mercoledì 5 dicembre 2012

Egitto - Continua la protesta contro Morsi che è costretto a lasciare il palazzo presidenziale

Intanto anche in Tunisia si manifesta contro la repressione e le provocazioni

Mentre in Tunisia continuano le proteste dopo la pesante repressione a Siliana e la giornata di oggi ha visto un nuovo corteo a Tunisi in risposta all'assalto avvenuto da parte di esponenti di Ennadha della sede del sindacato UGT, anche oggi in Egitto ci sono state nuove manifestazioni.
La protesta è arrivata fin sotto il palazzo presidenziale dove ci sono stati scontri con la polizia. I manifestanti hanno cercato di rompere il blocco davanti al palazzo e sono stati allontanati da un fitto lancio di lacrimogeni da parte dei poliziotti.
Alcune agenzie di stampa dicono che il Presidente Morsi ha lasciato la residenza nel quartiere di Heliopolis per andare a rifugiarsi nella residenza alla periferia della capitale. La stessa tv di stato egiziana ha detto che le forze di sicurezza si sono ritirate dal perimetro esterno del palazzo presidenziale, mentre Al Jazeera ha mostrato le immagini di un blindato della polizia seguito da un gruppo di poliziotti in tenuta antisommossa completamente circondato dai manifestanti.
Il bilancio della giornata è di numerosi manifestanti feriti ed intossicati dai gas lacrimogeni.
La manifestazione di oggi era stata annunciata come un "avvertimento finale" da parte dell'opposizione nei confronti di una costituzione, frutto della maggioranza islamista (nell'Assemblea costituente che l'ha approvata i laici ed i cristinai non hanno partecipato) e che mette a repentaglio le libertà democratiche oltre ai diritti delle donne e delle minoranze. E' questa costituzione che Morsi vorrebbe portare a referendum il 15 dicembre.

La protesta che sta salendo giorno dopo giorno riguarda perciò i poteri speciali che il presidente Morsi si è attribuito ed appunto  il referendum del 15 dicembre sulla nuova costituzione. Nelle proteste, come quella di oggi convocata da un appello firmato da esponenti del partito della Costituzione, creato da Mohamed Elbaradei, dal movimento della corrente popolare dell'ex candidato alle presidenziali Hamdeen Sabbahi e dai giovani del movimento 6 aprile ed altri, si denunciava come i Fratelli Mussulmani stiano tradendo le richieste della rivoluzione che ha portato alla caduta di Mubarak.
Tra gli slogan e i cartelli spiccavano quelli che dicevano: "La costituzione dei fratelli musulmani è illegittima".
Alla protesta di questi giorni partecipano anche alcuni organi di stampa egiziani: alcuni giornali dell'opposizione non sono usciti in segno di protesta. Questo perchè tra gli articoli della nuova costituzione, che contiene il richiamo come uno dei fondamenti alla Sharia, ci sono anche norme che vanno a limitare le libertà civili e di stampa.
Profonde e radicali sono le motivazioni di una protesta che giustamente non accenna a placarsi contro un presidente, Morsi che, forte del ruolo giocato dall'Egitto a livello internazionale nella vicenda di Gaza, sta cercando di accellerare le proprie mosse in quello che viene definito un vero e proprio inaccettabile colpo di stato.
RASSEGNA STAMPA
Da Nena News - Ombre sul referendum, lo scontro nelle strade continua - Vai all'articolo
Le Monde - Morsi lascia il palazzo presidenziale luogo degli scontri Vai all'articolo
El pais - Le proteste contro Morsi arrivano al palazzo presidenziale
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Dal NYT Alle proteste contro il progetto di costituzione si risponde con i gas lacrimogeni. Vai all'articolo