domenica 6 maggio 2012

Grecia - Incertezza e paura. Nuova Democrazia e Pasok in discesa

di Argiris Panagoulos
La Commissione europea, la Banca centrale europea, il Fondo monetario internazionale, Angela Merkel, Nicolas Sarkozy e perfino l’agenzia americana Standard & Poor’s, che ha alzato ieri il rating del paese, si sono schierati apertamente a favore dei partiti dei Memorandum per le elezioni di domenica in Grecia. Si scommette su un governo di coalizione tra Nuova Democrazia e Pasok o al massimo allargato anche ad Alleanza Democratica, se entrerà nel parlamento.
Nuova Democrazia e Pasok hanno cercato di spaventare la gente con il timore del fallimento del paese di fronte a un probabile successo delle sinistre.
I creditori taglieranno i prestiti e non potremmo pagare pensioni, salari, gli ospedali e le medicine se Tsipras e le sinistre andranno al governo, dicono i partiti dei Memorandum. E la Grecia sarà cacciata dall’eurozona e dalla Unione europea, aggiungono i media a loro servizio.
Il premier Papadimos resterà a guidare con i voti di Nuova Democrazia e Pasok il prossimo governo greco, magari completamente tecnico? Domanda da incubo visto che ha avvisato che in giugno ci saranno nuovi tagli per 11,50 miliardi di euro.

Il tentativo di innescare un clima di paura non sembra avere però successo. Né sono serviti la messa in funzione del primo campo di detenzione di immigrati ad Amigdaleza, ai piedi di monte Parnithaad Atene, o lo scandalo delle prostitute con il Hiv, due storie dimostratesi boomerang per i partiti di governo. Perché ai cittadini non piace risolvere i problemi sociali con metodi polizieschi, né vogliono essere distratti dai veri problemi del paese: i tagli e il debito, mentre nell’ultima settimana si è registrato il triste record di sei suicidi.
Fin da ieri mattina, Piazza Syntagma è stata blindata e isolata dal resto di Atene per motivi di sicurezza, in vista dell’ultimo comizio prima del voto di domani del ministro Venizelos. La maggior parte degli analisti si aspettano una diminuzione dell’astensione, che aveva superato di poco il 29% nelle elezioni precedenti, e l’aumento degli indecisi. Ma nessuno crede ormai ai sondaggi.
La sinistra spera che Nuova Democrazia, Pasok e le altre forze a favore dei Memorandum prendono meno del 37%, per non avere la maggioranza governativa. Una speranza alimentata anche dal fatto che la conservatrice Alleanza Democratica e l’estrema destra di Laos possano rimanere fuori dal parlamento e dal
probabile successo del partito populista conservatore e contro i Memorandum «Greci Indipendenti».
Nuova Democrazia e Pasok puntano ai necessari 151 seggi sui 300 del parlamento per governare. La legge elettorale regalerà al primo partito, probabilmente la Nuova Democrazia, 50 seggi.
Secondo le alchimie della legge elettorale greca, il partito di maggioranza relativa guadagnerà più seggi dai partiti che restano fuori dal parlamento perché non raggiungono il 3%. Se questi partiti arriveranno al 10% Nuova Democrazia e Pasok avranno bisogno del 36,40% per governare, ma se arrivano al 12% solo il 35,50%.
Pasok e Nuova Democrazia avevano il 77,40% nel lontano 2009. Allora Pasok aveva preso il 43,97%, ND 33,47%, Kke 7,54%, Laos 5,63% e Syriza il 4,60%. Ora i voti del Pasok e Nuova Democrazia sono in caduta libera.
Dove andrà a finire il resto?