sabato 30 gennaio 2010

I palestinesi protestano contro il muro, dura risposta di Israele

Ogni venerdì da cinque anni nei villaggi di confine ci sono delle manifestazioni. Ora la reazione dell'esercito si è intensificata

da Corriere.it

Scontri tra palestinesi ed esercito israeliano in Cisgiordania: in diversi villaggi, come Nilin e Nabi Saleh, i palestinesi protestano tutti i venerdì da cinque anni contro il muro di separazione con Israele. Con loro anche esponenti di associazioni pacifiste che da tempo seguono la vicenda. Negli ultimi giorni, come riferisce il «New York Times», la tensione si è intensificata e i militari hanno fatto ampio uso di gas lacrimogeni, come si vede nelle immagini che si riferiscono alle manifestazione del 29 e 22 gennaio a Nabi Saleh.
Mercoledì a Bilin, un villaggio a nord di Ramallah tagliato in due dalla barriera, è stato inoltre arrestato Mohammad Kathib, uno dei principali esponenti del comitato palestinese anti-muro. L'uomo è stato accusato di «istigare la popolazione a comportamenti che minacciano l'ordine pubblico». Israele sostiene che il muro, la cui costruzione è iniziata nel 2002, serve a prevenire eventuali attacchi kamikaze, mentre i palestinesi criticano il fatto che la barriera passa per gran parte dentro il territorio della Cisgiordania rendendo loro impossibile i movimenti. In più, il 10 gennaio il premier israeliano Netanyahu ha ordinato di erigere un altro muro tra Israele e l'Egitto sul modello di quello costruito con la Striscia di Gaza e la Cisgiordania.L'obiettivo è «porre fine all'ingresso di clandestini e terroristi». La struttura sarà formata da tre barriere, ciascuna lunga 250 chilometri: in questo modo la Striscia di Gaza sarà completamente isolata su tutti i lati