegna per superare il carattere assistenziale della Bolsa Familia e riscoprire il carattere di emancipazione del programma Fome Zero, aprendo una via d'uscita per le famiglie che sopravvivono a spese del governo, in modo che possano godere di un proprio reddito.

Voto per il candidato disposto a cambiare l'attuale politica economica che, nel 2008, canalizzò 282 miliardi di Reais [oltre 100 miliardi di Euro] per il debito estero ed interno e solo 44,5 miliardi [circa 20 miliardi di Euro] per la salute. In termini percentuali significa che il 30% del bilancio è stato dedicato al mercato finanziario e appena il 5% alla salute, il 3% alla scuola, il 12% alle attività sociali nel loro complesso.

Voto per il candidato contrario all'autonomia del Banco Central, in quanto l'economia non è un aspetto separato dalla politica e dalla società. Voto per la riduzione degli interessi, la detassazione della cesta basica [un paniere di beni di prima necessità per la sopravvivenza di una famiglia di 3 persone per un mese] e dei medicinali, l'aumento reale del salario minimo, la riduzione dell'orario settimanale di lavoro a 40 ore.

Voto per la legalizzazione e preservazione delle aree indigene, quilombolas [comunità di ex schiavi] e riberinhos [comunita lungo i fiumi], in dialogo permanente con i movimenti sociali e il rifiuto a qualsiasi tentativo di criminalizzazione, nelle iniziative di economia solidale e di commercio equo, nella definizione costituzionale del limite massimo per la proprietà rurale.

Voto per un candidato convinto dell'urgenza di ridurre le tariffe dell'energia destinata al consumo familiare e della telefonia mobile. Disposto a valorizzare le fonti alternative di energia, come il solare e l'eolica, delle mare e dell'immondizia. E che sia contrario alla costruzione di centrali termoelettriche e idroelettriche nocive per l'ambiente.

Voto per il candidato che dia priorità al trasporto pubblico e di qualità, con prezzi calmierati e accessibili; che esiga l'identificazione chiara e visibile degli elementi transgenici per i consumatori; impedisca l'uso dei bambini nella propaganda pubblicitaria; e condanni con forza il lavoro infantile.

Voto per il candidato risoluto a istituire la Commissione di Verità, in modo da aprire gli archivi delle Forze Armate del periodo della dittatura e accertare i crimini commessi in nome dello Stato, così come i luoghi dei desaparecido.

Voto per chi dà continuità all'attuale politica estera di rafforzamento della sovranità e indipendenza del Brasile, di diversificazione delle relazioni commerciali, di appoggio a tutte le forme di integrazione latino-americana e caraibica senza la presenza degli USA; il diritto del nostro Paese ad un posto nel consiglio di sicurezza dell'ONU; del ripudio al criminale embargo degli USA a Cuba e all'installazione di basi militari statunitensi in America Latina. [In questo caso Frei Betto confonde la giusta lotta di emancipazione dei popoli Americani con il nascente imperialismo che il Brasile, con Lula, ha cominciato a praticare proprio a spese degli altri paesi del Sud America]

Voto, soprattutto per chi presenterà un programma convincente di riduzione significativa della maggior piaga del Brasile: la disuguaglianza sociale.

Questo è il mio voto.

Resta solo da trovare il candidato

(Traduzione dal sito Diari della Rodoviaria - www.diaridellarodoviaria.org/?q=node/38)