lunedì 18 giugno 2012

Brasile - Cupula dos Povos, terza giornata: la vera green economy è la partecipazione delle comunità nel controllo delle risorse!


Un'altra giornata di dibattiti e plenarie sulla sostenibilità ambientale
Alla Cupula dos Povos continuano le attività autogestite: più di mille tra seminari, plenarie, assemblee, incontri, dibattiti, momenti culturali, istallazioni artistiche riguardanti la giustizia sociale e ambientale promossa dal basso e lo spazio dedicato alla Radio della Cupula si susseguono senza sosta da mattina a sera, nello splendido ed enorme parco chiamato “atterraggio dei fenicotteri” che si affaccia sulla baia di Guanabara e sul famoso Pan di Zucchero.
La mattina all'Aterro do Flamengo è stata caratterizzata dal seminario promosso da RIGAS, che ha visto la partecipazione di Rogerio Paulo Hohn, membro del MAB, il movimento brasiliano composto dalle vittime delle dighe.
L'energia data dall'idroelettrico è spinta dal governo, che la propone come pulita, rinnovabile ed economica, ma ciò che viene venduto come un vantaggio per la popolazione nasconde in realtà accordi economici tra multinazionali e governo e provoca danni alle comunità, ad esempio la diga di Belo Monte (progetto da 15 milioni di dollari finanziato con denaro pubblico che porta il paese ad essere il quinto con il costo delle bollette più alto) minaccia molte zone limitrofe in nome dei grandi interessi internazionali.
La sfida del MAB e delle comunità danneggiate è quella di riuscire a dare vita ad una nuova logica e ad una nuova forma di produzione, distribuzione e consumo di energia, un modello in cui le risorse naturali appartengano alla gente e vengano gestite pubblicamente, perchè l'energia, così come l'acqua, non deve essere considerata una merce che può essere controllata dalle multinazionali, le risorse locali devono essere mantenute sotto una gestione locale.
All'incontro è intervenuto anche Godwin Uyi Ojo, ecologista e direttore di Friends of the Heart in Nigeria. In questo paese impera una multinazionale italiana, ENI, che dal 1957 devasta l'ambiente senza curarsi del futuro della natura e delle persone, attraverso l'estrazione di gas per produrre energia, ma il paradosso vuole che le comunità in cui si estrae il gas siano senza elettricità. Quello che chiedono le comunità in Nigeria è la democratizzazione dell'energia, è il momento di spingere verso questo nuovo processo, questa è la risposta che danno le popolazioni locali alla crisi, sperando di essere ascoltate dai potenti riuniti al vertice ufficiale di Rio, anche se le aspettative sono molto basse.
I movimenti sociali che partecipano al Vertice dei Popoli lavorano incessantemente organizzando iniziative autogestite: circa 50000 persone al giorno attraversano i viali dell'Aterro, informandosi e creando rete, e soprattutto condividendo le migliaia di lotte portate avanti in tutto il mondo per promuovere un nuovo modello veramente sostenibile come soluzione alla crisi.
Clarissa Sant'Ana e Franco Carrassi (Art Lab Occupato - Globalproject Parma)
Francesca Stanca (Ass. Ya Basta - Globalproject)