mercoledì 27 gennaio 2010

Haiti - La dichiarazione di Montreal

Decine di organizzazioni e movimenti sociali riflettono sulla ricostruzione


All'attenzione dei governi e organizzazioni riunite a Montreal per far fronte alla situazione a Haiti.

La recente tragedia a Haiti ha commosso i popoli del mondo intero per il suo impatto devastante, le sue conseguenze ambientali e sociali, e soprattutto la perdita di vite umane che ha portato con sé.
Sfortunatamente i disastri naturali non sono una novità in questo paese dei Caraibi, come è stato l'uragano Hanna e Ike nel 2008.
Non è una novità vedere la comunità internazionale lanciare delle promesse di cooperazione e aiuto ad Haiti. Noi come organizzazioni e movimenti sociali, sulla base dei nostri contatti permanenti e di consultazione con i nostri patners dell'isola, siamo preoccupati che la risposta internazionale possa essere inquadrata senza avere come base il rispetto della sovranità e del pieno accordo con le necessità e richieste del popolo haitiano.
E' venuto il momento per i governi che partecipano alla Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione di Haiti (MINUSTAH), l'Onu e in particolare gli stati Uniti, il Canada e la Francia, rivedano profondamente le politiche sbagliate che hanno appliacto a Haiti.
La vulnerabilità del paese ai disastri naturali – in gran parte causato dalla devastazione dell'ambiente, la mancanza di infrastrutture di base e la fragile capacità d'azione sociale dello Stato - non è slegata con le politiche che, storicamente, hanno minato la sovranità del popolo e del suo paese. Hanno generato un debito storico, sociale, economico, ambientale e culturale di cui la responsabilità è in gran parte attribuibile a questi paesi e istituzioni.
E' urgente riparare questi debiti con il popolo haitiano, ancor di più di fronte alla situazione che si è creata.
In questo senso, rifiutiamo la militarizzazione del paese così come le risposte inappropriate al recente disastro, e denunciamo la misura unilaterale degli Stati Uniti d'inviare più di 20.000 soldati al fine di proteggere i suoi interessi economici e geopolitici.
L'occupazione dei sei anni passati da parte di forze straniere, per le della MINUSTAH, non ha certo contribuito nei fatti alla stabilizzazione ne alla creazione di infrastrutture e di servizi pubblici adeguati. Niente indica che il mantenimento di queste politiche costituisca un mezzo efficace nel prossimo periodo.
Noi esigiamo dai governi e dalle organizzazioni internazionali, l'annullamento immediato e incondizionale del debito estero di Haiti, i cui rimborsi colpiscono milioni di vite umane.
Noi vogliamo anche che le risorse destinate agli aiuti e alla ricostruzione no portino a un nuovo indebitamento, né che si impongano misure condizionali o altre restrizioni di natura esterna che alterino gli obiettivi, come è diventato pratica corrente delle Istituzioni finanziarie internazionali come la Banca Mondiale, la Banca Interamericana di sviluppo e il FMI, così come dei paesi “donatori”. Rifiutiamo che le imprese private multinazionali approfittino di questa tragedia per fare affari d'oro per il business della ricostruzione del paese, così come è successo in Irak, o nello sfruttamento di mano d'opera a buon mercato e sfruttamento delle risorse naturali.
La società haitiana, le sue organizzazioni, i suoi movimenti sociali e i suoi rappresentanti in seno allo Stato, dovranno essere i protagonisti dello sforzo internazionale di ricostruzione del loro paese. Devono essere i primi ad essere ascoltati e devono conservare la matrice finale e sovrana delle decisioni prese sui loro destini. Il popolo di Haiti si è rimesso in piedi in tante occasioni, partendo dalla forza di volontà e da una convinzione esemplare che ne hanno fatto il primo popolo libero d'America.
Ogni cooperazione non può essere efficace se non sa prendere atto di questa scommessa e contare ulla partecipazione popolare.
Noi continueremo a essere attenti e seguiremo gli eventi in un dialogo costante con le organizzazioni e patner haitiani, per far sì che la cooperazione internazionale si effettui sulla base di principi solidali e per evitare che gli errori politici del passato non si ripetano. Per una Haiti libera e sovrana.

Firme:
Global and regional organizations and networks Jubileo Sur/Jubilee South - Marcha Mundial de Mujeres/World March of Women - Via Campesina - Amigos de la Tierra Internacional/Friends of the Earth International - Alianza de Pueblos del Sur Acreedores de Deuda Ecológica/ Southern Peoples’ Ecological Debt Creditors Alliance - LDC Watch - Confederación Sindical de Trabajadores y Trabajadoras de las Americas (CSA) / Trade Union Confederation of the Americas - Alianza Social Continental / Hemispheric Social Alliance - Jubileo Sur/Américas / Jubilee South/Americas - Confederación Latinoamericana de Organizaciones del Campo (CLOC) - Programa de Incidencia sobre Deuda Ilegítima de la Federación Luterana Mundial / Program on Illegitimate Debt of the Lutheran World Federation - Réseau CADTM mondial / CADTM International Network - Red Latinoamericana Mujeres Transformando la Economía (REMTE) /Latin American Network of Women Transforming the Ecoomy - Latindadd - Kairos Europa- Africa Jubilee South - CADTM Afrique - Caribbean Policy Development Centre - Grito de los/las Excluidos Mesoamérica - Jubilee South Asia-Pacic Movement on Debt and Developmnt APMDD - CADTM South asia Network
National and Local organizations and networks Argentina Asamblea Permanente por los Derechos Humanos - ATTAC - Central de los Trabajadores de la Argentina (CTA), Secretarías de Relaciones Internacionales y Derechos Humanos - Centro Cultural la Muralla - Centro de Políticas Públicas para el Socialismo (CEPPAS)- Comisión Justicia y Paz Misioneros Claretianos- Congregación La Santa Unión de los Sagrados Corazones - Dialogo 2000- Equipo de Educación Popular Pañuelos en Rebeldía- Espacio Ecuménico - Estudiantes Haitianos en Argentina - Frente Democrático para la liberación de Palestina - Fuerza Obrera Socialista FOS - Fundación para la defensa del ambiente- El Grito Argentino - Grupo Ecológico 9 de Julio Valles del Carmen - Iglesia de Fátima de Isla Maciel - Iglesia Evangélica del Río de la Plata- Instituto de Relaciones Ecuménicas (IRE) - Liga Argentina por los Derechos del Hombre - MOCASE-V.C - Movimiento de Víctimas de crímenes de Estado en Colombia, Capit. Arg. - Movimiento por la Paz, la Soberanía y la Solidaridad entre los Pueblos (Mopassol)- Movimiento por la Soberanía y la Integración de los Pueblos MoSIP - Movimiento Social Misiones- Multisectorial de Solidaridad con Cuba- Organización Feministas - Parroquía de Santa Cruz - Partido Comunista - Partido Humanista - Plataforma Interamericana de Derechos Humanos, Democracia y Desarrollo Capit. Arg Programa de Incidencia sobre Deuda Externa Ilegítima de la Federación Luterana Mundial- Red por el Uso Responsable del Agua de Traslasierra- Revista "La Resistencia- Servicio Paz y Justicia - Bachillerato UST - Vecinos Autoconvocados de Villa de las Rosas Bangladesh EquityBD - Coastal Association for Social Tranformation Trust Belgium/Bélgica Centre Tricontinental - CADTM Bolivia Capitulo Boliviano de Derechos Humanos (CBDHDD) Brasil Rede Jubileu Sul - PACS - Central Unica dos Trabalhadores (CUT) Brasil - Comitê Pró-Haiti Brasil - Auditoria Ciudadana de la Deuda - Centro de Pesquisa e Assessoria - Grito de los Excluídos - Pastoral da Mulher Marginalizada, Regional Norte- Casa da Mulher Oito de Março - Organização Feminista do Tocantins- Red Brasileira por la Integración de los Pueblos - Rede Social de Justica e Direitos Humanos- Rede Brasil sobre Instituições Financeiras Multilaterais Canadá - Québec Federation de Femmes de Québec - Public Service Alliance of Canada / Alliance de la fonction publique du Canada - Common Frontiers - Canadians for Action on Climate Change - The Social Justice Committee of Montreal - Council of Canadians - Global and regional organizations and networks

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